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Tempi di Maria 10 4

L'Anticristo sarà un eminente uomo di Chiesa... Parola di Maria Valtorta

Quella di Valtorta (nata a Caserta, ma da genitori lombardi, il 14 marzo 1897 e morta a Viareggio il 12 ottobre 1961) è stata una vicenda patetica, affascinante, ma assai controversa; ella ha avuto estimatori e detrattori agguerriti: è stata ritenuta una santa da alcuni, una falsa mistica da altri; un timido tentativo di beatificazione, appena accennato dai Servi di Maria (il suo direttore spirituale era stato un servita, padre Romualdo Maria Migliorini), si è arenato quasi subito, e, allo stato dei fatti, non sembra vicina, e nemmeno probabile, una sua riapertura. Inchiodata a letto dal 1934 e sino alla fine dei suoi giorni, per ventisette anni; semiparalizzata, sofferente, ella “sentiva” la voce di Gesù che le dettò pagine e pagine di quaderni, i quali costituiscono, nel complesso, un’opera imponente, quasi smisurata, e assai difficile da inquadrare: «Il Poema dell’uomo-Dio» (messo all’Indice dal Sant’Uffizio nel 1959, quando apparve il quarto volume), i «Quaderni» e alcuni scritti minori, per un totale di alcune migliaia di pagine, che ella scriveva in maniera automatica, senza ripensamenti, proprio come se fosse stata sotto dettatura.

Personalità strana, commovente, sublime per certi aspetti, quella di Maria Valtorta; come Teresa di Lisieux – della quale, giovanissima, aveva letto la vita – ella si convinse che la sua vocazione fosse quella di offrirsi in espiazione per il male del mondo e visse la sua lunga e dolorosa infermità come un atto di amore a Dio nei confronti di tutte le anime bisognose d’aiuto. Basterebbe già questo per farci comprendere che ci troviamo al cospetto di un’anima a eletta, qualunque cosa si pensi della autenticità delle sue visioni e delle sue rivelazioni; neppure la notizia della condanna ufficiale della Chiesa, giunta quasi quand’ella si trovava alla fine della sua vita e delle sue tribolazioni, valse a turbarla più di tanto, dal momento che da anni ella viveva come risucchiata in un’altra dimensione. Bisogna anche aggiungere che la condanna stessa arrivò alquanto inattesa, dopo che Pio XII in persona aveva espresso un giudizio lusinghiero a proposito degli scritti della mistica, che gli erano stati privatamente sottoposti; e dopo che sia padre Migliorini, che l’assisteva costantemente, sia alcuni studiosi e teologi, ai quali si era domandato un parere, avevano affermato di trovare i concetti espressi negli scritti della Valtorta perfettamente conformi all’ortodossia cattolica.

Nel corso delle sue visioni, o meglio, nel corso delle sue esperienze di voci interiori, di Gesù specialmente, ma anche dello Spirito santo, della Madonna e dell’Angelo custode, alle quali seguirono le visioni di quanto udito, Mara Valtorta si imbatté anche nella tremenda figura dell’Anticristo, di cui parla il Libro dell’Apocalisse e che si manifesterà sul limitare degli ultimi tempi, prima della grande prova cui verrà sottoposta la Chiesa e del Giudizio universale, che la seguirà di poco. È un argomento tenebroso e inquietante, e, nondimeno, dal quale un credente non può prescindere, perché coinvolge il dovere di mantenersi sempre vigile e pronto a saper cogliere i segni che ne riveleranno la comparsa; di esso ci siamo già alcune volte occupati (cfr. i nostri articoli: «L’Anticristo ebreo e il misterioso “katéchon”, elementi chiave dell’apocalittica cristiana» ed «è Nerone l’Anticristo raffigurato nella “bestia che sale dal mare” dell’Apocalisse», pubblicati sul sito di Arianna Editrice, rispettivamente, il 03/02/2009 e il 13/04/2012, indi ripubblicati su «Il Corriere delle Regioni»). Ma vediamo cosa dice la Valtorta, servendoci, per la bisogna, delle osservazioni svolte da padre Livio Falzaga, il noto direttore di Radio Maria.

Scrive, dunque, Livio Fanzaga nel suo libro «Dies irae. I giorni dell’Anticristo» (Firenze, Sugarco Edizioni, 1997, pp. 81-84):

«Ma ecco il fatto nuovo, un elemento culturale interessante, un’ipotesi da tener comunque presente (perché tutti noi evidentemente abbiamo anche il diritto di sapere cosa pensano gli altri, poi saranno i fatti a dire chi avrà ragione chi avrà torto): secondo Maria Valtorta l‘Anticristo non è un uomo politico laico, ma è un uomo molto religioso; non è uno che nasce fuori della Chiesa e la perseguita; è uno che, nato all’interno della Chiesa, la tradisce, e come Giuda vuole sostituirsi a Cristo (è una delle teorie forse meno note, ma comunque più inquietanti, che Giuda volesse prendere il posto di Cristo). L’elemento nuovo di Maria Valtorta è questa identificazione dell’Anticristo con un uomo religioso; addirittura con un principe della Chiesa, uno che era una stella nel firmamento della Chiesa; uno che aveva raggiunto una grandissima vita spirituale, ma che, sedotto da Satana, ha tradito e quindi pervertendo se stesso ha cercato di pervertire la Chiesa. È una identificazione dell’Anticristo totalmente diversa da quella che ci propongono Soloviev e Benson. Leggiamo una pagina famosa dai “Quaderni” del 1943 pubblicati dal Centro Editoriale Valtortiano (p. 147): Maria Valtorta aveva chiesto a Gesù chi fosse l’Anticristo e Gesù, in un suo “dettato”, le risponde (naturalmente, preciso ancora una volta che è la Valtorta ad affermare che queste parole sono di Gesù; io non mi pronuncio in merito, ciò che mi interessa è il testo): “Quello che voi vivete in questo momento (siamo nel 1943) sono soltanto i precursori di colui che ho detto potersi chiamare negazione, male fatto carne, orrore, sacrilegio, figlio di Satana, vendetta, distruzione… e potrei continuare a dargli nomi di chiara e paurosa indicazione. Ma egli non è ancora”: quindi i vari Hitler e Stalin che dominano la scena mondiale nel ’43 sono soltanto i precursori di colui che sarà chiamato con quella serie di nomi che designano l’Anticristo.

Ma chi sarà esattamente questo Anticristo? Ecco che cosa scrive la Valtorta:
“Sarà persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in un cielo umano, ma un astro di una sfera soprannaturale, il quale, cedendo alla lusinga del nemico (cioè Satana), conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento”.
Quindi è un’importante persona ecclesiastica, un astro della Chiesa. Naturalmente questa persona, sia detto con molta chiarezza, non potrà mai essere il papa – perché il papa è il vicario di Cristo, quindi non può essere l’Anticristo: questo è poco ma sicuro. Dunque, è un uomo di grande prestigio nel mondo ecclesiastico, il quale ha raggiunto già le vette della santità: ha l’umiltà, ha la fede, ha la castità, ha la povertà; ma Satana, il nemico che non ci dà tregua fino all’ultimo istante, lo lusinga con la promessa dell’esaltazione, ed egli cede. In fondo Satana promette a questo astro della Chiesa quello che promise a Gesù nel deserto: Gesù nel deserto vinse, ma non è detto che tutti noi vinciamo questa tentazione, possiamo anche perdere. E così, questo astro, questa personalità di altissimo grado e di elevata santità nella Chiesa, lusingato da satana, volgerà in vizi diabolici le sue virtù evangeliche; soprattutto, imitando Lucifero, “il suo padre di elezione”, vorrà essere simile a Dio, pretenderà di essere Dio al posto di Dio. Infatti, il testo della Valtorta continua dicendo: “Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che non vedere precipitare nelle spire di Satana questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato”. Naturalmente noi non possiamo vedere esteriormente questa caduta, questa metamorfosi del cuore. La perdita della fede e il tradimento di questo astro nel firmamento di Dio saranno ben camuffato, ma il cielo che li vede inorridirà.

Si può trovare un parallelo a questo annuncio della Valtorta nel romanzo di Benson, dove un cardinale tradisce e svela che il papa, unico sopravvissuto dopo che Roma era stata distrutta, è nascosto a Nazareth. Benson quindi, pur identificando l’Anticristo in un grande politico, Felsemburgh, introduce nella vicenda anche questa figura del Giuda novello, che però è un personaggio di secondo piano. Invece per Maria Valtorta questo “astro nel firmamento di Dio” sarà proprio l’Anticristo in persona. “Lucifero – leggiamo sempre nel testo della Valtorta – per superbia divenne il maledetto e l’oscuro. L’Anticristo, per superbia di un’ora”, cioè per una breve ovazione mondiale, “diventerà il maledetto e l’oscuro dopo essere astato un astro del mio esercito Si tratta dunque di un santo pervertito, è chiaro che appartiene all’ambito religioso, è un ecclesiastico. Siamo in presenza di brani di letteratura estremamente interessanti; con ciò non voglio dire che avverrà realmente così. Quello che avverrà, lo vedremo – qui sulla terra e in cielo – quando avverrà; a noi interessa conservare la fede e basta. Nella visone della Valtorta, Satana, per premiare l’Anticristo, di essere passato dalla sua parte, gli darà tutti gli aiuti necessari e tutti gli strumenti infernale per governare, per dominare, per diventare il padrone del mondo; gli darà tutte le potenze che usava lui per conquistare mondo. E attraverso l’Anticristo tutto il mondo passerà sotto la signoria di Satana. L’Anticristo porterà a Satana tutti gli uomini: “A premio della sua abiura che scuoterà i cieli sotto un brivido di orrore, e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso la chiave del pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalancherà del tutto perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, dimodoché da loro stessi invochino Satana come loro re e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte dell’abisso per farne uscire il re dell’abisso, così come il Cristo ha aperto le porte dei cieli per farne uscire la grazia e il perdono che fanno degli stessi uomini dei simili a Dio e re di un regno eterno in cui il Re dei Re sono io“.

Ed ecco l’impressionante potere che Satana dà all’Anticristo, allo stesso modo che il Padre dà ogni potere a Cristo (cfr. Mt 18, 8; ricordiamo che secondo la Valtorta è Gesù che sta “dettando” e quindi parla di sé in prima persona): “Come il Padre ha dato a me ogni potere, così Satana darà ad esso ogni potere e specie ogni potere di seduzione per trascinare al suo seguito i deboli e i corrosi dalla febbre delle ambizioni come lo è esso, loro capo. Ma nella sua frenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli aiuti di Satana e cercherà altri aiuti nei nemici di Cristo, i quali, armati di armi sempre più micidiali, quali la loro libidine verso il male li poteva indurre a creare per seminare disperazione nella fede, la aiuteranno sinché Dio on dirà il Si basta e li incenerirà col fulgore del Suo aspetto”. È un testo tremendo – comunque sempre meno tremendo del testo di Paolo (2 Tess 1-12) – dove la Valtorta ci presenta l’Anticristo come un ecclesiastico che passerà dalla parte di Satana, che avrà da Satana l’estremo aiuto e che ricorrerà anche ai nemici di Cristo. Di più non dice la Valtorta, che anche in altri testi ripete le medesime cose».


Secondo le “voci” e le visioni di Maria Valtorta, dunque, l’Anticristo non sarà un laico, ma un religioso, un membro eminente della gerarchia cattolica; e, per di più, un personaggio apprezzato e ammirato per le virtù morali, per la fede, la povertà e, quasi, la fama di santità. Padre Fanzaga, da parte sua, si dice colpito da questa possibilità, ma nega recisamene che possa trattarsi di un papa, con la motivazione che il papa è il vicario di Cristo in terra, un alter Christus, e dunque, secondo lui, non potrà mai accadere che proprio egli sia l’Anticristo.

Quanto a noi, vorremmo avere la sua stessa sicurezza; ma non ci sembra che, sotto il profilo teologico, si possa sostenere una cosa del genere. Il papa, dal punto di vista morale e spirituale, è pur sempre un uomo come tutti gli altri, e non è affatto vero che sia garantito preventivamente da qualsiasi possibilità di caduta. Tutti gli uomini possono peccare, perché tutti possiedono il libero arbitrio e tutti sono soggetti alle tentazioni del Diavolo: come ricorda lo stesso padre Fanzaga, ciò è accaduto anche a Gesù Cristo; pertanto non si vede perché un papa dovrebbe godere di un privilegio che nemmeno Cristo ha riservato a se stesso(cfr. il nostro precedente articolo: «Le tentazioni di Cristo nel deserto racchiudono tutto il mistero della storia», pubblicato su «Il Corriere delle Regioni» il 27/07/2007; e, prima ancora, «Gesù ha concepito la propria missione come una lotta contro il Demonio», pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 03/12/2014).

Opinare diversamente, significa incorrere nel medesimo errore in cui cadde Pio XI allorché, a proposito dei “segreti” ricevuti da Suor Lucia a Fatima, da parte della Madonna, pare abbia commentato che, se si fosse trattato di rivelazioni autentiche, forse il primo a ricevere avrebbe dovuto essere lui, confondendo il ruolo di capo della Chiesa con il possesso dei doni mistici che Dio dà secondo i suoi disegni, senza tener conto delle gerarchie ecclesiastiche o di altri fattori estrinseci (cfr. il nostro articolo: «Come si spiega il rifiuto di Pio XI a esaudire la richiesta della Madonna a Suor Lucia», pubblicato su «Il Corriere delle Regioni» il 25/05/2015).

Sia chiaro che, da parte nostra, non stiamo affermando, o insinuando, che l’Anticristo sarà un papa; stiamo solo dicendo che nessun essere umano è immune dalla tentazione, e che qualsiasi essere umano, anche il più pio e il più devoto, potrebbe incarnare l’Anticristo. Tuttavia, non è affatto necessario pensare alla figura di un papa; potrà essere chiunque.

Piuttosto, c’è un’altra riflessione da fare, partendo dalla visione di Maria Valtorta, che noi prendiamo – al pari di padre Fanzaga – come una semplice ipotesi, una mera possibilità. Ella era convinta che l’Anticristo sarà un uomo eminente nell’ambito della religione cristiana; sta di fatto, però, che la religione cristiana sta arretrando ovunque, si sta sgretolando, non tanto sul piano dei numeri (la crescita della popolazione nei Paesi cattolici extra-europei compensa, quantitativamente, il calo sia delle nascite, sia della fede, in Europa e in Occidente, anzi, porta il saldo in attivo a livello mondiale), quanto sul piano spirituale. Il cristianesimo, e, più specificamente, il cattolicesimo (del protestantesimo ci si può chiedere cos’abbia ancora di cristiano, oggi), si sta svuotando dall’interno, sta cessando di credere in se stesso, di conservare la propria identità; sta diventando una cosa diversa, una religione vaga e confusa, impregnata di relativismo e inquinata dal modernismo, che dubita ormai del trascendente, che non coltiva la spiritualità, ma insegue le mode effimere del mondo, sforzandosi di stare “al passo coi tempi” e illudendosi, così, di conservare una certa presa sulla società, mentre sta solo affrettando la propria estinzione. Sta diventando una religione possibilista e agnostica, che fa perno sull’uomo e non su Dio; che percepisce se stessa come una delle tante proposte “spirituali” esistenti (anche se di spirituale hanno ormai poco o nulla), non più vera delle altre, ma una fra le molte, al pari delle altre, che dubita di se stessa, che pensa di doversi far perdonare il fatto di esistere, e annacqua il più possibile il discorso su Dio, sull’anima e sull’aldilà, e si concentra, invece, come se quella fosse la sua autentica missione, sull’impegno sociale, per aumentare la “felicità” sulla terra e per combattere le “ingiustizie”: vedendo, come tali, non solo quelle che lo sono realmente, e che derivano da una errata impostazione dei rapporti umani, ma anche tutte le forme di limitazione all’espansione illimitata degli appetiti individuali, del soggettivismo esasperato, dell’edonismo più egoistico.

Ebbene: se il mondo, e specialmente l’Occidente, si vanno scristianizzando, e se il cristianesimo sta implodendo moralmente al proprio interno, ad opera delle sue stesse dinamiche, come mai l’Anticristo sarà una figura eminente del mondo cristiano, e, forse, un alto dignitario della Chiesa cattolica? Non è questa una contraddizione? Una possibile spiegazione è che, a un dato momento, si assisterà ad una “rinascita”, ma assai più apparente che reale, del cattolicesimo; che il cattolicesimo tornerà di moda, sedurrà le masse; e che codesto personaggio, uscito dal suo seno, affascinerà il mondo, trascinerà milioni di persone, e specialmente giovani.

Non sarebbe forse questo il capolavoro del Demonio:
assestare il colpo decisivo alla Chiesa e alla verità cristiana, per opera di un uomo di Chiesa, o, in ogni caso, di un cristiano di comprovata fede, da tutti ammirato quale perfetto esempio di cristianesimo incarnato?

E non sarebbe ciò conforme allo spirito di questi nostri tempi, così propensi al giudizio facile e superficiale, così assuefatti a lasciarsi impressionare non dalla verità, ma da ciò che fa rumore, che colpisce l’immaginazione, che piace a fior di pelle, senza una analisi approfondita e senza una esigente domanda di coerenza?

Gli uomini della società odierna hanno bisogno di star, non di autentici maestri; non vogliono fare la fatica di pensare, e, tanto meno, di impegnarsi personalmente: vogliono, semmai, dei modelli da imitare, già belli e pronti, e che richiedano il minimo della riflessione e del sacrificio individuale.

Il cristianesimo odierno sta andando appunto in tale direzione: basta vedere quei preti, quei vescovi, quei teologi, ma anche quelle suore, che cercano il massimo della visibilità per andare incontro ai gusti più corrivi delle masse, per richiamare l’attenzione non sull’autentico messaggio cristiano, ma sulle loro persone. Hanno contratto anch’essi la malattia mortale della modernità: la tirannia dell’ego; farebbero qualsiasi cosa per strappare un applauso, ma sono anche abbastanza ipocriti da dire che lo fanno per amor di Dio e al servizio di Lui. Dicono di voler riportare le masse a Dio; però, di fatto, le stanno allontanando da Lui, e, piuttosto, le stanno sospingendo verso il Diavolo. Pazzi o traviati, si stanno comportando come il pifferaio di Hamelin: guidano masse di ciechi verso l’abisso. Non stanno elevando le anime verso il Cielo; ma, a forza di indulgere alle umane debolezze, di giustificare le umane fragilità, di accarezzare e vezzeggiare tutti i desideri, tutti gli istinti, tutti i capricci, le stanno facendo affondare nella palude dell’Inferno.

Eppure, l’Anticristo avrà fama di santità. Anche questo non sarebbe cosa nuova. Di Pelagio, uno dei peggiori eresiarchi dei primi secoli del cristianesimo, si diceva che fosse un prete di grande reputazione per l’austerità della sua condotta di vita. Anche san Pio X, nell’enciclica “Pascendi”, mise in guardia contro la fama di austerità e quasi di santità che avvolgeva i subdoli esponenti della nuova eresia, il modernismo. Il modernismo è una forma di pelagianesimo: è l’eterna tentazione dell’uomo, la superbia intellettuale travestita da umiltà. La vera umiltà cristiana non risiede soltanto nella sobrietà e frugalità di vita; essa è fatta, prima di tutto, di umiltà intellettuale: dal sapersi fare piccoli davanti a Dio, dal sapersi fare semplicemente strumenti nelle Sue mani; in secondo luogo, dall’essere obbedienti e rispettosi verso la Chiesa quale istituzione di origine divina, per quanto mediocri possano essere, e talvolta indegni, i suoi membri e perfino i suoi pastori.

Non abbiamo nessuna conclusione da fare su questo argomento; ma solo da ribadire la necessità di stare in guardia, di essere vigili e pronti a cogliere i segni della venuta dell’Anticristo.

Alcuni indizi già esistono. Ad esempio, chi conosce la figura e l’opera di don Luigi Villa (1912-2012), un sacerdote che ha dedicato l’intera sua vita, su mandato morale di san Pio da Pietrelcina, e su mandato materiale, benché ufficioso, di Pio XII, a indagare, denunciare e smascherare le infiltrazioni massoniche presenti nella struttura della Chiesa cattolica, fino ai suoi più alti livelli, sa come egli affermasse di essersi imbattuto in verità scomode e pericolose, dalle quali usciva confermato il sospetto che la Massoneria fosse giunta effettivamente, almeno fin dal 1963, a lambire la stessa cattedra di Pietro.

La figura di don Villa rimane, a tutt’oggi, estremamente controversa; la Chiesa “ufficiale” ha preso le distanze da lui e dalla sua stessa memoria, come se volesse farlo dimenticare al più presto; eppure, se fosse vera anche solo una modesta parte di ciò che egli è andato scoprendo e denunciando nei suoi scritti e soprattutto nella sua rivista, «Chiesa viva» (fondata nel 1971), nel corso della sua lunga, paziente e rischiosa inchiesta (più di una volta sembra che sia sfuggito a misteriosi tentativi di assassinio), condotta in giro per tutto il mondo, ce ne sarebbe già abbastanza per essere seriamente preoccupati rispetto al grado di fiducia che meritano certi lupi travestiti da pastori, che si annidano nella Curia romana ed in altre posizioni importantissime in seno alla Chiesa, e che, non di rado, godono di una larga popolarità presso i mezzi d’informazione di massa, che li presentano come pastori veramente ispirati dall’amore di Dio…

Di Francesco Lamendola

Fonte:

vexillaregisblog.wordpress.com/…/lanticristo-sec…
demaita
Gesù parla a Maria Valtorta dell’Anticristo e dice anche che in quel tempo ‘tre quarti della mia Chiesa mi rinnegheranno”! Verrò a Regnare. Ma prima tre quarti mi rinnegheranno
"(è una delle teorie forse meno note, ma comunque più inquietanti, che Giuda volesse prendere il posto di Cristo)". Mi piacerebbe che Lei @Tempi di Maria, così preparato su tantissimi argomenti, ci offrisse una spiegazione di questa corrente di pensiero. Una affascinante spiegazione, tra le altre, del tradimento di Giuda che ha sicuramente una personalità complessa.
Come @Sancte Joseph anche lei mi ha offerto uno spunto interessante. Così, estemporaneamente, non sono in grado di risponderle. Sarebbe da fare un confronto su più piani : padri della Chiesa, dottori medievali, mistici. Intanto se qualche lettore che si imbatte in questi commenti sa già offrire qualche considerazione a riguardo è benvenuto.
ricgiu
@Sancte Joseph tra le pubblicazioni della Valtorta c'è un'edizione della Emmerik in cui sono state riportate le annotazioni a margine della Valtorta.
Sancte Joseph
Tempi di Maria una domanda : Maria Valtorta seppe della Emmerik? E se si ha dato qualche giudizio? Grazie
Bella domanda. Dovrei documentarmi. Fino ad ora non mi è capitato di trovare collegamenti, almeno diretti come invece ci sono tra Valtorta e il veggente delle Tre Fontane Cornacchiola
Sancte Joseph
Le ho chiesto questo perché mi fido del suo giudizio. Qualche settimana fa ho ricevuto uno scritto tratto dai quaderni di Maria Valtorta dove Gesù parla della Emmerik. Me lo hanno mandato su messenger. Appena recupero il riferimento glielo scrivo.
Zimri
Sapeva delle opere. L'editore degli scritti della Valtorta ne ha parlato in un bollettino ed ha pubblicato un libro che riporta le visioni della Emmerick ma con i commenti di Maria Valtorta.

In breve il giudizio è questo: Caterina Emmerick è stata una vera mistica ma il poeta che la seguiva, Clemens Brentano, modificò gran parte delle visioni per adattarle al romanticismo tedesco.
Pare che la medesima cosa sia avvenuta con la mistica citta di Dio della venerabile d'Agreda in cui sono intervenuti teologi francescani di grand levatura. ma la sostanza rimane. E le opere sono integralmente cattoliche. Nutrono l'anima, corroborano la fede. Questo è quello che conta in fin dei conti
Sancte Joseph
Si è vero , purtroppo ogni tanto salta fuori qualcuno che vuole trovare il pelo nell'uovo come alla beata Emmerik, ma lei ha già vinto