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San Massimiliano Maria Kolbe – La Milizia dell’Immacolata e la lotta contro Massoneria e Sionismo

Un figura giusta per i nostri tempi di inganno universale

Roma – di Rita Serramazza e Sergio Basile – Il 14 agosto, giusto un giorno prima della festa dell'Assunta, la Chiesa ricorda San Massimiliano Maria Kolbe (nato a Zduńska Wola, l'8 gennaio 1894 e martirizzato ad Auschwitz, il 14 agosto 1941) presbitero e francescano polacco proclamato santo nel 1982 da Giovanni Paolo II. Kolbe è ricordato soprattutto per essersi offerto alla morte al posto di un padre di famiglia nel campo di concentramento di Auschwitz. Nel suo desiderio di attirare tutti gli uomini all'amore di Dio, il francescano (vero uomo di Dio) comprese come il primo presupposto della missione della Chiesa fosse quello di imitare Cristo, il Missionario del Padre per eccellenza, cioè fare come ha fatto Lui: spogliare e svuotare sé stesso per amore al Prossimo.

Padre Kolbe contro la cultura dell'anti-cristo

Kolbe è senza dubbio una delle figure più affascinanti del XX Secolo, capace con il suo coraggioso esempio di vita di co-redimere l’umanità, seguendo l'esempio di Gesù Cristo, da una cultura priva di Dio, vuota di spiritualità e di umanità. Una figura, perciò, da riscoprire ed imitare specie in questi nostri tempi di universale inganno. In tempi oscuri nei quali l'usura monetaria e le guerre (genocidi mascherati e pianificati ad arte) con le diverse forme di oppressioni annesse, a causa di una martellante propaganda mediatica (architettata dalla medesima regia anti-cristiana) finiscono per essere accettate come fatti scontati e quasi "normali". Potremmo affermare senza ombra di dubbio che il sacerdote polacco, in tal senso, è di un'attualità impressionante: egli diede (e dà ancora oggi) una risposta misericordiosa (la risposta di Dio) al mondo sommerso da lle tenebre. E ciò in un tempo difficile e caratterizzato da un grado di secolarizzazione già allora – a ridosso delle due guerre mondiali – abbastanza avanzato.

Preghiera, ascolto e carità

La forza della missione, secondo il santo, consisteva nell'appartenere totalmente a Maria, nel rendersi simili a Lei, fino a diventare Lei stessa, per permettere allo Spirito Santo di continuare a portare Cristo nel mondo, attraverso di noi. Il primo atteggiamento mariano, poi, era quello della preghiera; il secondo, a ruota, quello dell'ascolto. La carità, il terzo. La sua giornata tipo rispecchiava fedelmente questo quadro. Dopo aver pregato Kolbe riservava la sua prima parte della giornata all'ascolto dei confratelli, per poi dedicare il pomeriggio alle visite missionarie, cercando – con l'aiuto dello Spirito – di attualizzare questa assimilazione interiore dello stile missionario di Maria. E ciò specie dinanzi alle esperienze più dolorose. Preghiera, ascolto e carità furono gli ingredienti di base della sua vincente ricetta evangelica.

Il Cavaliere dell'Immacolata

Ma il tratto più rivoluzionario di questa sua missionarietà – che lo contraddistinse dagli altri santi e beati – è forse l'aver compreso come in una società così complessa e frammentata l'annuncio del Vangelo non potesse prescindere dal saggio utilizzo dei mass media. In un'epoca in cui la propaganda radiotelevisiva iniziava a diventare preponderante per l'influenza e il condizionamento (specie nel male…) delle masse, egli comprese l'importanza di diffondere la verità attraverso mezzi di comunicazione radiofonici e giornali, nel tentativo di far giungere il messaggio evangelico ad un numero di persone sempre maggiore: per questo, in un momento di grave "crisi economica" (o meglio, come sostenne di seguito il grande professor Giacinto Auriti – di truffa economica – vedi qui Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista) quando gli altri giornali sospendevano e sospesero in gran numero le proprie pubblicazioni per l'azzeramento indotto dei loro utili, padre Kolbe fondò – in controtendenza – una sua rivista: il Cavaliere dell’Immacolata.

Contrasto alla propaganda di regime

Un giornale modesto nella veste grafica, ma ricco di contenuti catechetici e non. La rivista venne accolta bene e la tiratura aumentò gradualmente oltre le aspettative dei suoi confratelli: la sete di verità era tanta e proporzionale al grado di disgusto verso i propagandistici madia di regime che puntualmente trasformavano il bianco in nero e il nero in biano. Padre Kolbe pensò allora di rilevare una vecchia tipografia, improvvisandosi (con successo) non solo giornalista, ma anche tipografo. Intanto, attratti dal suo fervore apostolico, giunsero presso il suo convento e la sua tipografia numerosi giovani nella ferma volontà di associarsi a lui nell’apostolato mariano e giornalistico, attraverso la stampa. Molti si consacrarono a Dio prendendo i voti religiosi.

Missionario in Asia

Ma la sua missione non fu confinata a quella sia pur nobilissima iniziativa. Egli sentì una profonda chiamata e capì che bisognava andare oltre… Padre Kolbe, allora, abbandonò la sua città-convento per recarsi in una terra lontana, verso il Sol Levante, verso una nuova terra di missione: e ciò sia pur tra mille difficoltà economiche e fisiche, legate a condizioni di salute instabili. Ma la Provvidenza accompagnò sempre il suo passo e il santo non mancò mai l'aiuto economico da parte dei suoi confratelli polacchi, anche quanto tutto sembrava compromesso. In merito va detto – tuttavia – come i frati suoi contemporanei vivessero nella più estrema povertà, in un sottotetto dove il freddo e la neve erano di casa. Ma tutto ciò non portò mai tristezza e non smorzò lo zelo apostolico: d'altronde la sua missione era troppo importante per poter cedere dinanzi a queste difficoltà. “Tuttavia il nostro stato d’animo non è affatto divenuto triste – commentò Padre Kolbe un dì – Per l’Immacolata si fa e si sopporta tutto con gioia!".

Contro le tenebre della conoscenza distorta e dello spirito confuso

Questi furono il motivo, il segreto e la giustificazione della sua tenacia nell'intraprendere sempre nuove iniziative che potessero coinvolgere un numero sempre maggiore di fedeli, affinché il deleterio vel dell'ignoranza fosse squarciato; e diradate le tenebre della conoscenza distorta, cme pure le nebbie dello spirito confuso. Egli infatti sapeva bene come le armi più potente del Nemico antico (Satana) fossero la mistificazione e l'inganno: far apparire la luce tenebra e la tenebra luce. Ecco perchè decise di accendere questi potenti riflettori (mediatici) sul mondo, malgrado l'ostracismo di una stretta cercia di suoi confratelli che, probabilmente per ignoranza o invidia, mal compresero il suo nobile animo e la sua sublime missione. Con questo spirito Kolbe fu missionario in Europa e successivamente in Giappone, presso Nagasaky, fondando la cittadella di Maria nota come Mugenzai no Sono o Giardino dell'Immacolata, rimasta intatta dopo l'attacco atomico degli Americani su Hiroshima e Nagasaky.

Roma 1917 – La processione massonica inneggiante a Lucifero

Alla luce di quando rivelato, si comprende come il principale nemico di Padre Kolbe fosse lo spirito dell'Inganno incarnato nel nemico di Dio Questa avversione crebbe in particolare nel 1917, quanto a Roma (come in più occasioni raccontò lo stesso francescano polacco) si svolse una processione massonica inneggiante a Lucifero. Dopo quell'evento, il giovane francescano si sentì ispirato a fondare la Milizia dell'Immacolata, per la conversione e santificazione di tutti, specialmente dei massoni, comprendendo come quella in corso fosse in realtà una lotta tra bene e male, tra figli della luce vera e figli della luce nera (o delle tenebre).

La nascita della Milizia dell'Immacolata

Fu così che a Roma, il 16 ottobre del 1917, un gruppetto di sette alunni del Collegio internazionale dei Francescani si propose di respingere gli attacchi contro la Chiesa e di aiutare le anime nella ricerca della strada che conduceva a Dio, dando vita alla missione della Milizia dell’Immacolata. La prima riunione ebbe luogo di sera, in segreto, in una cella, di fronte ad una statuetta dell’Immacolata, collocata fra due candele accese. I giovani frati, di fronte alle forti provocazioni della massoneria italiana, decisero di impegnarsi nell’opera di conversione dei peccatori, di coloro che ne avevano più bisogno e nell’opera di santificazione di tutti, consegnandosi totalmente nelle mani dell’Immacolata. È interessante, a questo punto, mettere a confronto alcuni elementi strutturali della M.l. di Massimiliano Kolbe con quelli opposti della Massoneria. La Milizia dell'Immacolata è strutturata in 3 gradi di cui il 3° è riservato a coloro che vogliono consacrarsi in modo illimitato all’Immacolata come proprietà assoluta, cioè appartenere completamente a Lei. Nel pensiero kolbiano, dunque, la milizia vuole portare il consacrato, in particolare chi è al 3° grado, ad essere educato a immergere la propria vita in Cristo fino a farla diventare cristificata per mezzo dell’ Immacolata (la creatura più cristificata da Dio).

Spiritualità della milizia dell'Immacolata e architrave massonico

La spiritualità della Milizia dell'Immacolata è tutta incentrata nel dogma dell'Immacolata Concezione e nella tesi tipicamente francescana della mediazione mariana nella distribuzione universale di tutte le grazie. Nell'ambito della Massoneria "tradizionale", per contro, (vedi qui Chiesa Viva – Sommario dei 33 gradi del R.S.A.A.) osserviamo come al 3° grado (figlio di Lucifero) e all'ultimo (33° grado di Maestro Massone o Uomo-Re) il candidato sia identificato/associato ad Hiram Abiff, l'architetto del Tempio di Salomone che viene ucciso perché, secondo la leggenda massonica, non volle rivelare i segreti dell'Arte Muratoria. Il candidato nei vari passaggi subisce ritualmente una morte simbolica che è considerata anche morte mistica da vari autori massoni (inglesi, francesi, italiani, tedeschi…) contemporanei a Kolbe. Il Maestro Massone è consacrato pienamente alla Massoneria e deve essere disposto come Hiram al supremo sacrificio per il bene dell'Istituzione.

Sionismo – il veritce della piramide

Kolbe vede giustamente nel sionismo ebraico (vedi qui Dichiarazioni e Rivelazioni eccellenti di Sionisti doc qui Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino e qui Rivoluzione e Sionismo, Rivelazioni eccellenti – 2 – Le ammissioni dei rabbini Lior e Waton) il vertice della Massoneria mondiale; e lo paragona ad un Serpente infernale quale segreto ispiratore e guida della Massoneria; "dunque – nota Kolbe – i massoni sono servi di Lucifero". Nell'analisi kolbiana della massoneria, grande importanza riveste poi l'opera di Papa Leone XIII. Egli inquandra il fondamento della pseudo-religione luceferiana nel naturalismo massonico(vedi qui – Naturalismo – Essenza della Massoneria, Religione Solare e Laica) riconoscendo i grandi meriti e la grandezza l'enciclica antimassonica Humanum Genus di Papa Leone XIII(1884), il quale vede chiaramente in questo atteggiamento filosofico chiamato "naturalismo" il fondamento del pensiero e della prassi massonica.

San Massimiliano Kolbe e i Protocolli dei Savi di Sion

Da un punto di vista bibliografico, la tesi kolbiana del Sionismo o Giudeo-Massoneria poggia sui discussi Protocolli dei Savi di Sion (vedi qui – Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista – scomodi documenti che qualcuno vorrebbe far passare per falsi…) più volte citati da Kolbe. In questa battaglia Kolbe – rifacendosi anche all'Apocalisse – affermava che "solo Cristo e l’Immacolata avrebbero trionfato nella lotta per la verita’’, ritenendo senza fondamento le affermazioni dei seguaci del sionismo che sostenevano senza mezzi termini come esso avrebbe conquistato e dominato il mondo (Nuovo Ordine Mondiale). Il New World Order, dunque, nella visione kolbiana sarebbe distinato a fallire miseramente, sotto la spinta della verità e della Grazia Divina della Provvidenza.

L'infiltrazione massonica nella Chiesa di Cristo

E ciò malgrado le abbondanti infiltrazioni massoniche presenti nella chiesa: passaggio obbligato per il massone che raggiunge il 17° grado del rito scozzese, detto "Giustizia" (vedi qui Chiesa Viva – Sommario dei 33 gradi del R.S.A.A.). Esso prevede "l'impegno morale" del Cavaliere d’Oriente e d’Occidente di espansione del Giudaismo in campo cristiano, mediante l’infiltrazione massonica nella Gerarchia della Chiesa e la sua perversione. Perciò non dobbiamo stupirci o scandalizzarci se nella Chiesa – anche tra catechisti, sacerdoti, uomini di responsabilità, vescovi e cardinali – vi possano essere degli infiltrati! Questo fa parte da sempre dei "giochi" massonici. Spetta a ciascuno di noi individuarli, smascherarli e respingerli al mittente: evitando di farci trarre in inganno e manipolare da essi.

Kolbe, i Protocolli dei Savi di Sion e l'accusa di antisemitismo

Negli scritti di Kolbe che riportano commenti sugli ebrei e il sionismo massonico, tuttavia, si può notare come il contenuto sia altamente spirituale e apostolico e non sia per nulla ispirato da una critica anti-semita, spicciola e fine a sé stessa. Scritti comunque scomodi che gli valsero accuse di anti-semitismo.. e probabilmente da parte delle stesse persone (ma con giubbe diverse: non rosse, ma nere) che poi lo uccisero nel campo di concentrameto. Capite? Da questo particolare si comprende comel’interesse pricipale di San Massimiliano Kolbe fosse l’azione missionaria orientata soprattutto alla conversione dei peccatori, degli eretici, dei giudei e degli scismatici (protestanti, ecc..) ed in particolare dei massoni. Missione oggi molto attuale e che dovrebbe far riflettere tutti, specie quelli che pensano che l'attuale "crisi economica" e gli attuali attacchi ai cristiani, alla famiglia e a Dio siano frutto del caso e del caos… Caos si amici, ma organizzato!

In onore di San Massimiliano Kolbe l'evento FB del 13 Agosto

Un caos ben organizzato dalle menti diaboliche che Padre Kolbe ci ha insegnato a combattere e convertire per azione dello Spirito Santo grazie ai preziosi strumenti della verità. Anche per questo il francescano merita di essere ricordato e imitato: un'occasione propizia sarà data proprio i prossimi 13 e 14 Agosto (giorno, quest'ultimo, del suo eroico martirio e passaggio al Cielo, nella Gloria di Cristo). La "Milizia dell'Immacolata" (vedi qui cavalieredellimmacolata) tramite il Gruppo facebook Milizia dell'Immacolata: sulle Orme di Kolbe (vedi qui MILIZIA DELL'IMMACOLATA: SULLE ORME DI KOLBE) in collaborazione con le stesse redazioni de "Il Cavaliere dell'immacolata" (vedi qui cavalieredellimmacolata), "Qui Europa" (vedi qui www.quieuropa.it e qui – Qui Europa news – Nuova Pagina Facebook) e con il supporto del gruppo auritiano "Sete di Giustizia" (vedi qui Sete di Giustizia – Sito Ufficiale e qui – Sete Di Giustizia – Facebook ) organizzerà pertanto un "evento" di commemorazione e preghiera che si terrà on-line il 13 agosto alle ore 21,00. Vi aspettiamo numerosi! Passate parola e aiutateci a diffondere questo invito!

Autori:

Angela Rita Serramazza, Presidente "Milizia dell'Immacolata, Calabria",

Sergio Basile, Direttore "Qui Europa"

Fonte:


www.quieuropa.it/padre-massimili…
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La Massoneria è la Seconda Bestia.
Apocalisse: la Prima Bestia.
Grazie Dio e la Madonna ti benedicano, un bel riassunto della vita e dottrina di S. Massimiliano Maria Kolbe