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L'Arca di Noè e i flagelli di Dio: "Chi resterà fedele a Dio fino alla fine sarà protetto" (Don Dolindo Ruotolo)


Le persone ricoverate nell’arca non vi stavano indifferentemente, come chi abita nella propria casa. Avevano una grande fede ed un grande abbandono in Dio, poiché Egli stesso le aveva salvate, ma questa fede non distruggeva in loro la paura che doveva incutere uno spettacolo così terrificante come il diluvio. Lo scatenarsi tremendo degli elementi, la pioggia scrosciante, i tuoni poderosi, il bagliore delle folgori, e lo scuotersi della terra non poterono non atterrirle.

Quale spavento provarono quando l’arca sotto la furia delle acque traballò, si scosse, si piegò su di un lato, s’innalzò sui flutti incalzanti! Quale terrore nel sentire le grida angosciose degli uomini che annegavano, e gli urli degli animali che venivano sommersi! E poi, quelle poche persone scampate al flagello rimasero per quasi un anno in balia delle onde e dei venti, senza sapere con precisione che cosa sarebbe stato di loro, unicamente affidati al Signore, senza alcuna speranza umana.

Tutto questo produsse in loro grandi pene e grandi angosce, ed in certi momenti si crederono abbandonati. Quante preghiere dovettero elevare a Dio perché il terribile flagello cessasse, quante promesse dovettero fargli per ottenere la sua misericordia! Apparentemente sembrava che il Signore non ascoltasse le loro suppliche, perché l’acqua cadeva furiosamente e le onde minacciose irrompevano da ogni parte, e perciò l’anima loro fu in preda alle più grandi angustie.

Nelle anime che amano Dio certi stati di tentazione, di dubbio e di timore si formano senza accorgersene. L’anima non discerne chiaramente certe tentazioni, ma le ha come nascoste nelle sue profondità, e spesso se ne accorge quando sono già vinte e superate. Anche noi, molte volte, notando i mali del mondo, pensiamo con rammarico che non ci si può opporre nulla, e vediamo come un mistero impenetrabile il silenzio di Dio di fronte a tante iniquità e a tante miserie morali. Nel fondo di questo rammarico c’è la tentazione di satana. Noi non diciamo che Dio ci dimentica: il nostro amore e la nostra fede non ce lo fanno dire; ma inconsciamente ci sentiamo quasi abbandonati, ci sentiamo presi dallo sconforto, non abbiamo più la forza di combattere, e tutto il mistero della divina Provvidenza ci appare quasi come lo svolgersi di avvenimenti fatali.

Persuadiamoci e anche la nostra vita è affidata a Dio, come lo era quella di Noè. Navighiamo in mezzo a scroscianti tempeste, in mezzo a pericoli e ad insidie di ogni sorta, ma la nostra sicurezza è in Dio che ci ama e ci salva. Non ci affanniamo in preoccupazioni vane, non ci consumiamo in pensieri penosi, affidiamoci al Signore e facciamoci guidare da Lui. Serviamo Dio senza cedere mai al male, senza cedere mai al mondo, e le tempeste non ci sommergeranno.


L’ermellino è geloso del suo manto bianco, e quando, scovato dalla tana, la vede circondata dal fango, si lascia uccidere sul posto ma non l’oltrepassa. Il Battesimo e la professione cristiana ci rendono candidi e congiunti a Dio: noi non possiamo oltrepassare le barriere fangose del mondo, non possiamo cedere al male neppure quando ci assale lo sconforto: dobbiamo rimanere saldi nella nostra coscienza adamantina, e dobbiamo preferire la morte a qualunque dedizione al mondo. Quando rimaniamo fedeli a Dio, Egli stesso è impegnato a salvarci, e se occorre, non manca di tutelarci con una provvidenza speciale, che è per noi come arca di rifugio nel naufragio, e guida sicura nelle tempeste.
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Marziale
"Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato."
Solamente questi:agli altri sarà tolto loro anche il talento che avevano. Sembra un Dio crudele per chi non conosce la Santa Dottrina.
Non chi inizia e poi abbandona. Non chi inizia con la Santa Chiesa (forse oggi solo santina)e poi passa ad altre chiese, ad altri credo, ad altri libri, ad altri uomini. Oggi, come sempre in questi ultimi 2000 …More
"Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato."
Solamente questi:agli altri sarà tolto loro anche il talento che avevano. Sembra un Dio crudele per chi non conosce la Santa Dottrina.
Non chi inizia e poi abbandona. Non chi inizia con la Santa Chiesa (forse oggi solo santina)e poi passa ad altre chiese, ad altri credo, ad altri libri, ad altri uomini. Oggi, come sempre in questi ultimi 2000 anni, è un brulicare di "novità".
Il cattolico deve ancor di più testimoniare la santità della Chiesa più essa precipita nel fango: non abbandonarla per ribrezzo. Se il Vaso è sporco il Contenuto è e resterà sempre puro ed immacolato, finché ci sarà il Contenuto, e davanti al Contenuto ci si inginocchia.
" Una speciale provvidenza proteggerà coloro che resteranno fedeli a Dio ( ed alla Chiesa) fino alla fine."
Marziale
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