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Fatima.

Aggiornamento su questa vicenda...

Ieri il rappresentante dell’Osservatorio sulla Cristianofobia in Lituania, George Saidl, è stato calorosamente ricevuto dall’On. Žygimantas Pavilionis, deputato al Parlamento lituano e membro della Commissione per gli affari esteri, che ha ricevuto, a nome del popolo lituano, la petizione “Il mio appoggio al popolo e alle autorità lituane”, firmata da 2.935 membri e sostenitori dell’Osservatorio.

Ti ricordo cosa c’era in ballo:

Sekmadienis, una società che produce vestiti di dubbio gusto, ha deciso di utilizzare per una sua campagna pubblicitaria la foto di un uomo e di una donna con l'aureola.

Lui in jeans e tatuato, lei con un vestito bianco e una collana di perline
, anche lei tatuata, accompagnati dalle frasi "Gesù, che pantaloni!", "Maria, che vestito!" e "Gesù e Maria, che stile!"

Per rispetto alla figura del Divino Maestro, pubblichiamo la foto della pubblicità tagliata, non nella sua integralità.

Naturalmente e giustamente i cattolici lituani si sono sentiti oltraggiati nei loro sentimenti religiosi e hanno protestato contro questa pubblicità malvagia.

Questo ha innescato l’intervento dell'Agenzia per la difesa dei diritti dei consumatori la quale, dopo aver consultato la Conferenza episcopale lituana, ha ritenuto che la pubblicità non rispettasse la religione, imponendo all’azienda una multa.

L'azienda Sekmadienis non ha gradito l’intervento dell’Agenzia per i diritti dei consumatori e ha fatto ricorso alla giustizia perdendo in tutti i gradi nelle corti lituane.

Sekmadienis si è rivolta
all’Europa, specificamente alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). E qui ha trovato orecchie pronte ad ascoltarla. Infatti, questa Corte ha dato ragione all’azienda lituana. E per di più, all’unanimità.

I giudici europei, pur riconoscendo che le autorità lituane hanno un ampio margine di manovra su questioni simili, in particolare in casi che riguardano un uso commerciale dei simboli religiosi, hanno detto che la pubblicità “non sembra essere offensiva”.

In seguito a questa decisione scandalosa
e priva di ogni conoscenza del sentimento religioso del popolo lituano, i membri e sostenitori dell’Osservatorio hanno compiuto due azioni:

1) la prima, hanno inviato una petizione di protesta contro decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Fino a questo momento, questa Corte non si è nemmeno degnata di rispondere alla petizione di protesta dei membri dell’Osservatorio.

2) la seconda, hanno firmato la petizione “Il mio appoggio al popolo e alle autorità lituane”, indirizzata ai membri dell’Agenzia di difesa dei consumatori della Lituania, alle Corti di giustizia della Lituania ed ai cattolici lituani.

È stata questa petizione che è stata ricevuta ieri dall’On. Žygimantas Pavilionis, a nome del popolo lituano, che ha ringraziato i membri dell’Osservatorio per l’appoggio dato al popolo lituano.

Da parte sua, nell’incontro con l’On. Pavilionis, il rappresentante dell’Osservatorio nella Lituania, George Saidl, ha fatto i complimenti all’Agenzia per la difesa dei diritti dei consumatori, alle corti lituane che hanno dato ragione all’Agenzia e alla Conferenza episcopale lituana che ha appoggiato la decisione dell’Agenzia.

Inoltre, lamentava la scandalosa decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che si è rifiutata di dare ragione alle Corti lituane.

Il caso non è ancora chiuso, perché c’è di mezzo la possibilità di appello alla decisione della Corte Europea, che spero sarà fatto al più presto.

Di mezzo c’è la tutela del diritto che ogni cristiano ha di non vedere oltraggiati e vilipendiati i simboli e le persone che sono la ragione d’essere del Cristianesimo: per prima, la figura del figlio di Dio, Gesù; e per seconda quella della sua Santissima Madre, Maria.

Ringrazio te e tutti i membri e sostenitori dell’Osservatorio che hanno deciso di dare il loro appoggio al popolo lituano nella difesa del loro diritto di non vedere oltraggiati i simboli ed i sentimenti religiosi.

Con i miei più cordiali saluti,

Silvio Dalla Valle
Responsabile Campagna Osservatorio sulla Cristianofobia

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