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I 7 dolori di Maria Corredentrice – Una festa scomparsa dal Calendario liturgico

La Chiesa, prima della "riforma" liturgica conciliare, dedicava un giorno alla commemorazione dei sette dolori della Vergine Addolorata, precisamente il Venerdì precedente la Domenica delle Palme (oggi, in pratica). Questa festività mariana, come numerose altre, è stata espunta dal calendario liturgico aggiornato. Un articolo per scoprire di cosa si tratta, spronando tutti ad un piccolo atto di omaggio alla Vergine Addolorata e Corredentrice col concedervi questa pia e salutare lettura

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La compassione della Madonna


La pietà degli ultimi tempi ha consacrato in una maniera speciale questo giorno alla memoria dei dolori che Maria provò ai piedi della Croce del suo divinFigliolo. La seguente settimana è interamente dedicata alla celebrazione dei Misteri della Passione del Salvatore, e sebbene il ricordo di Maria che soffre insieme a Gesù sia sovente presente al cuore del fedele, il quale segue piamente tutti gli atti di questo dramma, tuttavia i dolori del Redentore e lo spettacolo della giustizia divina che s'unisce a quello della misericordia per operare la nostra salvezza, assillano troppo la mente, perché sia possibile onorare come merita il mistero della compassione di Maria ai patimenti di Gesù. Conveniva perciò che fosse scelto un giorno, nell'anno, per adempiere a questo dovere; e quale giorno meglio si addiceva del Venerdì della presente settimana, ch'è di per se stesso interamente dedicato al culto della Passione del Figlio di Dio?

Storia di questa festa

Fin dal XV secolo, nel 1423, un arcivescovo di Colonia, Thierry de Meurs, inaugurava tale festa nella sua chiesa con un decreto sinodale [1]. Successivamente si propagò, sotto diversi nomi, nelle regioni cattoliche, con tolleranza della Sede Apostolica; fino a che il Papa Benedetto XIII, con decreto del 22 agosto 1727, non l'inserì solennemente nel calendario della Chiesa universale, sotto il nome di Festa dei sette Dolori della Beata Vergine Maria. In tal giorno dunque la Chiesa vuole onorare Maria addolorata ai piedi della Croce. Fino all'epoca in cui il Papa non estese all'intera cristianità la Festa, col titolo suindicato, essa veniva designata con differenti nomi: La Madonna della Pietà, La Madonna Addolorata, La Madonna dello Spasimo; in una parola, questa festa era già sentita dalla pietà del popolo, prima che fosse consacrata dalla Chiesa.

Maria Corredentrice

Per ben comprendere l'oggetto, e meglio compiere in questo giorno, verso la Madre di Dio e degli uomini i doveri che le sono dovuti, dobbiamo ricordare che Dio, nei disegni della sua sovrana Sapienza, ha voluto in tutto e per tutto associare Maria alla restaurazione del genere umano. Tale mistero ci mostra un'applicazione della legge che rivela tutta la grandezza del piano divino; ed ancora una volta ci fa vedere il Signore sconfiggere la superbia di Satana col debole braccio di una donna. Nell'opera della salvezza, noi costatiamo tre interventi di Maria, tre circostanze, nelle quali è chiamata ad unire la sua azione a quella stessa di Dio.

La prima, nell''Incarnazione del Verbo, il quale non assume carne in lei se non dopo averne ottenuto il consenso con quel solenne FIAT che salvò il mondo; la seconda, nel Sacrificio di Gesù Cristo sul Calvario, ove ella assiste per partecipare all'offerta espiatrice; la terza, nel giorno della Pentecoste, quando riceve lo Spirito Santo come lo ricevettero gli Apostoli, per potere adoperarsi efficacemente alla fondazione della Chiesa. Nella festa dell'Annunciazione esponemmo la parte ch'ebbe la Vergine di Nazaret al più grande atto che piacque a Dio intraprendere per la sua gloria, e per il riscatto e la santificazione del genere umano. In seguito avremo occasione di mostrare la Chiesa nascente che si sviluppa e s'ingigantisce sotto l'influsso della Madre di Dio. Oggi dobbiamo descrivere la parte che toccò a Maria nel mistero della Passione di Gesù, spiegare i dolori che sopportò presso la Croce, ed i nuovi titoli che ivi acquistò alla nostra filiale riconoscenza.

La predizione di Simeone

Il quarantesimo giorno dopo la nascita di Gesù, la Beata Vergine venne a presentare il Figlio al Tempio. Questo fanciullo era atteso da un vegliardo, che lo proclamò “luce delle nazioni e gloria d'Israele”. Ma, volgendosi poi alla madre, le disse: “(Questo fanciullo) è posto a rovina e risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione; anche a te una spada trapasserà l'anima” (Lc2,34-35). L'annuncio dei dolori alla madre di Gesù ci fa comprendere che le gioie natalizie erano cessate, ed era Venuto il tempo delle amarezze per il figlio e per la madre. Infatti, dalla fuga in Egitto fino a questi giorni in cui la malvagità dei Giudei va macchinando il più grave dei delitti, quale fu lo stato del figlio, umiliato, misconosciuto, perseguitato e saziato d'ingratitudini? Quale fu, per ripercussione, il continuo affanno e la costante angoscia del cuore della più tenera delle madri? Noi oggi, prevenendo il corso degli eventi, facciamo un passo avanti ed arriviamo subito al mattino del Venerdì Santo.

Maria, il Venerdì Santo

Maria sa che questa stessa notte suo figlio è stato tradito da un suo discepolo, da uno che Gesù aveva scelto a suo confidente, ed al quale ella stessa, più d'una volta, aveva dato segni della sua materna bontà. Dopo una crudele agonia, s'è visto legare come un malfattore, e la soldatesca l'ha condotto da Caifa, suo principale nemico. Di là l'hanno portato al governatore romano, la cui complicità era necessaria ai prìncipi dei sacerdoti e ai dottori della legge, perché potessero versare, secondo il loro desiderio, il sangue innocente. Maria si trova allora a Gerusalemme, attorniata dalla Maddalena e da altre seguaci del Figlio; ma esse non possono impedire che le grida di quel popolo giungano fino a lei. Del resto, chi potrebbe far scomparire i presentimenti nel cuore d'una tal madre? In città non tarda a spargersi la voce che Gesù Nazareno è stato consegnato al governatore per essere crocifisso. Si terrà forse in disparte Maria, in questo momento in cui tutto un popolo s'è mosso per accompagnare coi suoi insulti fino al Calvario, questo Figlio di Dio che ha portato nel suo seno ed ha nutrito del suo latte? Ben lungi da tale viltà, si leva e si mette in cammino, fino a portarsi al passaggio di Gesù.

L'aria risuonava di schiamazzi e di bestemmie. La moltitudine che precedeva e seguiva la vittima era composta da gente feroce od insensibile; solo un gruppetto di donne faceva sentire i suoi dolorosi lamenti, e per questa compassione meritò d'attirare su di sé gli sguardi di Gesù. Poteva Maria, dinanzi alla sorte del suo figlio dimostrarsi meno sensibile di queste donne, che avevano con lui solo legami di ammirazione o di riconoscenza? Insistiamo su questo punto, per dimostrare quanto abbiamo in orrore il razionalismo ipocrita che, calpestando tutti i sentimenti del cuore e le tradizioni della pietà cattolica ha tentato, sia in Oriente che in Occidente, di mettere in dubbio la verità della Stazione della Via dolorosa, che segna il punto d'incontro del figlio e della madre. Questa setta che non osa negare la presenza di Maria ai piedi della Croce, perché il Vangelo è troppo esplicito al riguardo, piuttosto di rendere omaggio all'amore materno più devoto che mai sia esistito, preferisce dare ad intendere che, mentre le figlie di Gerusalemme si mostrarono intrepide al passaggio di Gesù, Maria si recò al Calvario per altra via.

Lo sguardo di Gesù e di Maria

Il nostro cuore di figli tratterà con più giustizia la donna forte per eccellenza. Chi potrebbe dire il dolore e l'amore che espressero i suoi sguardi, quando s'imbatterono in quelli del figlio carico della Croce? e dire con quale tenerezza e con quale rassegnazione rispose Gesù al saluto della madre? e con quale affetto Maddalena e le altre sante donne sostennero fra le loro braccia colei che doveva ancora salire il Calvario, per ricevere l'ultimo respiro del suo dilettissimo figlio? Il cammino è ancora lungo sulla Via dolorosa, dalla quarta alla decima Stazione, e se fu irrigato dal sangue del Redentore, fu anche bagnato dalle lacrime della madre sua.

La Crocifissione

Gesù e Maria sono giunti sulla sommità della collina che servirà da altare al più augusto dei sacrifici; ma il divino decreto ancora non permette alla madre d'accostarsi al figlio; solo quando sarà pronta la vittima, s'avanzerà colei che deve offrirla. Mentre aspetta questo solenne momento, quali scosse per la Vergine ad ogni colpo di martello che inchioda sul patibolo le delicate membra del suo Gesù! E quando finalmente le sarà permesso d'avvicinarsi a lui col prediletto Giovanni, la Maddalena e le compagne, quali indicibili tormenti proverà il cuore di questa madre nell'alzare gli occhi e nello scorgere, attraverso il pianto, il corpo lacerato del figlio, stirato violentemente sul patibolo, col viso coperto di sangue e imbrattato di sputi, e col capo coronato da un diadema di spine!

Ecco dunque il Re d'Israele, del quale l'Angelo le aveva preannunziato le grandezze; ecco il figlio della sua verginità, colui che ella ha amato come suo Dio e insieme come frutto benedetto del suo seno! Per gli uomini, più che per sé, ella lo concepì, lo generò, lo nutrì; e gli uomini l'hanno ridotta in questo stato! Oh, se, con uno di quei prodigi che sono in potere del Padre celeste, potesse essere reso all'amore di sua madre, e se la giustizia alla quale s'è degnato di pagare tutti i nostri debiti volesse accontentarsi di ciò che egli ha sofferto! Ma no, deve morire, ed esalare lo spirito in mezzo alla più crudele agonia.

Il martirio di Maria

Dunque Maria è ai piedi della Croce per ricevere l'addio del figlio, che sta per separarsi da lei; fra qualche istante, di questo suo amatissimo figlio non le resterà che un corpo inanimato e coperto di piaghe. Ma cediamo qui la parola a san Bernardo, del cui linguaggio si serve oggi la Chiesa nell'Ufficio del Mattutino: “Oh, Madre, egli esclama, considerando la violenza del dolore che ha trapassata l'anima tua, noi ti proclamiamo più che martire, perché la compassione che hai provato per tuo figlio, sorpassa tutti i patimenti che il corpo può sopportare. Non è forse stata più penetrante d'una spada per la tua anima quella parola: Donna ecco il figlio tuo? Scambio crudele! in luogo di Gesù, ricevi Giovanni; in luogo del Signore, il servo; in luogo del Maestro, il discepolo; in luogo del figlio di Dio, il figlio di Zebedeo: un uomo, insomma, in luogo d'un Dio! Come poté la tua anima sì tenera non essere ferita, quando i cuori nostri, i nostri cuori di ferro e di bronzo, si sentono lacerati al solo ricordo di quello. che dovette allora soffrire il tuo? Perciò non vi meravigliate, fratelli miei, di sentir dire che Maria fu martire nella sua anima. Di nulla dobbiamo stupirci, se non di colui che avrà dimenticato ciò che san Paolo annovera tra i più gravi delitti dei Gentili, l'essere stati disamorati. Ma un tale difetto è lungi dal cuore di Maria; che sia lungi anche dal cuore di coloro che l'onorano!” (Discorso delle dodici stelle).

Nella mischia dei clamori e degl'insulti che salgono fino al figlio elevato sulla Croce, nell'aria, Maria ascolta quella parola che scende dall'alto fino a lei e l'ammonisce che d'ora in poi non avrà altro figlio sulla terra che quello di adozione. Le gioie materne di Betleem e di Nazaret, gioie così pure e sì spesso turbate dalla trepidazione, sono compresse nel suo cuore e si cambiano in amarezza. Era la madre d'un Dio, e suo figlio le è stato tolto dagli uomini! Alza per un'ultima volta i suoi sguardi al caro Figlio, e lo vede in preda ad un'ardentissima sete, e non può ristorarlo; contempla i suoi occhi che si spengono, il capo che si reclina sul petto: tutto è consumato!

La ferita della lancia

Maria non s'allontana dall'albero del dolore, all'ombra del quale è stata trattenuta fino adesso dal suo amore materno; ma quali crudeli emozioni l'attendono ancora! Sotto i suoi occhi, s'avvicina un soldato a trapassare con una lanciata il costato del figlio suo appena spirato. “Ah, dice ancora san Bernardo, il tuo cuore, o madre, è trapassato dal ferro di quella lancia ben più che il cuore del figlio tuo, che ha già reso l'ultimo suo anelito. Non c'è più la sua anima; ma c'è la tua, che non può distaccarsene” (Ibidem).

L'invitta madre rimane immobile a custodire i sacri resti del figlio; coi suoi occhi lo vede distaccare dalla Croce; e quando alla fine gli amici di Gesù, con tutte le attenzioni dovute al figlio ed alla madre, glielo rendono così come la morte l'ha ridotto, ella lo riceve sulle sue ginocchia, che una volta furono il trono sul quale ricevette gli omaggi dei prìncipi dell'Oriente. Chi potrà contare i sospiri ed i singhiozzi di questa madre, che stringe al cuore la spoglia esamine del più caro dei figli? Chi conterà le ferite, di cui è coperto il corpo della vittima universale?

La sepoltura di Gesù

Ma l'ora passa; il sole declina sempre più verso il tramonto: bisogna affrettarsi a rinchiudere nel sepolcro il corpo, di colui ch'è l'autore della vita. La madre di Gesù raccoglie in un ultimo bacio tutta la forza del suo amore, ed oppressa da un dolore immenso come il mare, affida l'adorabile corpo a chi, dopo averlo imbalsamato, lo distenderà sulla pietra della tomba. Chiuso il sepolcro, accompagnata da Giovanni suo figlio adottivo, dalla Maddalena, dai due discepoli che hanno assistito ai funerali e dalle altre pie donne, Maria rientra nella città maledetta.

La novella Eva

Vedremo noi, in tutti questi fatti, solo lo spettacolo delle sofferenze sopportate dalla madre di Gesù, vicino alla Croce del figlio? Non aveva forse Dio una intenzione, nel farla assistere di persona alla morte del Figlio? E perché non la tolse da questo mondo, come Giuseppe, prima del giorno della morte di Gesù, senza causare al suo cuore materno un'afflizione superiore a quella di tutte la madri prese insieme, che si sarebbero succedute da Eva in poi, lungo il corso dei secoli? Dio non l'ha fatto, perché la novella Eva aveva una parte da compiere ai piedi dell'albero della Croce. Come il Padre celeste attese il suo consenso prima d'inviare sulla terra il Verbo eterno, così pure richiese l'obbedienza ed il sacrificio di Maria per l'immolazione del Redentore. Non era il bene più caro di questa incomparabile madre, quel figlio che aveva concepito solo dopo aver accondisceso alla divina proposta? Ma il cielo non poteva riprenderselo, senza che lei stessa lo donasse.

Quale terribile conflitto scoppiò allora in quel cuore sì amante! L'ingiustizia e la crudeltà degli uomini stanno per rapirle il figlio: come può lei, la madre, ratificare, col suo assenso la morte di chi ama d'un duplice amore, come suo figlio e come suo Dio? D'altra parte, se Gesù non viene immolato, il genere umano continua a rimanere preda di Satana, il peccato non è riparato, ed invano lei è divenuta la madre d'un Dio. Per lei sola sarebbero gli onori e le gioie; e noi saremmo abbandonati alla nostra triste sorte. Che farà, allora, la Vergine di Nazaret, dal cuore così grande, la creatura sempre immacolata, i cui affetti non furono mai intaccati dall'egoismo che s'infiltra così facilmente nelle anime nelle quali è regnato il peccato originale? Maria, per la sua dedizione unendosi per gli uomini al desiderio di suo figlio, che non brama che la loro salvezza, trionfa di se stessa: una seconda volta pronuncia il suo FIAT, ed acconsente all'immolazione del figlio. Non è più la giustizia di Dio che glielo rapisce, ma è lei che lo cede: e, quasi a ricompensa, viene innalzata a un piano di grandezza che mai la sua umiltà avrebbe potuto concepire. Un'ineffabile unione si crea fra l'offerta del Verbo incarnato e quella di Maria; scorrono insieme il sangue divino e le lacrime della madre, e si mescolano per la redenzione del genere umano.

La fortezza di Maria

Comprendete ora la condotta di questa Madre ed il coraggio che la sostiene. Ben differente da quell'altra madre di cui parla la Scrittura, la sventurata Agar, la quale dopo aver cercato invano di spegnere la sete d'Ismaele, ansimante sotto la canicola solare del deserto, fugge per non vedere morire il figlio, Maria inteso che il suo è condannato a morte, si alza, corre sulle sue tracce fin che non lo ritrova e l'accompagna al luogo ove dovrà spirare. Ed in quale atteggiamento rimane ai piedi della Croce di questo figlio? La vediamo forse venir meno e svenire? L'inaudito dolore che l'opprime l'ha forse fatta cascare al suolo, o fra le braccia di quelli che l'attorniano? No; il santo Vangelo risponde con una sola parola a tutte queste domande: “Maria stava (in piedi) accanto alla Croce”. Come il sacrificatore sta eretto dinanzi all'altare, così Maria, per offrire un sacrificio come il suo, conserva il medesimo atteggiamento. Sant'Ambrogio, che col suo tenero spirito e la profonda intelligenza dei misteri, ci ha tramandato preziosissimi trattati del carattere di Maria, esprime tutto in queste poche parole: “Ella rimase ritta in faccia alla Croce, contemplando coi suoi occhi il figlio, ed aspettando, non la morte del caro figlio, ma la salvezza del mondo” (Comment. su san Luca. c. xxiii).

Maria, madre nostra

Così la Madre dei dolori lungi dal maledirci, in un simile momento, ci amava e sacrificava a nostra salvezza perfino i ricordi di quelle ore di felicità che aveva gustate nel figliol suo. Facendo tacere lo strazio del suo cuore materno, ella lo rendeva al Padre come una sacro deposito che le aveva affidato. La spada penetrava sempre più nell'intimo dell'anima sua; ma noi eravamo salvi: da semplice creatura, essa cooperò insieme col figlio alla nostra salute. Dopo di ciò, ci meraviglieremo sé Gesù scelse proprio questo momento per eleggerla Madre degli uomini, nella persona di Giovanni che rappresentava tutti noi? Mai, come allora, il Cuore di Maria era aperto in nostro favore. Sia dunque, ormai, l'Eva novella, la vera “Madre dei viventi”. La spada, trapassando il suo Cuore immacolato, ce ne ha spalancata la porta. Nel tempo e nell'eternità, Maria estenderà anche a noi l'amore che porta a suo figlio, perché da questo momento ha inteso da lui che anche noi le apparteniamo. A riscattarci è stato il Signore: a cooperare generosamente al nostro riscatto è stata la Madonna.

Preghiera

Con tale confidenza, o Madre afflitta, oggi noi veniamo con la santa Chiesa, a renderti il nostro filiale ossequio. Tu partoristi senza dolore Gesù, frutto dal tuo ventre; ma noi, tuoi figli adottivi, siamo penetrati nel tuo Cuore per mezzo della lancia. Con tutto ciò amaci, o Maria, corredentrice degli uomini! E come potremmo noi non cantare all'amore del tuo Cuore sì generoso, quando sappiamo che per la nostra salvezza ti sei unita al sacrificio del tuo Gesù? Quali prove non ci hai costantemente date della tua materna tenerezza, tu che sei la Regina di misericordia, il rifugio dei peccatori, l'avvocata instancabile di tutti noi miseri? Deh! o Madre, veglia su noi; fa' che sentiamo e gustiamo la dolorosa Passione di tuo figlio. Non si svolse, essa, sotto i tuoi occhi? non vi prendesti parte? Facci dunque penetrare tutti i misteri, affinché le nostre anime, riscattate dal sangue di Gesù, e lavate dalle tue lacrime, si convertano finalmente al Signore e perseverino d'ora innanzi nel suo santo servizio.

[1] Labbe, Concilies, t. XII p. 365. - Il decreto esponeva la ragione dell'istituzione di tale festa: “Onorare l'angoscia che provò Maria quando il Redentore s'immolò per noi e raccomandò questa Madre benedetta a Giovanni, ma soprattutto affinché sia repressa la perfidia degli empi eretici Ussiti”.

da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 661-669
Kiakiar
Maria è mediatrice di tutte le grazie, e speciale interlocutrice della Terza Persona della Trinità, perché ella con la sua preghiera ottiene cinque grandi favori divini, in momenti cruciali per la storia della salvezza.
Il primo é l' Incarnazione del Figlio. Grazie alla sua preghiera che quanto annunciato dall' Angelo avvenga subitaneamente, lo Spirito Santo, in persona scende in lei , la …More
Maria è mediatrice di tutte le grazie, e speciale interlocutrice della Terza Persona della Trinità, perché ella con la sua preghiera ottiene cinque grandi favori divini, in momenti cruciali per la storia della salvezza.
Il primo é l' Incarnazione del Figlio. Grazie alla sua preghiera che quanto annunciato dall' Angelo avvenga subitaneamente, lo Spirito Santo, in persona scende in lei , la feconda facendola concepire Gesu, un Dio che solo in Lei si fa uomo.
Il secondo riguarda l' episodio della Visitazione. Dopo aver ricevuto la notizia della gravidanza della cugina, Maria si mette in cammino per andare da lei, e giunta a destinazione, non appena saluta Elisabetta tramite la sua mediazione materna , fa in modo che sia ricolmata del Santo Spirito che verosibilmente riceve anche il Battista nel suo grembo, perché ha sussultato al suo saluto. Il piccolo Giovanni viene così preparato, ancor prima di nascere, alla sua speciale missione di precursore del Signore
Il terzo quando Ella é presente alle nozze di Cana. Piena del Santo Spirito intravede nella mancanza del vino l' occasione per il manifestarsi della gloria del Figlio ai discepoli e ai servitori, evitando così agli sposi di fare una brutta figura con gli invitati. Intercede presso il Signore perché gli invitati non si accorgano che il vino era finito. Ottiene che i discepoli credano in Lui, ottiene il dono della loro fede dovuta al miracolo di Gesù e con la sua presenza e con il suo premuroso intervento materno inaugura l'inizio dei prodigi operati in pubblico dal Figlio a favore dell'umanità.
Il quarto quando é presso la croce e compatisce il Figlio meritando e accogliendo il suo testamento spirituale, che interpreta alla Speciale luce divina della terza persona della Trinità . Ella custodira' il discepolo Giovanni che rappresenta tutti i futuri discepoli di Gesù, il suo Corpo Mistico, la sua Chiesa di cui d' ora in poi diviene madre. E una madre si prende cura dei figli e mitiga i castighi che il padre infligge loro per correggerli.
Il quinto è quando assorta nella preghiera presenzia alla nascita della nuova comunità di credenti intercedendo per la discesa dello Spirito Santo che investe del suo ardore , della sua sapienza, della sua energia gl apostoli . La sua presenza infatti non è dunque casuale, in quanto il suo nome e' l unico ad essere menzionato tra quelli delle donne presenti a questa santa adunanza. I santi poi per il suo privilegiato legame con la terza persona della Trinità la chiamano " Sposa dello Spirito Santo." Quindi a causa di questo virtuoso rapporto con tale persona divina , dimostrato anche dalle parole dell' Angelo Gabriele, ella poté domandare e poi ricevere da Suo Figlio il dono dello Spirito di Dio per i discepoli.
Tutti questi miracoli dal primo all' ultimo che sancisce la nascita della Chiesa primitiva , ossia la discesa dello Spirito Santo in forma di lingue di fuoco su coloro che erano riuniti in preghiera assieme a Maria , sono sempre accompagnati dalla sua preziosa e silenziosa intercessione materna che si desume chiaramente dal testo senza bisogno di essere esplicitata.
L'umiltà della Madonna è proporzionata alla Sua grandezza . Ella è un sole di grazia e ogni dogma è un raggio di questo sole che ne disvela la sua luminosità.
D ' altronde Dio fa tutto degli altissimi scopi a noi spesso sconosciuti, e io credo che l' ha preservata dal peccato, non solo perché da lei doveva nascere Cristo, ma perché Ella collaborasse fattivamente al Suo disegno di salvezza per gli uomini. La sua azione pur subordinata a quella del Figlio, e' fondamentale perché si fa partecipe del disegno redentivo cooperando in maniera del tutto singolare all' opera redentiva, essendo i meriti dei dolori sofferti per e con il Figlio a nostro favore, altissimi, perché priva di peccato. Con questo nessuno la vuole equiparare al Redentore, ma presso di Lui, occupa un posto eminentissimo a cui ne' santi ne' angeli possono aspirare. La sua intercessione così preziosa e insostituibile non è casuale, ma voluta da Dio dall'eternità , perché tutti i suoi figli possano godere della gioia piena del paradiso.
Kiakiar
www.signoradituttiipopoli.altervista.org/la-dinamicita--…
In questo sito sono riportati interessanti spunti di riflessione sulla necessità di proclamare il quinto dogma mariano.
Sono del tutto contrario all'uso del titolo "corredentrice" applicato alla Vergine Santa. Doveroso e meglio invece presentarLa come "la prima redenta già dal suo immacolato concepimento" e per questo divenuta "mediatrice delle grazie della redenzione effuse dal Figlio". Le mille distinzioni che molti fanno credendo di spiegare e chiarire un presunto corretto concetto di "corredentrice" ha solo l'…More
Sono del tutto contrario all'uso del titolo "corredentrice" applicato alla Vergine Santa. Doveroso e meglio invece presentarLa come "la prima redenta già dal suo immacolato concepimento" e per questo divenuta "mediatrice delle grazie della redenzione effuse dal Figlio". Le mille distinzioni che molti fanno credendo di spiegare e chiarire un presunto corretto concetto di "corredentrice" ha solo l'effetto di creare ancora più confusione con sentimenti e comportamenti equivoci nei Fedeli. Buona Pasqua
Male, molto male
La verità della correndezione di Maria SS. è verità cattolica, dottrina comune dei massimi Santi e Papi di sempre. E' tesoro della Tradizione della Chiesa.
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Qui un rapido florilegio. Basterebbe solo questo per spazzare via ogni dubbio e pregiudizio a riguardo: "[…] Un solo olocausto, Lei nel sangue del suo cuore Lui nel sangue della sua carne": anche Maria ha salvato il mondo
@signummagnum @Tempi di Maria. Sono al corrente da tempo della richiesta che sarebbe stata fatta (credo nel 2002) dalla Madonna stessa di definire il dogma del suo essere Corredentrice e tuttavia so anche che tale dogma non è stato definito. Da sempre invece la Chiesa differenzia l'adorazione (di Cristo) dalla venerazione (iperdulia riservata alla Madre di Dio). Né basta l'uso che ne hanno …More
@signummagnum @Tempi di Maria. Sono al corrente da tempo della richiesta che sarebbe stata fatta (credo nel 2002) dalla Madonna stessa di definire il dogma del suo essere Corredentrice e tuttavia so anche che tale dogma non è stato definito. Da sempre invece la Chiesa differenzia l'adorazione (di Cristo) dalla venerazione (iperdulia riservata alla Madre di Dio). Né basta l'uso che ne hanno fatto i santi per renderlo tale avendo essi sempre inteso che solo Cristo è il nostro Redentore. Meno ancora lo rende dogma il frequente uso di concetti come "partecipe alla riparazione" o "cooperatrice all'opera della redenzione" sempre compiuta comunque dal Figlio, Unico, Universale e Necessario Redentore. Noto invece come tale titolo, se non vado errato, non sia stato mai usato nei documenti conciliari né in quelli di san Giovanni Paolo II o del Papa emerito Benedetto XVI. Questo non significa che non abbiano venerato e amato la Madonna con tutto il cuore. Così è anche per me. Il tutto, detto con amicizia, rispetto, beneaugurandovi una Buona e Santa Pasqua insieme ai doni dello Spirito e alla dolcissima protezione materna della Madonna.
Il termine Corredentrice fu usato ben sette da Giovanni Paolo II tra catechesi, udienze, omelie e discorsi. Mi permetta di dirle di studiare bene la questione e senza pregiudizi (magari non è colpa sua ma da cose sentite lungo il corso degli anni). E' una persona intelligente e stimata: sono sicuro che approfondendo con apertura di mente e di cuore vedrà che Maria SS. è giustamente chiamata …More
Il termine Corredentrice fu usato ben sette da Giovanni Paolo II tra catechesi, udienze, omelie e discorsi. Mi permetta di dirle di studiare bene la questione e senza pregiudizi (magari non è colpa sua ma da cose sentite lungo il corso degli anni). E' una persona intelligente e stimata: sono sicuro che approfondendo con apertura di mente e di cuore vedrà che Maria SS. è giustamente chiamata Corredentrice, senza per questo nulla togliere alla perfezione della redenzione operata da Cristo.
@signummagnum. Grazie. Approfondirò con piacere. Rinnovo gli Auguri
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Marziale
Veramente stupendo il commento di san Bernardo su " Donna ecco tuo figlio!". Me lo sono debitamente annotato.
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