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Otto per mille, il crollo della Chiesa cattolica: 2 milioni di "benefattori" persi da quando il papa è Bergoglio

In sette anni, il numero di italiani che hanno deciso di destinare l’otto per mille dell’Irpef alla Chiesa cattolica è diminuito di circa due milioni. È calata però complessivamente anche la quota di contribuenti che hanno espresso una scelta in dichiarazione dei redditi e questo fatto, insieme all’aumento dell’importo assoluto dell’otto per mille, ha permesso alla Cei di non risentire dal punto di vista finanziario - almeno per quest’anno - del calo delle preferenze.

I dati aggiornati sulla ripartizione delle somme prelevate dall’Irpef sono stati resi noti in questi giorni dal Dipartimento delle Finanze; per analizzarli occorre tenere conto delle complesse regole che governano il meccanismo di finanziamento delle confessioni religiose. In particolare è previsto che in ciascun anno vengano ripartiti gli importi relativi alle dichiarazioni di tre anni prima, le quali a loro volta si riferiscono al periodo d’imposta precedente. Così quest’anno sono state distribuite le somme relative ai redditi del 2015, che ammontano complessivamente a 1,4 miliardi.

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Su un totale di circa 40,8 milioni di contribuenti, poco più del 43 per cento ha espresso una preferenza mentre le scelte non espresse valgono circa il 56,5. La Chiesa cattolica fa sempre la parte del leone, con 14 milioni di contribuenti che hanno espresso questa indicazione. Un numero che corrisponde al 35,3 per cento dei contribuenti e al 79,9 delle scelte espresse. La differenza tra le due percentuali è importante perché la Cei, a differenza di quanto fanno altre confessioni, ha scelto di ricevere anche l’Irpef dei contribuenti che non hanno espresso preferenze, la quale viene ugualmente ripartita in base alle indicazioni effettivamente date. Ecco quindi che alla Chiesa cattolica andranno oltre 1,1 miliardi, contro i quasi 200 milioni dello Stato, i 43 dei valdesi e gli importi via via più modesti che andranno alle altre confessioni. Rispetto all’anno precedente, le “fette” aumentano per tutti per il buon motivo che aumenta, e di molto, la torta complessiva: 1,4 miliardi contro 1,23 dell’anno precedente. Un dato che a sua volta dipende dall’incremento anomalo dell’Irpef, legato a nuove regole di compensazione per i sostituti d’imposta.

IL CONFRONTO STORICO

Per inquadrare i dati in una dimensione storica si può fare un passo indietro al 2010: per i redditi di quell’anno erano stati 15,6 milioni i contribuenti che avevano scelto la Chiesa cattolica: ovvero il 37,6 per cento dei contribuenti totali e l’82,2 delle scelte espresse. Allora gli italiani che avevano dato un’indicazione esplicita erano stati di più, il 45,7 per cento. Guardiamo ora ai due anni più recenti, per i quali sono disponibili le preferenze dei contribuenti ma non gli importi: le indicazioni per la Chiesa cattolica si sono ridotte ancora, arrivando per i redditi 2017 a quota 13,5 milioni ovvero circa due milioni in meno rispetto a sette anni prima (anche a parità di contribuenti totali). La percentuale sui contribuenti è scesa al 32,8 per cento. Gli effetti finanziari si vedranno nel 2020 e nel 2021, quando saranno ripartite le corrispondenti risorse, mentre le indicazioni date nella stagione di dichiarazioni ancora in corso (relativa ai redditi 2018) avranno effetto nel 2022. Tra le altre confessioni religiose, nell’ultimo biennio spicca la presenza delle due entità buddiste, mentre ha riguadagnato qualche posizione anche lo Stato, calato in precedenza.

ilmessaggero.it
@giandreoli
@Francesco I
@warrengrubert
@padrepasquale

Parto dal Vangelo per fare una considerazione.
VANGELO di Giovanni 12, 3-7
"Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi …More
@giandreoli
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@warrengrubert
@padrepasquale

Parto dal Vangelo per fare una considerazione.
VANGELO di Giovanni 12, 3-7
"Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: «Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura".

Guardando all'atteggiamento di Giuda, l'evangelista stesso afferma di Giuda che era ladro. Il buon Bergoglio non tiene conto del Vangelo e riabilita subito Giuda, solo guardando un capitello e parlandone all'interno di una conferenza, quando invece Gesù afferma di Giuda nel vangelo, che sarebbe meglio per lui non fosse nai nato. Ma queste sono considerazioni che conosciamo tutti, piuttosto vorrei soffermarmi sul fatto che l'atteggiamento di Giuda é ancora presente negli alti prelati della Chiesa. Prendono spunto dal servizio ai poveri per arricchirsi (onlus, cooperative caritas), per rendere il servizio a certi potenti, a certe lobbies (Soros), che vogliono creare il caos e poi la sottomissione delle nazioni europee all'Islam, perché non interessa dare culto al Dio vero, al Dio dei cristiani. E tolto il culto rappresentato nel brano evangelico dal nardo, ecco che subito dopo Giuda va ad accordarsi con i ricchi capi religiosi che avevano già più volte tentato di uccidere Gesù, ma non vi erano riusciti. Giuda ha realizzato che non avrebbe ricavato né denaro, né potere dallo stare con Gesù, meglio ricavarne qualcosa subito.
Così fanno ora gli attuali capi religiosi: meglio svendere e a far abbattere il sacro e fare una chiesa sotto la parvenza dell'amore, dell'aiuto ai poveri per ricavarne cosa? Meglio vendere cattolici cinesi facendoli uscire allo scoperto e chiedendo loro di sottomettersi alla Chiesa di regime. Che cosa ne ricaveranno i capi in vaticano? Non interessa se i popoli saranno nella confusione, se saranno sottomessi dall'islam o dalla nuova religione mondiale. Tolto il culto a Dio, verrà meno il culto anche della santissima Eucaristia. Poi vorranno togliere pure quella con l'inganno della mancanza dei sacerdoti e stanno già facendo le prove di una liturgia sostitutiva "la liturgia della parola". Così tanti saluti al sacramento principale che sostiene la S.Chiesa. Poi con la martellante pastorale con la quale i sacerdoti e prelati continuano a imbonirci che Gesù ci ha salvati tutti che la misericordia di Dio é infinita, omettendo di dire come al solito l'importanza di una S.Confessione fatta bene, distinguendo e chiarendo quali sono i peccati mortali, di cui nessuno parla, tanto che i dieci Comandamenti sono ritenuti superati. Falso anche questo, perché afferma Gesù che non é venuto ad abolire la Legge e i Profeti ma a portare compimento.
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@padrepasquale

È proprio il partito Radicale quello che ha depositato alla Camera dei deputati la proposta di legge per una più equa distribuzione dell'otto per mille. E noi sappiamo quanto Bergoglio ammiri gli esponenti di quel partito !

www.radicali.it/…/8xmille-campagn…/
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@padrepasquale. Sapesse quanta "tristezza" provo anch'io nel vedere lo "spot dell'8 per mille" sui canali televisivi alla pari di quelli per creme di bellezza, diete dimagranti o pappa per i gatti, e quanta "irriverenza" a me pare vi sia nel far vedere dei poveri messi in posa davanti alle telecamere per commuovere la gente a versare la loro donazione!
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Solo tristezza e irriverenza in questo post
@padrepasquale
La verità fa male ai manutengoli di Bergoglio !
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@padrepasquale non capisco dove vede l'irriverenza nei freddi dati statistici... purtroppo la matematica non è un'opinione... non puoi falsificarla come fate voi modernisti con il magistero e il Vangelo.
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L'irriverenza sacrilega è nel sostituire l'Ostia santa con i dollari, mediante la fotocomposizione per nulla intelligente e blasfema. Ci vuole misura anche nell'ironia. Mi meraviglio come la direzione di gloria.tv lasci passare queste oscenità.
L'irriverenza sacrilega è quella di Bergoglio nel maneggiare l'Ostia consacrata, segno evidente che egli non crede nella transustanziazione:
Senza parole: quando fare la comunione non ha più nulla di sacro !
Egli non si inginocchia mai davanti al Santissimo, mentre si china a baciare le scarpe a chi gli è simpatico in quel momento:
Lubamba, da «Markette» a detenuta. E papa Francesco le lava i …More
L'irriverenza sacrilega è quella di Bergoglio nel maneggiare l'Ostia consacrata, segno evidente che egli non crede nella transustanziazione:
Senza parole: quando fare la comunione non ha più nulla di sacro !
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Lubamba, da «Markette» a detenuta. E papa Francesco le lava i piedi
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L'irriverenza sacrilega è quella di Bergoglio nel maneggiare l'Ostia consacrata, segno evidente che egli non crede nella transustanziazione:
Senza parole: quando fare la comunione non ha più nulla di sacro !
Egli non si inginocchia mai davanti al Santissimo, mentre si china a baciare le scarpe a chi gli è simpatico in quel momento:
Lubamba, da «Markette» a detenuta. E papa Francesco le lava i …More
L'irriverenza sacrilega è quella di Bergoglio nel maneggiare l'Ostia consacrata, segno evidente che egli non crede nella transustanziazione:
Senza parole: quando fare la comunione non ha più nulla di sacro !
Egli non si inginocchia mai davanti al Santissimo, mentre si china a baciare le scarpe a chi gli è simpatico in quel momento:
Lubamba, da «Markette» a detenuta. E papa Francesco le lava i piedi
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