Commento al messaggio del 25 giugno, a Marija
temponuovo.net 28/06/2012 06:29:57
Messaggio a Marija, 25 giugno 2012
Cari figli! Con la grande speranza nel cuore anche oggi vi invito alla preghiera. Se pregate figlioli, voi siete con me, cercate la volontà di mio Figlio e la vivete. Siate aperti e vivete la preghiera; in ogni momento sia essa sapore e gioia della vostra anima. Io sono con voi e intercedo per tutti voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
"Cari figli!": siamo suoi figli e le siamo cari … teniamo sempre presente questa premessa fondamentale, senza la quale tutta la nostra vita sarebbe una desolazione (come in effetti diventa per tutti coloro che negano la maternità e la premura di Maria).
"Con la grande speranza nel cuore": la speranza sembra una virtù fuori luogo per una che è diventata Regina del Cielo, perché ha già ottenuto il massimo per una creatura. Che può sperare di raggiungere ancora? E' chiaro che Maria non spera qualcosa di meglio per sé, ma per noi: la sua speranza riguarda noi. Come una madre che si preoccupa non per sé, ma per i suoi figli. Lei spera qualcosa di bello per noi. E' l'opposto dell'egoismo.
"anche oggi vi invito alla preghiera": non demorde mai in questa richiesta e ci fa capire che in essa sta il cuore del suo messaggio. La preghiera è l'elemento decisivo, irrinunciabile, che accomuna tutte le apparizioni mariane di questi ultimi due secoli: la Madonna ci dice chiaro e tondo che dobbiamo tornare alla preghiera, al dialogo continuo con Dio. Non si tratta di un optional. Senza preghiera l'uomo è finito, in balìa di se stesso, cioè della tristezza e dell'angoscia. Senza preghiera, cioè senza rapporto con Dio, l'uomo è radicalmente solo e alla fin fine disperato. La preghiera fa la differenza, sia nella vita del singolo uomo che delle comunità e dell'intera società.
"Se pregate figlioli, voi siete con me, cercate la volontà di mio Figlio e la vivete": ecco i bei frutti della preghiera.
Anzitutto il fatto che stiamo con Lei: e non è forse questo lo scopo della nostra vita e il vero oggetto di ogni nostro desiderio? Quando siamo affascinati dalla musica o dalla natura o dalle persone o da ogni bellezza in realtà è Lei che cerchiamo. Perché Lei è sempre con Cristo, sempre unita a Lui: ubi Christus, ibi Maria. Stare con Lei, cioè stare con Cristo, è lo scopo della nostra vita, perché è il compimento di tutto.
Inoltre pregando cerchiamo la volontà di Cristo e la viviamo: "mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera" (Gv 4).
"Siate aperti e vivete la preghiera; in ogni momento sia essa sapore e gioia della vostra anima": la preghiera, che deve accompagnarci in ogni momento della vita, non è dunque un peso per noi, ma gusto, gioia, respiro, soddisfazione, pace per il nostro io. Sembrano riecheggiare qui le parole che pochi giorni fa ha pronunciato Benedetto XVi parlando proprio della preghiera:
l’incontro quotidiano con il Signore e la frequenza ai Sacramenti permettono di aprire la nostra mente e il nostro cuore alla sua presenza, alle sue parole, alla sua azione. La preghiera non è solamente il respiro dell’anima, ma, per usare un’immagine, è anche l’oasi di pace in cui possiamo attingere l’acqua che alimenta la nostra vita spirituale e trasforma la nostra esistenza. E Dio ci attira verso di sé, ci fa salire il monte della santità, perché siamo sempre più vicini a Lui, offrendoci lungo il cammino luci e consolazioni. (Benedetto XVI, Udienza generale del 13.6.2012)
Approfondendo questo pensiero con l'aiuto di San Paolo, il Papa ci richiama a vivere con fedeltà questo legame con Cristo:
Anche nella nostra vita di preghiera possiamo, quindi, avere momenti di particolare intensità, forse, in cui sentiamo più viva la presenza del Signore, ma è importante la costanza, la fedeltà del rapporto con Dio, soprattutto nelle situazioni di aridità, di difficoltà, di sofferenza, di apparente assenza di Dio. […] quanto più diamo spazio alla preghiera, tanto più vedremo che la nostra vita si trasformerà e sarà animata dalla forza concreta dell’amore di Dio. Così avvenne, ad esempio, per la beata Madre Teresa di Calcutta, che nella contemplazione di Gesù e proprio anche in tempi di lunga aridità trovava la ragione ultima e la forza incredibile per riconoscerlo nei poveri e negli abbandonati, nonostante la sua fragile figura. […] il Signore, attirandoci a sé nella preghiera, ci permette di farci presenti e prossimi ad ogni fratello nel suo amore.
"Io sono con voi e intercedo per tutti voi presso mio Figlio Gesù": continua a ribadire che è presente vicino a noi, con noi, per noi. Ma perché non decidersi ad utilizzare questa compagnia e questa risorsa sublime? Quando viene l'ora del Rosario o della Santa Messa dovremmo dire: "Finalmente! E' venuta l'ora di stare con Maria e con Cristo, è venuta l'ora di parlare con loro, di ascoltare loro, di ricevere loro. Finalmente è venuta l'ora di lasciarsi invadere dalla bellezza e dalla verità!".
"Grazie per aver risposto alla mia chiamata": dopo tutto quello che offre e fa per noi, ci ringrazia pure … Per questo Medjugorje spiazza tutti e non viene considerata adeguatamente: perché supera ogni più rosea previsione di bene per noi e per il mondo. E allora la nostra poca fede ha un pretesto per dire: non è possibile. E invece è possibile, con buona pace del nostro incallito, irragionevole e triste pessimismo.
Omni Die

