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GOCCE DI LUCE – Gesù parla ad un’anima - 2015

GOCCE DI LUCE – Gesù parla ad un’anima - 2015
Ave Maria! Carissimi/e, ecco finalmente ancora le bellissime Gocce di Luce! Esse sono parole che Gesù sussurra al cuore di una povera mamma di famiglia di Roma, che Egli chiama: “Mia piccola Maria”, durante il ringraziamento alla Santa Comunione. E sono un suo atto di grande bontà e di misericordia verso le famiglie, verso i sacerdoti e la Chiesa di oggi, verso tutti. Con queste Gocce di luce infatti Gesù intende rivolgersi ad ognuno di noi in particolare, e in questi tempi così difficili e così pieni di grande confusione. Gesù non ci lascia mai soli, e vuole aiutarci, consolare i nostri cuori e anche illuminarci nel nostro cammino di vita cristiana.
La piccola Maria intanto, nel suo nascondimento, prega per tutti noi, e noi la vogliamo sostenere con la nostra preghiera. Pregate anche per me! Vi voglio bene, prego per tutti voi, e vi benedico in Gesù e Maria. Pace e gioia!
Don Armando Maria Loffredi
24 02 16
1 gennaio 2015 “Maria è il Grembo, il Grembo nel quale scorrono le acque creative del Padre”
“Mia piccola Maria, la Chiesa celebra la Maternità divina di Maria. Lei è glorificata per la sua eccellenza, che è la sua Maternità. Maria è il Grembo, il Grembo nel quale scorrono le acque creative del Padre, ed è percorso dalla Luce e dal Fuoco dello Spirito Santo, che si uniscono e ne accendono la vita. Lei, è la prescelta per essere il Grembo che concepisce il Figlio di Dio, e tutti i cristiani. E non solo: è il Grembo per tutti i figli creati dal Padre che Lo vorranno. Ella ha le Grazie per ricreare nella santità e nell’amore; è la prescelta ad esserne atta, poiché così creata dall’Onnipotente, ma anche perché è la piena di Grazia, la perfezione delle virtù, la Figlia tanto amata, che tutta si è fusa alla sua Santissima Persona.
Come partecipare della sua Maternità? Pregandola, desiderandola e consacrandosi al suo Cuore Immacolato. Tanto più a Lei ci si abbandona e si è veritieri, tanto più Ella, da Madre, vi riforma a vita vera, vita divina, vita risorta. Datevi a Lei così come siete, da poveri peccatori, con le vostre miserie! Foste pure l’ultimo, il peggiore della terra, ma se di cuore vi date alla Madre, Lei vi rinnova a capolavori di Dio. Il suo Grembo porta il mio calco: è l’impronta di Gesù Cristo. Non può che riformarvi a mia Immagine. In Maria voi rinascete figli di cuore, e in verità, alla Paternità di Dio: voi siete ricreati nello Spirito.
L’anno inizia proprio con Maria, che è il sorgere, l’aurora del nuovo giorno: Ella scandisce il tempo, se vi offrite a Lei, e sarà l’anno di una nuova vita che vi riforma al mio incontro, ad essere miei. Ti benedico”.

04 gennaio 2015 “Quand’è che gli uomini comprenderanno che senza il Signore la vita perde il suo senso?”
“Mia piccola Maria, dice la Santa Parola: “Il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”. Egli è la Luce, la Vita. E’ Colui dal quale ha nascita e origine ogni cosa e, senza di Lui, niente sussiste. E’ Lui che detiene il filo della vostra esistenza, che mantiene i confini dell’universo, che accende ogni movimento. Quand’è che gli uomini comprenderanno che senza il Signore la vita perde il suo senso? E che tutto a Lui è dovuto e riconosciuto e che in Lui si acquista ogni valore? Dato che la natura, senza un’origine, senza motivazione e fine, perde la sua utilità, mentre è proprio in Dio che la vostra nascita ne acquista motivazione ed il suo fine. Lo dice la Sapienza stasera: essa non loda se stessa, ma prende il suo vanto nell’Onnipotente. Ogni scienza che non si illumina della Luce divina si chiude nei suoi poveri obiettivi umani che decadono a suo tempo.
Iddio prende Carne per farvi sue carni. Egli viene per scardinare, con la sua Luce, l’oscurità del caos, le vostre tenebre, perché abbiate a vivere il suo eterno giorno. L’Altissimo viene dalle sue altezze, dal suo infinito, per farsi finito nella sua Santa Umanità: per far sì che la vostra nascita non decada e perisca alla sua natura, ma fiorisca per il Cielo. A che vale una nascita alla terra se poi solo muore? Ma se, irrorata dall’eterno Sole, più non conosce morte, vive negli orizzonti di una proprietà che non è padronale ma libera e senza confini, nell’eredità di una figliolanza divina che, da questa terra, è partorita, con i dolori vostri in quelli redentivi di Cristo, all’eternità del suo Regno. Ti benedico”.

05 gennaio 2015 “Se vi ponete al suo cammino, se Lo cercate, Iddio si fa sempre trovare”
“Mia piccola Maria, Seguite la stella, accogliete l’invito di seguire la sua luce. Quella stella che, ancor prima che dal cielo, è stampata: 1) nella vostra coscienza: luce che lo Spirito Santo, tramite il suo Alito, vi ha intessuto. 2) con l’ascolto e la Santa Parola che dà Luce al percorso del vostro cammino. 3) nella vostra responsabilità che risponde all’anelito, al desiderio di Dio, che è Luce da raggiungere. Se vi ponete al suo cammino, se Lo cercate, Iddio si fa sempre trovare.
I Re Magi, ancora prima di seguire il Segno straordinario della stella cometa in cielo, posseggono luce nello spirito nella ricerca della verità dell’unico vero Dio, nello scrutare le Sacre Scritture che l’annunciano, nella propria offerta e fatica del viaggio che affrontano e che vuole trovarlo. E il Signore dà risposta con la Manifestazione di Sé stesso.
Dove Lo trovano in questa ricerca? Nell’umiltà, nella povertà di una misera stalla, in braccio ad una Madre sconosciuta al mondo, che possiede però una Maternità che dona vita per tutti gli uomini. I Magi offrono, per glorificare il Signore, la loro adorazione e l’omaggio dei propri doni, regali più possibilmente degni per un Re.
Anche voi dove mi troverete nella vostra ricerca se non in questo stato di povertà, umiltà e verità? Trovatomi, ecco, Io mi unisco a voi, alla vostra adorazione ove portate in dono, per glorificarmi, l’offerta di voi stessi: la preziosità della vostra persona, l’incenso della vostra preghiera, la mirra della vostra sofferenza ed oblazione, che è il dono della vostra vita offerta a Me. Iddio, alla vostra adorazione, vi abbraccia e vi congloba a Sé, rivelandosi e manifestandosi a voi per quel che è. Ti benedico”.

10 gennaio 2015 “Per ogni creatura che riceve il battesimo, il Padre ripete come a Me: “Tu sei l’amato, sei la mia gioia, il mio compiacimento””
“Mia piccola Maria, e tu credi che questo sangue non gridi a Me dalla terra? Che il sangue di questi figli non giunga a Me? Ma Io posso intervenire nella misura in cui sono invocato, pregato, e se si usano i mezzi che Iddio vi ha donato per sconfiggere l’iniquo.
Oggi la Chiesa fa memoria e onora il mio Battesimo. Io ricevo il Battesimo di purificazione da Giovanni, non solo per dare un esempio ma per divinizzarlo, per unirlo a Dio e santificarlo, con l’entrata nelle acque create dal Padre Santissimo, della mia Persona che le irrora con il mio Sangue che è il frutto della mia Redenzione, che attrae, richiama, unisce l’umanità all’azione e alla potenza dello Spirito Santo, che viene ad unire gli elementi, a fonderli, per fecondarli a Sé, divinizzando.
Iddio dona il Battesimo per trasformare la vostra povera natura umana in regale, divina, santa, perché possiate accedere al suo Regno. Per ogni creatura che lo riceve, il Padre ripete come a Me: “Tu sei l’amato, sei la mia gioia, il mio compiacimento”. In esso vi viene dato il fondamento su cui dovrà essere costruita la casa, il seme su cui far crescere la pianta che potrà innalzarsi verso l’alto, altrimenti rimanere tale seme, o restare solo una piccola piantina, o disseccarsi.
E come far crescere il vostro battesimo? Facendolo vivere nel mio. Donatemi la vostra umanità che viva un battesimo di purificazione nel pentimento delle colpe e in una conversione che lava e trasforma, unendola al Sangue della mia Redenzione, che vi ha offerto il Vangelo e i Sacramenti, e lo Spirito scenderà per unire tali elementi con la sua azione e farli crescere in santità. Un battesimo vissuto sarà la scala che s’innalza e vi conduce subito in Paradiso.
“E per quelli, Signore, che non l’hanno ricevuto e che appartengono alle altre Religioni?”. I figlioli di Dio che hanno vissuto in rettitudine, con una vita giusta o innocente, per quelli che, pentiti, hanno rivolto la loro preghiera per l’altro, per il perdono dato, e si sono ravveduti, per i molti che hanno ricevuto sulla terra già un battesimo nel sangue, come i bimbi non nati, o per quelli che nel martirio delle lacrime si sono lavati, giunti al mio Giudizio Io dirò loro: “Vuoi Me? Vuoi il mio Battesimo?”. Io stesso li battezzerò nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, perché possano accedere al Regno. Ti benedico”.

25 gennaio 2015 “Credono che la morte sia sempre per gli altri, mai per sé”
“Mia piccola Maria, stasera San Paolo vi dice: “Passa la figura di questo mondo! Passa la sua scena”. Se gli uomini fossero convinti di questo non si attaccherebbero in modo così possessivo alle cose della terra; non compirebbero atti terribili sul fratello. Credono che la morte sia sempre per gli altri, mai per sé. Eppure Io stesso l’ho dovuta conoscere ed attraversare: Io, l’Eterno, ho vissuto la morte umana, e quanto più ciò tocca ad ognuno di voi!
La possibilità di questa scena sulla terra è unica; non ve ne è data un’ altra; perciò vi è richiesto di viverla al meglio, al massimo della vostra possibilità, per far sì che non sia una scena sbiadita o cancellata, o non scritta, perché si disperda come un tempo inutilizzato e sprecato, ma sia timbrata dal Fuoco della santità di Dio, dal suo Amore: sia figura stampata in eterno nel bene che passa da questa figura terrena a quella celeste per la sua glorificazione.
E come può avvenire? Vi risponde il vangelo stasera: “Convertitevi e credete al Vangelo!”. Lo dico agli Apostoli: “Venitemi dietro, vi farò pescatori di uomini!”. Chiamata che non è solo per i sacerdoti e i religiosi, ma tutti dovete essere miei discepoli. Venitemi dietro, e se siete genitori, insegnanti, educatori uniti a Me, alla mia sequela, vi darò luce all’educazione; se siete medici vi darò scienza alla cura e alle guarigioni; se siete artisti vi darò capacità alla bellezza per glorificare le cose di Dio; e così in tutti i settori, in ogni aspetto della vita, perché possiate viverne il meglio: la sua eccellenza.
Vi viene richiesta la conversione, come a Ninive che, pur colma dei suoi peccati, ha creduto alla predicazione di Giona, e si è convertita. Lo stesso dico a voi: qualunque cosa facciate, in qualunque stato gravoso di male siate, venite a Me! Venitemi dietro, ed Io vi farò pescatori della vostra vita e umanità ritrovata nel suo bene. Sarà come quando si chiude una pagina di un libro e se ne apre un’altra, e il suo seguito dà senso al suo racconto nello scorrere nuovo di altre pagine che saranno la scena della vostra esistenza risorta, una nuova storia, perché ne avete accolta e vissuta, scrivendola, l’infinita luce che Io vi ho dato. Ti benedico”.

07 febbraio 2015 “Per il terrorismo, per l’Isis, per cui mi chiedi, ti dico: non è il Santissimo Padre che vuole che compiano tali misfatti e orrendezze, e sappi che Io sono anche tra di loro per cercare di fermarli e portarli al cambiamento”
“Mia piccola Maria, il tuo cuore è nella tempesta, ed Io sono la brezza leggera che porta il suo riposo, sono la mano che accarezza e porta la sua pace. Sono con te e torno a confermarti che la porta si apre: ci sarà il cambiamento di questo tuo figliolo. Egli è nato per la mia gloria, ed è per questo che lo avversa così il nemico. Ma Io sono con te in questa lotta; è con te che combatto, è con te che soffro, è con te che opero e prego: sono e vivo in te in mezzo a tutte le tue miserie.
Se ora vuoi lasciare, per un periodo, di scrivere Gocce di luce, puoi farlo (*); sei sempre la mia piccola Maria nella tua storia di sofferenza.
La Chiesa ancora poco mi ha compreso e poco ha capito realmente il mio Spirito, il mio Cuore, come sono. Io non sono il Dio che vive solo arroccato e distante nel Cielo; sono Colui che vive nell’uomo, che partecipa nel suo vissuto, anche se peccatore: Io vivo la sua vita, pur nelle sue colpe, per condurlo a salvezza.
Per il terrorismo, per l’Isis, per cui mi chiedi, ti dico: non è il Santissimo Padre che vuole che compiano tali misfatti e orrendezze, e sappi che Io sono anche tra di loro per cercare di fermarli e portarli al cambiamento. Essi sono guidati e posseduti da satana, ed Io cerco costantemente, sempre, che la mia Luce possa trovare varco per ricondurre al bene. Io sono negli innocenti e perseguitati per soccorrerli e sostenerli. Sono nei bambini che vengono da essi violati e crocifissi, e cerco a questi miei piccoli di non far provare un dolore che li superi, di portarli a Me, nel mio Cuore, che attutisca e renda più lieve tale sofferenza affinché non prevarichi con la sua disperazione, per condurli già nel mio Cielo salvi e felici.
“Come mai, voi mi chiedete, si permette che essi possano compiere mali così atroci?”. Perché Iddio ha dato la sua Parola all’uomo di non violare la sua libertà, e per il libero arbitrio, finché si è sulla terra. Ed Egli è fedele sempre alla Parola data.
Il Padre Santissimo non è solo Giustizia che interviene subito per colpire; la sua Essenza, la sua Natura è Amore, e solo nell’amore può agire, operare e salvare: questo è il suo potere, e di cui è formata la sua Persona; Egli non può che agire nel suo fine d’amore. Finché si è nel mondo Egli aiuta i malvagi a redimersi, i buoni e gli innocenti a soccorrerli e a sostenerli per condurre tutti alla salvezza, alla Patria Celeste. Ti benedico!”.
(*) Il 2015 è stato un anno assai difficile per la piccola Maria: problemi e affanni e prove di ogni genere… tanto che non riusciva più nemmeno ad andare a Messa e a scrivere. Ora va un po’ meglio, grazie a Dio, ma le prove non le mancano mai.

14 febbraio 2015 “La lebbra del male, con i peccati che corrompono l’uomo, è propagata ed ha infettato l’umanità”
“Mia piccola Maria, Io ti sono sempre accanto, anche in questa settimana che hai ricevuto questa dolorosa notizia che ti ha portato confusione ed abbattimento. Con Me, figlia mia, sarai vincitrice su tutte queste situazioni. Non prendere posizione, lascia che gli eventi procedano, dato che Io sono il Signore che li guido.
Stasera la Santa Parola vi presenta la lebbra, malattia che devasta le carni fino alla distruzione. Nei tempi antichi chi ne veniva colpito era considerato immondo poiché creduto colpito a disgrazia dal Cielo per le sue colpe, e rifiutato. Io vengo, e mi pongo in altro atteggiamento che è quello dell’accoglienza e del riconoscimento della sua dignità di uomo che sempre è creatura di Dio, suo figlio, e necessita delle sue cure. Io sono il Medico che viene a risanare, sia che ne venga colpito da innocente perché contagiato, sia che ne sia colpevole in quanto i peccati danno potere al diavolo che, per mezzo di essi, infetta e può devastare portando anche il male fisico.
Oggi la lebbra del corpo è relegata a poche regioni del mondo, ma la lebbra del male con i peccati, che corrompono l’uomo, è propagata ed ha infettato l’umanità: essa penetra e infetta lo spirito, corrompe l’anima, imprigiona il cuore, oscura la mente. I diavoli come tarli avanzano nella persona sino a portare a distruzione l’essere umano.
Io sono il Medico che solo può ridare salute: sono la cura che risana ma, a differenza dei miei tempi terreni nei quali gli uomini invocavano il mio aiuto, oggi le persone non si riconoscono malate dalla lebbra del male. Esse vogliono rimanere in tale stato e, se non si ricorre al Medico, non c’è cura. Per questo torno senza posa ad invitarvi a venire a Me, a chiedere il mio soccorso.
Sono venuto proprio per la liberazione dei peccatori, per guarire dal loro stato di male. A chi viene a Me Io ridono libertà nello spirito, risano l’anima, tolgo le prigionie del cuore, do’ luce alle menti per ridare di nuovo dignità all’intera persona umana. Chi è con Me è vittorioso su ogni tipo di lebbra. Ti benedico”.

22 febbraio 2015 “Chiedete per i meriti del mio deserto, per le lacrime preziosissime versate in esso”
“Mia piccola Maria, è giunto il tempo. Presto si adempiono le promesse, la rinascita, rallegrati! Oggi la Chiesa ricorda il mio deserto. Almeno una volta all’anno essa rammenta il mio atroce dolore vissuto all’ennesima potenza, poiché vissuto come uomo: deserto nella mia desolazione, nella mia solitudine, nel mio tormento, desolazione nella mia anima che rispecchiava tutto ciò che vi era intorno, arida e secca come la terra spaccata del deserto, riarsa dal fuoco del sole, dove non germina pianta perché non riceve goccia di acqua dal cielo; così era l’anima mia che gridava per far sì che fosse rinfrancata dall’acqua della Grazia divina, che non dava risposta ad ogni mio gemito.
La mia solitudine che ricercava tutto intorno una consolazione non data. Niente, nessun braccio dove potessi posare il mio capo: il giorno con le pietre riarse dal bruciore della calura che faceva ardere di arsura la mia gola per la sete sino a sanguinare, i morsi della fame che scarnificavano le mie viscere; nessuna mano pronta a prestare soccorso; e notte con le sue tenebre e il gelo a penetrare le ossa: solo silenzio al mio bisogno!
E poi l’accanirsi dei diavoli che prima, in forme allettanti, cercavano di portarmi a tentazioni e cadute, poi in forma di belve feroci, per terrorizzarmi e portarmi a disperazione; ulteriormente nelle apparizioni delle loro orride e lascive presenze che mi attaccavano le carni per portarmi a distruzione. Tutto questo deserto Io l’ho accettato e sofferto per voi, perché per i meriti in esso acquisiti, Io possa prestarvi soccorso nel tempo del vostro deserto, nel tempo della vostra desolazione, solitudine e tormento, in modo che, come Amico fedele, le mie braccia siano lì a sostenervi, a darvi la carezza della mia consolazione, la manna di una grazia che vi fecondi e ravvivi l’anima, perché ne sentiate la compagnia di Chi non vi abbandona, e combatte con voi e per voi, che vi libera dal tormento del nemico.
Chiedete per i meriti del mio deserto, per le lacrime preziosissime versate in esso, che si sono fatte gocce di oro celestiale e gemme per arricchirvi, medicina e balsamo salutare per farne cura e salvezza ai vostri mali spirituali e fisici. Coraggio, Io ho combattuto per voi! Ti benedico”.

28 febbraio 2015 “Signore, non ce la facciamo, è duro il tratto, e noi siamo deboli, provati, stanchi”
“Mia piccola Maria, ciò che ti ho promesso ti viene confermato: una rinascita di vita che comporterà sempre la sua croce, ma in un contesto di pace, e sostegno spirituale e guida spirituale. Oggi la mia Chiesa ricorda la mia Trasfigurazione. Salgo sulla montagna e mi rivelo per quel che sono: il Signore Iddio, rivestito di umanità per insegnare a voi che dovete salire la vostra montagna nell’esistenza che vivete per potervi incontrare e fondervi a Dio. E’ la montagna dello Spirito che, nella sua ascesi, si confronta e si attua nelle prove della vita. E ciò comporta fatica.
La salita incontra i suoi sentieri tortuosi e ne potreste smarrirne la via e perdervi, ferirvi alle aride a aguzze pietre, cadere alle sue impervie rocce, fare incontri con valanghe che possano farvi soccombere e retrocedere, e ancora più penoso sarebbe il ritorno al suo cammino. Tanto più si sale e tanto più maggiore è la fatica; ma giunti in vetta, quanto più leggero è l’ossigeno, più pure le acque delle sorgenti, più terso il cielo! E dinanzi si apre la contemplazione che si staglia con le sue bellezze in orizzonti sconfinati.
Abramo deve salire la montagna per sacrificare suo figlio Isacco, il suo unico e amato figlio, e Iddio ne accoglie l’offerta, anche se non permette che sia attuata, già bastante in quello stillicidio del cuore alla sua fedeltà provata. Il Padre Santissimo benedirà tale sacrificio con una figliolanza senza numero.
Gli Apostoli mi seguono nel percorso sulla montagna, fiduciosi, e potranno così godere della visione beatificante della beltà divina, che ritempra e sarà sostegno e fortezza alla loro fede nel tempo della Passione. La montagna, la sua ascesa, comporta il sacrificio della propria persona che si purifica dalla sua indole per assimilare e crescere nello Spirito e farsi celestiali.
Vi vengono offerti i mezzi per poter salire, 1) è la preghiera, che è la fune che vi tiene legati ad essa, ve ne offre la speranza e non vi fa smarrire il percorso. 2) i Sacramenti, che vi danno nutrimento, vi fortificano nella salita per far sì che non periate, e che ogni vostro passo ne venga santificato. Infine la Parola di Dio, che è Luce che vi guida, pur nelle tenebre della notte, è luce che rimane accesa ed illumina la strada fino alla meta.
Molti mi dicono: “Signore, non ce la facciamo, è duro il tratto, e noi siamo deboli, provati, stanchi!”. Io vi rispondo: “Io misuro le forze, le capacità, dono il cammino, il sentiero da seguire. Se mi amate e mi cercate, Io stesso vi accompagno, mi pongo accanto al vostro passo per soccorrervi, per darvi il braccio, per spronarvi e riprendere la via. Vi ritempro quando state per soccombere, portandovi Io sulle spalle; vi aiuto sollevandovi, e insieme seguiremo il sentiero che conduce in alto sino al Cielo. Ti benedico”.

28 marzo 2015 “Sappiate che tutto fugge, così come è passata la mia Passione e giunta la Risurrezione, così sarà per voi”
“Mia piccola Maria, quando vengo ricevuto Io benedico l’intera persona: corpo, anima, mente, e porto la mia salvezza. Mia piccola Maria, non ti abbattere! Le tue pene sono per la vittoria, per la risurrezione. Oggi, come nei tempi antichi, il pensiero dell’uomo è lo stesso, lo dice la prima lettura stasera: “Se ti sei affidata a Dio sia Lui a salvarti, sia Lui a liberarti dalla tua situazione penosa, se ti è amico!”. L’uomo non pensa che la terra è luogo di prova, è il luogo della libera sua scelta e, per liberarlo, Iddio può intervenire nel mondo a secondo della decisione, del desiderio dell’umanità. Ma Io vi dico che per coloro che a Me si sono dati, seppur crocifissi, le loro pene non si perdono: sono per la vittoria. Essi sino i risorti della terra, i risorti per il Cielo.
Io sono Colui che ha sofferto, che più ha patito come uomo, perché Figlio di Dio, il più provato. Ma il mio dolore, la mia Passione è stata per la Risurrezione; e chi più di Me può capirvi? Vi curo e vi sostengo nella vostra croce, uno ad uno, più di una chioccia che cura i suoi pulcini, più della cova delle colombe la sua nidiata, perché siete figli della mia tenerezza. Mai ho dubitato della presenza del Padre nel mio inenarrabile patimento, eppure anch’Io ho gridato, pur certo del suo sguardo, del suo abbandono nell’estremo tormento. Sappiate che, pur nella vostra tenebra, Io ci sono. Tutti vi possono dimenticare e non amare, non Io, vostro Signore.
Sappiate che tutto fugge, così come è passata la mia Passione e giunta la Risurrezione, così sarà per voi. Non pensate, non ambite alla terra! La terra è terra. Pensate e anelate al Cielo! Le vostre sofferenze non si disperdono ma si trasformeranno in pegni di vittoria. Seppur qui nel mondo avete subìto ingiustizie non riscattate, se non avete goduto delle bellezze che Iddio ha creato, o se privati delle gioie che vi erano lecite, Io Cristo Signore sono il vostro riscatto, Io la vostra Risurrezione, che vi ripaga e conduce al acquisirne divinità per la glorificazione del Cielo. Ti benedico”.

11 aprile 2015 “Giunge, è alle porte, la grave Giustizia sul mondo, che è sempre frutto della mia divina Misericordia, poiché essa è l’ultima ancora per la salvezza dell’uomo”
“Mia piccola Maria, sì che ti parlo sempre! Basta che tu porga il cuore all’ascolto, ed Io ti parlo, però ora, in questo tempo fai quel che puoi. Quando giungeranno situazioni più agevoli tornerai ad operare più alacremente. Stasera siete alla vigilia della mia divina Misericordia: il mio Amore è l’infinita Misericordia, un oceano che scorre perennemente senza fine.
Tutto è frutto della mia divina Misericordia che opera sempre: ogni giorno che nasce con la sua provvidenza è mia divina Misericordia, ogni giorno con la sua Redenzione, il pentimento dei vostri peccati, il tempo dato in attesa della vostra conversione. E’ Misericordia l’opera di santificazione dello Spirito che vi conduce continuamente al bene, alla via di Verità.
La mia Misericordia vi ricrea ogni volta che vi tuffate in essa: vi riforma a nuova vita. Ma quanti vi ricorrono? Pochi! Il dolore del mio Cuore è che Io perdono sempre a chi vi ricorre, ma quest’umanità non si ritiene più colpevole, non riconosce i propri peccati, non cerca il mio perdono, e come posso operare per sanare? La mia Misericordia dà luce, ricrea verità nel pensiero, e non ricorrervi vuole dire un’umanità che sempre più si oscura nel suo male, per cui il demonio possiede e imprigiona, portandola alla sua menzogna.
Se solo la mia Chiesa intera: tutto il clero, religiosi e coloro che vi operano, in questo giorno di grazia si tuffassero in Essa, riconoscendo le proprie colpe e gli errori della Chiesa stessa, in un batter di vento il peccato passato verrebbe cancellato e ricreata a sole di nuova santità. Ahimé! Ci si ostina, per la maggior parte, a non riconoscersi colpevole, e per questo non irradia più la Luce piena di verità al mondo, non più lievito che fermenta l’umanità a Me, dato che Io do’ il seme buono, ma se gli operai non lavorano o lavorano male, quale potrà essere il raccolto?
Giunge, è alle porte, la grave Giustizia sul mondo, che è sempre frutto della mia divina Misericordia, poiché essa è l’ultima ancora per la salvezza dell’uomo.
Giustizia e Misericordia vanno a braccetto: l’una si concatena all’altra. Ma la Giustizia non è fine a sé stessa; essa è posta a servizio della Misericordia, sicché le vostre sofferenze, le prove, sono Misericordia nella purificazione dal male per una riverginizzazione al bene e alla purezza. Il Purgatorio, nella sua sofferenza, è sostenuto e confortato dalla mia Misericordia che, mentre soddisfa ad un’espiazione nella Giustizia, si riforma a Misericordia per la nascita alla pienezza della santificazione per il Cielo. Il medesimo inferno è per mia Misericordia, dato che, pur non essendoci più salvezza e speranza, essa adempie nella Giustizia eterna una soddisfazione alla riparazione per le ingiustizie e i dolori dati agli altri.
La mia divina Misericordia è pioggia che lava e rigenera dalle colpe, è manna che nutre e sostiene, è fuoco che riscalda e consola, è energia che, nella sua potenza, accende alla mia Vita. Quanti vi accedono? Venite voi, tuffatevi in essa e verrete ogni volta riformati a mia Immagine, ricreati per essere condotti alla Patria Celeste. E per quelli che l’avranno disdegnata e non ne avranno usufruito, rimarranno inerti, sterili; non potranno dare vita, ed essi, per libera scelta, periranno. Ti benedico”.

02 maggio 2015 “E come mai la Chiesa non è più così fertile testimonianza e non feconda a santità?”
“Mia piccola Maria, ti ripeto ciò che hai ascoltato durante la Santa Messa: tu ti senti sola e abbandonata, anche se continuo ad affermarti la mia presenza. Tu sogni con il pensiero di una fanciulla, vuoi provare, ma ti dico che tornerai sui tuoi passi: il mondo, le creature non sono quelle che desideri. Ci sono Io sempre qui ad accoglierti, ad essere fedele alle mie promesse e stringerti nel mio abbraccio. Le persone che hai incontrato hai notato che sono così perse perché sono staccati come tralci dalla vite, che sono Io, e per questo bramano del mondo; ma dietro la loro baldanzosa apparenza hanno un cuore nel vuoto, che solo Io posso riempire. Giungerà il tempo in cui la Chiesa darà con più facilità la dichiarazione di nullità a matrimoni dissacrati e ormai dissolti per poter effettuare nuove nozze.
Come mai questa umanità è preda del male? Perché i suoi tralci sono distaccati dalla vite creativa di Dio e, prigioniera, precipita nella morte! E come mai la Chiesa non è più così fertile testimonianza e non feconda a santità? Perché molti dei suoi tralci sono disseccati, distaccati dalla Vite Santissima che irradia e nutre dello Spirito Santo, che rigenera. Come poter di nuovo riavvolgere a vincoli di unione ed alleanza? Basta che l’uomo sia alla ricerca onesta della verità: desideri conoscere il Padre Santissimo, anche se peccatore, purché umile; faccia il primo passo come il figliol prodigo che riprende il cammino del ritorno verso il padre suo, che avanza e gli và incontro per riabbracciarlo e riaccoglierlo nella sua casa.
Come mantenere uniti i vincoli fra la vite e i tralci? Con la preghiera e l’Eucaristia: essi danno linfa vitale per fecondare ad una carità che è santa e crea vita.
Figli miei, non siete figli di Dèi stranieri ma dell’unico vero Dio; appartenete alla sua natura, e solo uniti ad essa potete avere e generare perennemente vita. Ti benedico”.

18 giugno 2015 “L’arma più potente per sconfiggere il demonio è l’umiltà”
“Mia piccola Maria, tutti benedico. Stasera il vangelo è un inno all’umiltà. Quel che fate nel bene fatelo nel segreto. Se fate la carità la vostra mano sinistra non sappia ciò che fa la destra, se operate per la Giustizia, per il bene comune, non ricercate l’applauso umano, l’approvazione del mondo. Agite nel silenzio per quel che è possibile, rimanendo con un animo distaccato e, dopo aver compiuto ciò che è bene, dimenticatelo. Non incrementate la boria del vostro io, non ricercate la vanità dello spirito. Sappiate vivere la preghiera personale in intimità con il Padre Celeste: la vostra mortificazione in un silenzio sacro in modo che tutto si faccia offerta incontaminata del mondo: veritiera, incorrotta, pura, per darne compiacenza al Padre Santissimo. Se contaminata dalla vanagloria essa diverrà pula spazzata dal vento, grano che rimane verde senza giungere a maturazione e al raccolto; ma se data al Padre vostro, pur se solo una gemma, ne farà un frutto copioso, abbondante; se è solo uno stelo, lo trasformerà in fiore di radiosa bellezza; se è un povero seme, diverrà spiga ricca di chicchi per farne un pane buono.
Dimenticatevi e pensate già al prossimo giorno deposto nelle sue mani divine. Lasciate che Egli vi cammini sempre dinanzi; non superatelo, ma stategli dietro , pur nel segreto, passo dopo passo. Iddio traccerà per voi un percorso di una storia di cose grandi nella nobiltà dell’animo. Il mondo non vi riconoscerà, sarete scartati, ma il sentiero che seguirete in cui Egli vi guida e che è tracciato dal Signore, sarà tempestato di tesori eterni. Il vostro bene nasca dalla vostra interiorità, dal vostro cuore: sia fatto d’amore di Dio.
L’arma più potente per sconfiggere il demonio è l’umiltà. L’umiltà lo annienta, lui che è la furia nella superbia, è “il digrignare dei denti” che sbranano nell’amor proprio e nell’orgoglio; dinanzi all’umiltà si annichilisce poiché l’anima si fa racchiusa, impenetrabile nel suo scudo: non c’è varco per penetrarla e corromperla. Essa si fa scrigno chiuso al cui sguardo geloso si sofferma solo l’Altissimo, che si diletta delle sue pietre preziose, dei suoi gioielli, e li lavora divinizzandoli nella sua unica e mirabile fattura per farne ornamenti per gli altri suoi figli.
Come si può avere questa umiltà? Ponetevi in ginocchio dinanzi alla Madre Santissima, stringetevi alle sue ginocchia: consacratevi al suo Cuore Immacolato, affidate la vostra vita a Lei. Ogni giorno pregate il Santo Rosario. Ella vi raccoglierà come i piccoli passerotti nel nido che, alla vostra fame che chiama, rimboccherà il beccuccio alimentandovi della sua umiltà. Ti benedico”.

06 luglio 2015 “Nella povertà dei piccoli c’è il vuoto di sé, e nel vuoto Iddio ricolma dei suoi beni e vi compie le sue opere”
“Mia piccola Maria, vai a confessarti per lavare le ombre depositate nella tua anima. Stasera nel vangelo Iddio ricerca l’umiltà, cerca con il lumino gli umili in questa notte oscura sulla terra. Non ricerca, non celebra i dotti, le potenze, non perché esserlo sia peccato, ma perché l’uomo se ne appropria, ne diviene prigioniero, se ne fa suo dono, ed entra l’orgoglio. Nella povertà dei piccoli c’è il vuoto di sé, e nel vuoto Iddio ricolma dei suoi beni e vi compie le sue opere.
Questo luogo ove ti ho portato è segno del tramonto della vita dell’uomo: tempo di grazia è la vecchiaia, e la malattia è tempo di purificazione che non è dato a tutti. Queste anime che tu vedi presenti, che pur hanno peccato nella loro vita, oggi si aggrappano alla fune della mia Misericordia, ed Io li abbraccio per condurli all’eterna giovinezza del Cielo. Solo coloro che sono umili sanno accogliere la vecchiaia, la malattia, il tempo di purificazione che diviene per essi trasformazione verso l’essere spirituale che Io voglio; e quanto maggiormente si fanno umili e abbandonati tanto più Io li vedo non nella loro tarda età, ma piccole creature.
Siete stanchi, figli miei, siete oppressi? Io sono la Veronica che vi asciuga il volto dalle lacrime e il sudore. Io sono il Cireneo che passa e viene a sostenervi la croce. Sono la Madre Addolorata che vi accompagna e vi conduce in una via che è consolazione, coraggio, grazia. In tutte le età Io ci sono, ma in particolare nella fragilità degli ultimi anni. Sono accanto, nella mia tenerezza, per condurle ove, non c’è più solitudine, nè incomprensione o malattia, né il timore della morte che accompagna con la sua angoscia ogni giorno che giunge al suo tramonto. Ecco, Io dirò: “Guarda, figlio, il mio Giardino ove è solo l’eterno godere!”. Ti benedico”.

23 agosto 2015 “Se la Chiesa di cui Io sarei il fulcro e la ragione è piena di discrepanze e rivalità è perché per i molti in essa Io non sono il Signore della vita”
“Mia piccola Maria, il vangelo di oggi vi interpella direttamente: “Chi sono Io per voi?”. Lo chiedo agli Apostoli, ma lo chiedo ad ognuno di voi: “Chi sono Io per te?”. “Un’idea?… un estraneo?...un Dio lontano?, oppure una Persona viva, vera, concreta, una Persona presente e, se tale, mi senti vicino? Mi fai partecipare della tua vita, mi ami? Mi hai dato il tuo cuore? Poiché molti mi dichiarano la loro ammirazione come personaggio storico, ma le loro strade sono lontane da Me. Altri, pur venendo in chiesa, e dicono di credere nella mia divinità, credono che sono il Signore, ma la loro vita non mi segue: vanno altrove, e non mi amano. Se fossi il Signore della loro vita il mio pensiero sarebbe in loro, il mio Cuore nel loro cuore e con Me amerebbero: le loro mani nelle mie mani, e con la stessa carità come Me agirebbero. Se sono realmente il Signore della loro esistenza, cambierebbe il loro modo di vivere, di vivere la fede per essere comunione e unità.
Se la Chiesa di cui Io sarei il fulcro e la ragione è piena di discrepanze e rivalità è perché per i molti in essa Io non sono il Signore della vita: mi onorano con la bocca, ma il cuore, il pensiero e le loro opere sono distanti da Me. Essa sussiste ed è santificata per lo Spirito Santo che la detiene e per cui le forze del male non prevarranno; e senza la sua azione e protezione, dai lontani tempi, la Chiesa sarebbe già decaduta.
L’uomo mi si pone dinanzi e agisce per Me; lo ritiene un suo potere e un suo modo di manifestare sé stesso, e questo anche negli ambiti più sacri. Se Io fossi il Signore della loro vita, la Chiesa sarebbe sorgente e acqua che scorre in purezza e grazia per dissetare tutti i fedeli che ne riceverebbero unità e comunione e una mia più profonda conoscenza. E come poter fare perché Io sia il Signore del vostro cuore, l’amore e il centro del vostro esistere? Chiedetemi, figli miei, continuamente, ogni giorno, nella preghiera e senza stancarvi, chiedetemi! E tanto più vi farete a Me vicini, tanto più Io mi farò conoscere: e saprete Chi sono. Ti benedico”.

17 settembre 2015 “Cosa hanno fatto gli Apostoli? Si sono fissati al mio sguardo, alla ricerca di Me: “Ove abiti, Maestro?”. Ed Io risposi: “Seguitemi!”
“Mia piccola Maria, queste creature sono già scritte sul mio Cuore anche se il loro cammino, per giungere a Me, è ancora lontano. Per il tuo figliolo il nodo che lo chiude si sfilaccia piano, piano. Tu cerchi di distrarti alla tua situazione guardando alla cianfrusaglie, alle sciocchezze, ma solo Io sono il tuo vero tesoro che può risolvere quel che stai patendo. Io ti chiamo così come sei nella tua povertà, proprio come stasera, nel vangelo, chiamo gli Apostoli, e li chiamo per quel che sono nella loro miseria spirituale e materiale. Non cerco dei santi, ma li voglio fare Santi.
Io sono la persona, la strada, la mano che stringe e vi indica la via da seguire. Cosa hanno fatto gli Apostoli? Si sono fissati al mio sguardo, alla ricerca di Me: “Ove abiti, Maestro?”. Ed Io risposi: “Seguitemi!”. Come rispondere alla mia chiamata, che è una chiamata per tutti? Nell’abbandono, nella fiducia a Me. Nel percorso del cammino avrete cadute: vacillerete, vi smarrirete, ma non sarà questo ad allontanarmi da voi: sempre Io resterò fedele nella mia guida.
Non è Dio che si stanca dell’uomo, ma è l’uomo che si stanca di Dio, e solo il vostro allontanamento vi può distaccare da Me. Voi direte: “Come possiamo convertirci? Non riusciamo a cambiare”. Figli miei, non è vostra la conversione, è la mia: a voi l’abbandono, la fiducia, il darvi a Me e lasciare che vi plasmi, ed Io cambierò il vostro cuore. E quando direte ancora: “Signore, non riusciamo a convertire nessuno intorno a noi”, Io ribadisco: “Voi fate ciò che potete con la preghiera e con la testimonianza, poi date a Me, offrite a Me le creature, dato che solo Io converto i cuori. Io sono la Parola e la Chiamata, a voi l’ascolto e la risposta; al vostro assenso vi dirò: “Seguitemi, vi condurrò verso la santità!”. Ti benedico”.

18 dicembre 2015 “Non temete nemmeno il terrorismo: Iddio è più potente, è il Vittorioso! Egli è presente e guida tutto”
“Mia piccola Maria, “non temere, non temere!”, dice il Vangelo stasera. Non sono le miserie ad allontanarmi da te, anche se da esse sempre ci si può perfezionare. Dio è con voi, Dio è in te, dice bene il sacerdote. E se Io sono con te cosa devi temere? Cosa vuoi che ti accada che Io non voglia? Non preoccuparti: della casa non prenderti affanno, delle difficoltà economiche, dei muri divelti, dei tuoi figli: ci sono Io! Lascia che sia Io a camminare dinanzi a te, abbandonati a Me, e le situazioni dell’esistenza si apriranno da sole. Tu pensi alla terra, alle sue incombenze; non è questa la vera vita: essa attende in Cielo, è lì la vostra vera casa.
Se ci fosse solo questa misera esistenza terrena, se fosse solo per questa manciata di anni fatti di lacrime, di ingiustizie e affanni, quale fallimento! La vita vi attende, e la terra ve la preannuncia con la bellezza del suo creato, con il fervore di sentimenti di amore autentico, dall’entusiasmo e la saldezza della fede. Ecco, Io vi preparo la vostra Casa celeste.
Non temete nemmeno il terrorismo: Iddio è più potente, è il Vittorioso! Egli è presente e guida tutto. Sembra che Egli resti nascosto e nel silenzio, ma opera perennemente. E come mai non interviene, e lascia che si operi la morte e l’ingiustizia sull’innocente? Iddio è fedele alla sua Parola: lascia libero l’uomo e non si impone, ma sappiate che da una morte, da un’ingiustizia, il Padre opera per la creatura la sua vittoria, la sua risurrezione, la sua vera vita. Voi giudicate secondo il mondo, Io guardo e agisco secondo l’eternità, ove non sarà più né morte, né ingiustizia, né timore; e per coloro per cui preghi, per essi e per ciascuno Io opero a secondo di ciò di cui abbisognano per la loro salvezza. Io sono in te, figlia mia, e se sono in te, ove vuoi che ti conduca se non nella mia Casa? Ti benedico”.

19 dicembre 2015 “Come Maria che visita Elisabetta, voi dovete dare voi stessi, portare la vostra persona”
“Mia piccola Maria, quando un’invocazione, una prece, è fatta con il cuore e in verità, è preghiera, e non può essere non accolta; essa scende come benedizione in coloro per cui si prega e per i molti di cui solo Dio conosce: Egli la dilata e la offre per altri suoi figli.
La preghiera è la prima visita che potete fare per i fratelli: con essa voi potete giungere lontano. E’ visita l’eucaristia che offrite: la sofferenza, l’amore che portate, l’opera fattiva. Come Maria che visita Elisabetta, voi dovete dare voi stessi, portare la vostra persona: i soli pensieri, convenevoli, le belle parole si fermano ad esse, ma la concretezza della vostra azione porta la mia testimonianza, ed essa si fa autentica, riapre i cuori; e molti, dinanzi a tale testimonianza, ritornano a Dio.
Date, figli miei, il vostro tempo, il vostro sostegno, la vostra consolazione, in ciò che possedete e potete con il cuore e con le mani, e la mia benedizione scenderà su di voi e sull’umanità intera. Ti benedico”.

24 dicembre 2015 “La mia Nascita, come la mia Risurrezione, è vittoria poiché porta la salvezza, la fioritura di una nuova vita”
“Mia piccola Maria, non ti smarrire. Ecco, Io nasco, vengo sempre a nascere e, nascendo, vengo a vincere. La mia Nascita, come la mia Risurrezione, è vittoria poiché porta la salvezza, la fioritura di una nuova vita. E se in una casa, in una famiglia qualcuno crede in Me, ha fede nella mia nascita, per lei e per coloro che vi abitano Io risorgo, e non potranno andare perduti.
Tu sei la lampada che tiene viva questa luce, pur se ora i tuoi cari sono nelle tenebre, ma la luce che tu avrai continuamente tenuto accesa, giungerà a suo tempo ad illuminarli per far sì che in essi nasca la mia vita. Io nasco per te, per i tuoi cari, per l’umanità intera, e la mia Nascita farà germogliare l’intero genere umano: si alzerà presto l’alba di un nuovo giorno di risurrezione. Ti benedico”.
(*) Voglio ricordare ancora che tutto quello che Gesù dice alla piccola Maria intende dirlo ad ogni mamma, ad ogni papà, e ad ognuno di noi. Ed è per questo che Egli ci dona queste Gocce di luce.

29 dicembre 2015 “Chi è il più grande dei Martiri innocenti se non Io, il Cristo Signore?”
“Mia piccola Maria, Io sento il tuo lamento e ti sono vicino, conosco i tuoi problemi e le prove che devi sopportare, e sono con te”
Oggi celebrate i Martiri Innocenti, i Santi Bambini uccisi, la strage di Betlemme. Ma Io ti dico che ogni secolo ha avuto continuamente le sue stragi di innocenti uccisi. Essi sono i piccoli Angeli che, a miriadi, sono i più vicini al trono dell’Altissimo che, volteggiando, accarezzano il suo Volto, ed Egli li ricolma, travasando delle sue effusioni di tenerezza d’amore: Innocenti perché piccoli, senza peccato proprio, che hanno subito la grande onta per il martirio nel sangue e per la rinuncia ad una vita donata, che non potranno più vivere. Il Padre Santissimo fa del loro martirio un dono di salvezza per tutti gli uomini.
Santi innocenti però sono anche gli adulti, persino i vegliardi che, se non hanno subito il martirio di sangue, hanno vissuto quello delle lacrime nelle ingiustizie, nei dolori del cuore e nelle prove di ogni genere, portate ed offerte nella purezza di cuore.
Chi è il più grande dei Martiri innocenti se non Io, il Cristo Signore? Innocente poiché sono il Purissimo la cui trasparenza dell’assoluto riveste d’innocenza l’intero mio animo, la cui santità è un Fuoco che incendia e le cui fiammelle, che si diramano nei suoi multiformi colori, sono le virtù che irradiano nell’infinito. Venite a Me, ed Io vi ammanterò della mia innocenza e della mia santità voi e i vostri cari. Ti benedico!”.

31 dicembre 2015 “Stasera nel vangelo i Magi giungono alla grotta e si prostrano adoranti dinanzi al Santissimo Bambino”
Mia piccola Maria, Io non ti sopporto. Io ti amo. Pur in mezzo ai tuoi brontolii, tu mi ringrazi ogni giorno nell’offerta quotidiana che vivi. Stasera nel vangelo i Magi giungono alla grotta e si prostrano adoranti dinanzi al Santissimo Bambino. Essi ricevono una grazia speciale dall’Onnipotente: di vedere ciò che all’altrui sguardo era precluso: di contemplarlo nell’essenza della Luce che, radiosa, ammantava della sua luce d’oro, riflessa e splendente sul divino Infante, e dell’aurea di luce il capo di Maria e Giuseppe. I Magi, rivestiti da tale luminosità, ne ricevono scienza infusa sì da poter comprendere e partecipare dei tratti dei Misteri e dell’interiorità di Dio. Essi, dopo un viaggio di peripezie e speranze, si ritrovarono gioiosi e confortati di riconoscere e d’incontrarsi con la divinità e la santità.
Il ritorno sarà un viaggio di lode e di ringraziamento per ciò che hanno ricevuto in premio per la fede perseverata, pur in mezzo a sì tortuoso cammino. I Magi compresero come l’incontro e la fusione nella adorazione nel Signore Dio può avvenire nel cercare non i piaceri mondani, né le grandezze, né ricchezze e potere, ma nella semplicità di una povertà nascosta e ordinaria, nell’umiltà della piccolezza nella Verità, che solo dà il primato allo spirito.
Ugualmente voi, figli miei, riconoscerete e incontrerete Iddio, la sua reale presenza, e l’amerete, vivendo la croce nel percorso del viaggio della vita tra i suoi problemi, ostacoli e oscurità, nella luce di una fede che conduce alla mia grotta che è il mio Cuore, vivendo un’esistenza di umiltà, povertà e verità che vi fanno vivere l’adorazione, l’incontro con la divinità e la santità per farvi voi stessi divini e santi. Ti benedico”.

P. S. tra qualche giorno usciranno anche le Gocce di luce di gennaio 2016.


www.goccediluce.org
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