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Massimo M.I.

LA MADONNA CI INTRODUCE ALLA DIVINA PRESENZA card. Newman

LA MADONNA CI INTRODUCE ALLA DIVINA PRESENZA

"C'è una pagina bellissima di un grande contemplativo, di un grande maestro di spirito della Chiesa, il più grande teologo del secolo passato: il Cardinale Newman [John Henry Newman, teologo, filosofo e cardinale inglese, 1801-1890; proclamato beato nel 2010]. Egli dice: «Immaginate un uomo che non conosce Dio e non lo ama, che non ha imparato ad amarlo nella vita presente e viene portato in paradiso: che noia! Come desidera tornarsene via! Se non ha imparato ad amarlo che ci fa? Gli rimane estraneo questo mondo divino». Voi dite: «Non ci credo mica! Se mi apparisse Nostro Signore, l'amerei subito». Sì, perché già lo amate. Perché se un uomo odia Dio, non ne vuol sapere di Lui, lo rifiuta, perché vuol essere l'assoluto; proprio la persona di Dio lo disturba di più, proprio questa presenza di Dio lo mortifica, proprio questa presenza di Dio è per lui l'inferno, perché non vuole accettare di essere nulla, non vuole accettare che Dio sia tutto.

Bisogna imparare ad amare Dio quaggiù, se vogliamo amarlo lassù. Non potremo amarlo domani se non lo amiamo già oggi, e non possiamo vederlo domani se in qualche modo non lo vediamo di già oggi. La vita presente è già un’educazione alla vita del cielo, perché vi è continuità tra la vita presente e quella futura. Fra la vita di grazia e la vita di gloria vi è continuità.
Se non impariamo ad amarla oggi, se già ora non la desideriamo, se già ora in parte non procuriamo di viverla, la vita di domani – ed è l'unica vita –, essa ci rimarrà estranea, non l'ameremo, la rifuggiremo, vorremmo fuggire da Dio. «L'essere in paradiso – diceva il Cardinale Newman – sarebbe per quest’anima come l'inferno». Si sente spaesato, non è a casa sua.

Ora, chi ci può portare in casa se non la mamma? Non è vero? È la mamma che ha le chiavi di casa, e la chiave del paradiso ce l'ha la Madonna. È lei che ci deve introdurre. Dobbiamo lasciarci portare da lei; che lei ci prenda per mano e ci introduca, giorno per giorno, sempre più dentro i segreti di Dio. È questa la funzione propria della Madonna; per questo noi la preghiamo e per questo la preghiera del Rosario nell'Occidente, l'Acathistos nell'Oriente sono state le preghiere che hanno introdotto i cristiani orientali e occidentali nella vita contemplativa, nell'unione con Dio. È la Vergine che ha la chiave di casa, è lei che c'introduce alla divina presenza, è Lei che ci fa vivere vicino al Signore. Come lei ci ha dato Gesù, così continua a darcelo; come lei ci ha dato Gesù, così ella ci porta a Lui. È quello che diciamo del resto nella Salve Regina: «Mostraci, dopo questo esilio, Gesù». Ma ce lo mostra già ora. È lei che ce lo fa vedere, è lei che ce lo dona, è lei che con Lui ci fa vivere, lei, la Vergine Santa.

Di qui l'importanza, dicevo, che ha per la Comunità la devozione alla Vergine. Non crediamo che la Comunità non senta la presenza della Madonna: la sente più di tante altre congregazioni ed istituti, la sente prima di tutto in quanto la nostra vita cristiana è una partecipazione alla sua maternità. La sente in quanto lei è l’iniziatrice che ci porta al Signore; è l’iniziatrice alla vita contemplativa, perché noi impariamo da lei a conservare nel cuore tutto quello che il Signore ci ha detto, a mantenere in sacro raccoglimento la nostra intimità col Signore, a vivere in unione con Dio così come ella ha vissuto in unione col suo Figlio divino anche nella sua vita terrestre.
Ecco, queste poche parole ho voluto dirvi per commentare un po' l'Acathistos, perché voi comprendiate il perché nella Comunità si dice questa preghiera. Col dire questa preghiera noi non intendiamo affatto che non si debba dire il Rosario, però ci piace unirci, oltre che ai cristiani dell'Occidente, anche ai cristiani dell'Oriente nella venerazione, nell'amore per la Madre, perché, assommandosi in noi l'amore dell'Oriente e dell'Occidente a Maria, noi siamo veramente suoi figli prediletti e introdotti nel segreto del cuore di Cristo da lei, che ne conserva la chiave. Ma guarda un po': siamo così bambini che la Madonna non ci vede ancora degni di darcela, la chiave! Vuole averla lei in tasca, vuole essere lei a portarci dentro. Ma non è perché non abbia fiducia in noi, è perché è più sicuro per noi quest'ingresso nella patria beata attraverso la sua maternità, attraverso il suo amore, l'amore che ella ci porta. Non è vero forse che voi vi fidate della mamma? Ecco, e io mi posso fidare della mamma che è la mia Mamma celeste, e noi tutti possiamo fidarci della nostra Mamma che è la Madre di Dio."

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