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Italia, alzati alla preghiera e fa la penitenza!

9 novembre 2016

Questo dice il Signore tuo Dio, Gesù Cristo:

Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti.

Ecco, sto alla porta e busso…
(Ap 3,19-20).

Cari cristiani di nazione italiana!

Dio ha donato al vostro Paese molti santi: San Benedetto, San Francesco d’Assisi, Santa Chiara, San Francesco di Paola, Santa Rita, Santa Caterina da Siena, i martiri dei primi secoli e molti altri. Ognuno di loro ha giocato un ruolo chiave che ha cambiato la storia della tua nazione e dell’Europa intera. Che dire sulla fede incrollabile di San Giovanni da Capestrano il quale con le sue prediche portava alla penitenza i fedeli delle città italiane. I credenti, dopo tali prediche, bruciavano, sulle piazze principali, i simboli dei loro peccati e della loro vita viziosa. Le donne gettavano via i loro ornamenti femminili, gli uomini rinunciavano allo spirito d’inimicizia e di vendetta. Le città, conosciute per loro rivalità, scontri sanguinosi e incendi, diventavano come agnelli miti. Quanti furono i giovani infiammati e spinti da lui a consacrarsi al servizio di Dio! Grazie a San Giovanni da Capestrano, i cristiani riportarono, nella battaglia presso Belgrado, la vittoria contro l’esercito musulmano, che si lanciava contro l’Europa. Purtroppo, la gerarchia cattolica attuale chiamerebbe quel santo un fondamentalista intollerante e con tutta probabilità lo dichiarerebbe malato di mente. E che dire dei meriti del beato Marco d’Aviano che unì i cristiani che, in seguito, a Vienna, vinsero in battaglia i musulmani condotti da Kara Mustafa, che voleva umiliare Roma e la cristianità intera con la spada, perché – secondo lui – tutto doveva essere sottoposto al Corano.

In passato, uno di noi ha soggiornato, per sei anni in Italia; prima, come studente a Roma e poi, per un breve periodo, come sacerdote religioso, a Civitavecchia. Ecco la sua testimonianza: «Da un lato, incontravo credenti sinceri che si dedicavano molto alla salvezza del loro prossimo e della loro nazione. Essi pregavano, facevano penitenza, cercando di vivere in unità con Dio. Dall’altro lato, soffrivo vedendo in quale terribile stato era decaduta la fede in Gesù Cristo e la morale. In certi giorni, il velo di tenebra che copriva l’Italia si mostrava in tutta la sua visibilità. Erano giorni insopportabili. La droga, il sesso sfrenato tra i giovani, i divorzi, gli aborti, mammona, la mafia, la magia, il satanismo, le sétte, la corruzione, la massoneria – piaga dell’intera Italia. Mi rendevo conto che tale situazione era la terribile conseguenza dello stato desolato in cui si trovava la Chiesa Cattolica, la sua gerarchia e molti dei suoi sacerdoti. Molta gente era confusa per causa loro».

La gerarchia d’oggi ha tradito Cristo. La tradizione intera della Chiesa insegna che Maometto è un profeta falso, Allah è un dio falso e l’Islam è una religione falsa. Quelli che decapitano i cristiani sono la prova che noi non abbiamo mai avuto un Dio comune.

Giovanni Paolo II, nel 1986, permise al Dalai Lama, il quale sostiene di essere dio reincarnato, di porre la statua di Budda sul tabernacolo nella chiesa dei santi apostoli Pietro e Paolo, ad Assisi. Seguì, poi, il rito pagano della venerazione dell’idolo con l’invocazione di nomi di demoni. Un abominio di devastazione nel luogo di Dio. La risposta dell’unico Dio non si fece attendere: un terremoto ad Assisi distrusse e fece a pezzi l’altare della Basilica facendo cadere le pietre dal soffitto. Ma gli autori di quest’abominio non hanno mai fatto penitenza. Antioco IV Epifane, re pagano, fece innalzare l’idolo di Zeus Olimpico sull’altare di Dio, a Gerusalemme nel 167 a.C.. La Bibbia, in modo chiaro, dice di questo atto: «innalzò sull’altare un abominio di devastazione» (1 Mac. 1, 54). Ma quando il Dalai Lama pose sull’altare cattolico la statua di Budda, il Vaticano sostenne che si trattava solo di “dialogo interreligioso”. Si poteva forse ingannare certi cervelli in modo peggiore? Dio è sempre lo stesso: ieri, oggi e sempre. Tutti i profeti hanno sempre chiamato il “dialogo” con i pagani: “adulterio spirituale” e “il più grande peccato contro il primo comandamento del Decalogo”. Il popolo di Dio, per quest’abominio, è stato punito con l’esilio in Babilonia. La conseguenza immediata dell’apertura al paganesimo è l’impurità morale e l’omosessualità (Cfr. Rm. 1, 18s). Quello che per Dio, una volta, era malvagità lo è ancor oggi, anche se oggi in Vaticano lo chiamano “dialogo interreligioso”. Qual è il dialogo tra la luce e le tenebre? Qual è la comunione tra Cristo e Beliar? (Cfr. 2 Cor 6, 14-15).

Oggi, quando l’Europa è minacciata dall’islamizzazione totale, per via dell’immigrazione illegale, J. Bergoglio sostiene che i cattolici dovrebbero accogliere i migranti musulmani in ogni parrocchia, monastero e santuario. Questa è manipolazione totale e contorsione del concetto della misericordia divina; questo è un programma di effettiva e rapida islamizzazione dei paesi cristiani d’Europa. Oggi, quando la famiglia è minacciata dall’ideologia di genere e dalla dittatura omosessuale, J. Bergoglio il Giovedì Santo, lavava i piedi ad un transessuale, pubblicava “Amoris laetitia”, mettendo, così, in dubbio l’istituzione della famiglia. Egli accoglie la coppia transessuale e gli omosessuali e invita la Chiesa intera a chiedere perdono per la sua posizione avuta sempre nei loro confronti. Quello che è accaduto a Sodoma e Gomorra è un ammonimento per tutte le generazioni, ed a questo ammonimento non vi è nulla da aggiungere (Cfr. 2 Pt. 2, 6). Se J. Bergoglio si pone al di sopra della Parola di Dio, allora egli non è altro che uno dei tanti anticristi, egli non è il Papa. La Chiesa intera e il popolo italiano soffrono a causa del crimine di questi tradimenti. La Beata Vergine Maria, nella sua apparizione a La Salette, disse chiaramente: «Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo».

«Il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone; solo la gerarchia cattolica non conosce il proprio Dio» (Cfr. Is. 1, 2-3).

Recentemente, l’Italia centrale è stata scossa da una serie di terribili terremoti che hanno raggiunto anche la città di Roma. Il 30 ottobre, il terremoto ha devastato anche la basilica di San Benedetto a Norcia, città nativa del Santo fondatore della vita monastica nella Chiesa occidentale e patrono d’Europa. Perché è successo questo?

Dio ha rotto il suo silenzio e non tacerà più per amore del suo Nome e del suo popolo.

Quale padre non ammonisce e punisce i suoi figli? Dio cerca il bene dei suoi figli e fa in modo che essi crescano e vivano rispettando la Sua Legge, per non doversi vergognare di loro. Perché ci meravigliamo, così tanto, di un Dio, Padre affettuoso che, cercando il nostro bene, ci ammonisce e ci punisce? Dio guarda con speranza il popolo italiano e attende le sue preghiere e il suo pentimento (Cfr. Esd. 1).

Cosa dovrebbe fare il popolo italiano? Fare penitenza per i propri peccati e per i peccati della gerarchia ecclesiastica che ha tradito Cristo.

Concretamente:

1. È necessario rinnovare la nostra relazione personale con Gesù Cristo e rinunciare alla falsa venerazione delle religioni pagane e dei loro demoni (Cfr. “Nostra Aetate”). Gesù è morto unicamente per noi e ci guida verso la salvezza. Le altre religioni conducono alla perdizione. È questo che hanno sempre insegnato tutti i santi e la Tradizione della Chiesa. Gesù è tuo Dio, Signore e Salvatore: accogliLo.

2. Rinnova la devozione veritiera verso la Vergine Maria.

3. Rinuncia a tutte le forme di spiritismo, magia, indovinazioni e superstizioni.

4. Rinuncia categoricamente a qualsiasi collaborazione con la massoneria.

5. Comincia a leggere intensivamente la Bibbia e consacra almeno un’ora al giorno, dalle 8 alle 9 di sera, alla preghiera per la Chiesa e per la tua nazione. Alle ore 9, molti sacerdoti danno la benedizione. Dio esaudirà le tue preghiere sincere e costanti (Cfr. Gv. 14, 14).

Dio pone davanti a te la vita e la morte, scegli la vita perché tu viva (Cfr. Dt. 30, 17-20).

+Elia

Il Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino

+Metodio +Timoteo

I Segretari del Patriarcato Cattolico Bizantino

+Samuele

Il Portavocedel Patriarcato Cattolico Bizantino

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