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Francesco fa notizia perché la notizia è Bergoglio e non Gesù il Cristo

E sempre per onestà è importante sottolineare come nell’omelia da santa Marta del 26 novembre 2018, Bergoglio abbia sentenziato che
"che Gesù non era comunista e che il consumismo è una malattia psichiatrica.... Dire tutto e il contrario di tutto, sembra questo lo sport preferito di questo Pontificato confusionario tanto che in un editoriale dell’11.11.2016 sull’Osservatore Romano, papa Francesco disse testuali parole “…sono i comunisti che la pensano come i cristiani…”
Se dunque Gesù non era comunista.... e al tempo stesso sono i comunisti che la pensano come i cristiani... non vi sembra che qualcosa stoni?"

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Continuando i ragionamenti sviluppati in questo precedente editoriale: Sei anni di colpi di scena: ma nulla da festeggiare, occorre ora procedere facendo un passetto indietro per tentare di capire la situazione attuale. Ci faremo aiutare da un libro non certo “contro” papa Francesco, al contrario, è un libro che ne esalta la teologia (ma non dice quale è); le virtù… la politica (filo sudamericana), fino all’affermazione e riconoscimento di un magistero completamente NUOVO e senza dubbio SCOLLATO e scardinato dalla Tradizione della Chiesa. A dirlo sono i “suoi Amici“, mica noi!

E così questi “Amici” di papa Francesco ci forniscono materiale atto a provare ciò che diciamo. Il libro in questione si intitola: “Leggere Francesco” di Emilce Cuda nel cui lavoro la scrittrice dalla doppia formazione (teologica e politica, in un minestrone di applicazione ed interpretazione) sottolinea principalmente che non si può capire papa Francesco se non si conosce il Sud America…. la sua evoluzione, la sua cultura, il suo cristianesimo… Insomma, per capire “papa Francesco” devi essere “sudamericano”, devi conoscerlo dal suo punto di vista POLITICO-RELIGIOSO latino-americano in cui è nato, vissuto e cresciuto, formando la propria coscienza.

Il problema, però, non è prettamente questo dal momento che ogni Pontefice ha portato con sé la propria formazione sociale e culturale, caratteriale, anche politica e religiosa, con la quale ha poi governato la Chiesa. La storia di Giovanni Paolo II per la sua amata Polonia con la vicenda Solidarnosc è un esempio per tutti e per tutto, mantenendo però chiaro come in questo operare, quel Papa, non ha mai obbligato od imposto alla Chiesa di modificare la sua prassi in funzione di Solidarnosc…. questo particolare è fondamentale per comprendere i fatti, né ha mai preteso che ci formassimo alla “cultura polacca” per comprendere la sua “teologia”….

La Cuda per giustificare la TEOLOGIA DEL POPOLO (TdP) di Bergoglio arriva a dire: «profeta che denuncia l’ingiustizia e pastore che promuove la conversione»… ma se Bergoglio è “profeta che denuncia l’ingiustizia” ci chiediamo che fine abbiano fatto tutte le visite di Giovanni Paolo II in terra latino americana con le sue DENUNCE in ben 25 anni di pontificato!! Non a caso segnalammo, già l’anno scorso, come in visita in queste terre, Bergoglio, NON abbia MAI citato il suo Predecessore. E per quale motivo? Semplice: Giovanni Paolo II denunciava proprio ciò che invece Bergoglio sdogana, la Teologia della Liberazione SENZA L’USO DELLE ARMI E SENZA VIOLENZA, e dunque traghettando nella Teologia del Popolo. La recente riabilitazione di Gutierrez – maestro della TdL condannato da Giovanni Paolo II – da parte di Bergoglio, senza che il soggetto abbia fatto abiura per gli errori dottrinali, la dice lunga su questo scollamento tra i due Pontefici!

Per la Cuda, così, l’ingiustizia in America Latina (e perciò nel mondo) si risolverebbe IMPONENDO la Teologia del Popolo di papa Francesco, senza violenza fisica naturalmente…. Quanto a quel: «… che promuove la conversione», la questione si fa più complessa perché, alla situazione attuale non solo non ci risulta una conversione di massa, ma in sei anni un bel peggioramento! Alcuni diranno: “è ovvio, fino a quando la TdP non sarà applicata alla lettera e come vuole Bergoglio, non ci saranno conversioni!” Pensiero ragionevole ma… una conversione simile non avrebbe nulla a che spartire con il Vangelo di Gesù Cristo, mentre avrebbe a che fare con il Progetto politico-gesuitico di cui abbiamo discusso nell’editoriale precedente, con tanto di prove.

Non a caso, secondo l’ultimo Annuario Pontificio ci troviamo davanti ad un vistoso calo di sacerdoti, e di un aumento di LAICI impegnati fra diaconi e catechisti… una vera e propria SECOLARIZZAZIONE DELLA CHIESA, ma senza dimenticare che è parte del progetto gesuitico: mantenere loro LA GERARCHIA (la Chiesa gerarchica) e laicizzare tutto il resto, cattolicizzando ciò che non è cattolico (senza conversione) e, ciliegina sulla torta, l’accusa di clericalismo generalizzata, senza andare però all’origine del problema vero.

La Cuda pone rilievo sul fatto che la Teologia del Pueblo di Bergoglio sarebbe la perfetta chiave politica. Tutto prenderebbe forma dal famoso Documento di Puebla, l’incontro dei Vescovi latino americani a Medellìn nel 1968, nel quale si improntò la famosa “corsia preferenziale per i poveri…“. Da qui lo scollamento, già in embrione che ci fu con una parte di Gesuiti modernisti che imbracciarono la Teologia della Liberazione non solo con l’uso delle armi, ma divenendo alcuni di loro Ministri di alcuni governi locali. Un sistema che senza dubbio a Bergoglio, come allo stesso Pedro Arrupe, non piacque mai! Bisogna anche considerare come, Bergoglio oggi, nel mentre reputa superato il Magistero dei suoi Predecessori, specialmente gli ultimi due, insista su questo Documento datato 1968… il perché è presto detto: questo Documento, pur condannando già il germe della TdL, di fatto preparava le basi per una TdP.

Del resto non va dimenticato che la conferenza di Medellín fu molto simbolica ed ottenne risonanza mondiale al suo tempo, dal momento che fece emergere una nuova forma di coscientizzazione dei popoli e di azione dei vescovi, alla presenza di Papa Paolo VI che, per la prima volta di un Papa, incontrava i campesinos a Bogotá… Uno dei motivi per cui papa Francesco ha un legame molto stretto e di riconoscenza verso Paolo VI. Insomma, il Documento di Puebla fu fatto in chiave ed in funzione di una sola “Chiesa particolare“, quella latino-americana. Ciò che però non si approfondisce sono due aspetti-domande: la prima è chiedersi fino a che punto, Paolo VI, si rendeva conto di venire frainteso, come fu lui stesso ad affermare a Pedro Arrupe e dimostrato nell’editoriale precedente? La seconda è chiedersi fino a che punto, oggi, qualcuno si rende conto di come Gesù Cristo sia stato UMANIZZATO per essere usato sociologicamente e politicamente come dimostrato dalla dottrina eretica del gesuita Karl Rahner?


Tra i motivi che spinsero Giovanni Paolo II nel 1981 a commissariare la Nuova Compagnia di Gesù, vedi qui, c’è sempre l’America Latina. L’adesione dei gesuiti al Vaticano II ed alla sua scelta dei poveri (quando mai la Chiesa non si impegnò mai per i poveri!!??), l’accoglienza di quanto i vescovi latino-americani deliberarono a Medellín nel 1968 (una Chiesa tra i poveri, povera, capace di giudicare la sua storia di oppressione e la sua voglia di liberazione), con il Decreto IV della famosa XXXII Congregazione Generale dei gesuiti che metteva in intimo inscindibile rapporto l’annuncio della fede e la promozione della giustizia, ma in chiave tutta politica, con il Gesù Compagnone alla “Jesus Christ superstar“: questo, ed altro, determinarono una tale diffidenza presso la Santa Sede che – quando fu eletto, papa Wojtyla raccogliendo il Dossier sui Gesuiti fatto preparare da Paolo VI e passato poi ad Albino Luciani (Giovanni Paolo I) – comprese subito il pericolo, perche ideologicamente promotori di quella TdL che finì, infatti, per essere poi condannata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (CdF). Giovanni Paolo II proveniva da una condizione sociale e culturale che aveva visto e provato i due peggiori regimi della storia moderna, conosceva perfettamente il comunismo e conosceva le trame occulte dell’ideologia marxista, tanto da poterla sgamare subito, laddove essa si insinuava.

QUI IL RESTO.....
elleccu likes this.
ricgiu
La differenza è che Gesù Cristo è morto, innocente, per i nostri peccati. La Chiesa di Roma patirà colpevole dei più immondi peccati.