Come all'epoca di Rasputin: funziona il binomio trono-altare a Mosca
jamacor 14/02/2012 13:23:53
CITTÀ DEL VATICANO
Il patriarca nell'urna. "L'era Putin è un miracolo". Il capo degli ortodossi russi Kirill entra in prima persona nella contesa politica e c'è addirittura chi evoca l'epoca fosca del monaco Rasputin e degli zar divinizzati dalle gerarchie ortodosse. Il patriarca di Mosca Kirill e i leader religiosi “benedicono” la candidatura di Putin alle presidenziali del 4 marzo e il suo programma fortemente nazionalista e autoritario. Il premier russo ha dedicato un'intera giornata della sua campagna elettorale ad incontrare le comunità ortodosse. "Per il patriarca Kirill sarà Putin il presidente", sintetizza AsiaNews, l'agenzia del Pontificio istituto missioni estere (Pime). Intanto piovono critiche sui mass media che denunciano una grave mancanza di indipendenza delle religioni dal potere. Putin non lo ha fatto né per incontrare gli osservatori occidentali, né per confrontarsi in diretta tv con i suoi sfidanti alle urne per le presidenziali del 4 marzo. Ma per parlare con i leader delle comunità religiose di Russia, il premier Vladimir Putin ha preso un giorno libero dagli “impegni di governo”, come ha detto il suo portavoce.
"I leader religiosi ne hanno formalmente appoggiato la candidatura", riferisce AsiaNews. Ospitato dal patriarca russo-ortodosso, Kirill (che ha definito un “miracolo” l’era Putin) l'abbraccio tra trono e altare ha portato, al monastero di San Danilo a Mosca, i rappresentanti sia delle cosiddette "religioni tradizionali" (ortodossi, buddisti, musulmani ed ebrei) che non (cattolici, armeni e altre denominazioni cristiane). Kirill ha “benedetto” le ambizioni politiche del premier, definendolo il “candidato che di certo ha le maggiori possibilità di tradurre la sua candidatura in una carica reale". Il Patriarca, che ha appoggiato le istanze di cambiamento espresse dai manifestanti scesi in piazza a dicembre contro i brogli elettorali, invitando le autorità ad ascoltare il popolo. Il capo della Chiesa ortodossa russa ha poi ringraziato Putin per il "cruciale ruolo" giocato nel traghettare il Paese fuori dalla crisi degli anni '90. Kirill, inoltre, ha definito gli ultimi 12 anni un “miracolo” per la Chiesa in Russia. Vladimir Vladimirovich Putin è stato presidente dal 2000 al 2008, quando è stato nominato primo ministro dall’attuale capo del Cremlino, Dmitri Medvedev. Anche il rabbino di Russia, Berel Lazar, ha di fatto sostenuto il terzo mandato di Putin, criticando le vaste proteste anti-governative degli ultimi due mesi. “Il fatto che le manifestazioni si siano tenute di sabato, fa capire che non si è trattato di un evento ebraico”, ha ironizzato. Stesso sostegno dai musulmani, con il presidente del Consiglio dei Mufti, Ravil Gainutdin, che ha spiegato al capo di Stato in pectore: “I musulmani la conoscono. Si fidano. Desiderano il suo successo”. L’incontro al monastero di San Danilo ha sollevato diverse critiche sui media russi. Il sito di informazione religiosa Portalcredo.ru ha titolato “La mobilitazione prelettorale delle confessioni”, accusando Putin – in calo di consensi - di sfruttare il sentimento religioso. “Le religioni benedicono il terzo mandato di Putin”, ha scritto Interfax. “In questi 12 anni – fa notare un lungo commento dell’agenzia di stampa russa – le organizzazioni religiose hanno ottenuto una libertà e un sostegno inaspettato. Sanno bene che in gran parte questa ‘sinfonia’ è statapossibile grazie a Putin”. “Dal fatto che i leader religiosi riconoscano la storicità del momento e capiscano la loro missione in esso, dipende molto il destino della Russia – continua il commento – le critiche verso il potere non sono una minaccia alla sua esistenza, ma un aiuto a rendere la vita migliore”.
Un'investitura, quindi, da parte del potere religioso allo zar della Russia del terzo millennio, nelle cui mani si concentra una quantità impressionante di potere da quando ha liquidato i cosiddetti nuovi oligarchi, ossia i neo-miliardari che si erano arricchiti con la svendita (voluta dal predecessore Boris Eltsin) delle aziende statali russe e in grado di condizionare fortemente anche la politica. Vladimir Putin, dunque, come uomo forte della Grande Madre Russia. Per molti, ma non per i leader religiosi che lo hanno "benedetto", un gradino sotto la dittatura. Del resto due settimane fa la Chiesa russo-ortodossa ha espresso il suo appoggio alla proposta del candidato alle presidenziali e premier Vladimir Putin di dare un giro di vite sull’immigrazione in Russia. A parlare è stato il portavoce del Patriarcato di Mosca, l’arciprete Vsevolod Chaplin, sempre più sotto i riflettori da quando la Chiesa è stata chiamata in causa come possibile moderatrice tra la piazza che chiede “una Russia senza Putin” e il potere centrale, preoccupato di perpetuare lo status quo. “E’ bene che il problema sia stato sollevato e che si dica che l’immigrazione illegale va arginata anche con regole più severe”, ha detto Chaplin, a capo del Dipartimento del Patriarcato per i rapporti con la società. “Credo che la maggioranza delle persone sosterrà queste misure, che diventeranno proposte di legge nel futuro prossimo”, ha aggiunto in un’intervista con Interfax.











