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Istruzione Cattolica

Cosa si intende per grazia efficacie e grazia sufficiente


Per grazia intendiamo un impulso soprannaturale che muove ad accogliere la grazia, che è la vita di Dio in noi, e conseguentemente ad attingere la vita eterna.
La distinzione tra grazia sufficiente e grazia efficacie ha solido fondamento nella Sacra Scrittura, anche se nella Bibbia non se ne parla espressamente in questi termini.
Per grazia sufficiente s’intende l’impulso che Dio dà per accogliere la grazia.
Questa grazia sufficiente la dà a tutti, perché vuole salvare tutti e per tutti Cristo è morto sulla croce.
Tuttavia quando la grazia sufficiente è accolta, viene accolta per un’ulteriore grazia per la quale Dio aiuta la nostra volontà ad accoglierla.
Questa ulteriore grazia viene chiamata grazia efficace.
Con questo s’intende dire che anche il sì che diamo alla grazia di Dio è grazia di Dio: “È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo il suo disegno d'amore” (Fil 2,13).
Per cui la grazia sufficiente, se non è accompagnata dalla grazia efficace, non è ancora sufficiente a salvare, a portare in grazia.
Si dice sufficiente perché in essa c’è la volontà di Dio di accordarla al singolo, ma il singolo la rifiuta.
Quando la grazia rimane solo sufficiente è perché viene bloccata dalla cattiva volontà dell’uomo che non la vuole ricevere.
Se invece questa grazia sufficiente viene accolta lo si deve al fatto che l’uomo non ha messo ostacolo e ha lasciato che la grazia sufficiente diventasse anche efficace.
Ma, come ho detto precedentemente, l’uomo non può accordare questo consenso se non per un’ulteriore grazia di Dio.
A proposito della grazia sufficiente la S. Scrittura parla di grazie concesse da Dio, che non hanno sortito il loro effetto.
Il Signore rimprovera l'uomo che, pur potendo, non ha voluto approfittarne: “Ti ho chiamato e tu ti sei rifiutato” (Pr 1,24);
“Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!” (Mt 23,37).
I Santi Padri ripetono lo stesso pensiero.
S. Agostino dice: “Né certo Dio fu ingiusto nel non volere la loro salvezza, perché essi potevano salvarsi, se avessero voluto” (Enchir. 95).
Il Concilio di Trento fa sua un’altra affermazione di S. Agostino: “Dio non comanda cose impossibili, ma comandando ti avverte a fare ciò che puoi e a chiedere ciò che non puoi e ti aiuta perché tu possa” (DS 1536-1539).
6. Circa la grazia chiamata efficace la Sacra Scrittura offre ugualmente chiare affermazioni.
Ad esempio: “Il cuore del re è un corso d'acqua in mano al Signore: lo dirige dovunque egli vuole” (Pr 21,1).
“Io farò in modo che voi camminiate secondo i miei precetti” (Ez 36,27).
Esempio di grazia efficacissima è la conversione di Paolo sulla via di Damasco.
S. Agostino, più degli altri Padri, sviluppa ampiamente la dottrina della grazia efficace, alla quale attribuisce tutto il bene soprannaturale dell'uomo, salva la sua libertà: “L'uomo per vie misteriose è tratto a volere da Colui che sa operare nell'intimo del cuore degli uomini, non perchè gli uomini credano senza volerlo, il che è impossibile, ma affinché da non volenti diventino volenti” (Enchir. 98), salvo evidentemente il libero arbitrio.
7. C’è stata nella storia una controversia tra domenicani che seguivano il pensiero di San Tommaso (tomisti) e gesuiti che seguivano Molina, un loro confratello (per questo erano detti anche molinisti).
Quest’ultimo diceva che la grazia diventa efficace perché Dio prevede che l’uomo l’accetta.
Ma obiettavano i tomisti: se si fa dipendere la grazia efficace dal consenso dell’uomo non è più grazia, data gratuitamente.
È necessario che Dio dia un nuovo impulso che non toglie il libero arbitrio ma lo muove dolcemente a dare il consenso in modo tale che ciò che è di Dio diventi anche merito dell’uomo.
Questo non significa che Dio faccia preferenze.
Piuttosto significa che alcuni hanno permesso a Dio di essere amati e altri no, perché hanno opposto un rifiuto.
Ma quelli che l’hanno permesso, l’hanno fatto perché sono stati preceduti e aiutati da un nuovo impulso di grazia.
Sicché quelli che si salvano, si salvano per grazia di Dio (ecco il vero significato della parola “predestinazione alla salvezza”).
E quelli che si dannano, si dannano perché si sono opposti alla grazia di Dio.