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Tempi di Maria 1 5

Luisa Piccarreta, profezie inaudite: "Fin nel Vaticano si vedevano cose che facevano ribrezzo (...). Tutto era tenebre, accompagnate da un'afa marcia e velenosa"...

Luisa Piccarreta è oggi sulla via della beatificazione. Il 20 novembre 1994, la Santa Sede diede il “Nulla Osta” all’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, per l’apertura ufficiale della Causa di Canonizzazione.
Il 29 novembre del 2005, l’Arcivescovo Giovan Battista Pichierri ha chiuso la fase diocesana, iniziando così quella romana della Causa di Beatificazione (Bel tempo si spera, Tv 2000, 24 marzo 2017).

A 9 ANNI GIA’ PREGAVA PER ORE

Luisa Piccarreta nacque a Corato (Bari) il 23 aprile 1865, quarta delle cinque figlie di Vito Nicola Piccarreta e Rosa Tarantini. Trascorse la sua fanciullezza e adolescenza in una masseria agricola, di cui il padre era fattore, situata al centro delle Murge, in località Torre Disperata.

Ricevette la Prima Comunione e Cresima a nove anni e da quel momento imparò a rimanere in preghiera per ore intere; a undici anni si iscrisse all’Associazione delle Figlie di Maria.

LA PRIMA VISIONE DI GESU’

A tredici anni, mentre meditava sulla Passione di Gesù, al sentire il cuore oppresso e la mancanza di respiro, uscì sul balcone di casa e da lì ebbe una visione: la strada era piena di persone che spingevano Gesù, sofferente e insanguinato, mentre portava curvo la pesante croce sulle spalle. Allora Cristo alzò gli occhi verso di lei in atto di chiedere aiuto e Luisa ebbe compassione e si offrì vittima espiatrice per i peccati che schiacciavano il Redentore.

Da quel momento in poi, si accese in lei un desiderio insaziabile di consolare Gesù, prendendo su di sé i suoi patimenti per salvare le anime e riparare così le offese che riceveva. Iniziarono per lei le sofferenze fisiche dovute alle stigmate invisibili e alle dure e continue vessazioni di demoni.

LA SECONDA VISIONE DI GESU’

A sedici anni, un giorno, dopo essere stata vessata dal demonio, ebbe una seconda visione di Gesù penante e della Madonna Addolorata che la invitava ad offrirsi vittima per amore a suo Figlio. Allora pronunciò il suo “Fiat Voluntas tua” a Dio, facendo voto di vittima di espiazione per i peccati. In seguito a ciò, cominciò a manifestarsi un misterioso stato di sofferenza che la costringeva a stare immobile a letto e a vomitare qualsiasi cibo e bevanda, nutrendosi solo del Santissimo Sacramento, per circa settant’anni (santiebeati.it).

RIGIDITA’ CADAVERICA

Si trattava di una inspiegabile rigidità cadaverica, anche se dava segni di vita e non esistevano cure che potessero risolvere questa indicibile pena.

La famiglia si rivolse alla scienza medica, ritenendo questi fenomeni una malattia, ma senza successo.

Leggi anche: Una mistica di Stettino e le sue conversazioni con Gesù

LA LIBERAZIONE CON LA CROCE

E allora fu interpellato un sacerdote, provvisoriamente ritornato nella sua famiglia, l’agostiniano padre Cosma Loiodice, il quale recatosi dall’inferma, tracciò un segno di croce su quel corpo immobile, che fra la meraviglia dei presenti, fece riacquistare all’inferma le sue normali funzioni. Partito il padre agostiniano, ogni giorno veniva chiamato un sacerdote qualsiasi, che con un segno di croce la riportava alla normalità.

LA “DIVINA VOLONTA'”

Divenne terziaria Domenicana col nome di Maddalena, ma ebbe da Gesù una missione particolare e unica: nella “piccola prigione” del suo letto, Gesù le fece conoscere il suo desiderio di riportare l’umanità all’ordine e allo scopo per cui fu creata, ossia nella sua “Divina Volontà“, come visse Adamo prima del peccato originale.

Non fu compresa da tutti, anzi gli stessi sacerdoti la consideravano una ragazza esaltata, una nevrotica che voleva attirare l’attenzione degli altri su di sé. Una volta la lasciarono in quello stato cadaverico per più di venti giorni.

L’ORDINE DEL DIRETTORE SPIRITUALE

Non aveva un direttore spirituale, perché Gesù le parlava interiormente, correggendola e conducendola verso le vette più alte della perfezione cristiana. Ma l’arcivescovo di Trani, monsignor Giuseppe Bianche Dottula (1848-1892), avocò a sé il caso di Luisa, delegando un confessore speciale per Luisa Piccarreta, nella persona di don Michele De Benedictis, il quale con la sua prudenza e saggezza, impose alla ragazza di Corato, dei limiti per cui non poteva fare niente senza il suo consenso; le ordinò di mangiare almeno una volta al giorno, anche se subito rimetteva il cibo ingerito.

Padre Michele dal 1° gennaio 1889 le diede il permesso di rimanere a letto, dove rimase seduta per 59 anni, fino alla morte, ininterrottamente.

SEMIANALFABETA E “SCRITTRICE”

Il 28 febbraio 1899, il secondo confessore don Gennaro De Gennaro, le disse di scrivere quanto succedeva tra Gesù e lei e le grazie che riceveva continuamente. Così dal 28 febbraio 1899 al 28 dicembre 1938, scrisse importanti rivelazioni in un manoscritto contenente circa 10 mila pagine, raccolte in trentasei volumi, sulla “santificazione” nella Divina Volontà.

IL VIAGGIO CON GESU’

In una visione, scrive Luisa:

« …Il benedetto Gesù mi ha trasportata in una città, dove erano tante le colpe che si commettevano, che usciva come una nebbia densissima, puzzolente, che s’innalzava verso il cielo. Dal cielo scendeva un’altra nebbia folta e dentro vi stavano condensati tanti castighi, che pareva che fossero bastanti a sterminare questa città, onde io ho detto: “Signore, dove ci troviamo? Che parti sono queste?”

In un istante ho visto il macello che ne succedeva, e pareva che il Vaticano ricevesse parte delle scosse. Non erano risparmiati neppure i Sacerdoti. Perciò tutta costernata ho detto: “Mio Signore, risparmia la tua prediletta città, tanti Ministri tuoi, il Papa. Oh, quanto volentieri ti offro me stessa a soffrire i loro tormenti, purché li risparmi” » (Vol. 4°, 10-10-1900)

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“SACERDOTI SONO TENEBRE”


In un’altra visione parla di degrado dei sacerdoti:

« …In un batter d’occhio ho visto le tante miserie umane, l’avvilimento e spogliamento della Chiesa, lo stesso degrado dei Sacerdoti, che invece di essere luce per i popoli, sono tenebre. Onde tutta amareggiata da questa vista ho detto: “Santissimo Iddio, date la pace alla Chiesa, fatele restituire ciò che le hanno tolto, non permettete che i cattivi ridano alle spalle dei buoni”. E mentre ciò dicevo le Divine Persone hanno detto: “Sono arcani di Dio incomprensibili” ». (Vol. 4°, 13-11-1900)

I NEMICI DELLA CHIESA

« …Questa mattina il mio adorabile Gesù è venuto e mi ha trasportata fuori di me stessa. Mi pareva che fosse Roma. Quanti spettacoli si vedevano in tutte le classi di persone! Fin nel Vaticano si vedevano cose che facevano ribrezzo. Che dire poi dei nemici della Chiesa?

Come si rodono di rabbia contro di essa, quante stragi vanno macchinando, ma non possono effettuarle perché Nostro Signore li tiene come legati ancora. Ma quello che più mi ha fatto spavento è che vedevo il mio amore Gesù quasi in atto di dar loro la libertà ».


I CASTIGHI

« Chi può dire quanto sono rimasta costernata? Onde, vedendo Gesù la mia costernazione mi ha detto: “Figlia, sono assolutamente necessari i castighi. In tutte le classi è entrato il marciume e la cancrena, quindi è necessario il ferro e il fuoco per fare che non periscano tutti; perciò questa è l’ultima volta che ti dico di conformarti al mio Volere, ed Io ti prometto di risparmiare in parte”. (Vol. 4°, 22-03-1901) ».

Fonte:

it.aleteia.org/…/3

« Ora pareva che mi diceva: "Figlia diletta mia, voglio farti sapere l'ordine della mia Provvidenza. Nel corso di ogni duemila anni ho rinnovato il mondo: nei primi duemila lo rinnovai col Diluvio; nei secondi duemila lo rinnovai con la mia venuta sulla terra, in cui manifestai la mia Umanità, dalla quale, come come da tante fessure, traluceva la mia Divinità, e i buoni e gli stessi Santi dei seguenti duemila anni sono vissuti dei frutti della mia Umanità e come leccando hanno goduto della mia Divinità. Ora siamo circa alla fine del terzo duemila, e ci sarà una terza rinnovazione, ecco pertanto lo scompiglio generale: non è altro che il preparativo alla terza rinnovazione.

E se nella seconda rinnovazione manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità e pochissimo ciò che operava la mia Divinità, ora, in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata e distrutta in gran parte la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature e compirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio volere Divino col mio volere umano, come tutto restava concatenato in me e come tutto io facevo e rifacevo, e anche ogni pensiero di ciascuna cratura era rifatto da me e suggellato col mio Volere Divino » (1).


Ed ecco un'altra visione di Luisa Piccarreta

« ...Ora, mentre ciò dicevo, mi sono trovata fuori di me stessa, in braccio ad un Sacerdote; però, mentre la persona pareva Sacerdote, la voce mi sembrava di Gesù; e questi mi ha detto: "Faremo una via lunghissima; sii attenta a quello che vedi". E camminavamo senza toccare la terra; però prima io portavo Lui in braccio, ma siccome m'inseguiva un cane, come se mi volesse mordere, io avevo paura. Perciò, per togliermi la paura, abbiamo cambiato posizione: Lui portava me. Ed io Gli ho detto: -"Perchè non lo avete fatto prima? Mi avete fatto prendere tanta paura ed io non Vi dicevo nulla, perchè credevo che fosse necessario che Vi portassi io. Ora sono contenta, che essendo io portata in braccio non mi potrà fare più nulla..." Ed io dicevo: "Quanta altra via ci resta?" E Lui: "ALTRE 100 MIGLIA". Poi, domandato di nuovo, ha detto: "ALTRE 30", e così, finchè siamo giunti IN CITTA'... Ed ora, chi può dire ciò che lungo la via si vedeva? Dove paesi ridotti ad un mucchio di pietre, dove luoghi allagati e paesi sommersi dalle acque, dove straripavano i mari, dove i fiumi, dove si aprivano voragini di fuoco... Mi sembrava che tutti gli elementi si mettevano d'accordo tra loro per nuocere alle umane generazioni e formavano sepolture per seppellirle.

Quello che si vedeva di più lungo la via e che più metteva spavento e raccapriccio era il vedere i mali delle creature. Tutto era tenebre che uscivano da loro, ma tenebre fitte, accompagnate da un'afa marcia e velenosa; erano tante le tenebre, che molte volte non si poteva discernere che punto fosse. Tutto sembrava finzione, doppiezza, e se qualche bene vi era, era tutto superficiale ed apparente, ma dentro covavano i vizi più brutti e ordinavano le trame più insidiose, da dispiacere maggiormente il Signore, più che se apertamente facessero il male; e questo in tutte le classi di persone, che è tarlo che rode tutta la radice del bene. In altri punti si vedevano rivoluzioni, uccidere le persone a tradimento... Ma chi può dire tutto ciò che si vedeva? Onde io, stanca di vedere tanti mali, ripetevo spesso: "E quando finiremo questa lunga via?". E Quello che mi portava, tutto pensoso, rispondeva: "Un altro poco, non hai visto tutto ancora"... (vol. 16°,22 Marzo 1924) ».


Di queste brevi righe dei 36 volumi di Luisa Piccarreta solo due annotazioni:
1) sono rivelazioni private del 1919 e non dell'altr'ieri;
2) e poi solo rilleggendo il primo brano, vorremmo chiedere a chi ha la pazienza di rillegerlo: cosa avrà potuto capire da quelle parole così complesse e così teologiche una persona che aveva fatto soltanto la prima elementare?

Nel secondo messaggio Gesù si mostra a Luisa nelle sembianze di un sacerdote, dal momento che lei è un'anima vittima. Nell'ufficio nuovo a cui il Signore la chiama, lei deve ripercorrere la lunga e faticosa strada che tutti i giusti e i santi hanno dovuto percorrere: la lunga via di tutti i secoli. Ma lei deve percorrere, non solo la strada di qualcuno, ma di tutti. E la va percorrendo come tutti l'hanno percorsa: al passo suo, essendo lei protagonista del cammino, benchè portando Gesù in sè... Il cane rappresenta il demonio, che però non può più farle del male quando invertono la posizione, cioè, quando è Gesù che cammina portando lei in braccio. In questa semplice immagine sta la novità straordinaria che il Signore le affida: lei è felice di essere portata da Gesù.

Quanto poi al contenuto, è facile intuire che la visione-messaggio non è altro che l'elencazione degli orrori dei sette flagelli che attendono l'umanità alla fine dei tempi. Ovviamente quando questi si verificheranno. A questo proposito ribadiamo che è inutile divinare le date: chi diceva il 2006, chi il 2008, chi il 2012, qualcuno si è spinto fino al 2024.
Gesù ha detto che i tempi li conosce solo il Padre.
Stiamo obbedienti e affidati alla sua parola.


Fonte:

apocalissesangiovanni.blogspot.com/p/beata-luisa-piccarreta.html

Note:

Una mia considerazione finale:

1) A mio avviso un'importante chiave ermeneutica di questo illuminante messaggio ricevuto dalla Serva di Dio potrebbe essere la seguente rivelazione trasmessa alla mistica Maria Valtorta.
Il messaggio è chiaro e si amalgama in modo impressionante con quello della Piccarreta:

"(Parla Gesù, ndr.) La prima volta mio Padre per purificare la Terra mandò unalavacro d'acque (come si narra in Genesi 6-7), la seconda mandò un lavacro di sangue (come in Ebrei 9, 11-14), e di che Sangue! Né il primo né il secondo sono valsi a fare degli uomini dei figli di Dio. Ora il Padre è stanco, e a far perire la razza umana lascia che si scatenino i castighi dell’inferno, perché gli uomini hanno preferito l’inferno al Cielo e il loro dominatore, Lucifero, li tortura per spingerli a bastemmiarCi per farne dei suoi completi figli”.

Dalla sequenza dei due "lavacri", traspare che ve ne dovrà essere un altro, come ulteriore e finale lavacro purificatore: il lavacro che si avrà per mezzo di un diluvio di fuoco.

Infatti collegando e leggendo insieme il messaggio ricevuto dalla Piccarreta e quello ricevuto dalla Valtorta si delinea una sequenza nella logica di una radicale volontà purificatrice di Dio che a tal scopo servì e si servirà di determinati lavacri di rigenerazione per nettare ogni sozzura dal genere umano.

E così:
- alla fine del primo periodo storico (primi 2 mila anni) vi fu un diluvio di acque;
-
alla fine del secondo periodo storico (secondi 2 mila anni) vi fu un diluvio di Sangue (la Morte redentrice del Salvatore);
- alla fine del terzo periodo storico (terzi 2 mila anni) vi dovrà essere un diluvio di fuoco,
perchè né quello d'acqua né quello di Sangue sono riusciti a purificare l'uomo. Ma questo non per un difetto oggettivo di tali lavacri (del resto una sola goccia di quel divino Sangue ha la capacità radicale di fare di tutti i peccatori della Terra, dal primo all'ultimo, Santi in atto) ma per un'insufficienza soggettiva: l'uomo è rimasto duro e si è piegato a compiere le opere della carne e le opere di satana.
Dio dovrà allora intervenire per risolvere questo stato di cose e purificare profondamente la Terra e l'umanità dalle lordure, sozzure, malvagità accumulate in questi ultimi secoli, con un ultimo e terribile diluvio, come indicato da numerosissime profezie cattoliche (vedi in proposito:
Il Castigo universale che sta per arrivare sarà il peggiore degli incubi... Le profezie di mistiche e veggenti raccolte da Saverio Gaeta).

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Acchiappaladri
Luisa Piccarreta ... Sant'Annibale M. di Francia ... suor Mélanie Calvat ... Prendo spunto per suggerire una meditazione su come la Provvidenza intrecci i percorsi di vita e di apostolato di suoi straordinari "servi inutili", durante la loro vita terrena derisi, perseguitati anche da dalle gerarchie ecclesiastiche, e che poi, pian piano, spesso solamente solo dopo vengono riconosciuti come … Espandi
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