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Francesco I

Ha vinto la Kyenge: basta 'padre' e 'madre' c'è solo 'genitore uno' e 'genitore due'

Bologna bandisce «padri» e «madri». Al loro posto sui moduli per i servizi educativi si useranno i termini - politically correct - «genitore richiedente» e «altro genitore». La giunta si piega così al volere di Sel che non si è lasciata scappare la ghiotta occasione di mutuare l’ultimo trovata stronca-famiglia.

Perché quel «padre» e quella «madre» piazzati sui documenti in carta richiesti dal comune per presentare le domande di iscrizione a nidi e asili per il popolo dell’ultrasinistra risultavano «discriminatori». La proposta, per la verità, non porta la firma dei vendoliani felsinei

. Arriva dritta da Venezia dove nei giorni scorsi Camilla Seibezzi, delegata del sindaco Giorgio Orsoni per le pari opportunità, ha avanzato l’illuminata proposta di sostituire a mamma e papà i termini «genitore 1» e «genitore 2», per non fare torto alle coppie omosessuali, che diversamente avrebbero corso il rischio di sentirsi di serie «B». Inutile dire che l’idea è piaciuta tantissimo al ministro Cécile Kyenge che fieramente nei giorni scorsi ha affermato di essersi «sempre battuta per le pari opportunità» e si è detta pronta - anche in questo caso - a garantire appoggio all’iniziativa.

Così, sull’onda dell’eco nazionale, a Bologna Sel ha voluto fare la prima della classe.
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