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Tempi di Maria
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"Maria donna feriale, sensuale, malinconica, vanitosa": è questa l'eredità di Mons. Bello?... Noi non ci stiamo!

L’indirizzo teologico post conciliare è stato segnato, come ben si sa, da quella svolta antropologica di rahaneriana memoria nelle cui spire è finita anche la mariologia dal momento che nessuna branca del sapere teologico è rimasta fuori dal contagio. E così la mariologia si è trasformata in “mariologia feriale”, “mariologia in cammino”… una mariologia, insomma, svilita da un indirizzo “umano troppo umano” che riecheggia nientemeno che il pensiero del superuomo nicciano (Umano, troppo umano -1878 - è la prima opera di Nietzsche).

E questo è, purtroppo, l’indirizzo seguito anche da Mons. Bello che è stato pochi giorni fa commemorato da Francesco in visita ai luoghi del Vescovo pugliese. Le lodi altisonanti elevategli a profusione lasciano seriamente perplessi (e, personalmente, anche addolorato…) chi ne conosca non solo la figura ma anche il suo insegnamento in qualità di Vescovo e non di semplice prete o teologo, ovvero di un successore degli Apostoli che dovrebbe brillare non solo per santità di vita ma anche per sicurezza e profondità di dottrina.

Al pensiero dell’ex Vescovo di Molfetta sono state a ragione mosse non poche critiche da teologi, sacerdoti e laici di ottima levatura dottrinale e morale non di certo per motivi di antipatia personale ma soprattutto per la problematicità intrinseca al suo “modus docendi”, alle sue idee espresse abbondantemente in scritti, prediche, meditazioni, ecc.

Di Mons. Bello, sebbene ovviamente le intenzioni non possa ne voglia giudicarle (può benissimo aver operato ed insegnato in buona fede), le linee di pensiero e di prassi devono invece necessariamente finire sotto esame perché la Fede e la disciplina da sempre trasmessaci da Santa Madre Chiesa siano custodite fedelmente ed integralmente e non siano intaccate da quelle “novità” dannose che tanto danno hanno prodotto in poco più di mezzo secolo trascorso dalla chiusura del Vaticano II.

Diamo un’occhiata solo ad alcune sue idee mariologiche. Da “Maria donna dei nostri giorni” (supplemento di Jesus, ed. San Paolo, maggio 1993), leggiamo le seguenti affermazioni, che mons. T. Bello era solito ripetere ai giovani, con il suo pathos travolgente:

“Anche Maria ha sperimentato quella stagione splendida dell’esistenza, fatta di stupori e di lacrime, di trasalimenti e di dubbi, di tenerezza e di trepidazione, in cui, come in una coppa di cristallo, sembrano distillarsi tutti i profumi dell’universo. Ha sperimentato pure lei la gioia degli incontri, l’attesa delle feste, gli slanci dell’amicizia, l’ebbrezza della danza, le innocenti lusinghe per un complimento, la felicità per un abito nuovo” (p. 21).

“Una sera, un ragazzo di nome Giuseppe prese il coraggio a due mani e le dichiarò: “Maria, ti amo”. E lei rispose veloce come un brivido: “Anch’io”… Le compagne… non riuscivano a spiegarsi come facesse a comporre i suoi rapimenti in Dio e la sua passione per una creatura… Poi la sera rimanevano stupite quando, raccontandosi a vicenda le loro pene d’amore sotto il plenilunio, la sentivano parlare del suo fidanzato con le cadenze del Cantico dei Cantici…” (p. 22).

“Santa Maria, donna innamorata.., facci capire che l’amore è sempre santo, perché le sue vampe partono dall’unico incendio di Dio» (p. 23).


"Maria, comunque, doveva essere bellissima. Non parlo solo della sua anima… Parlo, anche, del suo corpo di donna" (p. 108). "Vogliamo immaginarla adolescente, mentre nei meriggi d’estate risale dalla spiaggia, in bermuda, bruna di sole e di bellezza" (p. 116).

A proposito di questo "anomalo approccio mariano" del così ha opportunamente commentato il Padre Paolo Siano, Francescano dell’Immacolata, dopo aver passato in rassegna circa 18 libri (ovvero raccolte di scritti) del Presule pugliese:

« Quale Maria, quale "Madonna", emerge dalla mente, dal cuore e dagli scritti di Mons. Bello? È una "madonna" senza aureola (più vicina all'antica Eva piuttosto che a Dio e all'umanità bisognosa di grazie), una "madonna" sensuale, malinconica, vanitosa, che "amoreggia" col fidanzato Giuseppe (come una ragazza "qualunque") con tanto di serenate notturne... Una "madonna" che ha momenti di crisi coniugale come qualunque altra donna... Una "madonna" che non è la ragazzina (pudica) tutta casa e Chiesa come la presenta il "devozionalismo", bensì la donna delle rivendicazioni sociali... Una "madonna" adolescente che ama mettere il suo corpo in mostra, sulla spiaggia (indossando bermuda estivi) e in palestra, come tutte le altre ragazze...

Insomma, la "Madonna" tanto esaltata da Mons. Bello è una "madonna" profanata e secolarizzata, costruita a tavolino sulla base di una mariologia "debole" che riecheggia il minimalismo protestante e giansenista e che traduce in termini "popolari" la mariologia antropotipica postconciliare... Una "mariologia" in buona sintonia col protestantesimo, col modernismo e con lo spirito del mondo...

Mi chiedo: quale esempio di verginità, castità e pudore possono trovare oggi le ragazzine (delle nostre parrocchie) in una "madonna" come quella descritta da Don Tonino Bello? Direi: praticamente, nessuno. Una tale "mariologia", una tale "madonna" imprigiona i giovani nella sensualità... La "madonna" dontoninobellista (mi si conceda il neologismo) coincide praticamente con l'antica Eva » (1).


Ed il padre Alessandro M. Apollonio, altro Padre Francescano dell’Immacolata, scriveva in suo articolo di qualche anno fa:

« L’errore di fondo è quello della svolta antropologica in Mariologia, che per mons. T. Bello significa pensare all’adolescenza di Maria secondo il cliché dell’innamoramento giovanile, così come avviene di fatto nella maggior parte dei ragazzi, senza la minima considerazione del deleterio apporto derivante dalla concupiscenza, che tutto intorbidisce in noi, ma che era del tutto assente in Lei. Quali dubbi di fede poteva mai avere «Colei che non dubitò, ma credette» (SANT’AMBROGIO, Comm. a Lc, 1; cf. SAN Pio X, Ad diem illum)? Quali trasalimenti, quale ebbrezza della danza, quali lusinghe, quali passioni poteva avere la Tuttasanta (Padri), “l’umile serva del Signore” (cf. Lc 1), che «non conosceva uomo» (cf. Lc 1), perché non voleva conoscerlo, per il suo voto di perpetua verginità ispiratole da Dio sin dalla giovinezza (Duns Scoto, San Tommaso, Giovanni Paolo II)?

Quale esperienza poteva avere l’Immacolata di tutte queste cose macchiate dalla concupiscenza, in noi, e che non potevano trovarsi in Lei, immune da ogni disordine derivante dal peccato originale? Sembra che mons. T. Bello non distingua abbastanza – contro tutta la tradizione patristica e contro il costante magistero della Chiesa – l’amore verginale e santo dell’Immacolata verso san Giuseppe, dall’amore concupiscente delle creature macchiate dalle conseguenze del peccato originale. Dire, poi, soprattutto in questo contesto d’innamoramenti giovanili, che «l’amore è sempre santo», suona proprio un’eresia, perché anche l’impurità è un amore, «l’amor di sé fino al disprezzo di Dio» (sant’Agostino). Proporre ai giovani una spiritualità del genere, significa divinizzare i loro turbamenti giovanili e spianare la strada per lo sfrenamento della loro lussuria, che è anche un genere di amore.

L’Autore usa costantemente un linguaggio ambiguo. Parla di esperienze affettive e sentimentali, che normalmente nei giovani sono – a dir poco – il preludio della passione, impura, attribuendole alla Madonna che è la purissima sempre vergine. E la mistica della sensualità giovanile, di cui la Madonna viene ad essere, più che il modello, la “modella”. Roba da telenovela, una profanazione! » (2).


Purtroppo, come dicevo in apertura, gli ultimi 50 anni di storia sono stati segnati, tra le tante rovine, anche da quello che si definisce “minimismo mariologico”: la Madonna cioè ridotta ad una donnetta feriale, una come noi (si pensi alle affermazioni del vescovo Tonino Bello citate poc'anzi), erede come noi di tutte le passioni e miserie da cui è reso schiavo il genere umano. Peggio di Lutero che almeno ammetteva che la Vergine Maria fosse modello di fede per i credenti ma niente di più. "Sorella" e non "Madre"... Oggi, nell'attuale contesto della mariologia, neppure più questo!

La dottrina e la pietà mariane ridotte ad un “ectoplasma”, secondo l’efficace espressione di R. Laurentin.

Dopo il Concilio è cominciata quella che è stata definita “epoca glaciale mariana” che ha visto uno sforzo titanico da parte del “nuovo corso della Mariologia” di rimuovere e far sparire come "relitto da museo" tutto quanto di bello, vero ed onorevole la Tradizione di due millenni della Chiesa aveva saputo attribuire alla Eccelsa Madre di Dio.

Si pensi che lo stesso Paolo VI una volta fu costretto a lamentarsi in proposito e, parlando con manifesta apprensione e amarezza dei “tanti sconvolgimenti spirituali” in atto nel post-Concilio, presentava con accenti di dolore lo “sconvolgimento” della devozione alla Madonna:

Perché, oggi, che cosa è avvenuto? È avvenuto, fra i tanti sconvolgimenti spirituali, anche questo: che la devozione alla Madonna non trova sempre i nostri animi così disposti, così inclini, così contenti alla sua intima e cordiale professione com’era un tempo. Siamo noi così devoti a Maria come lo era fno a ieri il clero e il buon popolo cristiano? Ovvero siamo oggi più tiepidi, più indifferenti? Una mentalità profana, uno spirito critico hanno forse reso meno spontanea, meno convinta la nostra pietà verso la Madonna” (3).

Insomma, amici e fratelli, capite bene che in questo contesto non si salva niente: nessun privilegio di quest Donna sublime è accettato e conservato integro da tali detrattori della Fede. Lei Assunta, Lei Immacolata, Lei Regina?!

No!, si stracciano le vesti i “nuovi maestri” di oggi a sentirti dire una cosa del genere. Ma se è una di noi, una come noi, ma quale regina e regalità, ma quale dignità regale e regale potenza!!? Oggi ti dicono: “abbiamo scoperto che la mariologia del passato fatta di lodi e privilegi tributati a Maria non va più bene, no”. Oggi, invece, si deve parlare e proporre la “mariologia in cammino”, non la Mariologia di sempre… Capite? Cosa poi vogliano dire con questa categoria senza senso, forse, non lo sanno neppure loro... mariologia in cammino... boh!?

Invece la Vergine SS, la Benedetta fra tutte le Donne, è stata salutata dalla Tradizione della Chiesa come la Nuova Eva che affianca il Nuovo Adamo Gesù nell’opera della redenzione, del sollevamento e della rigenerazione del genere umano. Per la sua intatta fedeltà alla sua missione, Ella è stata ormai elevata ad una dignità eccelsa e sublime, al di sotto solo di Dio Medesimo, quale Regina del cosmo, dei cieli e della Terra, a cui ogni creatura, per sempre, Le è sottomessa.

Donna feriale? NO, MA REGINA! Regina che con la sua bontà e misericordia si offre di continuo al Padre per intercedere per noi poveri peccatori, salvarci dagli artigli di satana ed introdurci nel regno Beato per l’Eternità:

« È certo che in senso pieno, proprio e assoluto, soltanto Gesù Cristo, Dio e uomo, è re; tuttavia, anche Maria, sia come madre di Cristo Dio, sia come socia nell'opera del divin Redentore, e nella lotta con i nemici e nel trionfo ottenuto su tutti, ne partecipa la dignità regale, sia pure in maniera limitata e analogica. Infatti da questa unione con Cristo re deriva a lei tale splendida sublimità, da superare l'eccellenza di tutte le cose create: da questa stessa unione con Cristo nasce quella regale potenza, per cui ella può dispensare i tesori del regno del divin redentore; infine dalla stessa unione con Cristo ha origine l'inesauribile efficacia della sua materna intercessione presso il Figlio e presso il Padre” (…).

“Il popolo cristiano ha sempre creduto a ragione, anche nei secoli passati, che colei, dalla quale nacque il Figlio dell'Altissimo, che “regnerà eternamente nella casa di Giacobbe” (Lc 1, 32), (sarà) “Principe della pace” (Is 9, 6), “Re dei re e Signore dei signori” (Ap 19, 16), al di sopra di tutte le altre creature di Dio ricevette singolarissimi privilegi di grazia. Considerando poi gli intimi legami che uniscono la madre al figlio, attribuì facilmente alla Madre di Dio una
regale preminenza su tutte le cose” » (4)

Le apparizioni mariane, tra le altre cose, mettono in risalto la sublime eccellenza e dignità della Santa Madre di Dio. I titoli con i quali Lei stessa si presenta, raccolti insieme, sono un trattato di mariologia nel senso più massimalista che vi possa essere.

Si pensi alle apparizioni della Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola alle Tre Fontane, nel 1947, dove si presentò con delle parole vertiginose: "IO SONO COLEI CHE SONO NELLA TRINITA' DIVINA..."

Se lo dice Lei, amici, bisogna crederci e provare a scrutare il mistero facendosi guidare dalle voci di coloro che ci hanno preceduto nell'esaltare la Vergine Maria continuando su questa stessa scia perchè, come ricorda opportunamente san Bernardo, "DE MARIA NUMQUAM SATIS" (San Bernardo di Chiaravalle): mai si dirà abbastanza di Colei che, Nuova Eva, è stata eletta Socia del Salvatore e ci ha rigenerato alla vita della grazia!

E vorrei concludere questa riflessione con quella splendida preghiera del grande san Bernardo, apppena citato, nota sotto il titolo di "Respice Stellam", una delle più belle, delicate e allo stesso tempo vigorose che la pietà mariana abbia mai saputo elevare alla Santa genitrice di Dio:

"Tu che nell’instabilità continua della vita presente
t’accorgi di essere sballottato tra le tempeste
senza punto sicuro dove appoggiarti,
tieni ben fisso lo sguardo al fulgore di questa stella
se non vuoi essere travolto dalla bufera.
Se insorgono i venti delle tentazioni
e se vai a sbattere contro gli scogli delle tribolazioni,
guarda la stella, invoca Maria!
Se i flutti dell’orgoglio, dell’ambizione,
della calunnia e dell’invidia
ti spingono di qua e di là, guarda la stella, invoca Maria!
Se l’ira, l’avarizia, l’edonismo
squassano la navicella della tua anima,
volgi il pensiero a Maria!
Se turbato per l’enormità dei tuoi peccati,
confuso per le brutture della tua coscienza,
spaventato al terribile pensiero del giudizio,
stai per precipitare nel baratro della tristezza,
e nell’abisso della disperazione, pensa a Maria!
Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità,
pensa a Maria, invoca Maria!
Maria sia sempre sulla tua bocca e nel tuo cuore.
E per ottenere la sua intercessione, segui i suoi esempi.
Se la segui non ti smarrerai,
se la preghi non perderai la speranza,
se pensi a lei non sbaglierai.
Sostenuto da lei non cadrai,
difeso da lei non temerai,
con la sua guida non ti stancherai,
con la sua benevolenza giungerai a destinazione.


Note:
1) Padre P. Siano FI, senza sconti: mons. T.Bello? Tra volgarità, "smanie futuriste" e "progressiste"
2) Padre A. Apollonio, Francescano dell'Immacolata, tuona contro Tonino Bello: "ha profanato la Madonna"!
3) PaoloVI, Omelia, in AAS 62 (1970) 295-301.
4) Pio XII, Ad Coeli Reginam, Lettera Enciclica, 11 Ottobre 1954.
Acchiappaladri
Articolo purtroppo attualissimo oggi 10 ottobre 2018 dopo la ulteriore demolizione bergogliana della dottrina mariana, ben commentata ad esempio qui Ecco la nuova blasfema mariologia di Bergoglio

Anni fa (anche molto prima dell'era bergogliana) ho più volte ascoltato trasmesse da Radio Maria omelie del defunto vescovo Tonino Bello (che sempre su Radio Maria sentii più volte lodare) che mi …More
Articolo purtroppo attualissimo oggi 10 ottobre 2018 dopo la ulteriore demolizione bergogliana della dottrina mariana, ben commentata ad esempio qui Ecco la nuova blasfema mariologia di Bergoglio

Anni fa (anche molto prima dell'era bergogliana) ho più volte ascoltato trasmesse da Radio Maria omelie del defunto vescovo Tonino Bello (che sempre su Radio Maria sentii più volte lodare) che mi sembravano non proprio allineate alla linea editoriale che allora aveva il direttore rev. Fanzaga. Però ai tempi non mi ero reso conto che quel vescovo fosse un palese eretico e mi stupii quando un paio di anni fa lo sentii definire tale dal prof. mons. Livi.
Ora capisco meglio quanto sia ben fondato il giudizio dato da mons. Livi e da altri cattolici.
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paceate
@Tempi di Maria
Sì, grazie e oltretutto l'analisi fatta in generale in questi video-interviste all'ottimo teologo Mons A. Livi ci ha chiarito molte cose vedasi i link:
"Eresia al Potere"

Monsignor Antonio Livi: L'elezione di Francesco è stata orchestrata
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Tempi di Maria
@paceate E' solo uno dei motivi. Motivi più seri e "delicati" per i quali gli FI si sono attirati su di loro tanto astio da parte degli ultramodernisti sono:
1. la vita religiosa tradizionale con tanta preghiera e penitenza, con la disiciplina dell'obbedienza, tutte cose che la neochiesa aborrisce...
2. c'è poi il problema della Messa Vetus Ordo che pure la neochiesa aborrisce e che loro hanno …More
@paceate E' solo uno dei motivi. Motivi più seri e "delicati" per i quali gli FI si sono attirati su di loro tanto astio da parte degli ultramodernisti sono:
1. la vita religiosa tradizionale con tanta preghiera e penitenza, con la disiciplina dell'obbedienza, tutte cose che la neochiesa aborrisce...
2. c'è poi il problema della Messa Vetus Ordo che pure la neochiesa aborrisce e che loro hanno accolto con entusiasmo dopo la promulgazione del Motu Proprio Summorum Pontificum...
3. ed infine l'aver proposto una calibrata analisi critica di alcune problematiche inerenti al Vaticano II e ad alcuni suoi documenti. Questo poi è stato il colpo di grazia!
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Tempi di Maria
@paceate Certo! Ma soprattutto per aver toccato "l'intoccabile" Karl Rahner...!!!
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paceate
Un paladino del modernismo, protestantesimo, del pacifismo (=niente più armi, lasciando che gli altri ci facciano violenza senza difenderci); vi ricorda niente la bandiera dell'arcobaleno della pace, che ho visto penzolare dentro una chiesa di un parroco ex-missionario? Cmq visto che i Frati Francescani dell'Immacolata si sono occupati di Mons Bello, è forse anche questo uno dei motivi perché …More
Un paladino del modernismo, protestantesimo, del pacifismo (=niente più armi, lasciando che gli altri ci facciano violenza senza difenderci); vi ricorda niente la bandiera dell'arcobaleno della pace, che ho visto penzolare dentro una chiesa di un parroco ex-missionario? Cmq visto che i Frati Francescani dell'Immacolata si sono occupati di Mons Bello, è forse anche questo uno dei motivi perché sono perseguitati dal vaticano?
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Spada
In due diversi articoli ho letto che Paolo VI a Fatima non ha recitato una sola Ave Maria, (oltre a non aver voluto parlare con suor Lucia).
solosole
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