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La “claustrale-fobia” di Papa Francesco

Nel luglio 2016 avevamo già discusso sull’anomalo contenuto… del Documento firmato da Papa Francesco, volto a modificare le radici e la Tradizione degli Istituti di Vita Contemplativa, ossia, i Monasteri di Clausura…. con il testo Vultus quaerere…. Non che un Papa non possa intervenire per migliorare e consigliare questi Istituti, ci mancherebbe altro, ma come abbiamo meditato qui: “non c’è bisogno di alcuna laurea per riscontrare, nel testo, alcuni aspetti inquietanti specialmente quando si osserva che l’applicazione del documento sarà nelle mani del cardinale João Braz de Aviz, già distruttore e devastatore dei Frati Francescani dell’Immacolata e del ramo Femminile… (e sotto la regia dell’eretico Enzo Bianchi), esperto forse in molte attività mondane e per la scelta delle tinte da suggerire al proprio parrucchiere, ma non certo in campo vocazionale e monacale…”

Non dimentichiamo che, legato ed associato a questo Documento, deve essere letto il Testo voluto da Bergoglio e firmato dalla Congregazione per la Dottrina della fede dal titolo Plaquit Deo del cui contenuto facemmo questo editoriale, qui, al quale si unì anche la bellissima riflessione di Don Felice Prosperi, qui: “Placuit Deo”? Forse no.

La “claustrale-fobia” di Papa Francesco

Premessa fondamentale per comprendere l’ultimo libro a firma di Aldo Maria Valli, vedi qui che condividiamo, consigliamo e facciamo pure nostro.

“Claustrofobia” … sull’attacco alla Clausura

La vita di preghiera, nella contemplazione del mistero divino e per la riparazione dei peccati del mondo, è un tesoro grande, conservato in monasteri dalla vita millenaria, ma ora questo tesoro è in pericolo, e non per un attacco dall’esterno, ma per iniziativa della stessa gerarchia cattolica.

L’attacco arriva dalla costituzione apostolica Vultum Dei quaerere e dall’istruzione applicativa Cor orans, un apparato normativo che minaccia l’autonomia dei monasteri, indebolisce la loro indipendenza e, con la scusa dell’aggiornamento e della formazione, mette in discussione l’idea stessa di isolamento e di vita di clausura.

Ma perché questa “claustrofobia” da parte della Chiesa? Perché mortificare la scelta di chi consacra la propria vita alla preghiera nel nascondimento? Dietro s’intravvede un’idea di spiritualità tutta orizzontale, tutta giocata nel sociale, incapace di scorgere la bellezza e la grandezza di una relazione esclusiva con Dio. Una situazione grave che in Claustrofobia. La vita contemplativa e le sue (d)istruzioni Aldo Maria Valli descrive mettendone in luce i contenuti più letali per la fede e la Chiesa stessa.

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I redattori della Deo placuit ,e non solo essi,dovrebbero concentrarsi su 4 letture:due dell'A.T. e due facenti parte della tradizione ( di cui una ufficiale,l'Apparizione di Fatima, e l'altra non ancora,cioe' Garabandal):Le prime due sono la vicenda di Elia nel primo libro dei Re, e l'intero libro di Malachia che chiude l'A. T. Cogliere l'insieme e le analogie tipiche di molti dettagli,… Espandi
Diodoro
Schema massonico settecentesco (cioè dei primi tempi), del tutto immutato: "Una Suora che si dedica ai poveri può essere tollerata come Umanitarista; una Suora che si dedica integralmente a Dio è un'intollerabile stravagante"
Mi cha el
il nemico odia i monasteri....