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Circolare 2019 del Movimento sacerdotale mariano (M.S.M.) del Padre Laurent Larroque direttore spirituale mondiale

MOVIMENTO SACERDOTALE MARIANO
Genova, 1° gennaio 2019

Ave Maria ! Santa Maria, Madre di Dio
Cari fratelli e sorelle del Movimento Sacerdotale Mariano,
• Quest’anno ho visitato 122 città in 12 paesi, con 43 voli aerei, presiedendo 182 cenacoli, ai quali hanno partecipato 30 Vescovi, circa 700 sacerdoti, alcuni diaconi, e 70000 fedeli. Ho incontrato inoltre, per presentare a loro il Movimento 9 Vescovi e alcuni gruppi di sacerdoti, seminaristi, religiose e fedeli. Ho potuto presentare il Movimento per radio una decina di volte; per la seconda volta anche alla televisione (EWTN), come aveva fatto don Stefano.
• Hanno partecipato ai nostri Esercizi internazionali a Collevalenza, sotto forma di un continuo
Cenacolo, 6 Vescovi, 150 sacerdoti e alcuni fedeli responsabili regionali del Movimento. Erano
rappresentate 34 nazioni.
• L’8 maggio 2022, il Movimento celebrerà il cinquantesimo della sua nascita. Abbiamo il progetto di rinnovare attorno a questa data l’esperienza d’un raduno internazionale a Fatima dei sacerdoti e dei fedeli del Movimento.
• A Nome della Madonna, ringrazio i numerosi responsabili e apostoli zelanti per il Suo Movimento, per la diffusione e la fedeltà dei Cenacoli, a prezzo di tanti sacrifici. Ricordo che questa fedeltà comporta di non introdurre altri messaggi dentro un Cenacolo.
Ringrazio in particolare Mons. Giovanni d’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno (vicino a Loreto in Italia), di aver visitato i Cenacoli in Corea del Sud. Ringrazio alcuni Sacerdoti che si sono resi disponibili per animare ritiri sacerdotali in diversi posti, come Repubblica Domenicana, Filippine…
• Il processo di beatificazione di don Stefano Gobbi non è ancora iniziato, ma molti vescovi hanno appoggiato, anche per iscritto, l’avviamento della postulazione. C’è dunque buona speranza.
Ripeto: se avete incontrato don Stefano, scrivete, anche se solo una pagina, la vostra
testimonianza su don Stefano e mandatela a un responsabile. È molto importante!
Esercizi spirituali 2019
Si terranno, come al solito, per Vescovi e Sacerdoti del M.S.M. a Collevalenza, da Domenica sera 23 a Sabato mattina 29 giugno, presso il Santuario dell’Amore Misericordioso. Sono ammessi pochi fedeli e solo chi ha responsabilità nel MSM. Invito i Sacerdoti a portare le intenzioni libere di S. Messe, per offrire un aiuto fraterno a chi si trova in difficoltà per le spese.
Per tutte le informazioni e le relative iscrizioni rivolgersi al
P. Florio Quercia S.J. - Via del Ronco 12
- Padri Gesuiti - 34133 Trieste, Italia. Tel. Cell. (0039) 333 6322248. Email: querciaflorio@tiscali.it.

MEDITAZIONE


«State percorrendo oggi la difficile strada della purificazione. È ancora lunga? Quando finirà?
Dovremo soffrire molto? Cosa toccherà a ciascuno, e chi giungerà al traguardo? Sono queste le domande che sovente vi rivolgete.» (3 marzo 1978)
Ma la Madonna ci chiede solo fiducia.
«Di questa fiducia sono vissuti tutti i Santi, tutti gli amici di Dio. Di questa sola fiducia si è servito sempre l'Onnipotente per realizzare in ogni epoca il Suo disegno. Spesso Io ha realizzato anche contro l'attesa di tutti, nel momento in cui nessuno avrebbe creduto». (26 luglio 1976)
Mi riferisco di nuovo al Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) §§ 675 - 677, su “l’ultima prova della Chiesa” alla fine dei tempi, dove « La Chiesa (…) seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione.»
Ma che cosa significa per la Chiesa “seguire il Suo Signore nella sua morte e risurrezione”?
Gesù aveva profetizzato la sua morte e Risurrezione:
«Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.» (Mt 12,40)
«Non sarà dato altro segno a questa generazione perversa.» (cf Lc 11,29).
Forse sarà lo stesso per nostra generazione perversa: una Chiesa che quasi “sparirà sotto terra” perché ridotta a un piccolo resto fedele, prima di ridiventare “luce per la nazioni”:
«(Spirito Santo) con il tuo divino fuoco brucia ciò che in Essa vi è di imperfetto; rendila spoglia di tanti mezzi umani di potere; liberala dal compromesso con il mondo in cui vive e che Essa deve salvare; fa' che dalla sua purificazione esca completamente rinnovata, sempre più bella, senza macchia e senza rughe, a imitazione di Maria sua Madre Immacolata e tua Sposa amatissima. (22 maggio 1983)
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Apostasia (perdita della vera fede)
In un primo senso, si può parlare della “morte” della Chiesa nella perdita della vera fede. La Madonna lo ha profetizzato a Fatima: “molte nazioni perderanno la vera fede”, che è la fede nel mistero dell’Incarnazione, come si dice nella colletta del giorno dell’Annunziazione. Il CCC § 675 parla d’«una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti.» «Ciò che è in questione è la fede», dice san Paolo VI, citato nell’Introduzione del Libro Azzurro.
«La fede sia la luce che vi illumina in questi giorni di oscurità, e vi consumi solo lo zelo per l’onore e la gloria di mio Figlio Gesù. Combattete, figli della Luce, …Perseverate nella preghiera, nella sofferenza e nella speranza, perché l’ora della vostra liberazione è vicina». (9 marzo 1979 = 31 dic. 1997)
Nella tentazione di scoraggiamento, di non più credere in una Chiesa confusa, indisciplinata, divisa e perseguitata, come la descrive la Madonna nei primi messaggi del 1979, in questi momenti, appunto, non di morte, ma di grande purificazione, gli “apostoli degli ultimi tempi” non si spaventano, perché significa che “la liberazione è vicina” (Lc 21,28), e che cioè “poco tempo rimane al Nemico” (Ap 12,12) prima della sua definitiva sconfitta. È satana il disperato, non noi.
«Anche nella mia Chiesa ormai Satana sembra riuscito a conquistare ogni cosa. (…) Io lo colpirò al cuore, mettendo la sua stessa vittoria al servizio del trionfo del mio Cuore Immacolato.» (18 maggio 1977)
Visione del martirio della Chiesa (3° segreto di Fatima)
Ricordiamo l’affermazione del Papa Benedetto XVI a Fatima il 13 maggio 2010:
«Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa.»
Il “3° segreto di Fatima”, pubblicato nel 2000 descrive come una grande “Croce” della Chiesa: vede morire martire il Papa, cardinali, vescovi, sacerdoti e tanti fedeli: è come una “morte” della Chiesa.
Leggiamo il nostro Libro:
«Vi attendono sofferenze mai provate finora, perché si avvicina il momento di un rinnovamento universale. Satana sarà sconfitto; il potere del male verrà distrutto; Gesù instaurerà il suo glorioso regno fra voi e saranno così formati i cieli nuovi e la nuova terra.
Senza uno straordinario intervento del mio amore materno, non riuscireste a sopportare il dolore della grande prova che è ormai giunta per tutti.
Sono Madre della Misericordia. È stato affidato a Me il compito materno di assistere la Chiesa, nell’ora del suo più grande patire, poiché essa deve salire il Calvario della sua immolazione e del suo martirio. Questa mia azione misericordiosa si eserciterà nell’aiutarla a portare la Croce del tradimento e dell’abbandono, quando l’apostasia si farà generale ed in essa entrerà l’uomo iniquo, predetto dalla Divina Scrittura, il quale porterà nel suo interno l’abominio della desolazione [che culminerà nell’abolire il carattere sacrificale della Messa, 31 dic. 1992].
La mia azione misericordiosa si farà ancora più forte, quando i miei figli verranno perseguitati ed imprigionati, tormentati e condotti al martirio. Allora Io mi manifesterò ad essi in maniera straordinaria, secondo un disegno misterioso…» (1° gennaio 1995)
Ricordiamo che il Papa emerito, nello stesso suo viaggio a Fatima, ha consacrato tutti i sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria, e di nuovo in piazza San Pietro, a conclusione dell’Anno Sacerdotale (11 giugno 2010). Di questo evento, don Stefano ha detto: “è l’adempimento della mia missione”.
Facciamo conoscere ai sacerdoti questa consacrazione.
Co-redenzione
Soprattutto ricordiamo che la visione del “3° segreto di Fatima” termina così:
«Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.»
Il sangue dei martiri è salvezza delle anime, permette loro di incontrare Dio. Questo è uno dei sensi del trionfo di Maria: la salvezza di tante anime - che altrimenti andrebbero perdute - per mezzo del sangue dei martiri, per mezzo del sacrificio dei servitori del Signore, con e come il Servitore sofferente:
“se offre la sua anima in espiazione, avrà una discendenza” (Is 53,10). Cioè: siamo chiamati a vivere il mistero della Croce, in co-redenzione, sull’Altare del Cuore Immacolato di Maria, Corredentrice, come Lei spiega tante volte:
«Allora oggi domando a voi, figli consacrati al mio Cuore Immacolato, quanto, in Fatima nel maggio 1917, ho chiesto ai miei tre piccoli bambini Lucia, Giacinta e Francesco, a cui sono apparsa. “Volete anche voi offrirvi vittime al Signore, sull’altare del mio Cuore Immacolato, per la salvezza di tutti i miei poveri figli peccatori?”» (15 settembre 1989)
«Il Cuore della loro Mamma sarà l’altare su cui si immoleranno, vittime gradite a Dio, per il suo trionfo». (19 nov. 1974) (cf Rm 12,1)
3 Questo partecipare alla Passione di Cristo, sull’Altare del Cuore Immacolato di Maria, adempie “la sua materna funzione di Corredentrice” (3 marzo 1979) ed è il trionfo della Misericordia del Padre sul mondo, esattamente come Gesù sulla Croce.
Innumerevoli sono i riferimenti su questo tema nel nostro Libro: 26 dic. 1974; 3 e 28 maggio 1976; 4 dic. 1976; 2 e 11 feb. 1978; 19 marzo 1978, etc…
«Non temete se oggi vi voglio tutti con Me sul Calvario: voi siete nel mio Cuore di Mamma e qui, anche voi, dovete imparare a pregare, a soffrire, a tacere, a offrire.» (24 marzo 1978)
Questo martirio è stato realizzato alla lettera per pochi fino ad adesso, e pensiamo specialmente al P. Nazareno. Perché il sacrificio di pochi basta alla Madonna per ottenere fiumi di grazie per tutti:
«…è un segno che vi dono. Da esso puoi comprendere come dalla morte e dal sacrificio di alcuni la vostra Mamma prepara una nuova vita per tutti». (3 giugno 1978)
Come lo fa capire la finale del racconto del 3° segreto di Fatima, il sacrificio di alcune vittime, cominciando dalle piccole cose di tutti i giorni, fatte in spirito di immolazione sull’altare del Cuore Immacolato di Maria, diventa offerta gradita a Dio per la salvezza del mondo. È la grande opera di Dio, che è sempre quella della Croce, perché la Giustizia sposi presto la Misericordia e venga finalmente il tempo della Salvezza per le moltitudini nel nostro tempo. Allora: “volete anche voi, offrirvi come vittime sull’altare del mio Cuore Immacolato…?”
“Sperare contro ogni speranza”
«Su questa Chiesa, che sembra stia per colare a picco, Satana vuol dominare da trionfatore sicuro…» (18 maggio 1977)
«Per un momento il Signore permetterà che la Chiesa sia come da Lui abbandonata.» (10 feb. 78)
Questo fa parte del morire in croce: come Gesù sulla Croce grida: “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?”, potremo forse dire tutti così anche noi, come Chiesa, un certo giorno…
«Quanti dubiteranno di mio Figlio e di Me e crederanno che questa sarà la fine per la mia Chiesa!
… Non è questa la fine per la mia Chiesa; si prepara l’inizio di un suo totale e meraviglioso rinnovamento.» (18 ott. 1975)
«Dio solo è sempre stato ed è ancora, in ogni circostanza, il Vincitore. Dio vince soprattutto quando appare sconfitto.» (28 nov. 1979)
Come sulla Croce per Gesù non fu la sconfitta di Dio, ma il Suo piano di Salvezza, così anche in simili momenti per la Chiesa: bisogna continuare a sperare con una fede e una speranza incrollabili, non basati sulla evidenza dei fatti ma sulla Parola di Gesù (Mt 16,18) e sulla promessa di Maria a Fatima:
«alla fine, il Mio Cuore immacolato trionferà.»

Per questo la Madonna ci dice, un giorno di Sabato Santo:
« Il Corpo di Gesù giace morto… Oggi vi voglio tutti accanto a Me, Madre addolorata, per essere da voi consolata e per insegnarvi a pregare con fiducia, a soffrire con docilità, ad amare con purezza di cuore, a credere con incrollabile certezza, a sperare con eroismo, anche contro la evidenza delle cose. (2 aprile 1988)
Così ha fatto la Madonna ai piedi della Croce: “stabat Mater”, senza perdere né fede né speranza (cf Redemptoris Mater, § 18). Se siamo i piccoli di Maria, rifugiati nel Suo Cuore Immacolato, passeremmo con Lei questa grande prova di purificazione, senza perdere né fede né speranza, “anche contro la evidenza delle cose”, “sperando contro ogni speranza” (Rm 4,18), contro una speranza cioè ancora troppo umana, per avere una speranza solamente soprannaturale, cioè basata non sulla evidenza dei fatti, ma sulle promesse di Dio.
La certezza della resurrezione è già contenuta nella frase: “alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”…
“Questa malattia non è per la morte”

La Madonna cita una frase misteriosa di Gesù a proposito della morte e risurrezione di Lazzaro («questa malattia non è per la sua morte, ma per la gloria di Dio» Gv 11,4), per dirci che sarà la stessa cosa per la Chiesa dei nostri tempi:
«La mia Chiesa, figli miei prediletti, è diventata oggi più che mai il bersaglio su cui il mio Avversario infierisce in modo sempre più violento. (…) Povera questa mia Chiesa! Da Mamma, mi avvicino e ti trovo, Figlia, tanto ammalata; parrebbe quasi che tu stia vicina alla morte. (…)
Questa tua grave malattia, l’apparente vittoria su di te del mio Avversario, però, non è per la tua morte. E per una più grande glorificazione di Dio.
Io stessa, da Mamma, ti assisto in questa agonia della tua dolorosissima purificazione. (…) Io stessa - quando quest’ora sarà giunta - ti guarirò». (15 gennaio 1977)
Nel frattempo, “in questa prova finale, la fede di molti sarà scossa” (cf CCC 675). Diranno, come i discepoli di Emmaüs: “Noi speravamo… ma adesso non più: la nostra speranza è morta” (cf Lc 24,21 ed Ez 37,11). Ma noi non siamo discepoli di Emmaüs, ma discepoli e figli consacrati a Maria. Discepoli 4 di colei che ai piedi della Croce, e davanti al sepolcro racchiuso, non ha perso ne la fede ne la speranza: perché non era appoggiata su i modi umani di pensare, ma sulla fiducia in Dio.
“Quando il Figlio dell’Uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”
Questa domanda è rimasta senza risposta da 2000 anni.
«L’apostasia sarà ormai generalizzata perché quasi tutti seguiranno il falso Cristo e la falsa Chiesa.» (17 giugno 1989)
“Quasi tutti” dice la Madonna, ma non il “piccolo resto” tutto custodito nel suo Cuore Immacolato. La Madonna risponde a nome dei suoi piccoli: “sì, Gesù! Troverai ancora la fede sulla terra! I miei piccoli bambini, in adorazione davanti alla Tua Presenza Reale nell’Eucaristia, continueranno ad aspettarti fino al Tuo ritorno” (cf 14 giugno 1979). “Annunciamo la Tua Morte, Signore, proclamiamo la Tua Risurrezione, nell’Attesa della Tua Venuta nella Gloria”.
«Coraggio! Siate forti, miei piccoli bambini. A voi tocca il compito, in questi difficili anni, di restare fedeli a Cristo ed alla sua Chiesa, sopportando ostilità, lotte e persecuzioni. Ma siete parte preziosa del piccolo gregge, che ha il compito di combattere e di vincere alla fine la forza potente dell'Anticristo.» (ibid.)
«Sono i tempi in cui i fedeli seguaci dell’Agnello verranno sottoposti ad emarginazione, a persecuzioni, a prigionia ed a morte. Sono perciò i tempi della vostra costanza.» (15 ag. 1989)

Cosa dobbiamo fare?

Niente di speciale. Sono i tempi che sono speciali. Noi dobbiamo solamente continuare ad essere cristiani cattolici, con “una fede chiara secondo il Credo della Chiesa” (card. Ratzinger) anche se siamo accusati di “fondamentalismo” e trattati come fanatici. Per questo due volte la Madonna ci dice di riferirci al Credo chiaro del santo Papa Paolo VI°:
«Per questo vi invito (…) a meditare la completa professione di fede composta dal mio figlio prediletto, ormai giunto quassù, il Papa Paolo VI. Resterete allora nella vera fede…» (5 luglio 1984; 3 dic. 1986)
E quando il santo Giovanni Paolo II pubblicò il Catechismo della Chiesa Cattolica, la Madonna dice:
«Speciale dono del mio Cuore Immacolato per questi vostri tempi è il Catechismo della Chiesa Cattolica, che il mio Papa ha voluto promulgare, quasi suo luminoso e supremo testamento.» (1° gennaio 1993)
La Madonna ci chiede solo fiducia. Una fiducia assoluta nei piani di Dio, affidati a Maria. Lei ci dice che fa parte del suo piano di lasciare un tempo concesso a satana, per ancora poco tempo, fino ad avere l’impressione di una “morte” per la Chiesa, perché la sua sconfitta sia tanto più definitiva quanto più si era creduto vincitore assoluto (cf 18 ott. 1975).
“Fiducia, fiducia, fiducia”, insiste Maria (11 feb. 1978). Poi, preghiera, sofferenza, silenzio (18 e 24 ott. 1975). Preghiera vuol dire cenacoli, cioè rosario, meditazione del Libro e Consacrazione, sempre attenti a non mescolare con altre cose.
«Moltiplicate, in ogni parte del mondo, i Cenacoli di preghiera che Io vi ho domandato, come fiaccole accese nella notte, come punti sicuri di riferimento, come rifugi necessari ed attesi.
Soprattutto chiedo che si diffondano sempre più i Cenacoli familiari, per offrirvi una dimora sicura, nella grande prova che ormai vi attende.» (1° gennaio 1990)
Pregare, soffrire, offrire, tacere. Aspettare con incrollabile speranza, anche contro l’evidenza dei fatti, sperare con calma e silenzio l’avvento glorioso del Signore che così glorificherà la Sua Presenza reale nell’Eucaristia e farà nuovi cieli e nuova terra.
La grande sofferenza che vi attende è per prepararvi alla nascita della nuova era, che sta per giungere sul mondo. (1° gennaio 1991)
Sono le doglie del parto di questa nuova era dove Gesù Eucaristia sarà glorificato da tutti.
«La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia.» Gv 16,21-23
Amen! Sì, vieni, Signore Gesù!
Cari fratelli e sorelle, meditate bene questa circolare. Vi ringrazio delle preghiere, vi sono spiritualmente unito nella mia preghiera sacerdotale e vi do la mia benedizione, nell’attesa delle vostre notizie.
Il vostro piccolo fratello, don Laurent Larroque