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Maestro vessato dagli alunni finito agli arresti domiciliari - Di Gianni Toffali

Con l'accusa di maltrattamento ai danni degli alunni, un maestro di una scuola elementare della provincia di Verona è finito agli arresti domiciliari.

Al Gip ha spiegato che le urla indirizzate ai ragazzi e i pugni sul banco, erano imputabili ai reiterati sbeffeggiamenti della classe di cui da tempo era diventato "preda".

La vicenda del maestro vessato, frustrato e fatto oggetto di scherno è solo la punta dell'iceberg di un fenomeno sommerso certamente rilevante, ma di cui le dirigenze scolastiche preferiscono parlarne poco, o di non parlarne affatto.

Il motivo, anzi i motivi sono molteplici.

In primis, c'è la convinzione antropologica, o meglio, la leggenda metropolitana, che il bambino sia quell'esserino buono, ingenuo e puro che di tanto in tanto per spirito di emulazione si lascia andare ad innocue birichinate di gruppo. La casistica e gli studi sull'infanzia hanno abbondantemente dimostrato che anche i bambini, al pari degli adulti, sono capaci di piccole e grandi cattiverie.

In secondo luogo, un'eccedenza di "garantismo" dello scolaro, che non permette laddove necessarie, sanzioni disciplinari pari alle gravità dei gesti compiuti. "Immunità" ulteriormente allargate dalla Camera ad inizio maggio, che ha abolito le sanzioni previste per gli alunni della scuola primaria.

Infine, il punto più importante, le responsabilità dei genitori. Un tempo si diceva che gli alunni erano maleducati, in quanto anche se i genitori avevano inculcato loro i precetti della buona educazione i figli non li avevano messi in pratica.

Oggi invece, si pensa al contrario e si è passati alla fase della ineducazione, ossia i genitori non hanno insegnato ai figli le buone maniere del comportamento da tenere a scuola e nei luoghi pubblici.

Il risultato è che, "grazie" alla perdita del concetto di autorità genitoriale, e alla diffusione del prototipo genitore amicone dei figli, quotidianamente si assiste in classe ad atteggiamenti altezzosi, arroganti, violenti di alunni che rispondono male ai docenti con parole pesanti ed offensive della dignità e reputazione della persona umana.

Sarebbe opportuno che gli insegnanti, al fine di reprimere il fenomeno del bullismo e degli alunni scalmanati, invitassero principalmente i genitori amiconi a sedere sui banchi della scuola per seguire corsi di galateo comportamentale e di rispetto per le autorità scolastiche.
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La scuola è andata a farsi benedire!
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