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marco18 1

È più importante un uomo o la Verità?

La Verità, con la V, è eterna, perché coeterna a Dio, in quanto Dio stesso, nella Seconda Persona della Ss.ma Trinità, ha detto: «Io sono la Via, la Verità e la Vita». Si potrebbe quasi dire che la Verità è “immanente” a Dio nel senso di identificazione ontologica (non dal punto di vista naturale, ovviamente).
L’uomo è transeunte in questa vita, immortale nell’eternità, ma non eterno, in quanto creato da Dio (ha avuto un inizio e quindi non è eterno, anche se non avrà più fine) e in quanto creato è cosa diversa da Dio e non a Lui immanente. Dio gli rimane trascendente perché sostanza diversa dall’uomo, che Gli è infinitamente inferiore.
Quindi, è l’uomo che deve vivere nella Verità perché gli è infinitamente inferiore, difendere la Verità, servire la Verità. Nella Carità, come la Verità incarnata ci ha insegnato. Non è la Verità che deve adeguarsi ai desideri, ai progetti, sentimenti, alle aspirazioni, alle ambizioni, ai mutamenti di un uomo. Chiunque sia questo uomo.
Quando si parla di amore verso il prossimo, deve prevalere il “cuore” dell’uomo, sebbene sempre guidato dalla ragione. Ma quando si parla di Verità, deve prevalere la ragione dell’uomo, sebbene non disgiunta dal cuore (la carità).
Perché dico tutto questo? Perché se un uomo, chiunque sia, viene meno alla Verità, noi siamo tenuti – pena la caduta nell’errore, spesso anche nel peccato, a volte perfino nel tradimento e nell’eresia – a seguire la Verità, non l’uomo, chiunque sia questo uomo.
Troppo difficile da capire? Non credo: basta essere in buona fede e usare correttamente quella ragione che Dio stesso ci ha donato, e ce l’ha donata non per essere sentimentalisti e buonisti d’accatto, ma per vivere secondo la sua volontà. Ovvero, secondo la Verità.
Perché scriviamo tutto questo? Dubito che la motivazione possa sfuggire a qualcuno. Quando la retta ragione, in base alla conoscenza certa delle verità di fede, ci informa che un uomo, chiunque egli sia, sta insegnando pubblicamente qualcosa in contrasto aperto ed evidente il Magistero universale della Chiesa e con la Tradizione della Chiesa, vale a dire con ciò che è stato sempre insegnato come dottrina di fede e sempre creduto fin dalle origini e accettato da tutti i pontefici, dal collegio episcopale e dai massimi teologi in tutti i tempi della Chiesa, ed è stato sempre creduto vero da tutti, la nostra scelta non può – pena la complicità nell’errore – che propendere per la difesa delle verità di fede e della Tradizione.
Non v’è uomo che possa mutare la Verità. Neanche Dio può mutarla, tanto meno un uomo, chiunque egli sia. Anzi, l’uomo di Chiesa è proprio al servizio della Verità, altrimenti è un indegno uomo di Chiesa.
Teniamo presente tutto questo sempre e bene, perché ne avremo sempre più bisogno come criterio di verità – e quindi di azione – nei prossimi tempi.
Prepariamoci al peggio, ma ben armati nella battaglia in difesa della Verità.

Massimo Viglione
17 luglio 2014

Da: Il Giudizio Cattolico
cristian c
Questa e la Verita, che si svilupa nell uomo, l”amore ardente di Dio.
Teniamo lo sgurdo fisso su di Lui, e cosi posiamo rimanere con Lui, anche se moriamo...