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Francesco I
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Il cardinale Burke: "Il papato non può essere rivoluzionario"

Il cardinale americano Burke ha giudicato l'Instrumentum Laboris del Sinodo sull’Amazzonia "un'apostasia". Quello che c’è scritto "non potrà diventare l'insegnamento della Chiesa, e se Dio vuole, l'intera faccenda si fermerà"

Raymond Leo Burke, il cardinale americano seguito da milioni di cattolici in tutto il mondo perché è considerato un porporato difensore senza paura della tradizione bimillenaria della Chiesa Cattolica, è tornato a far parlare di sé.

"Il compito del papato non è quello di essere rivoluzionario", ha dichiarato in occasione di un suo ultimo intervento. Per Burke i media secolari, e certi media cattolici, si "gloriano" nel chiamare Papa Francesco come "rivoluzionario". In realtà, ha sottolineato l’alto prelato, la funzione principale del papato è quella di "salvaguardare la dottrina della fede e la disciplina della Chiesa", essere il "principio" e il "fondamento dell'unità nella Chiesa". Per Burke l’utilizzo del termine "rivoluzionario" non avrebbe "nulla a che fare con il papato".
Intervistato dal giornalista cattolico Patrick Coffin, per conto del "Patrick Coffin Show" che va in onda su YouTube, il cardinale Burke è stato durissimo anche a proposito dell’Instrumentum laboris del Sinodo per l'Amazzonia che si terrà il prossimo ottobre in Vaticano.
Sollecitato dal giornalista sulla possibilità che l'Instrumentum Laboris diventi parte della dottrina cattolica, Burke ha risposto con durezza. "Non può essere. Il documento è un'apostasia. Quello che c’è scritto non potrà diventare l'insegnamento della Chiesa, e se Dio vuole, l'intera faccenda si fermerà". Lo stesso cardinale ha spiegato perché non ha parlato di eresia, ma di apostasia. "L'eresia è la negazione consapevole e volontaria di una verità di fede. Indica una particolare verità che qualcuno nega, mentre l'apostasia è una completa defezione della fede, un allontanamento da Cristo e da molte verità di fede".

Se l'Instrumentum Laboris ha creato già diverse prese di posizioni negative, arrivate dagli stessi alti prelati (vedi qui e qui), critiche sono arrivate anche allo stesso evento del Sinodo per l'Amazzonia. Addirittura è sceso in campo lo stesso Presidente Brasiliano Jair Bolsonaro che si è dichiarato preoccupato per quello che potrebbe essere disposto dal Sinodo, sia riguardo ai confini amazzonici sia per l'ecologismo integrale che si vorrebbe diffondere tra le popolazioni indigene amazzoniche.
Il Sinodo, inoltre, preoccupa molti cattolici anche per altri due motivi. Il primo è la messa in discussione del celibato sacerdotale, con la proposta di estendere ad uomini anziani e sposati (i cosiddetti "viri probati") il sacramento dell’Ordine Sacro (con il rischio che poi venga esteso all'intera ecumene cattolica), per rimediare alla carenza di clero in Amazzonia. Lo stesso Pontefice, intervistato da La Stampa ha smentito ciò dicendo che non sarà assolutamente uno dei temi principali del Sinodo. "È semplicemente un numero dell’Instrumentum Laboris. L’importante saranno i ministeri dell’evangelizzazione e i diversi modi di evangelizzare".

Il card. Leo Burke e Mons. Athanasius Schneider

Un secondo motivo di preoccupazione è legato ad una proposta che riguarda le particole eucaristiche. Il teologo gesuita di Belo Horizonte, padre Francisco Taborda, ha auspicato che il Sinodo prenda in considerazione la possibilità di cambiare per l'Eucarestia, il pane di grano con un pane di yuca (noto anche come tapioca o manioca), un tubero largamente usato nell'Amazzonia.
Una tale mossa, hanno avvertito in molti, compreso il cardinale Burke e il vescovo kazako monsignor Athanasius Schneider, invaliderebbe il Sacramento e creerebbe, in effetti, una "nuova religione", perché Gesù Cristo in persona ha voluto come specie eucaristiche il pane di grano e il vino.
Per rilanciare l’Eucaristia, in prossimità dell’apertura dei lavori del Sinodo sull'Amazzonia, in Vaticano si terrà, alla presenza di alti prelati e laici, un convegno aperto alla stampa internazionale, organizzato dal Comitato Internazionale "Uniti con Gesù Eucaristia per le mani Santissime di Maria", attraverso il quale si renderanno noti i risultati di una petizione on line che invita i fedeli cattolici del mondo a firmare per potere continuare a ricevere la Comunione Eucaristica sulla lingua ed in ginocchio, su degli appositi inginocchiatoi, e per estendere al mondo intero la distribuzione delle particole nella modalità prevista in Vaticano durante le messe papali (cioè direttamente sulla lingua). Questo, dicono dal Comitato, per garantire "la massima devozione al Corpo e al Sangue di Cristo, con Gesù che è realmente presente tanto nell’intero quanto nel minimo frammento del pane consacrato, che distribuito sulla mano generalmente viene profanato".

Matteo Orlando - Mer, 14/08/2019

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