Click815

Non può esistere “fraternità umana” tra musulmani e cristiani - Danilo Quinto - 2 febbraio ‘19

Dal 3 al 5 febbraio, l’uomo vestito di bianco sarà negli Emirati Arabi Uniti. Il logo del Vaticano scelto per questa visita è la colomba della pace. La Croce di Cristo? Simboleggia un’”altra pace”, non quella del mondo, come Egli ha detto. E’ comprensibile, per le logiche che presediano il mondo, che la Croce non potesse essere utilizzata per quest’ennesimo viaggio, che serve solo a tentare di “distrarre” chi segue, con amore per Cristo dal tentativo in atto di distruggere la Chiesa. Troppo stridente è il contrasto tra la Croce e la religione umanista e inclusiva della Nuova Chiesa. Troppo offensiva per l’Islam, che quella Croce ha calpestato e combattuto per secoli e secoli. Troppo distante dalle affermazioni dell’uomo vestito di bianco: “Non esiste un Dio cattolico”… “Il proselitismo? Una solenne sciocchezza”… “E’ la coscienza individuale a stabilire che cosa è il bene e che cosa è il male”.

Sarà ancora una volta una visita dedicata ai migranti. Questa volta, cristiani: indiani, filippini e di altri luoghi soprattutto dell’Asia, che in 900.000 risiedono negli Emirati. Si stima che almeno 135.000 di loro saranno presenti allo stadio Zayed di Abu Dhabi, che può contenere 45.000 persone. “Quindi” – ha detto il portavoce vaticano Alessandro Gisotti – “dobbiamo immaginare che fuori dallo stadio ci sarà una grande presenza di fedeli che aspettano il Papa, che tra l’altro lì passerà anche con la Papamobile. Una folla di fedeli – migranti – che accoglieranno Francesco. Questo darà sicuramente coraggio ad una comunità di cristiani: anche qui la periferia, a cui è tanto affezionato Francesco, diventa centro grazie a questa sua visita”.

L’altra dimensione del viaggio è quella del dialogo interreligioso e dell’incontro: negli Emirati Arabi c’è la sede del Muslim Council of Elders, ovvero il Consiglio dei Saggi musulmani, presieduto dal grande imam di al-Azhar, al-Tayeb. Sarà la quinta volta che il grande imam incontra l’uomo che dovrebbe rappresentare Cristo sulla terra. Sottolineano dal Vaticano che “si deve ricordare quel grande evento a cui si lega anche questo incontro interreligioso ad Abu Dhabi sulla fraternità umana, che è stata la Conferenza internazionale di pace e di dialogo interreligioso, proprio al Cairo, alla fine dell’aprile 2017. Il Papa e il grande imam sottolinearono l’importanza di una convivenza pacifica, di un dialogo e di un cammino insieme delle grandi fedi e delle grandi religioni, per la pace e contro ogni forma di violenza”.

La “fraternità umana”. Cristo non ne parla mai nei Vangeli. I Suoi fratelli sono gli “amici di Suo padre”, come Egli stesso afferma nel Vangelo di Giovanni. I Suoi nemici non sono Suoi fratelli. Di “fraternità umana” possono dialogare i massoni tra di loro, coloro che perseguono il benessere e la felicità su questa terra. Per i cristiani, questa terra, questo mondo che viviamo, è il regno del nemico di Cristo. Di quel principe delle tenebre che opera con le sue seduzioni, con le sue lusinghe, con i suoi inganni e la sua perfida e cinica menzogna. Per i cristiani, il mondo che viviamo dev’essere redento dal peccato originale, che è la causa di tutti i mali, delle malattie, delle violenze, della povertà, della morte. Per questa ragione, i cristiani, grazie alla formidabile opera dello Spirito Santo e dell’amore per Cristo, hanno accettato – sull’esempio di Colui che si è fatto crocifiggere – di divenire martiri dei loro carnefici, che li seviziavano, li torturavano, li violentavano, li facevano schiavi, li privavano della loro dignità, li uccidevano.

Anche negli Emirati Arabi ci sono i martiri cristiani. Si legge nel Rapporto di “Porte Aperte” relativo al 2018 che in quel Paese si vive ”l’Oppressione islamica: L’islam domina la vita privata e pubblica, così come il pensiero politico nel regno. Per evitare la pena di morte, lo stigma sociale o altre pene, i cristiani convertiti dall’islam sono a volte costretti a comportarsi da musulmani e a nascondere la loro fede, o a trasferirsi in un altro paese dove la loro conversione è permessa. L’evangelizzazione è proibita, ma i gruppi non musulmani possono incontrarsi in edifici dedicati o case private”. Ai cristiani – in particolare ai convertiti dall’Islam al Cristianesimo – sono imposti le norme e i valori islamici plasmati in un contesto tribale (come l’onore della famiglia). “I convertiti dall’islam subiscono la maggiore persecuzione perché devono affrontare la pressione dei membri della famiglia e della comunità locale per ritrattare la loro fede cristiana. Questo rende quasi impossibile per i convertiti rivelare la loro conversione, per questo non c’è quasi mai notizia di cristiani uccisi o feriti per la loro fede”.

A questo serve la “fraternità umana”: a stendere un velo su queste empietà.
A luca78 piace questo.
«Quicumque enim fecerit voluntatem Patris mei, qui in caelis est, ipse meus frater, et soror, et mater est» Matth. XII,50.
A Francesco I piace questo.
Gesù ci dice che diventiamo veramente fratelli in Cristo quando ci sforziamo di compiere la volontà del Padre che è nei cieli, non quando cerchiamo di andare d'accordo tra noi facendo a meno del Signore.

«Ego sum vitis, vos palmites: qui manet in me, et ego in eo, hic fert fructum multum, quia sine me nihil potestis facere» Jo. XV,5.
A Giovanni da Rho e a un altro utente piace questo.
A Giovanni da Rho piace questo.
A Tempi di Maria piace questo.
Diodoro
"Fratelli d'Italia" , scritto nell'ambiente creato dallo Scolopio ligure padre Canata ("Oltre che aver avuto fra i propri allievi futuri ufficiali, intellettuali, parlamentari e ministri, Padre Canata fu insegnante di Giuseppe Cesare Abba, Goffredo Mameli e di tanti altri patrioti del Risorgimento italiano dei quali condivideva ideali e speranze." - da Wikipedia), probabile coautore, signif…Espandi
"Fratelli d'Italia" , scritto nell'ambiente creato dallo Scolopio ligure padre Canata ("Oltre che aver avuto fra i propri allievi futuri ufficiali, intellettuali, parlamentari e ministri, Padre Canata fu insegnante di Giuseppe Cesare Abba, Goffredo Mameli e di tanti altri patrioti del Risorgimento italiano dei quali condivideva ideali e speranze." - da Wikipedia), probabile coautore, significa questo: "Fratelli sono gl'Illuminati figli della Patria -concepita come Nazione/territorio opposta a ogni altra. Siamo NOI, i Patrioti".
Non significa "Figli di Dio". Si tratta, tipicamente (in ogni ambito massonico), di fraternità senza Padre (e anche senza padre: in rivolta programmatica contro il genitore maschio).
«Di “fraternità umana” possono dialogare i massoni tra di loro»
Con questa frase hai proprio colto nel segno!
Non se ne può più di questo sterile e inutile dialogo!
...e mentre lor signori chiacchierano i piccoli di Cristo muoiono!

Sulla questione "dialogo" invito a leggere Plinio Corrêa de Oliveira e il suo:
"Trasbordo ideologico inavvertito e dialogo".
www.pliniocorreadeoliveira.it/docs/trasbo…
Espandi
«Di “fraternità umana” possono dialogare i massoni tra di loro»
Con questa frase hai proprio colto nel segno!
Non se ne può più di questo sterile e inutile dialogo!
...e mentre lor signori chiacchierano i piccoli di Cristo muoiono!

Sulla questione "dialogo" invito a leggere Plinio Corrêa de Oliveira e il suo:
"Trasbordo ideologico inavvertito e dialogo".
www.pliniocorreadeoliveira.it/docs/trasbordo-ideologico.pdf
A alda luisa corsini piace questo.