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Potente Sermone del Santo Curato d'Ars – Il Purgatorio

Tale è la crudele e spaventosa posizione in cui si trovano adesso i nostri padri e le nostre madri, i nostri parenti e i nostri amici, che sono usciti da questo mondo senza avere pienamente soddisfatto la giustizia di Dio. Egli li ha condannati a passare un certo numero di anni nelle prigioni tenebrose del Purgatorio, dove la Sua giustizia grava rigorosamente su di loro, fino a che essi non Gli abbiano interamente pagato i loro debiti. «Oh! Com'è terribile cadere nelle mani del Dio vivente!» (Eb. 10,31).

Ma perché, oggi, io sono salito sul pulpito; che cosa ho da dirvi? Ah! Vengo dalla parte di Dio stesso; vengo dalla parte dei vostri poveri genitori, per risvegliare in voi l'amore riconoscente che (come figli) dovete loro; vengo a rimettere davanti ai vostri occhi tutti gli atti di bontà e l'amore che essi hanno avuto per voi, mentre erano sulla terra; vengo a dirvi che essi bruciano nelle fiamme, che essi piangono e domandano con forti grida il soccorso delle vostre preghiere e delle vostre buone opere. Mi sembra di sentirli gridare dal fondo di questi bracieri che li divorano: «Ah! Dite bene ai nostri padri, alle nostre madri, dite ai nostri figli, a tutti i nostri parenti, quanto sono crudeli, i mali che soffriamo. Noi ci gettiamo ai loro piedi, per implorare il soccorso delle loro preghiere. Ah! Dite loro che, da quando ci siamo da essi separati, noi siamo qui a bruciare nelle fiamme! Oh! Chi potrà essere insensibile ai tanti mali che soffriamo?» Vedete, non udite questa tenera madre e questo buon padre e tutti questi parenti che tendono le mani verso di voi? Amici, gridano, strappateci a queste torture, voi potete farlo.»

Non voglio soffermarmi a provarvi l'esistenza del Purgatorio; sarebbe per me una perdita di tempo. Nessuno di voi ha il minimo dubbio al riguardo. La Chiesa, alla quale Gesù Cristo ha promesso l'assistenza dello Spirito Santo e che, di conseguenza, non può né sbagliarsi, né indurci in errore, ce lo insegna in un modo assai chiaro ed evidente. É certo, anzi certissimo, che c'è un luogo dove le anime dei giusti finiscono di espiare i loro peccati, prima di essere ammesse alla gloria del Paradiso che è loro assicurato. Sì, ed è un articolo di fede: se non abbiamo fatto una penitenza proporzionata alla grandezza e all'enormità dei nostri peccati, quantunque perdonati nel santo tribunale della penitenza, noi saremo condannati ad espiarli nelle fiamme del Purgatorio. Se Dio, la Giustizia stessa, non lascia un pensiero buono, un buon desiderio e la minima azione senza ricompensa, allo stesso modo Egli non lascerà impunita una colpa, per quanto leggera essa sia; e noi andremo a soffrire in Purgatorio per tutto il tempo che la Giustizia di Dio l'esigerà, per completare la nostra purificazione. (...)

Ahimè! Quale sarà, dunque, il numero di anni che avremo da scontare in Purgatorio, noi, che abbiamo tanti peccati; noi, che, col pretesto che li abbiamo confessati, non facciamo penitenza e non versiamo alcuna lacrima? Quanti anni di sofferenza ci attendono nell'altra vita!

Ma come potrei farvi il quadro lacerante dei mali che patiscono queste povere anime, poiché i santi Padri ci dicono che i mali che esse sopportano in questi luoghi, sembrano eguagliare le sofferenze che Gesù Cristo ha patito durante la Sua dolorosa Passione? Tuttavia, è cosa certa che, se il minore dei supplizi di Gesù Cristo fosse stato condiviso tra tutti gli uomini, essi sarebbero morti tutti per la violenza delle sofferenze. Il fuoco del Purgatorio è lo stesso di quello dell'inferno.

con l'unica differenza che il primo non è eterno. Oh! Bisognerebbe che il buon Dio, nella Sua misericordia, permettesse che una di queste povere anime, che bruciano in queste fiamme, apparisse qui al mio posto, tutta circondata dei fuochi che la divorano e che vi facesse, ella stessa, il racconto dei mali che patisce. Bisognerebbe che ella facesse risuonare questa chiesa delle sue grida e dei suoi singhiozzi, forse, alla line, ciò intenerirebbe i vostri cuori. «Oh! Come soffriamo, gridano verso di noi, fratelli nostri, liberateci da questi tormenti; voi lo potete! Ah! Se sentiste il dolore d'essere separati dal proprio Dio...!» Crudele separazione! Bruciare in un fuoco acceso dalla Giustizia di un Dio!... Soffrire dolori incomprensibili all'uomo mortale!... Essere divo- iati dal rimpianto, sapendo che avremmo potuto senza dubbio evitarli!

«Oh! Figli, gridano questi padri e queste madri, potete abbandonarci, noi, che vi abbiamo tanto amati? Potete coricarvi nell'indolenza e lasciarci distesi su un braciere di fuoco? Avrete il coraggio di darvi al piacere e alla gioia, mentre noi siamo qui a soffrire e a piangere notte e giorno? Voi possedete i nostri beni e le nostre case, godete del frutto dei nostri affanni, e ci abbandonate in questo luogo di tormenti dove noi soffriamo mali così spaventosi, da tanti anni....! E non un'elemosina, non una Messa, che ci aiuti a liberarci! Voi potete darci sollievo, aprire fa nostra prigione; e ci abbandonate? Oh! Come sono crudeli le nostre sofferenze!» SI, si giudica diversamente nelle fiamme, riguardo a tutte le colpe leggere, seppure si possa chiamare leggero ciò che ci fa patire dolori così rigorosi. «Mio Dio, grida il Re - profeta - sventura all'uomo, anche il più giusto, se Tu lo giudichi senza misericordia (SI 142).» E per noi, che abbiamo commesso tanti peccati mortali e non abbiamo ancora fatto quasi niente per soddisfare la Giustizia di Dio, quanti anni di Purgatorio!

«Mio Dio, diceva Santa Teresa, quale anima sarà abbastanza pura da entrare in Cielo, senza passare attraverso le fiamme vendicatrici?» Nella sua ultima malattia ella gridò improvvisamente: «O Giustizia e Potenza del mio Dio, quanto sei terribile!». Durante la sua agonia, Dio le fece vedere la Sua Santità, tale quale gli angeli e i santi la vedono in Cielo, cosa che le causò tanto spavento, che le sue consorelle, vedendola tutta tremante e in preda ad un'agitazione straordinaria, gridarono in lacrime: «Ah! Madre nostra, che cosa vi è dunque accaduto; temete ancora la morte, dopo tante penitenze, lacrime così abbondanti ed amare?» - «No, figlie mie, rispose loro Santa Teresa, io non temo la morte, al contrario, la desidero, per potermi unire per sempre al mio Dio.» - Allora, vi terrorizzano, forse, i vostri peccati, dopo tante macerazioni?» - «Si, figlie, disse loro, io temo i miei peccati, ma temo ancora qualcosa di più.» - È .dunque, il giudizio?» - «Sì, io fremo alla vista del conto temibile che bisognerà rendere al buon Dio, che, in quel momento, sarà senza misericordia; ma c'è ancora qualcosa, il cui solo pensiero mi fa morire di terrore.»

Quelle povere sorelle erano costernate - « Ahimè! Sarebbe l'inferno? » «No, disse loro, l'inferno, grazie a Dio, non è per me; oh! sorelle mie, è la Santità di Dio! Mio Dio, abbi pietà di me! La mia vita dev'essere confrontata con quella di Gesù Cristo stesso! Povera me, se ho la più piccola lordura, la minima macchia ! Povera me, se ho persino l'ombra del peccalo! » - «Ahimè, gemono quelle povere religiose, quale sarà dunque la nostra sorte!...»

Che ne sarà, dunque, di noi; di noi che, forse, con tutte le nostre penitenze e buone opere non abbiamo ancora soddisfatto un solo peccato, perdonato nel tribunale della penitenza? Alti Quanti anni e secoli di tormenti per il nostro castigo! Quanto pagheremo caro per tutte quelle colpe che noi consideriamo come un nulla, quali le piccole bugie che diciamo per divertirci, le piccole maldicenze, il disprezzo delle grazie che il buon Dio ci fa in ogni istante, quei piccoli brontolii per le pene che ci invia! No, mai avremmo la forza di commettere il minimo peccato, se potessimo comprendere quanto esso offende il buon Dio, e quanto esso merita di essere punito rigorosamente, anche in questo mondo.

Dio è giusto in tutto ciò che fa; quando Egli ci ricompensa per la più piccola buona azione, Egli lo fa al di là di tutto ciò che noi possiamo desiderare; un pensiero buono, un buon desiderio, cioè, desiderare di fare qualche opera buona, quand'anche non potessimo farla, Egli non ci lascia senza ricompensa; ma, quando si tratta di castigarci, è con rigore che lo fa, e anche se noi non avessimo che una leggera colpa, noi saremo gettati in Purgatorio. Questo è vero, poiché noi vediamo, nella vita dei Santi, che molti non sono andati in Cielo se non dopo essere passati per le fiamme del Purgatorio. San Pietro Damiano racconta che sua sorella rimase molti anni in Purgatorio, per avere ascoltato una cattiva canzone con un poco di piacere.

Si racconta che due religiosi si promisero l'un l'altro che il primo che fosse morto venisse a dire al sopravvissuto lo stato in cui si trovava; in effetti, il buon Dio permise a colui che per primo morì di apparire al suo amico. Egli gli disse che era rimasto quindici giorni in Purgatorio, per aver troppo amato fare la sua volontà. E, poiché quest'amico si felicitava con lui per esservi rimasto così poco: « Avrei preferito di gran lunga, rispose il defunto, essere scorticato vivo per diecimila anni consecutivi, poiché questa sofferenza non avrebbe potuto ancora essere paragonata a ciò che io ho sofferto in mezzo alle fiamme.» Un prete dice ad uno dei suoi amici che il buon Dio l'aveva condannato a restare in Purgatorio molti mesi, per aver ritardato l'esecuzione di un testamento destinato a fare buone opere.

Ahimè! Quanti tra coloro che mi ascoltano hanno da rimproverarsi una simile colpa? Quanti ce n'è che, forse, da otto o dieci anni, hanno ricevuto dai loro genitori o dai loro amici, l'incarico di fare celebrare delle Messe, di dare delle elemosine ed hanno tralasciato tutto! Quanti ce n'è che, per il timore di trovare delle buone opere da fare, non vogliono prendersi il fastidio di guardare il testamento che i loro genitori o i loro amici hanno fatto in loro favore? Ahimè! Queste povere anime sono trattenute nelle fiamme, perché non si vuole compiere le loro ultime volontà! Poveri padri e madri, voi vi siete sacrificati per rendere felici i vostri gli o i vostri eredi; avete forse trascurato la vostra salvezza per aumentare la loro fortuna, voi avete confidato nelle buone opere che avreste lasciato nel vostro testamento! Poveri genitori! Come siete stati ciechi nel dimenticarvi di voi stessi!

Voi mi direte forse: «I nostri genitori hanno vissuto bene, essi erano molto saggi.» Ahi Quanto poco basta per andare in quei fuochi! Considerate quanto dice al riguardo Alberto il Grande, proprio lui, le cui virtù brillarono in modo cosi straordinario; egli rivelò, un giorno, ad uno dei suoi amici che Dio l'aveva condotto in Purgatorio, per aver avuto un piccolo pensiero di compiacimento a causa della sua scienza. Ciò che vi è ancora di più sbalorditivo è che d sono stati dei santi, anche canonizzati, che sono passati per il Purgatorio. San Severino, arcivescovo di Colonia, apparve ad uno del suoi amici a lungo dopo la sua morte e gli disse che era stato In Purgatorio, per avere rimandato alla sera delle preghiera che doveva fare al mattino.

oh! Quanti anni di Purgatorio, per quel cristiani che non fanno difficoltà a rimandare la loro preghiera ad un altro tempo, sotto II pretesto che hanno del lavoro che urge! Se noi desiderassimo sinceramente la felicità di possedere il buon Dio, eviteremmo tanto Ie piccole colpe che quelle grandi, poiché la separazione da Dio è un tormento cosi spaventoso per le povere anime!

l santi Padri ci dicono che il Purgatorio è un luogo vicino all’inferno. Questo è facile da comprendere, poiché II peccate veniale è vicino al peccato mortale; ma essi credono che tutta la. anima non sono trattenute in questo luogo per soddisfare la giustizia di Dio e che molte soffrono nei luogo stesso in cui hanno fatto del male, Infatti, San Gregorio, Papa, ce ne dà una prova abbastanza forte, Egli racconta che un santo prete, infermo, andava tutti I giorni, per ordine del suo medico, a fare dei bagni In un luogo Isolato; egli trovava, ogni volta, un personaggio sconosciuto che l'aiutava a togliersi le scarpe e, dopo che aveva fatto il suo bagno, gli presentava un lenzuolo per asciugarsi. Il santo prete, preso da un sentimento di riconoscenza, venendo un giorno dal celebrare la Santa Messa, presentò al suo sconosciuto un pezzetto di pane benedetto. «Padre mio, gli rispose quell'uomo, voi mi presentate una cosa di cui non faccio uso, nonostante mi vediate con un corpo, lo sono il signore di questo luogo, e faccio qui il mio Purgatorio.» E disparve, dicendo; «Ministro del Signore, abbiate pietà di me! Oh! Come soffro! Voi potete liberarmi; di grazia, offrite per me il Santo Sacrificio della Messa, offrite le vostre preghiere ed infermità, il Signore mi libererà.»

Se fossimo ben convinti di questo, potremmo dimenticare così facilmente i nostri poveri genitori, che sono forse continuamente attorno a noi? Se il buon Dio permettesse loro di mostrarsi, noi li vedremmo gettarsi ai nostri piedi. «Ah! Figli miei, direbbero queste povere anime, abbiate pietà di noi! Di grazia, non ci abbandonate!» Sì, la sera, coricandoci, vedremmo ì nostri poveri padri e le nostre madri reclamare il soccorso delle nostre preghiere; noi li vedremmo nelle nostre case, nei nostri campi. Queste povere anime ci seguono dappertutto: ma, ahimè! Sono povere mendicanti presso cattivi ricchi. Hanno un bel dire dei loro bisogni e dei loro tormenti, questi cattivi ricchi non ne sono, disgraziatamente, affatto toccati. «Amici, esse gridano verso di noi, un Pater e un'Ave! Una Santa Messa! Andiamo! Noi saremmo così ingrati da rifiutare ad un padre, ad una madre, una così piccola parte dei beni che essi hanno acquisito o conservato con tanti affanni? Ditemi, se vostro padre, vostra madre o uno dei vostri figli fossero in mezzo al fuoco e vi tendessero le mani, per pregarvi di liberarli, avreste il coraggio di essere insensibili a tutto questo e di lasciarli bruciare sotto i vostri occhi?

Ora, la fede ci insegna che queste povere anime soffrono quello che mai l'uomo mortale potrà comprendere ... Se noi vogliamo assicurarci ii Cielo, abbiamo una grande devozione alla preghiera per le anime del Purgatorio. Si può anche dire che tale devozione è un segno quasi certo di predestinazione e un potente mezzo di salvezza.
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TommasoG
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TommasoG
Per cortesia, potrebbe citare la fonte? @signummagnum
L'ho tratto da un opuscoletto sui messaggi di San Damiano integrati con scritti di santi e altre testimonianze, non si trova su internet e neppure è in vendita se non nella libreria del santuario dell'Associazione della madonna delle Rosa presso il santuario di san Damiano
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TommasoG
Credevo avesse tratto da un sito, che effettivamente c’è. Anticipo che fra qualche mese sarà in vendita l’edizione cartacea di tutte le omelie edita da Fede&Cultura del dott. prof. @Giovanni Zenone .
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