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DICHIARAZIONI DI SOLIDARIETA’. RINGRAZIO TUTTI, DAL PROFONDO DEL CUORE - Danilo Quinto - 22.03.2019

Dopo la condanna dello scorso 4 febbraio a 6 mesi di reclusione, al pagamento di 2.000 euro di multa e delle spese processuali per aver scritto l’espressione “servo sciocco” in corsivo, rivolta ad un ex deputato radicale nel mio primo libro del 2012, “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”, nel quale io stesso mi definivo “Servo di Pannella”, mi sono giunte moltissime dichiarazioni di vicinanza e solidarietà, che pubblico qui tutte.

Provengono da ogni parte d’Italia ed anche da altri Paesi, grazie soprattutto a GloriaTv, che ha pubblicato la mia intervista (IN ESCLUSIVA: Grande intervista con Danilo Quinto: «I cattolici che cosa hanno fatto? Hanno dormito»). Se altri si vorranno aggiungere, questa è l’email: pasqualedanilo.quinto@gmail.com.

Alla stessa email si possono ordinare i miei ultimi due libri:

“Dio o mammona – Non si possono servire due padroni”, pp. 267, 15 euro.
“Eurislam – L’invasione dell’Europa e la caduta dei valori occidentali”, pp. 202, 16 euro.

Il versamento può essere fatto attraverso:
CC POSTALE intestato Pasquale Quinto (è il mio nome sui documenti)
IBAN IT 54 Y 36081 05138 201764601769
Codice BIC/SWIFT PPAYITR1XXX (per i versamenti dall’estero)

Sul conto è possibile anche fare una ricarica: sono necessari il numero della carta e il
mio codice fiscale.
PAYPAL, intestata Pasquale Quinto, collegata a questa email:
pasqualedanilo.quinto@gmail.com.


CAUSALE: donazione.

Un caro saluto. Sia Lode a Dio,
Danilo Quinto


Carissimo dott. Quinto, non ci conosciamo (ma un giorno spero di poter avere il privilegio di stringerle la mano) ma siamo profondamente legati dall’unica vera cosa che conta: l’adesione alla sacrosanta Fede nella vera Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana di sempre (ultime due parole da specificare nella triste epoca anticristica che stiamo vivendo). La considero come un padre, un esempio e un gigante della Fede di fronte al quale mi vergogno profondamente per la mia piccolezza e pusillanimità (e lo scrivo, non mi vergogno a dirlo, con le lacrime agli occhi). Sono ben felice di dare il mio piccolissimo contributo insieme alle mie povere preghiere (ma dette ai piedi dell’altare durante il Santo Sacrificio della Messa cattolica: quella tridentina).
Luigi, Concesio

Sono vicino a Danilo Quinto, con l’amicizia e la preghiera, in questa tappa dolorosa della sua coraggiosa – ed esemplare – battaglia per la Verità. Oltre e ancor più della vicinanza solidale dei fratelli nella fede, gli sia di conforto la certezza che Dio saprà dare “a ciascuno il suo”, riconoscendo il bene fatto anche se il mondo lo disprezza. E’ alle soglie della vita eterna che l’Altissimo “tira la riga”. Un fraterno saluto.
Gianpaolo, Milano

Vorrei ordinare il libro "Dio e mammona”. Volevo, se può esserle di conforto, dirle che Gesù ha detto che come hanno perseguitato Lui perseguiteranno chi ha il coraggio di testimoniare la sua fede in Lui. Lei è sulla buona strada verso il regno di Dio. Posso dirle che pregherò per lei non tanto per la risoluzione di questa faccenda (nel migliore dei modi, spero), ma perchè il l Signore possa confermare al suo cuore che è meglio piacere a Dio che agli uomini. Con affetto in Cristo.
Alessandro, Porto Sant'Elpidio

Carissimo Danilo, mi chiamo Enrica e vivo sull'Appennino bolognese. Ho iniziato a seguirti anni fa, leggendo sia i tuoi articoli che alcuni tuoi libri e la tua conversione mi ha davvero colpita e "affondata", arricchendo i già infiniti motivi per cui ringraziare Nostro Signore. Sono davvero affranta per quanto successo, ma la tua forza d'animo e la tua fede sono così solidi che mi commuovono. Ti sono spiritualmente vicina e avrei tante altre cose più personali da condividere, ma per ora mi fermo qui ringraziandoti per l'opportunità di poter leggere i tuoi preziosissimi libri. Per tanto ti chiedo se puoi inviarmi una copia ciascuno di Europa fra Sodoma e Gomorra, Ancilla Hominis e Dio o mammona. Ti ringrazio di cuore e ti raccomando con fede, speranza e carità al cuore immacolato di Maria, la nostra dolcissima mamma celeste. Un abbraccio.
Enrica

Caro Danilo, grazie per la testimonianza di Fede che stai dando a me, a noi tutti. Ti stiamo ricordando nella preghiera: sappiamo che il Signore non ci abbandona mai, anche quando le cose di questa vita ci sembrano remare contro. Volevo chiederti come fare per avere copia di "Da servo di Pannella a figlio libero di Dio" e di "Dio o mammona - Non si possono servire due padroni".
Un abbraccio fraterno.
Beppe, Verona

Nel congratularmi per il coraggioso e lineare percorso teso alla difesa della della Verità, le invio il mio indirizzo a cui far pervenire 2 copie del suo ultimo libro "Dio o mammona". La ringrazio e le porgo i più vivi sentimenti della mia profonda stima.

Èlia, Folignano

Personalmente sono sicuro, e per questo anni fa ti invitammo per testimoniare sulla malignità intrinseca dei radicali, della tua "innocenza", che metto tra virgolette perchè mi sembra banale darti dell'innocente, come se esistesse la colpevolezza di aver riferito ciò di cui si è stati diretti testimoni in un mondo di perversione ideologica. Per te la vittoria più grande è stata la conversione, ciò che per il demonio è l'argomento principale che ne scatena l'ira. Il resto passerà, e comunque ti sono vicino.
Attilio, Brescia

Caro fratello in Cristo, ho sommariamente seguito il tuo caso e mi rallegro per la tua conversione. Giacchè in Cristo facciamo parte di un solo corpo ti esprimo la mia solidarietà insieme all’incoraggiamento di proseguire nonostante le croci. Non contro corpi e sangue noi lottiamo ma contro spiriti e dominazioni. Vedrò in seguito come sostenerti. Fedeli all’unico Maestro.
Gaetana

Caro Danilo, io non conosco bene la tua storia che si è svolta tra politica e conversione, ma immagino il tuo tormento poichè le due cose si presentano inconciliabili, in quanto la logica del mondo e dei partiti politici non rispetta la logica di Cristo. Coraggio! E' l'unica parola che posso ripeterti. Prego per te, è l'unica arma che ho nelle mie mani. Essere nella verità e custodirla postula condizioni di libertà interiore e di atteggiamenti di disponibilità totale per la coerenza con i principi in cui si crede. Vai avanti, il Signore ti aiuti non nella difesa, ma nella testimonianza della tua vita.
Sr Ines

Caro Danilo, non solo il silenzio sulla tua condanna, ma tutta la vicenda è a mio avviso paradossale.
Ho 55 anni, il mio primo voto lo diedi al Partito Radicale, e sapevo allora come adesso quanto la veemenza espressiva, verbale, spesso ben sopra le righe, fosse onnipresente negli interventi di Pannella, nelle campagne, nelle apparizioni pubbliche radicali.
Veemenza espressiva, irriverenza, non di rado aggressività verbale: erano quasi un elemento fondante, oltre che il primo veicolo di pubblicizzazione anche mediatica delle azioni politiche.
Voglio lasciare da parte ogni valutazione personale e politica sulla parabola del Partito Radicale, o sulla gestione del denaro raccolto tramite call center e sottoscrizioni lanciate negli anni. Non è questo che nella fattispecie mi interessa, anche se tanto ci sarebbe da dire, almeno per quanto io possa averne compreso.
Vorrei invece concentrarmi sul senso di stupore in me suscitato dall'azione nei tuoi confronti in nome di un'espressione quale "servo sciocco" (che tu per primo ti attribuisci sin dal titolo del tuo libro, in un'ottica che non ti risparmia affatto come attore della vicenda).
Un'azione, anzi un attacco, che va a disattendere, o forse a smentire tragicamente, proprio quella che nella storia radicale è stata sempre rivendicata come motivo essenziale dell'attività politica, e che su di me aveva esercitato potente fascinazione: ovvero la rivendicazione della libertà di espressione, opinione, contrapposizione.
Negli anni, circa sei, in cui ho lavorato nel call center di Partito Radicale facevo un'attività lontana da quella politica. Ero una collaboratrice, spiegavo in cosa consistessero campagne ed esigenze radicali; certo, condividevo all'epoca la massima parte di quelle motivazioni e istanze, partecipando in prima persona a iniziative come satyagraha o raccolta firme ai tavoli. Ebbi anche per un anno la tessera del Partito transnazionale ("giustizia per Antonio Russo", era il tema di quell'anno), di Nessuno Tocchi Caino, dell'Associazione Luca Coscioni. Ricordo che in quelle occasioni anticipasti di tasca tua le iscrizioni di chiunque nel call center volesse appunto tesserarsi, specificando: "Mi ridate i soldi se e quando vorrete o potrete". Insomma, fosti molto gentile, colgo l'occasione per ringraziarti ancora di questo.
A un certo punto, forse troppo tardi - credo che avrei dovuto accorgermene prima - provai una delusione, anzi uno sconcerto rispetto a certe dinamiche e scelte radicali. Non potevo che interrompere quella collaborazione. Non ne parlai a nessuno salutando, dissi semplicemente che non avevo più tempo e modo di esserci. Era il 20 settembre 2004 quando consegnai quella lettera di addio. Fu in qualche modo un pò la mia breccia di Porta Pia, malgrado il laicissimo contesto.
Ora, anche alla luce della tua vicenda personale, so di aver fatto bene a lasciare ogni esperienza radicale alle spalle, pur conservando un ricordo di stima, affetto, commozione per alcune persone che di quel mondo facevano parte: le persone più entusiaste, autentiche, in cerca di una strada senza dogmatismi. Molte fra loro si sono "dissolte" dopo anni di "resistenza", di fedeltà alla causa, nel salone dal pavimento a scacchi bianchi e neri non mettono più piede da anni e anni...
Caro Danilo, pur nella concretezza della condanna - un dispiacere forte per chiunque sappia ricordare quanta vita e dedizione hai donato alla causa radicale, prima di prenderti l'umanissimo e lecito libero arbitrio di cambiare idea - posso dirti che in quella condanna c'è una sorta di tua pazzesca vittoria "filosofica": la dimostrazione che tra il parlare di libertà d'espressione e lasciarla praticare può esserci un enorme divario.
Come diceva Frank Zappa, "parlare di musica è come ballare di architettura". Quando si avocano a sé responsabilità politiche bisognerebbe in grado di suonarla, la musica, soprattutto quando il titolo dello spartito è "Libertà d'Opinione". E mi chiedo perché da esponenti della dirigenza di un partito che si batte contro la detenzione, che si è battuto per la scarcerazione e il recupero persino di stragisti, sia partito un processo penale a tuo carico per la frase "servo sciocco". Me lo chiedo, ma proprio non riesco a darmi una risposta che non sia troppo amara. Un abbraccio e molta forza.
Eleonora

La stimo moltissimo. Che Dio Benedica Lei e la sua famiglia! Se non otterrà vittoria e giustizia sulla terra, sicuramente li riceverà in Cielo. Santa giornata.
Laura

Eccoti un prezioso scritto (che non so se già conoscerai) e questo sì, che ti darà grande consolazione!!!
«Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: “dammi il tuo cuore, amami come sei…”. Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all’amore, non mi amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù e se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi: amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell’aridità, nella fedeltà o nell’infedeltà, amami… come sei… Voglio l’amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono forse Io l’Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono Io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che ti ami, voglio il tuo cuore. Certo, voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei… E desidero che tu faccia lo stesso. Io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l’amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l’amore dei poveri e dei miserabili. Voglio che dai cenci salga continuamente un grande grido: “Gesù, ti amo!”. Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola mi importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose. No, sarai il servo inutile. Ti prenderò persino il poco che hai… Perché ti ho creato soltanto per l’amore. Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante: Io, il Re dei re! Busso e aspetto, affrettati ad aprirmi. Non scusarti per la tua miseria. Se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore, sarebbe di vederti dubitare di Me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte. Voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia… Non ti preoccupare di non possedere virtù: ti darò le mie. Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare… Ma ricordati… Amami come sei… Ti ho dato mia Madre: fa’ passare, fa’ passare tutto dal suo Cuore così puro. Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai…» (mons. Dominique Lebrun).
Sergio

Ero presente il giorno dell’udienza in quel tenebroso luogo che è il tribunale di Roma. Un ambiente squallido, ove i bagni assomigliano a quelli delle caserme di mezzo secolo fa, ove gli spazi sono angusti e la mobilia è dozzinale e spesso mezza rotta. L’aula ove Danilo fu invitato a parlare per difendersi e spiegare che cosa intendesse con quel termine di servo sciocco dato ad un suo ex compagno di sventura era squallida come tutto l’ambiente. Il Pubblico Ministero aveva svolto la sua relazione parlando con una voce appena percepibile e interrotta continuamente da quei mugugni tipici di chi non sa mettere insieme le parole per esprimere un pensiero che tarda a collegarsi con le corde vocali. Ogni tanto il giudice monocratico interrompeva per invitare prima il pubblico ministero e successivamente l’imputato Danilo a precisare questo o quel concetto che aveva esposto e tutto si incentrava su quell’aggettivo “sciocco” che continuava a risuonare nell’aula come una frustata nell’aria. Che cosa intendeva dire l’imputato con quel termine? E Danilo doveva ripetersi spiegando che quel termine era la versione bonaria di quell’altro che egli aveva dato a sé stesso con il titolo del libro nel quale quell’aggettivo ritenuto offensivo: Da servo di Pannella a figlio libero di Dio. Lui stesso, spiegava Danilo era stato servo sciocco quando pendeva dalle labbra del Guru Pannella che tutti comandava a bacchetta. Poi arrivò la conversione a Dio e l’imputato ebbe il coraggio di affermare che finalmente era libero. Libero di capire il baratro dove stava precipitando. Quello sciocco serviva per far capire il suo cammino per tornare a Dio come un figliol prodigo pentito di aver sprecato i doni ricevuti per inseguire l’errore. Ed ecco allora il giudice ergersi a teologo e spiegare che anche Giuda fu necessario alla salvezza, perché se non ci fosse stato lui la redenzione non sarebbe avvenuta. Il male è necessario per il bene e vanno di pari passo nel corso degli eventi e tutto scorre nella storia. Male e bene convivono l’uno per l’altro voleva dire il giudice, per cui il destino è dettato unicamente dalle azioni di chi vive nel mondo e nemmeno Dio, se c’è, può mutare gli eventi. Capii in quel momento che la sentenza era già scritta: il male e il bene convivono e il male, come il termine sciocco, va punito per quel che è. Sciocco è un termine dispregiativo che offende la persona, seppure in modo lieve e merita quindi una punizione adeguata, minima se si vuole, ma sempre pena. Con quella uscita sulla ineluttabilità degli eventi il giudice aveva manifestato il suo pensiero e anticipato la sentenza rinviata al 4 marzo. Lasciammo quella tetra aula del tribunale e ci inoltrammo nel traffico convulso di Roma con l’amarezza di aver assistito alla demolizione della giustizia e della Verità. Salutai Danilo e sua moglie Lydia con affetto e con la consapevolezza che Pannella, pur da morto, continuava a impestare l’ambiente umano di questa Italia ove la droga, i vizi più turpi, la demolizione del sacro e della morale sembrano dilagare. Ma tutti eravamo convinti, tuttavia, che il male alla fine perderà e che restando avvinti alla pietra, alla roccia del Cristo, non saremmo stati ingoiati dall’abisso. Danilo non è solo. Ha tanti amici sparsi per l’Italia e sa che essi pregano per lui e per la sua famiglia. Siamo quattro gatti? Sì, ma accanto a noi c’è Qualcuno che non delude mai.
Cesaremaria, Belluno

Caro Danilo, mi complimento molto per la dignitosa fortezza e la serenità con le quali ha superato questa difficile prova. Lei è di esempio a molti nel testimoniare la fede. Si fanno mille chiacchiere, ma si tace nelle cose che contano. C'è attorno a Lei il silenzio, perchè ha svergognato i suoi nemici e non sanno che cosa dire. La ripagano col disprezzo, mentre i primi spregevoli sono loro.
Padre Giovanni

Egregio Sig. Danilo, ho letto recentemente il suo libro “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”, con cui ha coraggiosamente smascherato il vero volto della setta radicale, attirandole l’“immortale odium” della stessa, con le vicende persecutorie che l’hanno portata a condanne scandalosamente ingiuste! Desidero perciò manifestarle la mia personale solidarietà umana e cristiana, raccomandandola nelle mie povere preghiere, ma anche con l'invio di un piccolo contributo per le spese legali che ha dovuto sostenere e chiedendole di inviarmi il suo ultimo libro “Dio o Mammona – Non si possono servire due padroni”. La ringrazio per la sua testimonianza di fede e per il coraggio con cui ha affrontato ed affronta le avversità con cui i nemici di Cristo vorrebbero piegarla, e che infonde speranza e coraggio a quei cristiani cattolici che, a fatica, cercano di resistere ai marosi che rischiano – se non di affondare – almeno di indebolire e danneggiare il più possibile in questo oscuro frangente della storia la barca di Pietro. La saluto fraternamente in Cristo.
Lucio, Udine

Ho letto l'articolo su Gloria Tv. Una bomba davvero. Me l'ha inviato una suora che era senza parole. Grazie davvero. Dio la strabenedica.
Lidia

Caro Danilo, la tua testimonianza è fonte di ispirazione per me piccolo pavido peccatore.
Alessandro

Mio marito e io le siamo vicini, caro dottor Quinto. Una condanna a sei mesi per "servo sciocco" equivale a una vera e propria condanna della facoltà di giudizio e, più in generale, dell'uso della ragione. Ma noi che stiamo con Benedetto XVI vogliamo invece tener fermo all'insegna del motto "Fede e Ragione". La saluto cordialmente. LJC.
Donatella

In questo momento desidero esprimere la mia vicinanza spirituale e il mio ricordo nella preghiera. mentre la esorto a non perdere la sua serenità e pace interiore e soprattutto la sua coerenza di pensiero e di vita. Le auguro tanto bene, cristianamente e con grande stima. Coraggio!
S.E.Rev. Mons. Mario Oliveri, vescovo emerito di Albenga-Imperia

Egregio Danilo, mi è molto dispiaciuto sentire che è stato condannato per aver scritto la verità. Si sa che la " verità fa male lo sai" (per citare una vecchia canzone) però davanti al Signore che è LA VERITA', lei ha acquistato grandi meriti. Mi sarebbe anche piaciuto poterla aiutare con un piccolo contributo, ma purtroppo vivo di pensione e lei sa come sono le pensioni della gente comune. Le invio cordiali saluti e le assicuro la mia preghiera.
Anna

La ammiro sinceramente e grazie a lei ho capito tante cose. Grazie.
Anna

Mi permetta di esprimere tutta la mia comprensione per ciò che sta attraversando ma, mi creda, chi ritrova il Signore, il Cristo vivente, non ha nulla da temere. Cordialità.
Antonio, Velletri

Buon Giorno Danilo, Le scrivo in quanto mi piacerebbe acquistare il suo libro. Ho letto la sua vicenda e grazie al sito di Maurizia Blondet sono venuto a conoscenza della sua storia e la conversione avvenuta. Le esprimo il mio appoggio spirituale e come lei dice bisogna sempre rignarziare il Signore affinche’ le nostre offerte siano lode a Lui. Ammiro il suo coraggio, e fede per fare in modo che la Verita’ sia gridata, di certo c’e’ qualcuno che ne trae beneficio per volere di Dio.
Fabio, Brindisi

Caro Danilo, nell'esprimerle la mia stima ed augurandole la felice soluzione delle sua vertenza giudiziaria, le chiedo come ricevere il suo ultimo libro che farà la triade con i due precedenti. In cordibus Iesu et Mariae.
Alfonso, Cesena

Buongiorno. Ho letto sul giornale di Blondet la sua storia e voglio sostenerla acquistando il libro "Dio o mammona non si possono servire due padroni".
Natalina, Torino

Le sono molto vicino, io e mia moglie La ricorderemo nella preghiera del Rosario che recitiamo solitamente alle 22. Continui sulla strada intrapresa, non tema. E preghi a sua volta per coloro che ancora non hanno il coraggio che non è mancato a Lei. Dio la benedica.
Stefano, Biella

Leggendo l'appello sul sito del direttore Blondet vorrei acquistare il suo libro "Dio o Mammona" come piccolo segno di vicinanza cattolica nella lotta alla quale, secondo la chiamata di Nostro Signore, ognuno di noi è impegnato e perché ho trovato un altro suo libro “Disorientamento Pastorale”, molto interessante.
Gianpaolo, Milano

Ho appena letto il suo ultimo intervento sul sito di Maurizio Blondet. Stringa i denti, mio padre era ed è fervente cattolico in una cittadina comunista quasi al 100 per cento, le cose sembravano andare sempre peggio, ma non ha mai smesso di pregare, e si è tirato fuori dai guai... spero e prego che lo stesso accadrà anche a lei.
Amanda

Buon giorno, dottor Danilo, sono una lettrice del blog di Blondet. Tramite questo blog sono venuta a conoscenza della Sua vicenda. Sono solidale con Lei e Le sarei grata se potesse inviarmi copia del suo ultimo libro:”Dio o mammona”.
Nicoletta, Milano

Gentile Danilo, desidero acquistare il libro ““Dio o mammona – non si possono servire due padroni” e sostenere (per quel poco che mi è possibile) la sua sacrosanta battaglia.
Paolo, Terni

Buongiorno Danilo, ho letto il suo articolo sul sito di Maurizio Blondet ed ho deciso di rispondere al suo appello per sostenerla acquistando il suo ultimo libro "Dio o Mammona". Ho acquistato in precedenza il suo libro "Da servo a di Pannella a figlio libero di Dio", l'ho molto apprezzato e sono convinto che anche questa sua ultima fatica non mi deluderà. Una buona giornata e sursum corda.
Mattia

Le esprimo tutta mia stima e la mia gratitudine per la determinazione con cui portà avanti la sua testimonianza della fede in Gesù. Da madre di due giovani ragazzi, guardo al futuro con preoccupazione per la perdita, nella società di oggi, dei punti di riferimento morali e religiosi. Per il grande inganno che prende forma nella società di oggi che fa sembrare giusto dare diritto di cittadinanza ad ogni libertà individuale. Ringrazio anche Maurizio Blondet che, attraverso il suo blog, mi ha permesso di conoscere la sua storia e la sua testimonianza.
Tatiana

Gentile dott. Danilo Quinto, con la presente intendo ordinare il suo libro “Dio o mammona”. Come cristiano cattolico, pur confuso e amareggiato da questa falsa Chiesa ormai maggioritaria, esprimo la mia solidarietà a lei che considero una “voce” amica. Dio la assista, assieme alla Vergine Maria, nella sua strepitosa battaglia in favore della Verità. In Christo Rege. Cordiali saluti.
Fabio, Perugia

Egregio sig. Quinto, io e la mia famiglia apprezziamo la sua battaglia per diffondere la verità e le siamo vicini nella preghiera per quello che sta passando.
Cesare, Modena

Buongiorno, le scrivo per avere il suo libro "Dio o mammona". Conosco la sua storia per averla letta sul sito del maestro Maurizio Blondet che da anni mi accompagna ogni giorno nella conoscenza di come gira questo nostro mondo. Vorrei comunicarle tutta la mia stima per la sua presa di posizione per quando mi è dato di sapere.
Stefano, Morbegno

Preg.mo Dott. Quinto, ho letto sul blog di Maurizio Blondet la notizia del suo libro "Dio o mammona", insieme con le sue vicende giudiziarie. Le esprimo tutta la mia solidarietà e La prego di inviarmi il suo libro.
Franco, Grottaferrata

Buongiorno Danilo, abbiamo appreso la triste notizia poco fa. Ti siamo vicino con la Preghiera e con la Vicinanza.
Anna e Luca

Caro Danilo, quando Le ho scritto che "tutto sarebbe andato bene" non mi riferivo tanto al fatto che Lei avrebbe evitato l'ingiusta condanna, quanto piuttosto al fatto che Lei avrebbe sopportato la prova con cristiana fortezza, consolato dalla sua buona coscienza e dalla solidarietà dei buoni e degli onesti. Lei si è acquistata una medaglia al valore, che La rende più autorevole nella sua testimonianza cristiana, più temibile presso gli avversari e più efficace nel convertire i peccatori.
Padre Giovanni

Non ho mai smesso di pregare per te, Danilo. Sto per celebrare la Messa, ti assicuro un ricordo particolare, anche se da così lontano. Voglia Dio che questa storia di persecuzione finisca davvero una volta per tutte. Anche tu prega per me.
Padre Bruno

Coraggio, La Provvidenza interverrà. Le sarò vicino con la preghiera.
Don Sandro

Grazie Danilo per la tua testimonianza di fede e di amore per la Verità. Sei stato chiamato da Dio per rendergli testimonianza in maniera forte. La forza ti viene data da Lui. Dio dà i doni e se non li facciamo fruttare li dà ad altri. Dovrebbero essere i nostri pastori a difenderci nella fede, ma visto che non lo fanno sta dando i doni a noi laici e li toglie a loro. Dio ti benedica. Aspetto le due copie che ho ordinato per darle a due amici.
Giovanna

Caro amigo: Desde la Argentina le envío mi solidaridad. Cordialmente.
Augusto

Ciao Danilo, hai tutta la mia stima!
Giorgio

Buongiorno Sig. Danilo, Le esprimo tutto il mio dolore per l'ingiusta condanna che ha ricevuto. Inutile dire che ha tutto il mio sostegno. Sono tempi terribili questi! Le persecuzioni sono feroci. Le chiedo preghiere anche per la mia persona che, nel suo piccolo, dovrà rispondere davanti alla Curia del suo operato a scuola. Sono insegnante di Religione e il Preside mi ha spedita dal Vescovo perchè il mio insegnamento non è politicamente corretto... Non metteranno un bavaglio alla mia bocca... Non posso tradire Cristo per i trenta denari del mio stipendio mensile. A proposito, i suoi libri sono bellissimi, pieni di coraggio e di grande Fede. Andiamo avanti anche con tanta sofferenza, ma certi che il Signore terrà conto della nostra buona battaglia. Con affetto.
Paola

Carissimo Danilo, ti ringrazio sinceramente per la tua testimonianza di fede, che in te tanto più è provata tanto più riluce.
Tommaso

Egregio Danilo, desidero acquistare un tuo libro; riguardo al resto dici bene, hai un esercito schierato a battaglia: LA SANTISSIMA TRINITÀ CON MARIA S.S E SAN GIUSEPPE, che ti aiutano ti salvano e ti perdonano, oggi domani e sempre. Abbi Fede. Sia lodato GESÙ CRISTO!
Luciano

Caro Danilo, è stato per me molto triste sapere di questa tua ingiusta condanna. L’accanimento nei tuoi confronti sembra non avere fine, come non ha fine l’affetto e il sostegno che giungono da tantissime persone. Ti stimo moltissimo per la tua figura professionale, ma soprattutto per quella spirituale, come ho detto tante volte, non credo che molti sarebbero stati capaci di fare le tue scelte e perseverare nella fede. Tu sei un grande esempio in questi bui e drammatici momenti della nostra fede Cristiana Cattolica. Ogni giorno prego per te, perché il tuo peso diventi leggero. Devi sapere che non sei solo, ma tanti come me, che hanno avuto la fortuna di conoscerti e la possibilità di leggerti, ti stimano e ammirano. Con affetto.
Marco, Ancona

Buonasera Danilo, ha tutta la mia solidarietà... Uniti nella preghiera.
Luisella

Le confermo tutta mia solidarietà. Siamo al servizio di Dio e tutto quello che succede è per suo disegno. Sia tranquillo, la Verità è una virtù e prima poi il giusto sarà premiato. In ogni modo lei è dalla parte dei giusti ed i giusti non devono mai avere paura. Gesù è sempre al nostro fianco.
Fabrizio

Buonasera Danilo, In questi giorni mi sta capitando di rileggere le testimonianze di suor Lucia sulla Beata Giacinta di Fatima. Tra tante vite dei Santi questa è una di quelle che mi ha colpito di più soprattutto in relazione alla sensibilità che ebbe Giacinta verso le offese a Dio e alle croci che ella chiedeva in riparazione dei peccati e alle penitenze che si infligge a soli pochi anni. Possa Lei dal cielo illuminare la nostra via in tutti i momenti della vita, specialmente quelli dove Dio ci sembra tanto muto. Restiamo vicini nella preghiera.
Gianpaolo

Buonasera Danilo, capisco cosa possa provare di fronte al silenzio, solo le anime unite a Dio possono capire. E solo Dio può consolare davvero un cuore tutto Suo. E la chiesa purgante e trionfante sono al nostro fianco. I tempi non li decidiamo noi, ma sono sicura che la Sua conversione e il coraggio di "gridare dai tetti" apparentemente inascoltato porteranno frutti meravigliosi. La ricordo sempre nella preghiera e per il momento consoliamoci con le parole bibliche che Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore ripeteva a Maria Valtorta: "abbiamo suonato e non avete danzato, abbiamo intonato un lamento e non avete pianto" (cito a memoria). Siamo servi inutili, abbiamo fatto il nostro dovere. La SS Vergine Maria plasma i suoi figli, e li accompagna sulla via del calvario. Io La ringrazio per la testimonianza, la condanna ingiustamente subita è preludio alla beatitudine eterna. Siamo il piccolo gregge. Dio La benedica.
Raffaella

Alzo alta la mia voce come preghiera al Signore perché la sostenga nella fede. Sempre in comunione! Rodolfo

Caro Danilo, i veri cristiani sono destinati alla croce che porta sempre alla resurrezione e vittoria finale in Gesù ognuno per la propria quota parte. Ti ho ricordato nella Santa Messa e sto leggendo il tuo libro.
Oriana

Caro Danilo, è importante il tuo coraggio. Per te, ma anche per noi che vediamo come Dio attraverso Gesù Cristo ti infonde coraggio e determinazione nel farti andare avanti verso la verità senza voltarti indietro. Sicuramente in alcuni momenti sarà dura nel vedere come la menzogna regna. Ma chi resiste avrà una ricompensa "eterna". Amare chi ci perseguita è possibile solo ubbidendo e non "sentendolo". Forza ricordati che Dio onora chi lo onora. Un abbraccio in Cristo
Alessandro

Buongiorno dott. Quinto, gradirei ricevere i suoi due libri: "DA SERVO DI PANNELLA A FIGLIO LIBERO DI DIO" e "DIO O MAMMONA". Con profonda stima, cordiali saluti.
Guido

Caro Danilo, anche se sono molto povero, a causa del mio servizio al Signore, ho voluto comprare lo stesso il tuo libro in amicizia. L'amicizia che solo Cristo dà. Se il centro della vita di Cristo è la contemplazione del Volto del Padre, allo stesso tempo, il centro della vita civile di Cristo è l'Annuncio polemico della Verità. Gesù litiga con i suoi Nemici dall'inizio alla fine del Vangelo. E i Nemici di Cristo sono satana e tutti i servi sciocchi di satana che lo calunniano e lo vogliono morto. Per capire il Comando di Gesù - che intima di amare i nemici - bisognerebbe conoscere quale tremenda Potenza esprimerà il Giudizio di Cristo sui suoi stessi Nemici quando tornerà in tutta la sua Gloria finale. Dici bene: dobbiamo amare i nostri Nemici - che sono gli stessi Nemici del Signore Gesù - solo perché ce lo comanda espressamente Dio.
Cristo sta sempre in agonia. ma l'agonia non è, prima di tutto, la sofferenza, ma la lotta. Cristo è un lottatore. Cristo è un polemista. Cristo è venuto a portare la spada. La pace di Cristo non è la pace del mondo. La pace di Cristo è più potente di ogni spada, e tutto taglia e tutto brucia e tutto domina. E' vero discepolo di Cristo chi contempla il Padre. E' vero discepolo di Cristo chi soffre con Cristo. E' vero discepolo di Cristo chi lotta con Cristo. La migliore lotta che esista è l'Annuncio della Verità. Il miglior discepolo di Cristo non è solo colui che soffre col Maestro e si unisce al Figlio nell'Adorazione del Padre. Discepolo del Leone di Giuda è anche chi polemizza col mondo per testimoniate la Verità, per gridare con forza e gioia la bellezza della Verità. Il Martire non è altri che chi ha il coraggio di proclamare la Verità a rischio della vita in faccia ai potenti del mondo. E la prova che stiamo camminando secondo la Volontà del Signore l'abbiamo quando i Nemici del Vangelo ci portano in Tribunale e ci condannano ingiustamente.
Socrate anticipoò Cristo tra i Pagani. Geremia anticipò Cristo tra i giudei. Cristo compì perfettamente la sorte del giusto sulla terra. E' scritto affinché si compia: contempleranno colui che hanno trafitto. I tuoi Persecutori grideranno verso di te per essere salvati nel giorno del giudizio. I tuoi nemici sono tuoi. Per questo Cristo ci ordina di amarli. Loro sono il nostro bottino d'amore, sono il bottino della nostra battaglia e della nostra vittoria. Cristo è un lottatore che cerca lottatori in un'epoca di rammolliti che hanno perso la voglia di vivere. Che la Forza del Signore continui a rimanere in te e ti dia la forza - dopo averti dato la luce - per aprire un varco tra le due colonne del tempio pagano. I Radical-Nichilisti finiranno tutti nella tua rete in onore del Signore! A Dio piace sconfiggere così i nostri nemici. Ti assista la Regina delle Vittorie, terrore dei demoni e spada contro l'Islam, la Madre Addolorata, la Madonna bella.
Rosario, Legnano

Siano lodati Gesù Giuseppe e Maria. Buongiorno Dott. Quinto, mi dispiace per la condanna che le è stata data, lei pensi a Gesù, duemila anni fa, la condanna a morte che gli hanno dato, eppure era ed è innocente, ma lo hanno messo in croce, ma lui stesso ci ha lasciato detto, quello che hanno fatto a me, lo faranno anche a voi Camminare con Gesù, nella Via, nella Vita e nella Verità nel XXI secolo che stiamo vivendo, non è facile, dobbiamo vivere nel nascondimento, nelle preghiere e i sacramenti. Lucifero e i suoi satelliti hanno preso le coscienze dei consacrati, nel clero non c'è più ordine, hanno levato Gesù, hanno levato la Madonna e San Giuseppe, ma soprattutto le creature hanno levato il loro Creatore, i precetti divini che ci ha lasciato, che ci ha rivelato da mettere in pratica. Adesso è tutto libero, adesso regna la pratica dell'IO non più Dio, ed ecco i risultati di come ci stiamo, e si stanno trovando. Caro Danilo nella sua situazione non servono tante parole, cancella più cose il tempo che la ragione, il suo buon esempio darà i suoi frutti buoni, ma per molte creature di dura cervice, che continueranno ad andare dietro ai soldi, ai peccati, al sesso, alle immoralità, alla fine speriamo che si convertano, perchè si accorgeranno che non hanno portato frutti, e rischiano di perdersi nell'inferno, cosi l'ultimo giorno dovranno decidere o Dio, o Mammona. Non sarà facile per loro, se nella loro vita terrena, hanno servito sempre mammona. Noi continuiamo a pregare in unione, un caro saluto.
Andrea

Il buon combattimento per Cristo e il perdono dei nemici, siano la nostra gratitudine a Dio per averci chiamato, come figli e servi inutili, in questo tempo buio, a dare testimonianza della Luce di Cristo, unico Salvatore dell'umanità! Preoccupiamoci di restare nella Verità cattolica di sempre e preghiamo per i santi sacerdoti che la conservano e la testimoniano. Il silenzio è dei pavidi e dei confusi! Coraggio, Dr. Quinto, siamo pochi, ma stiamo nel giusto!! Continuiamo a pregare lo Spirito Santo affinché le nostre certezze di Fede siano confermate e gridate alla luce del sole, da tanti Vescovi e Cardinali, ora silenti!!
Maria Luisa

La verità non può rimanere nascosta e lei è stato la sua voce.
Paola

Carissimo Danilo, i radicali perseguono un progetto mortifero e disumanizzante che a me fa semplicemente orrore; sono inoltre marionette dei padroni veri mondialisti che comandano l'occidente e per questo motivo tutti i potenti sono dalla loro parte. Combatterli è doveroso per ogni persona di retto sentire. Ti ammiro.
Antonio

Anche io come sorella in Gesù ti voglio, con tutto il cuore, esprimere la mia vicinanza e gratitudine per la tua sofferenza e battaglia in nome di Gesù Cristo che è Glorificato e riparato da tante offese. Dio ti benedica sempre.
Nadia

Buon giorno, purtroppo essere di Dio e annunciare la "lieta novella” è sempre motivo di scontro. Gesù ha detto che dobbiamo portare la nostra croce se vogliamo seguirLo. Quello che conta è essere dalla parte della verità e non lasciarsi intimorire dal “pensiero dominante”. Continui la sua battaglia, non è solo! Quando ha disponibilità, attendo il suo libro. Che il Signore la benedica e la Madonna la protegga sempre.
Nicoletta

Signor Danilo, che Dio Padre le renda i giusti meriti (soprattutto eterni) che merita. ontinui cosi. Un servo laico di Maria.
Franz

Caro Danilo, penso che tu sia vittima di una ingiustizia profonda che dà prova quanto nel nostro Paese la giustizia sia ormai in larga parte inquinata dalla politica e dalla ideologia, e non persegua più non dico la Verità ma neppure il rispetto del punto di vista altrui, in barba alla tanto decantata tolleranza. Il silenzio rispetto alla tua storia può anche essere figlio di un senso di impotenza, ma per quanto mi riguarda ho riempito questo silenzio di preghiera per te, tua moglie perché questa sofferenza a cui sei, siete stati sottoposti come persone e come famiglia porti frutti di libertà e di una civiltà più alta. Per il resto mi viene in mente che cosa la Madonna ha detto a Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes che era una bambina: «Non ti prometto la felicità in questa vita, ma nell’allora». Puntiamo a ciò che è eterno. Con stima.
Riccardo

Gentile Danilo Quinto, per quel poco che può servire le assicuro tutta la mia solidarietà, con l'augurio che possa continuare sempre nella sua battaglia per la verità.
Alberto

Caro Danilo,
ho finito questa mattina di leggere il tuo "Da servo di Pannella a figlio libero di Dio": splendido e commovente, direi in un crescendo rossiniano, dall'inizio alla fine... soprattutto la fine, dove offri precisa e lucida testimonianza della tua fede. Raramente mi è capitato di leggere pagine così belle, avvincenti e appassionate, perchè mosse da amore vero a Gesù. Tante le domande che mi vengono ora, dopo la lettura del tuo scritto. La prima: ora più che mai (soprattutto dopo la condanna di questi giorni) serve ed è necessario il seguito di questo libro, mi viene da dire in particolare il seguito "culturale": a quando la prossima puntata letteraria? E come fare per divulgare ancora di più questa vicenda che mette in tanta evidenza il tremendo inganno radicale, che poi è realmente l'inganno di satana, come scrivi chiaramente nelle tue ultime pagine? Un'altra questione che mi frulla in testa leggendo della potenza e furbizia organizzativa dei radicali: secondo te potrebbe essere utile storicamente ora un'organizzazione (una "galassia", secondo la definizione pannelliana) alla stregua di quella messa in piedi dal mondo radicale, al fine di ri-proporre in senso pieno la cultura cattolica?
Che in ultima istanza è la domanda che nasce leggendo come la cultura radicale si sia imposta anche grazie "l'ignavia, il pressapochismo, spesso la convivenza di altri, di molti altri. Di coloro che si sono lasciati sedurre e manipolare. Di molti cattolici, che hanno grandi responsabilità, perchè hanno preferito tacere e assecondare, a volte anche cooperare" (pag 163). Ecco: cosa si può fare oggi per rendere una testimonianza forte in segno opposto? Caro Danilo, grazie a te (e alla tua splendida famiglia) della testimonianza che stai dando a tutti noi in nome di Gesù. Buona giornata e un ricordo nella preghiera.
Beppe

Caro Danilo, non ti nascondo che nutrivo una certa fiducia verso l'esito positivo del tuo processo. Questa sentenza mi addolora e mi riempie di amarezza. Mi conferma ancor più inoltre nel convincimento di come la giustizia italiana sIa una vera e propria lotteria. Ti esprimo la mia solidarietà da fratello nella fede in Cristo Gesù. Un caro saluto e un abbraccio.
Daniele, Bologna

Buongiorno dott. Quinto, mio fratello Luigi, con cui vi siete scambiati qualche mail pochi giorni fa, mi ha parlato di lei, mi ha raccontato un poco della sua storia e della sua grande fede in nostro Signore Gesù Cristo. Visto che purtroppo persone come lei sono delle perle rare in un mondo di falsità e ipocrisia, vorrei chiederle se è possibile acquistare il suo libro e se può indicarmi le modalità di pagamento. La ringrazio e le assicuro il ricordo per lei e la sua famiglia nella mia preghiera.
Mariangela

Caro dott. Quinto, sono molto edificato dalla sua testimonianza e dal suo amore per Cristo, in questo momento. Per come sta affrontando cristianamente questa persecuzione, è più vicino a Cristo e sono io a chiederle preghiere per la mia conversione. Sicuramente in questa dolorosa vicenda avrà avuto modo di leggere il brano di S. Giovanni 15: 18-21. Leggendolo, mi è impossibile non pensare a lei; se uno decide di seguire Cristo inevitabilmente arriva la persecuzione. Nostro Signore in merito è stato molto chiaro, se non arriva molto probabilmente stiamo seguendo qualcun'altro. Da parte mia mi consolo dicendomi che dato che il Signore è Misericordioso non spezza la canna incrinata e non spegne il lucignolo fumante, nel senso che non avendo ancora una fede come la sua non sarei in grado di affrontare una prova simile. Ecco perchè vengo a chiederle preghiere per me e la mia famiglia. In Cristo.
Tommaso

Sono addolorata per quello che Lei sta passando a causa della Sua fede. Ma alla fine, il bene deve vincere.
Laura

Ciò che dovevi fare hai fatto, Danilo, hai risposto alla chiamata del Signore, ha voluto farti rinascere e tu hai detto sì! L'uomo superbo è colui che pur dichiarandosi cristiano non ha Dio dentro il suo cuore, non può! In quanto, se ammettesse ciò, ammetterebbe il suo nulla! Ti chiedi allora perché questo silenzio tombale, anche dei cristiani che contano, sulla tua conversione? E direi soprattutto dei cristiani, e sì, perché direi che dal vertice della nostra amata chiesa si sarebbe dovuto levare un grido di gioia per un fratello che ritorna alla casa del Padre (figliol prodigo). Io penso che li, a Roma, ci sono più mestieranti che veri cristiani, basta guardarsi intorno, odiano i cristiani autentici, coloro che seguono Cristo e il Suo Vangelo, e che siccome non sono in linea con loro, vengono perseguitati, per adesso non in modo cruento, ma domani non so. ...ma aprono le porte ai musulmani che saccheggiano le nostre Chiese e non solo! Ma Cristo Gesù non disse agli apostoli di portare a tutte le genti la Sua Parola, affermando così che Lui era l'unico e vero Dio! Se tu fossi diventato musulmano, sarebbero piovuti gli articoli su di te esaltandoti! Tu invece che fai? Ti converti al cattolicesimo! No, non va bene, non sei dei loro. Di cosa parliamo Danilo?... Noi dobbiamo solo pensare ad aumentare la nostra fede, seguire la verità che è Cristo, e, a costo della vita la dobbiamo difendere, rispondendo così alla domanda del Vangelo: quando verrà il figlio di Dio sulla terra troverà un po' di fede nell'uomo? Ti abbraccio, buon cammino di conversione, e uniti sempre nella preghiera.
Nando

Danilo, mi dispiace tantissimo per questa utleriore ingiustizia che devi subire, ti ammiro perchè hai il coraggio di lottare. Io ho lottato a modo mio, non al tuo livello, probabilmente male e forse senza avere la necessaria fede per cui ora ho capitolato, mi adeguo. Com'è possibile che o radicali siano così potenti da aver fatto passare tutto sotto silenzio? Quale dei tuoi libri spiega in modo esauriente il mondo in cui viviamo e che credo non sia più mutabile? Un caro saluto.
Stefania, Firenze

Carissimo, le sono particolarmente vicina e condivido ogni parola scritta nei suoi libri. Spero che il pensiero e la preghiera di tanti di noi le siano di conforto Augurandole ogni bene. In J e M.
Maria Teresa

Di questi tempi, infatti, non ci si poteva aspettare altro: sono tempi "rovesciati" e pertanto diabolici; è un'evidenza. Caro dott. Quinto, vado fiero di essere, in questo suo calvario, solo come Gesù nell'orto degli Ulivi. Noi, suoi ammirati amici, cercheremo di non addormentarci. La mia solidarietà per quel poco che vale è genuina, come il mio dolore e... Dio mi perdoni, la mia rabbia... Buona domenica e grazie per essere un valente porta bandiera nella comune buona battaglia.
Maria Cristina

Caro Quinto, il Suo esempio è testimonianza preziosa. Le voglio assicurare preghiere per Lei e La Sua famiglia.
Francesco

Sig. Quinto, mi piacerebbe molto leggere e ricevere il suo libro ... Mi faccia sapere sempre di Lei e sia forte! Pregherò anche per lei in questi giorni così complicati anche per la mia vita...
Giovanni, Stati Uniti

Nell' epoca medievale i cantastorie vagavano da castello a castello, allietando i cortigiani con le loro cantilene in rima, che erano, anche, cronache e considerazioni insieme. Ripristinarle non sarebbe male, nell' epoca della comunicazione afasica. Ecco una filastrocca che ha lei per protagonista. Spero le piaccia. Cordiali saluti. E avanti nel nome del Signore.
Viviamo in tempi sciagurati,
in cui protagonisti scostumati
anche nella Chiesa hanno i loro bastioni,
ove amplificar tutte le sragioni.
E mentre il Demonio fa il suo mestiere,
assai impegnato nel dovere,
i cattolici cercano un accordo col mondo,
quello che s. Paolo anatemizzava iracondo.
E guai a contraddire il politicamente corretto,
quel sordido, massonico concetto,
che è una dittatura dell'espressione
e frena ogni sensata opinione.
All' ultimo summit in diretta dal Vaticano
i credenti laici han cercato invano
di correggere una rotta scellerata
che porta diritta alla spaccata.
Un incontro sui minori abusati
diretto da corrotti e lodati,
in cui non si è spesa nemmeno una parola
sulla Fede, che guida e consola.
Sorge il sospetto che i massoni della Chiesa
abbiano fatto la loro loggia di offesa,
tesa ad oscurare il suo Fondatore
per prostituirsi al lascivo amore.
Ed è un miracolo che voci isolate
non temano critiche ed imboscate,
e come Quinto proclamino il Vangelo
senza il modernismo come velo.
Molti cattolici scambiano per prudenza
una scandalosa reticenza,
sperando di venire ignorati
dai moderni aguzzini sguinzagliati.
Ma un giorno il Giudice perfetto
confermerà a loro il concetto
che in Palestina rivelò apertamente
alle folle e alla sua amata gente.
Chi di Lui si è vergognato, da vigliacco
nel Cielo Gesù lo condannerà, con smacco;
e allora saranno davvero dolori
per i cattolici che or fanno gli gnori.
Gaetano

Ti benedico e ti incoraggio; le tue denunce sono un vero atto di carità alla storia. In Corde Matris.
Don Alfredo

Desidererei essere aggiornato, perchè mi sento un suo figlio spirituale, anche se non l’ho mai conosciuta di persona.
Mario, Reggio Calabria

Salve Danilo, non ancora inizio a leggere il suo libro (Dio o Mammona), ma ho appena letto l’intervista. Molto interessante e misurata. La ringrazio della sua testimonianza. Volevo solo commentare che purtroppo l’ideologia radicale che ha vinto viene da lontano e non ha vinto solo perché c’era la radio. Quelle ideologie di dissoluzione erano e sono spinte in parallelo da molteplici forze mediatiche e alla base hanno una forza oscura, demoniaca. E’ vero però che non ha trovato muri e ostacoli (catèchon, direbbe S. Paolo), anzi la complicità di un certo pensiero post-conciliare, e di un clero mondanizzato che evidentemente non ha fede nella grazia dei sacramenti, preferendo ad essi l’azione umana. Clero che oggi in buona parte è ai vertici. Tuttavia, la dissoluzione di cui i radicali sono araldi, viene da lontano: già dalla pseduo-riforma protestante, e certamente dalla Rivoluzione Francese. E dipendono in estrema sintesi dall’orgoglio e dalla sensualità. Certo che lei è stato forgiato nel fuoco! Ma mi sembra che Dio (vero, è dolce ed esigente allo stesso tempo) le ha però conservato il dono di una famiglia stupenda. Le auguro ogni bene. Pax tibi.
Paolo

È vero che adesso nessuno in Italia parla di Danilo Quinto. Va la sua via solo. Ma verranno i tempi, quando una Chiesa rinnovata si ricorderà di lui.
Don Reto Nay

Grazie Danilo Quinto per la sua grande testimonianza di fede!! Dio la benedica!
Testimone 82

Strane cose succedono in Italia: il termine "servo sciocco" viene usato abitualmente anche in parlamento senza dar luogo a strascichi processuali: www.ilfattoquotidiano.it/…/478654.
La vicenda mi ricorda quella di un altro scrittore, a me molto caro: Giovannino Guareschi. Come tutti sanno il nostro, da cattolico militante ed anticomunista si era prodigato, nella campagna elettorale del 1948 a favore di Alcide De Gasperi e della Democrazia Cristiana. Una buona parte del successo della DC fu dovuto anche a lui, grazie alle vignette umoristiche, i suoi articoli sul "Corriere della Sera", il suo giornale "Il Candido", i suoi libri (uno per tutti: Don Camillo).
Ma Guareschi aveva un vizio imperdonabile: era una persona onesta e non si lasciava corrompere da nessuno. Il 24 e il 31 gennaio 1954 sul "Candido" settimanale diretto da Guareschi vennero pubblicate due lettere risalenti a dieci anni prima, in piena Seconda guerra mondiale, e firmate da De Gasperi, che ai tempi aveva trovato rifugio in Vaticano: due missive dirette al generale britannico Harold Alexander, comandante delle forze alleate in Italia, chiedendo il bombardamento di alcuni punti nevralgici di Roma, come l'acquedotto, «per infrangere l'ultima resistenza morale del popolo romano» nei confronti di fascisti e truppe tedesche. Le lettere vennero riprodotte (Indro Montanelli ha più volte ripercorso i giorni precedenti alla loro pubblicazione, ricordando come in qualsiasi modo avesse cercato di convincere il collega a desistere e rivolgendosi direttamente all'editore del Candido, Rizzoli) e agli inizi del febbraio '54 De Gasperi sporse querela. Istituito il processo, il 13 e il 14 aprile ebbero luogo la seconda e la terza udienza e il 15 giunse la condanna a dodici mesi di carcere per diffamazione. Nel frattempo, il 25 aprile di quell'anno venne promulgata una amnistia generale. Sarebbe stato sufficiente che il nostro richiedesse, tramite il suo avvocato, che gli venisse applicata, ma questo significava pure ammettere di aver commesso un reato (ricordate Pinocchio, dopo essere stato derubato dal gatto e la volpe, in prigione dovette confessare di essere un "malandrino" per poter usufruire dell'amnistia promulgata in occasione del genetliaco del Re?) "Per rimanere liberi bisogna, a un bel momento, prendere senza esitare la via della prigione", affermò orgoglioso alla vigilia del suo ingresso in carcere, dove si presentò con la sacca che lo aveva accompagnato durante la prigionia nei campi tedeschi come internato militare italiano dopo l'8 settembre 1943. Dalla Polonia rientrò con un fisico duramente provato, ma pronto a ricominciare con accanto la moglie Ennia, chiamata Margherita nei suoi racconti, e i figli Alberto e Carlotta. I giorni di Parma invece ne segnarono tremendamente il fisico e l'animo. Ma il galantuomo che era in lui non se n'era andato: De Gasperì morì il 19 agosto 1954, mentre Guareschi scontava la condanna.«Mi ha invece rattristato - scrisse - la morte improvvisa di quel poveretto. Io, alla mia uscita, avrei voluto trovarlo sano e potentissimo come l’avevo lasciato: ma inchiniamoci ai Decreti del Padreterno».
Francesco I

Unisci le tue sofferenze a quelle di Gesù sulla croce salvandoci da questo tempo di apostasia. Possa Iddio ripagarti per questo! Laudetur Jesus Christus!
Stat Crux

Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a terra, si prostrò e disse:
«Nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!». In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto (Gb 1, 21-22). Questa parola di vita è stata incarnata oggi da un altro testimone della fede. Grazie Danilo, per la parresia, il coraggio, la fedeltà. Dio ti ricompenserà in modo sovrabbondante.
Questo esempio è luce nella Chiesa, offerta di soave odore, atto di riparazione ai tanti tradimenti dei Giuda Iscariota di turno. Dio da tutti noi, in un modo o nell'altro, in un tempo o nell'altro, chiede oggi lo stesso esempio, la stessa testimonianza: "Gli uomini perversi vogliono spegnere la luce della verità, ma voi potete vincere i nemici con la vostra sincera e coraggiosa testimonianza" (Anguera, 29.01.2019). Il Cuore Immacolato sia il tuo rifugio in questo momento di prova.
Grazie ancora. Ti assicuro la mia costante preghiera.
Tempi di Maria

Lei è una delle persone che più ammiro e seguo, per la sua straordinaria conversione e il suo coraggio nel testimoniare la fede e la verità, senza temere di mettersi contro un autentico Moloch come il Partito Radicale e contro tutti coloro che oggi detengono il potere intellettuale e mediatico e che il mondo venera come maestri e profeti. Senza temere di pagare, di persona, un prezzo assai salato. Mi piacerebbe nel mio piccolo fare qualcosa di più per testimoniare la verità in questo mondo, però io sono solo un povero contadino, anche se con una laurea in tasca, quindi posso fare davvero molto poco. Per questo c’è un gran bisogno in questo mondo di uomini come lei, che riescono con la loro testimonianza a raggiungere tante persone e a scuotere tante coscienze. Acquisto volentieri il suo libo, che propaganderò tra le mie conoscenze. Grazie di tutto. Santa giornata.
Davide

Caro Danilo Quinto, la ragione di questo mio scritto é per dirle quanto abbia apprezzato leggere “l’intervista a Danilo Quinto, a cura di Don Reto Nay. Mi fa molto piacere di sapere che in Italia non tutti coloro che sono in politica sono corrotti. Lei é un esempio di coraggio e d’onestà. La saluto cordialmente, in Gesú Cristo nostro Signore.
Nadir, Australia

Amico carissimo e fratello mio in Cristo, il mondo non ama coloro che non gli appartengono, come non amò ed uccise Dio stesso, così perseguita ed uccide coloro che lo seguono, Suoi servi felici di possederLo. Servi intelligenti, e sciocchi per il mondo, e quindi denigrati dai servi sciocchi, ed intelligenti per il mondo, degli imperatori dei mass media, spesso occulti. E ci si vende per il piatto di lenticchie o per trenta denari in nome di una felicità illusoria, in quanto ci si auto-danneggia da soli, ed è non solo sciocco, ma malvagio uccidere innocenti nelle pance materne, uccidere vecchi e malati, cambiare i generi sessuali, pagare la lussuria con le tasse di chi lavora. Oggi, come mai in passato, si è giunti ad abdicare alla ragione ed alla fede, in cambio di una mediocre vita patinata vuota di valori, che induce solo pietà per tante infelicità reali e concrete, sotto l'illusorio senso di trionfo e superiorità che può durare il tempo di questa vita terrena, quando potesse durare tanto, di fronte ad un’eternità che i martiri ambiscono e di cui hanno aspirato il vero felice, pacifico, amoroso profumo. Profumo che supera il veleno del non amore, che a ciò si riduce il non difendere il vero, che sempre è solo uno, sempre ha un solo colore, sempre è morale e divino, profumo che tempera l'amaro del martirio quotidiano nello sguardo che libero si libra nei cieli della verità. Il piacere è l'idolo della nostra era apostata ove una Chiesa ha abdicato alla propria essenza vera, a tal fine, ritrovandosi ora sbriciolata, da gigante qual’era, con piedi misti di argilla e ferraglia. E' questa antichiesa, sostituitasi alla vera Chiesa che ha eclissato (a causa dei peccati del popolo, ma soprattutto dei ministri, come dice la Madre a La Salette: l'anticristo arriverà a Roma che perderà la fede, 1846) , la causa del malessere sociale; la società illusoriamente cerca valori nella morte, nel possesso e nella gloria umana, nella sessualità pornografica e negli accoppiamenti contro natura che gridano vendetta a Dio, nei divorzi e comunismi familiari, conviventi lussuriosi quali ci siamo ridotti, mangiando le ghiande dei porci, avendo abdicato all'eredità Paterna. Pure manca chi ci additi il Cielo, quel Cielo che però resiste nei cuori desolati, vuoti e sempre affamati, in questa infelicissima ricerca di piaceri propinatici dal nuovo vangelo predicato dalla televisione e dai giornali. Manipolazione mentale del pensiero unico, del potere mondiale delle finanze, a cui ci siamo assoggettati, schiavi idiotamente illusi, ma frustrati nell'aspirazione intima, reale della nostra anima che geme infelice, cercando tra i rifiuti la perla perduta. Le persone come lei, Danilo, sono quelle che ci indicano il Cielo, che pagano il prezzo alla bestia dominante le coscienze su questa terra, ma costruiscono per gli schiavi del pensiero unico un futuro vero per loro e i loro figli, liberi finalmente di volare e vivere la pace dei figli di Dio, quella pace che né il mondo, né la carne, né il demonio possono vincere e neppure le denunce o i tribunali umani. Amore alla verità, amore autentico (non fasullo, perché illusorio) ai nemici è il suo grido di denuncia forte, e come tale riconosciuto e silenziato, quindi, "svegliatevi voi che dormite il sonno della morte, Cristo è risorto anche per voi che Lo crocifiggete nei Suoi servi". Senza Dio si muore, e lo dimostra ampiamente questa cultura-dittattura della morte che cercando felicità uccide, uccide, uccide, corpi ed anime, in una ricerca drammatica che si tramuta in angoscia, perché è la verità che sola salva, spera, ama, crede; e si dichiara libera essendo schiava, si illude sazia quando è affamata, si dice ricca mentre è povera, e percuote per affermarsi, segno indubbio della sua falsità. Solo Cristo non ha percosso, ma si è lasciato percuotere per mostrarci la vera via, e noi vogliamo seguirLo, come Lui senza compromessi.
Angela

Presento al lettore un breve resoconto dell’ultima udienza e della sentenza nel processo a Danilo Quinto.
Piccola nota informativa, il processo è stato intentato per la querela dell’On. Turco (esponente radicale), che si è sentito offeso dalle parole “servo sciocco” (citazione dal teatro di Goldoni), scritte nel libro del querelato “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”.L’udienza finale è convocata alle ore 12.00 del giorno 16 gennaio 2019. Per chi è venuto ad assistere è deludente dover aspettare fin a quasi alle 16h.00. Forse il giudice sta tirando per le lunghe, anteponendo altri procedimenti a quello di Quinto? Chi può dirlo, certamente, se mai fossero stati presenti dei giornalisti se ne sarebbero già tornati in redazione. Poiché il giudice (è un giudice onorario, che è stato cambiato in corso d’opera) ha diversi momenti di libera uscita, e gira tra il pubblico mentre l’aula è impegnata con altri procedimenti, si è sentito nella necessità di fare un commento (forse improprio?) ad alta voce verso le persone presenti, definendole “pubblico personale” dell'imputato Danilo Quinto (come fa a saperlo?). I processi sono pubblici, quindi il pubblico non è personale di alcuna delle parti coinvolte.
Tra l'altro fa battute anche sulla presenza dei sacerdoti (due) in talare... Detto per inciso i due rappresentanti del clero, stanno compostamente seduti e in piedi, recitando il rosario silenziosamente.
Ovviamente, quando finalmente inizia l’udienza, essendo trascorso così tanto tempo dall’ orario fissato, almeno metà delle persone venute per seguire sono andate via.Viene interrogato Danilo Quinto, che cerca di spiegare dettagliatamente la sua assoluta mancanza di intento offensivo verso il querelante, non fosse altro per il fatto che lui ha definito se stesso servo del capo del Partito Radicale (Marco Pannella).Interviene quindi la pubblica accusa che, per inciso, ricorda le battaglie del Partito Radicale e di Marco Pannella a favore della libertà di parola e di espressione (forse sente qualche disagio nel rappresentare l’accusa in questo processo?), e chiede per l’imputato una pena esclusivamente pecuniaria.Interviene poi l’avvocato di parte civile (un dirigente dei Radicali, ex cognato - avendo la sorella divorziato - del querelante), che ribadisce con energia le accuse rivolte all’imputato (malgrado poi, fuori dall’aula, gli dia del tu e gli stringa calorosamente la mano), e chiede una pena maggiore di quella avanzata dalla pubblica accusa.Il giudice durante la discussione ammonisce più volte le parti (soprattutto il querelato), interviene inoltre con commenti e considerazioni varie, attinenti le sue personali convinzioni.Infine si giunge alla dichiarazione della difesa. La quale, tra l’altro, dichiara che farà istanza per il gratuito patrocinio, non avendo l’imputato alcunché per pagarne l’attività. Il giudice è molto attento alle comunicazioni della difesa, infatti compulsa e lavora con energia sul proprio telefonino. Forse, resosi conto che potrebbe essere male interpretata la sua singolare condotta (riservata esclusivamente allo spazio d’intervento della difesa), specifica, dopo aver ordinato di spegnere il microfono che registra l’udienza (unico mezzo ammesso in aula che consenta poi di trascrivere i verbali…), che la sua attività, intensissima, sul telefonino, è stata svolta inserendo nei motori di ricerca le parole “servo sciocco”. Dopo tanto lavorio vuole condividere con tutti i presenti (sempre a microfono spento…) che molte pagine del web fanno riferimento al processo, viceversa Goldoni è rintracciabile molto indietro. Purtroppo, inoltre, tra le schede di internet è emerso un articolo del periodico “ImolaOggi”, dove si afferma che se Danilo Quinto fosse condannato, allora anche il responsabile della decisione sarebbe rappresentabile come un “servo sciocco”…Quindi non si è distratto, ma ha letto articoli e commenti attinenti al processo.
Essendosi fatto tardi, e non potendo il giudice emettere immediatamente la sentenza (è necessario aspettare almeno le ore 18.00, perché?), con l’accordo delle parti, si decide che la sentenza venga emessa e letta il giorno 4 febbraio 2019.Giunge il 4 febbraio, alla lettura del giudizio ci sono poche persone ad assistere, comunque il giudice onorario chiede agli avvocati presenti tra il pubblico di farsi riconoscere (escluse le parti ovviamente), perché? Si procede speditamente anche se in ritardo sull’orario di convocazione. La decisione è molto più dura, punitiva e penalizzante di quanto chiesto dall’accusa, c’è da rimanere sconcertati. Viene accolta nel totale silenzio dei presenti. Il giudice aggiunge che per lui è stata una decisione difficile e faticosa (pare quasi che voglia giustificarsi), su cui ha meditato molto…Al termine dell’udienza il pubblico si dirige silenziosamente verso l’uscita. Stranamente, quasi fosse un fatto personale, il giudice insiste nel salutare più volte, con tono offeso, le persone che lasciano l’aula, quasi sia un dovere di coloro che assistono dover porgere i saluti al momento di andarsene. Per chiarezza va detto che imputato, pubblica accusa e avvocati delle parti salutano educatamente.Sùbito fuori dall’aula accade qualcosa che fa pensare, l’avvocato dell’on. Turco, che conosce personalmente Danilo Quinto, gli si avvicina, gli da un buffetto sul viso come si fa con un vecchio amico, per consolarlo, e gli dice: “Non ti preoccupare, finirà tutto in prescrizione…”. Danilo Quinto sorride e si congeda con garbo.Alcune considerazioni a margine. Nessun giornale ha seguìto in aula la vicenda. I Radicali sono soliti, per consolidata tradizione, trasformare i processi in eventi mediatici per alimentare la propria immagine politica, in questo caso, al contrario, il profilo è stato bassissimo, il querelante, l’attore dell’azione, non è stato presente. Assenti i giornali, anche quelli sedicenti cattolici.Un politico della I Repubblica, che veniva appellato con il nome di un diavolo, diceva: “… a pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca…”. L’intento del processo è stato quello di “castigare” chi ha rinnegato la famiglia radicale per una conversione cattolica-tradizionale? Il processo non doveva essere né sollecitato, né tantomeno fatto. È stato un processo politico, come politiche sono le valutazioni riportate nel libro. È scandaloso per un Partito che rivendica la libertà d’espressione e di pensiero sporgere querela per una valutazione politica, è scandaloso per un sistema che si dichiara libero e democratico assecondarne la suscettibilità. Il commento più adeguato a quanto accaduto è di una signora che uscendo dall’aula ha detto: “la vera giustizia non è di questo mondo, ma dell’Altro…”.
Don Curzio Nitoglia (da “Una Vox”)

Chi combatte contro i radicali, conoscendoli bene per esserne stato un "insider", avrà sempre la mia stima. Complimenti per il coraggio a Danilo Quinto, ed auguri di cuore. I conti si fanno alla fine.
Cordialmente, Marco

Solidamente solidale.
Silvio

Sia lode a Dio per averti donato la grazia di trovarlo, staccandoti da un'ideologia di morte e potendo corrispondere al suo disegno provvidenziale per la tua vita. Grazie per questa forte testimonianza. Coraggio!
Maurizio e Grazia, Stati Uniti

Caro Danilo, se possiede i 10 volumi di Maria Valtorta sulla stupenda vita su Gesù dettatale da Gesù stesso e Maria prenda il volume 10 di "l'evangelo come mi è stato rivelato" e vada al capitolo 652 dove Gesù Cristo spiega le 7 ragioni per cui ha voluto dettare la Sua Vita alla Valtorta. Una volta lette le diffonda perché rispecchiano la situazione attuale. Sia lodato Gesù Cristo e sempre avanti con Gesù e Maria.
Francesco

Carissimo Danilo, mi spiace veramente molto per questa persecuzione. Vorrei esprimerti anch'io la mia solidarietà.
Alcide, Ferrara

Che Dio ti protegga ,caro fratello in Cristo,che tutto questo possa essere portato in un vassoio d Argento dalla Vergine Maria a suo figlio Gesù, come dice il Monfort. Siamo uniti in preghiera in questo tempo di persecuzioni per tutti. Ave Maria.
Valerio e Rita

Buongiorno Egregio sig. Quinto. Ho eseguito versamento qualche giorno fa , sul Suo conto, per dare contributo alla Sua lotta contro l'Ingiustizia. Sono medico e pensionato e mi sono ritirato in Portogallo per poter gestire meglio la mia vita con la pensione che mi ritrovo, non cospicua. Sono onorato perche il Signore mi abbia dato modo di dare un minimo contributo per Lei che ha trovato la fede. Le auguro ogni bene e fermezza in questa Sua esposizione mediatica, che offre ogni attacco e speculazione. Se Le sarà gradito inviarmi un suo libro, lo accetterò con piacere.
Mario

Sono molto addolorato nel leggere la persecuzione di cui è oggetto e spero che una parola di sostegno insieme alla preghiera, possano essere di conforto. E' incredibile vedere che oggi con tutti i reati veri che vengono commessi e restano impuniti, con quale perfidia si perseguita chi difende la verità . Satana ha veramente una forza grande presso molti uomini. A titolo di appoggio le ho inviato una offerta e le chiedo se possibile avere il libro incriminato insieme ai suoi ultimi due e ad un altro a sua scelta. E' veramente un periodo molto brutto, preghiamo tutti il Signore che ci aiuti. Le chiederei anche una preghiera per me e la mia famiglia. Saluti in CJ.
Massimo

Gent.mo dott. Danilo Quinto, tutto ciò che lei sta vivendo, compresa la sentenza, ingiusta, iniqua..., dimostra che seguono CRISTO GESU’ ..in Verità e coerenza di vita,..sono perseguitati e soffrono, su questa terra. Persecuzione in ogni ambito.. Coraggio, non è solo,..siamo tanti tanti,..silenziosi , coraggiosi, ma- fedeli e costanti-...andiamo avanti con l’ aiuto di Maria SS..., e l’ Amore vero del ns Amatissimo GESU’ CRISTO-DIO VERO, UNICO SIGNORE e SALVATORE dell’umano genere ( che non ci abbandona MAI.
Silvia

Coraggio e serietà! Il desiderio di dire la verità in un mondo di opportunisti che si schiera con i forti, i potenti danarosi!
Liliana

Un grande cattolico che ha obbedito al comando di Dio:convertitevi e credete al Vangelo!
Giovanni

Profonda lealtà e onestà intellettuale.
Luciana

Un grande testimone della fede con un coraggio della verità da leoni, anche quando ciò comporta dover pagare, e pesantemente, di persona.
Davide

Un'anima conquistata! Strappata al male! Grazie , Signore che tu puoi tutto! Spero anche in altre conversioni che mi stanno a cuore... I suoi libri ci insegnano la Verità, tramite le sue esperienze di vita e di studio. Sono molto interessanti!
Liliana
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