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Le cose nelle quali san Massimiliano Kolbe non riuscì mai a credere!

LE COSE NELLE QUALI PADRE KOLBE NON FU CAPACE DI CREDERE

Ecco quanto scriveva padre Kolbe nel luglio del 1934:

Sono trascorsi diciannove anni ormai da quando lasciai i banchi di scuola e la severa, ma tuttavia piena di piacevoli ricordi, vita scolastica. Durante questi diciannove lunghi anni, ma contemporaneamente anche brevi, ho viaggiato assai e ho visitato molti paesi, ho visto molte cose, mi sono incontrato con molte persone. Quanto più cresceva il numero delle persone che incontravo e quanto piu mi muovevo per il mondo, tanto più diminuiva in me la possibilità di sbarazzarmi di un’impressione che, come le onde del mare sulla spiaggia, mi ricordava le cose nelle quali non son capace di credere.Ossia:

1. Io non son capace di credere che in un fatto vi possa essere più di una verità...

2. Io non son capace di credere che non esìsta un Dio onnisciente, onnipotente, sommo bene e unico creatore di tutte le cose... Il caso è intrinsecamente mancanza di ordine, di regolarità, di certezza!...

3. Io non sono capace di credere che l'anima non esista... Nell’uomo vi sono delle attività che non hanno una forma esteriore, ad esempio la riflessione e il giudizio. Queste attività non possono essere effetto di una materia, la quale ha una determinata forma. Il corpo, che ha una forma ben precisa, non può assolutamente produrre da solo un’attività che sia senza forma. Perciò è indispensabile che esista una sostanza, diversa dal còrpo, che sia in grado di produrre un’attività spirituale...

4. lo non credo che l'anima muoia...

5. Io non sono capace di credere che l’uomo sia una scimmia perfezionata... L’esistenza di Dio, insomma, ci offre una risposta esplicita sullo scopo e sul significato dell’universo. Gli atei e i presuntuosi osservino attentamente il mondo che ci circonda. Saranno in grado di risolvere l’enigma di un universo senza il riconoscimento di Dio (1)?

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Pluralismo è una parola oggi tanto di moda, ma non sempre è usata nel senso giusto: dalla pluralità dei cercatori della verità si passa facilmente e con molta disinvoltura alla pluralità della verità. Si parla anche di pluralismo teologico. Ed è senza dubbio legittimo sino a quando non riguarda la verità in sé, bensì il modo di spiegarla, presentarla, approfondirla. Pluralità delle religioni non può significare che siano tutte uguali e tutte vere; pluralità delle chiese cristiane non vuol neppure dire che tutte siano ugualmente vere e legittime. La vera religione non può essere che una, la chiesa di Cristo non può essere che una. Resta sempre il fatto che la verità è una sola e va cercata per se stessa, perché solo la verità, afferma padre Massimiliano Kolbe, «può essere la base di una felicità duratura». Ascoltiamo il pensiero del grande Santo polacco sul tema della verità, parole di grande nobiltà, bellezza ed attualità.

La verità è unica

«La verità è unica. Lo sappiamo bene, tuttavia nella vita concreta ci si comporta talvolta come se in uno stesso problema il no e il sì potessero essere entrambi la verità. Non è difficile, ad esempio, sperimentare in noi stessi che a volte ci comportiamo con la convinzione, come ci dice la fede, che la divina provvidenza ci assista, mentre in un’altra occasione ci preoccupiamo in modo esagerato, come se questa divina provvidenza non esistesse. Pertanto, la divina provvidenza o c’è o non c’è. Ugualmente è vero, ad esempio, che in questo momento io sto scrivendo queste parole e che tu, caro lettore, le stai leggendo. Di fronte a dò non può essere vera la frase contraria, vale a dire che io non abbia scritto queste cose, oppure che tu non le sria leggendo. In effetti, su questo stesso argomento non può essere vero tanto il sì quanto il no. La verità sta nel sì o nel no. La verità, infatti, è unica» (2).

La verità è potente

«La verità è pure potente. Se qualcuno volesse smentire e affermasse che né io ho scritto né tu hai letto, la verità non si cambierebbe, e colui che negasse si sbaglierebbe, si ingannerebbe. E anche se tali negatori fossero numerosi, la forza della verità non ne soffrirebbe affatto. Anzi, anche se tutti gli uomini della terra affermassero, pubblicassero, filmassero e giurassero per tutta la loro vita che io non ho scritto queste righe e che tu non le hai lette, tutto ciò non sarebbe sufficiente per spezzare nemmeno una briciola del granito della verità, vale a dire che io ho scritto, che tu hai letto. E neppure Dio cancella né può cancellare la verità con un miracolo, poiché Egli è proprio la verità per essenza. Quanto è grande la potenza della verità! Una potenza veramente infinita, divina» (3).

Anche la verità religiosa è unica e potente

«Non altrimenti si presenta il problema a proposito delle verità religiose. Sulla terra noi vediamo numerose confessioni religiose e ci imbattiamo nell’idea, abbastanza diffusa, secondo la quale ogni religione è buona. Però non si può essere d’accordo con tale idea. E' vero che molti di coloro che non riconoscono alcuna religione, oppure ne professano una o un’altra, possono essere esenti da qualsiasi colpa di fronte a Dio, per il fatto che sono pienamente convinti di camminare su una strada giusta; tuttavia anche in uno stesso problema di argomento religioso la verità può essere solamente una, e coloro che hanno delle convinzioni diverse dalla realtà delle cose, si sbagliano. Solo colui che giudica secondo la verità ha una fede vera. E così, se è vero che Dio esiste, sono nell’errore i miscredenti, i quali affermano che egli non esiste; d’altra parte, se egli non esistesse, sarebbero nell’errore tutti coloro che professano qualsiasi religione. Inoltre, se è vero che Gesù Cristo è risorto, è vero ciò che egli ha insegnato e che egli è il Dio incarnato; ma se egli non fosse risorto, tutte le confessioni cristiane non avrebbero ragione di esistere. Infine, se Gesù si è rivolto realmente a Pietro con le parole: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa» (Mt 16,18), e ha dato in tal modo un segno sulla scorta del quale ognuno ha la possibilità di riconoscere facilmente la sua chiesa in mezzo alle centinaia di chiese cristiane diverse tra loro, allora solamente coloro che si trovano nella chiesa universale, cattolica, camminano sulla strada vera e, se tenderanno fedelmente verso Dio seguendo l’insegnamento della chiesa, hanno la garanzia di raggiungere la felicità eterna e perfino la pace e la gioia su questa terra. La stessa cosa vale anche per altri punti delle verità religiose, ad esempio: se è vero che a Lourdes l’Immacolata è apparsa realmente a Bernadette, è cosa certa che ella vive e ama gli uomini come una vera madre. Ma se questa apparizione non fosse avvenuta, noi non avremmo la possibilità di sapere ciò che tale fonte ci dice dell’Immacolata; ad ogni buon conto potremmo basarci su molte altre fonti» (4).

COMPITO DELL'UOMO: RICONOSCERE LA VERITA'

«Nessuno può cambiare qualsiasi verità; si può soltanto cercare la verità, trovarla, riconoscerla, conformare ad essa la propria vita, camminare sulla strada della verità in ogni questione, soprattutto in quelle che riguardano lo scopo ultimo della vita, in rapporto a Dio, ossia ai problemi di religione. La felicità duratura. Non esiste uomo al mondo che non vada alla ricerca della felicità; anzi, in ogni nostra azione la felicità si presenta a noi, in una forma o in un’altra, come lo scopo verso cui tendiamo per natura. Tuttavia, una felicità che non viene edificata sulla verità non può essere duratura, come del resto la stessa menzogna. Unicamente la verità può essere ed è il fondamento incrollabile della felicità, sia per le singole persone sia per l’umanità intera» (5)

Note:

(1) Mugenzai no Seibo no Kishi, (Cavaliere dell'Immacolata, periodico stampasto da San Massimiliano nella sua Città dell'Immacolata in giapponese) II 1934, pp. 194-197.(1)
(2) Rycerz Niepokalanej (Cavaliere dell'Immacolata, periodico stampasto da San Massimiliano nella sua Città dell'Immacolata in polacco), XXI 1940 - I 1941, pp. 6-8.
(3) ivi
(4) ivi
(5) ivi

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Per approfondire questa meravigliosa figura del secolo scorso, vita, pensiero e profezie:
San Massimiliano M. Kolbe