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Fatima.

C’era una madre sotto quella croce!

DICE GESÙ:

C’ERA UNA MADRE SOTTO QUELLA CROCE! UNA MADRE CHE FINALMENTE POTEVA STRINGERSI AL LEGNO DELLA CROCE, TENDERSI VERSO LA SUA CREATURA UCCISA, BACIARNE I PIEDI TRAFITTI E RATTRATTI NELL’ULTIMO SPASIMO, E RACCOGLIERE NEL SUO VELO VERGINALE LE ESTREME STILLE DEL SANGUE DEL SUO FIGLIO CHE GOCCIAVANO DAL COSTATO APERTO E RIGAVANO IL MIO CORPO SENZA RESPIRO.

DOLOROSISSIMA MAMMA MIA!

DALLA MIA NASCITA ALLA MORTE MIA ELLA HA DOVUTO SOFFRIRE ANCHE PER QUESTO:

DI NON POTER DARE ALLA SUA CREATURA QUEI CONFORTI PRIMI ED ESTREMI CHE ANCHE IL PIÙ MISERO DEI FIGLI DELL’UOMO HA NEL NASCERE E NEL MORIRE, E DEL SUO VELO HA DOVUTO FAR VESTE PER IL FIGLIO NEONATO E SUDARIO PER IL FIGLIO SVENATO.

QUEL SANGUE NON S’È PERDUTO.

ESSO C’È E VIVE E SPLENDE SUL VELO DELLA VERGINE.

PORPORA DIVINA SUL CANDORE VERGINALE, SARÀ IL GONFALONE DI CRISTO GIUDICE NEL GIORNO DEL GIUDIZIO.»

Valtorta – quaderni – 14 settembre 1943