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ENRICO MEDI, LO SCIENZIATO DI DIO


Anni fa ho avuto la fortuna o la grazia di sentire qualche discorso dello scienziato e professore di fisica Enrico Medi. Le sue parole mi sono rimaste indelebili nella memoria. Ho pianto di gioia, nelle sue parole ho trovato quello che cercavo.

In un suo discorso a Prato, per esempio, queste sono state le sue espressioni: "è una chiamata questa sera ragazzi! Non sono venuto per dirvi parole poetiche o mistiche, sono venuto per lanciare un grido di guerra e trovare la risposta di questo grido, i volontari e gli eroi, che vogliono combattere sul fronte di Cristo e della fede, per il bene e la salvezza della nostra Patria e della nostra Chiesa. Siamo tutti più o meno sconvolti per quello che sta accadendo nel mondo, si può dire che il sorriso è scomparso dalle nostre labbra. Anche voi ragazzi, giovani dell'Università dove insegno da circa quarant'anni. Anche io mi sento giovane come voi, anche voi avete perduto il sorriso e la gioia. Non cantate più, non ridete più, urlate, gridate, vi danneggiate, vi rovinate gli uni con gli altri, e perdete gli anni più belli, che sono quelli della vostra giovinezza.
Allora a voi questa chiamata, ridestiamoci è l'ora della resurrezione! E anche a voi, consacrati della Chiesa, a voi servi di Dio, a voi sacerdoti e non nomino alcuni di voi perché non conosco nessuno di Prato, ma dico innanzi a voi che siate giovani o anziani.
Ricordatevi che noi poveri laici, papà, mamme, giovani, ragazzi vogliamo vedere innanzitutto il sacerdote santo, il sacerdote saggio, il sacerdote semplice, il sacerdote crocifisso ogni giorno, per l'amore delle anime e per l'ardore dei cuori. Tu sei la nostra fede! Tu sei la nostra luce! E guai se la fiaccola si spegne! E guai se il sale della terra perde il suo sapore! Quindi questa sera dovendo parlare dei giovani di oggi, il mio primo pensiero, o dolce Madonna dei Pirenei, va ai tuoi sacerdoti, perché il sacerdote è il giovane di Dio, il sacerdote è l'astronauta di Dio! Ricordati, o servo del Signore, che tu non sei un uomo come gli altri. Il giorno in cui lo Spirito santo ha inciso su di te un carattere eterno hai cessato di essere uomo comune!
Come quando Neil Armstrong, Edwin Aldrin e Michael Collins entrarono nella capsula e il Saturno 5 li lanciò verso la luna, non sono uomini come gli altri, a loro non è concesso perdere un milionesimo di secondo, sbagliare una manovra, tornare indietro, stancarsi o arrabbiarsi, sono uomini del cielo!
Tu sacerdote di Dio che devi portare il L.E.M. della salvezza degli uomini, non sulla luna, ma qui su la terra, travalicando gli infiniti spazi fino al cuore del Tuo creatore. Pensa alle tue immense, infinite responsabilità.
Se tu, o sacerdote, sei santo, sei umile, consumato di giorno in giorno dall'amore del Divino Spirito e dall'incanto di Maria, la gioventù sarà salva. Avremo vocazioni, avremo amore di sacrificio e i giovani troveranno la strada della luce.
La prima premessa è il Sacerdozio, la seconda è la chiamata della fede, che è legata anche a questo. Speriamo che nelle chiese d'Italia si ricordi che domenica è la Madonna di Lourdes, ma non lo so, si parla di tante cose, dai pulpiti, durante le messe, di tante cose che a noi non interessano per niente.
Sempre problemi sociali, i ricchi e i poveri; siamo tutti immensamente poveri, immensamente dolenti, siamo tutti privi di te. Noi vogliamo la Tua ricchezza, il Tuo cuore, il Tuo crocifisso, il Tuo rosario.
Vogliamo che ci si parli di Dio! Il mondo oggi va alla rovina, al massacro, alla morte, perché rinnegando Dio, si è persa la speranza di vita. Di questo abbiamo bisogno noi! Parlateci di Dio! Il fremito di tutte le cose ce lo riporta! Giovani che siete nelle università, studenti di fisica, di chimica o di qualunque materia, non date retta a quei delinquenti dello Spirito, omicidi dell'anima, insegnanti, professori, mostri!! Che distruggono nei nostri giovani la realtà della fede, che vengono a dirci delinquenti che sono, che la scienza ha dimostrato che Dio non c'è!
Ma come ti vediamo, o Signore, palpitare nella luce delle stelle, noi che raccogliamo nei nostri telescopi, e nei nostri radioscopi, le vibrazioni delle lontane galassie, a cento, duecento, a milioni, a miliardi, a due miliardi di anni luce di distanza, troviamo che le leggi degli atomi e dei protoni che sono lassù, sono identiche a quelle dei nostri atomi, ai protoni di questo microfono, che compongono queste mie mani, che fanno del tappeto di questo arco un monumento, un'opera d'arte.
Noi che vediamo tutto questo, ne dobbiamo concludere, che se siete uguali c'è un'unica mano che uguali vi ha fatto! Perché l'uno e l'altro non vi conoscete! I dieci alla potenza ottantacinque atomi, che stanno in cento miliardi di miliardi di stelle, mai si sono incontrati, mai hanno fatto, caro amico, una costituente per essere uguali, e avrebbero dovuto esistere in modo da decidere di essere come dover essere, e giungere ad essere così come sono.
Quindi c'è una mano, fuori dallo spazio, fuori del tempo, padrona dell'essere, e noi questa mano, questa sapienza, questa potenza, da un capo all'altro dell'universo, l'adoriamo in ginocchio, con festa, con gioia! Dio mio, Signore mio, questa è la nostra fede!
E questa mia povera parola, il vostro battere delle mani, o fratelli di Prato, è la testimonianza del nostro Dio! Cos'è questa mia lingua che si muove? Un miracolo! Centinaia di nervi che comandano centinaia di muscoli.
Io richiamo in questo momento, con un segnale misterioso dal profondo, del mio cervelletto, le immagini impresse nelle cellule che lo costituiscono, immagini e segni come un calcolatore elettronico, tiro fuori il senso di una parola, la trasformo in parola, faccio vibrare la mia lingua, la mia parola esce da questo microfono, arriva ai vostri timpani, alla catena degli ossicini, ai canali semicircolari, arriva al nervo acustico, e nel vostro cervello rievoca la stessa immagine che io pronuncio!
Oh, Madonna di Lourdes, oh grotta di Massabielle, oh piccola bimba che scavi la terra arida, per scaturirne la fontana della vita, è il nostro colloquio. Dentro di me, io sento, io vivo il palpito! La materia si piega al volere dello Spirito, e voi battete le mani, o piangete o applaudite, o rinnegate. Non c'è miracolo grande nell'Universo, come quello che avviene questa sera tra di noi.
Che cos'è che ragiona? La materia? Gli elettroni? Un elettrone che fa milioni di miliardi di linee al secondo? Che vi girerebbe la testa solo a dover contare? La materia non capisce nulla, la materia non ragiona; oggi è la mia anima che parla a voi! è il vostro cuore che con il mio cuore palpita. è lo Spirito immortale che trionfa sulla materia e sale verso i Cieli!
(...) La settimana scorsa ho fatto una conferenza a Subiaco, bellissima conferenza. Quando sono uscito, un gruppo di giovani mi sono venuti quasi addosso, urlavano, tanto che le forze dell'ordine si sono spaventate.
Ho detto: li lasci fare, sono abituato, è per il loro bene! Non perché devono urlare, ma hanno bisogno di sfogarsi, chissà come vanno cercando Dio nel loro cuore?
Quante persone dicono "Io sono ateo, o atea, perché tanto dopo la morte non c'è nulla". E allora io che sono vivo, ed ho la certezza che un giorno non sarò più niente? Dunque Dio non c'è?! Bene! L'anima non c'è? Bene! L'anima non c'è, cosa sono io? Un aggregato di molecole, queste molecole sparse sulla terra o nel vento, che differenza fa? Non se ne accorge nessuno, e se anche se ne accorgessero gli altri, che importanza avrebbe se non me ne accorgo io? E allora io dovrei vivere nella certezza di diventare nulla? Attenti che fa impazzire a pensarci bene essere nulla. Molti lo dicono che con la morte finisce tutto. Ma perché dentro di loro hanno la prepotenza di fede rinnegata, e sanno che loro nel nulla non ci andranno. Perché andare nel nulla è la disperazione più assoluta. Di te non rimane niente, non rimane pensiero, non rimane anima. Il ricordo di te non servirà a nulla, perché tu non ci sei.
Che i tuoi figli ti benedicano, o ti maledicano che venerino la tua tomba oppure no, perché è idiota venerare la tomba di colui che non c'è, perché in realtà è come colui che non fosse mai esistito.
Polvere prima, polvere durante, polvere dopo, dice. Ma rimane il ricordo! Non rimane niente! Il ricordo di che? Di te che non ci sei più? A volte prego Dio che non mi faccia mai capire cos'è veramente il nulla!
E allora io metto al mondo delle creature per dar loro l'illusione di essere qualcosa, quando so che finiranno nel nulla? Povere creature che siamo! Ringraziamo sempre Gesù che ci ha dato il dono della preghiera, quando siamo stanchi, demoralizzati, come è bello dire: "Padre nostro che sei nei cieli...". Il nome di Dio!
Nel popolo Ebraico non si poteva pronunciare il nome Jeova, senza il permesso della Torah, la legge di Mosè, e chi lo pronunciava senza il permesso veniva lapidato.
Signore mio, che succede in questo mondo che si bestemmia Dio dalla mattina alla sera? Altro che vituperato il nome di Dio! è calpestato, è bestemmiato, il nome di Dio è maledetto, fratelli!
C'è da meravigliarsi, Signore mio, vuol dire, non vuol dire ma è così, che la Madonna tende le sue mani! Tu o Regina di Fatima, con il Tuo cuore sanguinante tendi le tue mani e fermi l'ira di Dio! Se bastava soltanto nominare il nome di Dio, nella legge di Mosè per essere flagellati, cosa avverrà di questo mondo che offende il Signore di giorno e di notte? Altro che cataclismi, tempeste, terremoti. Cosa meritiamo di meglio, ve lo chiedete? Credo in Dio creatore del cielo e della terra, credo in Te o Maria, Vergine, Immacolata, pensata da Dio prima che i secoli fossero.
Credo all'inferno, e ci credo all'inferno, perché chi non crede al segnale stradale "curva pericolosa" va nel fosso sicuro. Quindi io all'inferno ci credo, credo al paradiso, al purgatorio, alle anime dei miei cari che pregano per me.
Credo a voi, Santi o Sante, credo alla sofferenza umana, alla preghiera, tra tutte queste cose credo al diavolo, e ci credo al diavolo!! Chi non crede al diavolo è vittima del diavolo! Credo al diavolo presente, combattente, agente condottiero delle schiere nemiche. Giovani, ve l'avevo detto che vi rivolgevo un appello.
Il mondo non lo regolano gli uomini, si possono chiamare Churchill, Stalin, Mussolini o Hitler, gli uomini non contano niente! Contano soltanto nell'azione del decidere, ma nel mondo si svolge una battaglia immensa, la battaglia tra gli angeli e i demoni, un fronte grandioso, di miliardi di esseri viventi. Gli uni per Iddio, gli altri contro Dio e questo dall'inizio della creazione.
E la terra è la Waterloo dello scontro del bene e del male. Noi uomini siamo i compartecipi, irresponsabili ma compartecipi di una lotta che è molto più grande di noi!
L'Islam o Tamerlano, Hitler o il razzismo, i grandi movimenti del mondo, come il socialismo o il comunismo o altre eresie, non si spiegano con la volontà degli uomini. C'è qualcosa che fa impazzire gli uomini, che li esalta, che li eccita, che li distorce, delle forze demoniache condotte con una saggezza, che chi vede dall'alto, si accorge della strategia, nella quale gli uomini vengono inseriti, come attori di un teatro (attori irresponsabili), ma molto più grande di noi.
Lo vedete il mondo tutto unito, travagliato, angosciato, terribile? Basta che il diavolo prema il primo bottone, la bomba atomica, e succede il disastro dell'umanità, le bombe radioattive cadono sulla terra, e i figli dei nostri figli saranno dei mostri! A Hiroschima, dopo tanti anni muoiono ancora venticinquemila persone all'anno a causa della bomba atomica. Ed era una! Immaginate cosa farebbero diecimila bombe atomiche sulla faccia della terra! C'è da pregare soltanto la misericordia di Dio che non avvenga mai questo. Ma non c'è da scherzare! Signore Gesù, per le Tue santissime piaghe, per le mani e i piedi inchiodati sulla croce, per la corona di spine, per il dolore della Santissima Madre Tua, abbi pietà di noi.
Dove vado a consolarmi, o Signore, quando tutto è perduto? Ma questo non avverrà mai se abbiamo fede, perché Gesù ci ha dato la preghiera, e basta pensare ai Santi e ai Martiri, ad esempio, P Massimiliano Kolbe quando ha dato la sua vita per un prigioniero sconosciuto, entrare nella paurosa, spaventosa, terribile cella della morte, dove per più di quindici giorni le sue carni furono lacerate dalla sete, e dalla fame. Padre Kolbe, sei entrato dicendo Magnificat anima mea dominum, e sei spirato dicendo Signore mio e Dio mio, Te Deum laudamus, Te Dominum confitemur.
Abbiate fede, abbiate fede non temete figli di Dio! Nessuno vi può toccare, nessuno ci può far del male, nessuna tempesta può toglierci Dio dal cuore, la nostra fede ferma, immobile se volete, dovesse venire l'era dei martiri! Sarebbe il meno, siamo pronti a morire per te o Signore, è facile dare la vita per Te, è difficile amarti giorno per giorno, ora per ora, credere in Te sospiro per sospiro, attimo per attimo, questo è difficile, ma questa è fede! Abbiate fede!
La fede muove le montagne. Oggi tante cose vanno male perché la nostra fede non fa violenza sul cuore di Dio! Signore io credo che quello che ti chiedo Tu me lo dai, lo credo perché sei Onnipotente, lo credo perché credo in Te, lo credo perché la mia fede è come quella di un granello di senape, allora l'hai detto, che sposta le montagne!
Sono abbandonato, sono avvilito, la fidanzata mi ha cacciato via, non trovo un amore, non trovo un affetto, tutto va male.
Signore credo, mi abbagli con la Tua potenza, e Tu non mi puoi cacciare perché son figlio Tuo! Signore io credo, credo per la mia Patria, credo per i miei fratelli, finisco di mormorare e di dir male di tutti. Ho il cancro che mi consuma, io credo! E se credo in Te, innamorato mio, l'anima mia è piena di festa! La seconda cosa dopo la fede è il dolore, lo ripeto, lo dicevo nel mese di settembre.
Avevo a Roma novecento preti e suore al Congresso Eucaristico Mondiale, il Cardinale John Joseph Wright ha fatto parlare questo poveretto ignorante, a questo convegno di 40 Nazioni e ho detto: Sacerdoti ci parlate troppo poco di Domini Dio! Del dolore non si parla più, come se il dolore e la morte non esistano più.
Allora, dei due, uno non esiste più, o il dolore o la morte!
E se uno mi dimostra che il dolore non esiste più e la morte non esiste più, cambio parere, ma finché la morte e il dolore esistono, Tu sei l'unica nostra speranza, o crocifisso Figlio di Dio! Perché solo nel Tuo dolore, nella Tua croce, nel Tuo sangue, nelle Tue piaghe, io consolo il mio dolore, la mia croce, le piaghe e il sangue mio. Quando sento la solitudine del cuore che rapisce l'anima mia.
Giovani, è inutile che state a dire se siete romantici o non romantici, non diciamo parole cretine, tutti abbiamo un cuore, e quel giovane che non avesse un cuore che lacrima, assomiglia più ad un animale che ad un essere vivente ragionevole, diciamo le cose come sono!
La durezza del cuore è la disgrazia più grande che possa capitare ad un essere umano. Non è l'intelligenza che conta, siamo tutti intelligenti, quello che ci manca è il nostro cuore che è sbandato e pieno di paura specie i giovani, paura di essere messi da parte, di non brillare, di non farsi una posizione, di non farsi avanti nella vita, viviamo di paura, meno che gli uomini politici, tutti gli altri hanno tutti paura.
Vi guardate intorno, gli altri gridano e tutti vi mettete a gridare, stanno zitti, silenzio, quelli portano i capelli lunghi e via tutti gli altri li lasciano lunghi, vanno di moda i capelli rasati e tutti portano i capelli rasati. lo ammirerei un giovane che porta i capelli lunghi, mentre gli altri li hanno rasati, o uno che porta i capelli rasati mentre tutti gli altri li hanno lunghi. Questa è scimmiotteria universale no?
Non avere il coraggio di una personalità, no! Io sono qui, io sono io, e non sono tu, e tu non sei me, io la penso così, muoio, crepo, vivo, se poi gli altri la pensano come me, bene è una coincidenza, se non la pensano come me cammino lo stesso. La libertà della persona umana, la fierezza di dire ho ragionato, ho riflettuto, agisco così, se gli altri lo fanno, lo faccio, se non lo fanno, lo fo lo stesso, o non lo fo lo stesso!
Ecco la forza della volontà; giovani, non vi lasciate trascinare se non volendolo, e abbiate in ogni istante il controllo della vostra volontà! Quindi attento a questa fortezza dello Spirito, che non diventi vanità, attenti anche a questo. Parlo qui ai tanti amici dei gruppi di preghiera di Padre Pio, uomini, donne, io l'ho conosciuto Padre Pio, per ventisette anni, ha guidato la mia vita fino al giorno della sua morte, con quella saggezza infinita, e prudenza da Santo colossale nella chiesa. Ebbene parlo agli uomini e le donne che sono qua dentro, abbiamo parlato di fede, di fortezza, attenti che la fede è un dono di Dio anche per colui che vi parla; che Dio non lo voglia, ma se Dio ci abbandona la perdiamo subito. Nessuno è sicuro di restare nella fede, nessuno è sicuro di rimanere in grazia di Dio nel minuto che ci viene davanti, è la sua misericordia che ci sorregge; non invento parole, è chiaro, lo dice S. Giovanni, l'Apostolo, lo ripete S. Filippo Neri per non citare tutti i Santi. Quindi umiltà nella fede. Sono una mamma che dimentica, non gliela faccio, sono stanca. Sono un uomo distratto, Signore, sbaglio, accetta i miei sbagli e la mia miseria. Signore, la mia fede è debole, ho tanta paura! Signore, sono giovane ma vedi i libri che leggo, i giornali, i discorsi dei miei amici. Signore, salva la mia fede, è debole, e travolta, ho paura. Signore della mia fortezza, vieni o Dio della fortezza, della potenza e del coraggio, vieni, Signore, a consolare l'anima mia! Quindi ripeto umiltà nella fede, umiltà nella fede vuol dire, figli di Padre Pio, ed è la terza cosa e poi vi lascio, è il coraggio della fede, la follia della fede, l'abbandono della fede, che si chiama in una parola "amore".
Non dico che i gruppi di preghiera siano così, però a volte accade che noi cattolici ci chiudiamo in noi stessi, una parola buona, un atto di generosità, una gentilezza, non gettiamo barriere al nostro amore! Il cuore che Dio ci ha dato è stato fatto per spaccarsi all'infinito, e non mettere frontiere o limiti all'amore, a rischio di morire moralmente, civilmente che è molto più doloroso che morire fisicamente, mi avete capito?
Io vado, io corro, tendo la mano, dò un sorriso che vale molto di più del denaro, nelle case dei ricchi, dei poveri, sui marciapiedi delle strade, in mezzo ai delinquenti, ai disperati, agli addolorati, ai malati, a tutti quelli che Dio cerca portiamocelo! O giovani, è passato un pò di tempo, non fa niente. Vi saluto, ma non abbiate paura di una cosa, uomini, donne, bambini, non abbiate paura di morire, chi ama la sua vita la perderà, chi non la ama la salverà, sono parole di Cristo, non abbiate paura di morire.
Non vuol dire diventare suicidi, ché quella è un altra forma di paura, ma di donarsi sempre. Iddio non ci abbandona; coraggio, forza, sguardo nei cieli, il Paradiso tanto ci aspetta, con la sua luce, con la sua bellezza, con il suo incanto, l'infinita bellezza di tutte le cose, con il fervore delle anime e del Tuo volto, o Signore, o Immacolata Madre mia, ci aspetta, arriverà, il Paradiso dura tanto a lungo, dura per l'Eternità.
Amiamo la vita, l'amiamo tanto, tanto tanto, con tutta la forza, è bella, è grande, è meravigliosa. Con il solo fatto che ancora parlo, ancora vivo, che ancora sento, quando ci sono dei paralitici, dei muti, dei ciechi, posso avere dei nipotini, posso pregare. Bella è la vita, meravigliosa è la vita, ogni dito che si muove è un canto che vale più dello splendore di Antares o del brillare di Sirio, o del canto delle galassie, questa mia mano, o Signore!
Cosa non farebbero le stelle per diventare mano che si muove, che si agita, che si apre, che si chiude, che dirige un'orchestra, che guarisce un malato, che intervenga col bisturi e la sapienza di un chirurgo, no? Queste mani chi ce l'ha, nell'universo chi ce l'ha? Forse le onde del mare, forse gli immensi ghiacciai iceberg? Forse la potenza delle montagne, forse gli animali più forti e più potenti?
Ce l'ho solo io, Signore, queste mani nelle quali raccolgo il sospiro e il palpito dell'Universo, in questo momento raccolgo i cuori di queste centinaia di persone che sono qua dentro, e come povero e umile sacerdote, te li offro, te li offro con il sospiro delle stelle, e il canto dell'inebriante primavera che è lo spirito nostro. Signore, come è bella la vita!
Ragazzi imparate ad amare, ragazze imparate ad amare. Se vuoi fare un regalo al tuo fidanzato regala un bel crocifisso, e tu ragazzo regala alla fidanzata un rosario. è il regalo più bello che vi potete fare l'uno con l'altro. Non è di moda parlare così ma non me ne importa, Dio non ha la moda! E non c'è cosa più bella di una coppia unita dall'amore di Dio!
Cercate questo ragazzi, perché allora il problema del matrimonio, dei divorzi, dei non divorzi, tutte queste sono malattie, che vengono perché non c'è l'amore, quando c'è l'amore quello vero non si litiga più, non si lotta più, non contano più la bellezza, la ricchezza, la bontà. Io ti amo perché sei tu, tu mi ami perché sono io, perché l'ho ripetuto tante volte e lo dico a voi, gente di Prato.
Se amo una creatura perché è bella, amo la bellezza, non amo lei. Se amo una creatura perché
è ricca, amo la ricchezza, non amo lei. lo ti amo anche se sei malvagia, brutta, cattiva, perché Cristo ama me che sono nulla! Questo è l'amore!
Ma nella sostanza l'amore non è legato a nessun fatto, perché l'amore è diretto e assoluto, è pazzo, è infinito, è l'amore di Gesù Crocifisso, che a me povero bestemmiatore e peccatore, dona la vita, abbandona gli angeli, e si fa figlio di Dio nel seno di Maria per morire su l'alto di un calvario, dissanguato e maledetto, questo è l'amore!
Gente di Prato, vi ho sacrificato un pò questa sera, ma io vi ringrazio per la festa che avete dato all'anima mia. Non lo so cosa succede nel mio cuore, ma quanto vorrei morire per ognuno di voi, non dico parole vuote, lo sapete, tutti lo sanno, almeno in questo, la mia parola è sincera, come è bello morire per un'altra creatura, poter dare la vita a lei, signora dai capelli bianchi, a te amico carissimo onorevole, a te dolce Enrica, moglie mia, a te o giovanotto bambino, a voi in fondo laggiù nella Chiesa. Eccola, eccola, o Signore, vale poco ma è l'obolo della vedova, che tutto si offre, non ho altro, Signore.
Io ho soltanto povertà di tutto e la povertà ti offro, perché unita alla Tua ricchezza, diventa pioggia infinita di bene! E ora, anche se alcuni dicono che è stolto dire il Rosario, ripetere Ave Maria, Ave Maria, Ave Maria; ma noi alla persona amata, ai nostri nipotini, non diciamo stringendoli al cuore, amore mio, amore mio, amore mio?
O Rosario di Maria Benedetta vieni nelle nostre mani e fà che nel giorno in cui celebrerò l'ultima mia messa, nel lettino bianco della mia morte, e sarà la prima mia messa perché non sono sacerdote, messo nelle mie mani, dalle mie persone care, congiunte per sempre, sarà la catena dolce che ci lega al cielo, come diceva Bartolo Longo. Vi ricordo: ogni volta che potete regalate il crocifisso, questo libro di vita, questa realtà che si tocca, questo sangue palpitante, o Signore, o Gesù!
Ma è possibile amare come hai amato Tu? Il Re del cielo e della terra, il padrone di tutte le cose, che Ti fai spaccare i polsi da chiodi che ti trafiggono, che ti fai intorpidire i piedi a reggere un peso di morte, che Ti fai spaccare il cuore per amore nostro.
O Signore, se non è amore questo, dov'è l'amore? Fino all'ultimo sangue, che dolce amarti!
Morire con Te, salire con te sulla croce, spalancare quelle braccia, aprire quel cuore, tuffarsi in questo amore, bruciarsi in questo sangue, inebriarsi in questa vita il Crocifisso! E ultimo quando ti senti piangere il cuore, ecco qui, il Tuo Tabernacolo, l'Eucaristia.
Gesù, io sono un servo della Chiesa dovunque ti mettano, anche in un piccolo angolo, in una cassettina, non me ne importa, l'amore non guarda la ricchezza, né la stanza della persona amata, ma ci sei Tu, e io vengo a Te, ricevo l'Ostia Consacrata, che tremar di cuore!
O Dio infinito, o amore nostro! è un professore di fisica che vi parla, non è niente di speciale. Oh Gesù Eucaristia, entra nei cuori di questa città di Prato, benedetta terra di Toscana. Caterina da Siena, dolce e incantevole, bianca e nera come le rondini, come la tua storia, benedici questa terra! Tante volte me la vado a trovare a Santa Maria sopra Minerva, dove il suo corpo è conservato... Oh Caterina, benedici l'Italia e presenta la nostra Patria in questo giorno alla bianca Signora di Massabielle, in quella grotta ci siamo tuffati, o Maria, nell'acqua tua miracolosa. Ci hai purificato, santificato, sposato e unito, hai fatto di noi una cosa sola, fà che in un sospiro solo, possiamo insieme morire, insieme vivere e risuscitare nell'Eterna Gloria!

Da un discorso intitolato: "La nostra fede" di Rita Morsucci
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