"Qual è la prima cosa che devo fare?" – "Loda satana" [una storia vera, incredibile e terribile!]


"Tornavo a casa mi preparavo qualcosa da mangiare, poi guardavo la televisione. Stare da solo mi piace, sì, mi piaceva e badar solo a me stesso anche. Di amici ne avevamo pochi al quel tempo, ci spostavamo spesso, quando incominciavo a far amicizia con qualcuno dovevamo andare via. Avevo difficoltà a farmi le amicizie, ma sapevo farmi compagnia anche da solo. Sembrava comunque che fossi nato per fare il capo, quando mi ficcavo nei guai comunque riuscivo a coinvolgere chi mi stava attorno, qualsiasi cosa facessi riusciva bene". Sean si portò questo spirito indipendente fino alle superiori. "Incominciai a giocare a football alle medie, mi piaceva, ero il miglior placcatore della squadra, stabilii anche qualche record: una cosa non mi piaceva ed era perdere. Poi un giorno ci trasferimmo in Colorado, ma lì mi annoiavo molto, a scuola mi bastava studiare il minimo indispensabile per avere il massimo dei voti". La religione non aveva un posto rilevante nella sua vita ma un giorno qualcosa successe ritornando da scuola che lo mise contro Dio. "Avevo 13 anni quando andai in un campo a Oklahoma con la mia prima ragazza, il mio primo amore.

Pregavo "Signore fa che lei mi ami, se lo farai ti prometto che farò il bravo ragazzo", patteggiavo con Dio e quando lei mi lasciò incolpai Dio, mi arrabbiai con Lui e decisi di escluderlo dalla mia vita. Quando vedevo una chiesa, vedevo lei e mi sentivo male, me la prendevo con Dio e incominciai a provare dei forti rancori nei suoi confronti". Crescendo Sean manifestava sempre più interesse per l'occultismo, aveva 10 anni quando una sua baby sytter aveva preso dalla biblioteca dei libri sul satanismo, ed egli ne era rimasto affascinato. "Mi ricordo un enciclopedia illustrata sulla magia, e un paio di altri libri, poi a 13 anni incominciai a giocare con un gioco, Dangeons and Dragons, era proprio forte. Quel gioco aveva qualcosa di inebriante, puoi usare tutta la tua immaginazione, spingerla oltre ogni limite, infatti non c'erano limiti. Coinvolsi altri ragazzi, giocammo tre partite, e per due io fui il capo. Mi piaceva molto avere il controllo della situazione, avere quel potere e poi da quel gioco mi trovai nella stregoneria e nel satanismo". L'interesse di Sean per l'occultismo cresceva, leggeva avidamente qualunque pubblicazione su Satana, stregoneria, demoni, voodoo, per lui era più che un gioco, egli era attratto dal mistero e dal potere. "Incontrai una ragazza che mi presentò una maga che aveva conosciuto a scuola perché aveva tenuto un discorso in classe.

Chiesi alla maga: "Qual'è la prima cosa che devo fare?" "Loda Satana" mi rispose. Gli dissi: "No! Non sono ancora pronto." Mi ci vollero alcuni giorni per desiderare di fare quel passò, mi aiutò la maga stessa dicendomi quello che dovevo fare, dire, di come sistemare gli oggetti, era tutto come in quei film dell'occulto che tanto mi affascinavano, fu un'esperienza indimenticabile, mi inginocchiai e cominciai a pregare come mi aveva insegnato la maga. Dovevo rinunciare a Dio e pregare Satana, usando il suo nome, dovevo usare la formula magica che mi aveva insegnato, e per aver accesso dovevo usare il suo nome satanico di Glescia. Feci tutto come mi aveva detto, allora la stanza incominciò a raffreddarsi, come a ghiacciare, come se fossimo 10-12 gradi sotto zero. Io intanto avevo pensieri da esorcista con occhi chiusi e giacevo a terra e incominciai a provare la sensazione di un rilassamento totale che già conoscevo perché avevo fatto tecniche di rilassamento ma che si faceva sempre più forte. Come ho già detto, tutto era di ghiaccio e di colpo mi sentii alzarmi dal suolo, sentivo che qualcosa incominciava a sfiorarmi, lo sentivo veramente, sembravano dita, mani fredde come artigli di ghiaccio e mi toccavano ovunque, lungo tutto il mio corpo; strinsi gli occhi mentre li sentivo su di me".

Poi una voce distinta disse: "Ti amo". "Aprii gli occhi e credevo che ci fosse qualcuno nella camera, ma intravedevo solo macchie, non riuscivo a distinguere altro mentre provavo ancora quelle sensazioni, chiusi gli occhi di nuovo e a poco a poco tutto scomparve". Ero completamente intrappolato, ossessionato dal satanismo stavo coinvolgendo altri. "Richard, un mio amico di scuola si accorse del mio comportamento, e sospettando qualcosa mi telefonò e mi disse:"Se sei coinvolto in ciò che penso dimmelo perché voglio entrarci anch'io". Riposi "No, tu no." ma lui insistette che voleva partecipare. Così quando venne a casa mia incominciai a mostrargli la bibbia satanica, e altro che poteva interessargli. Poi cercai di coinvolgere anche altri, e ben presto fummo in 13 nella congrega a fare riti satanici. Dopo un po' la congrega si sciolse, la loro era soltanto curiosità. Io invece ero così preso dalla faccenda che incominciai a fare i riti per conto mio; il sangue era diventato una componente abituale dei nostri riti, lo bevevamo, ci incidevamo le carni mescolandolo. Poi trovai un libro chiamato "Necrum Necrum", che vuol dire "Il libro dei morti". Parlava del culto dei morti e introduceva nel regno sconosciuto degli spiriti dei defunti: la cosa mi affascinava. Leggevo e imparavo a memoria il libro satanico e il necrum necrum. La nostra congrega chiamata 'L'eliminazione', aveva lo scopo di fare piazza pulita del cristianesimo, distruggerlo, pensavamo che non sarebbe stato difficile: secondo i nostri calcoli l'equivalente per un satanista erano 10 cristiani.

Quelli che mi conoscevano avevano molto rispetto per le mie idee e mi temevano. Decidemmo che era giunto il tempo di dimostrare la nostra alleanza con Satana e per farlo dovevamo trasgredire i 10 comandamenti, uno dopo l'altro. Questo avrebbe provato che eravamo contro Dio e che non rispettavamo né Lui, né le Sue leggi e tutto quello che aveva a che fare con Lui. Eravamo completamente e totalmente diabolici, ed eravamo totalmente devoti a Satana. Incominciammo a trasgredire i primi comandamenti e la cosa non fu difficile: non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso; tutte cose che facevamo già. Ci fermammo sul 'non uccidere', e consultammo la bibbia satanica, che ha tutto un capitolo intitolato scelta di un sacrificio umano. Dice che in tal caso bisogna scegliere un soggetto adatto, uno che non porta nessun contributo alla società di cui nessuno avrebbe sentito la mancanza, uno che sta da solo e che no ha nessuno. Trovammo un tipo che stava da solo e che corrispondeva bene alla descrizione. Faceva il turno di notte in un supermercato, aveva le braccia completamente tatuate, sembrava un barbone capelli lunghi, forse si drogava. Sì, era il tipo giusto e così decidemmo di ucciderlo. Ne parlammo durante uno dei nostri ultimi incontri satanici e così volevamo dimostrare la nostra devozione a Satana. Così incominciammo il nostro rito, invocammo il diavolo e gli dedicammo questo nostro omicidio. Presi la pistola e andammo nel supermercato, feci per entrare ma non ci riuscii, era come se qualcosa me lo impedisse; allora feci il giro dell'edifico e mi sedetti, un crescente odio di lì a poco incominciò ad impossessarsi di me. Allora ritornai indietro e entrai nel supermercato: sparai a quella persona, il primo colpo andò a vuoto ma il secondo lo centrò in pieno volto, l'uomo crollò a terra morto. Rimanemmo a guardarlo per poi filarcela in macchina.

Mi ricordo che ci ridemmo su, la cosa ci dava un grande piacere. Non eravamo più adolescenti, né essere umani, in noi non c'era pietà o un altro sentimento buono, tutto era sparito. Era rimasto solo l'odio, la cattiveria, e il diabolico compiacimento che ci faceva ridere e scherzare sopra un cadavere. Eravamo andati in quel supermercato, non avevamo preso del denaro dalla cassa, né rubato niente, solo la vita di quel povero uomo per amor di Satana". Sean era sempre più coinvolto in pratiche sataniche, invocava i demoni, beveva sangue e prendeva droghe: nel frattempo continuava ad andare a scuola ma i rapporti con i suoi genitori peggioravano. "Non accettavo divieti, nessuno mi doveva dire quello che dovevo fare, era la mia vita; avevo il diritto di scegliermi gli amici, le ragazze e nessuno doveva interferire. Incominciai ad avere problemi seri in famiglia e i riti satanici avevano i miei genitori come obbiettivo. Li odiavo, decisi di andare via ma mi vennero a prendere. Non avevo via d'uscita, ormai facevo riti di distruzione nei loro confronti e il mio sogno ricorrente era ucciderli. Un giorno mi svegliai e il sonno era diventato realtà. Mi svegliai quella notte, avevo la pistola di mio padre e indossavo i vestiari dei miei riti. Andai verso la camera dei miei e ricordo che ero pervaso di emozioni diaboliche, da sentimenti orrendi. Se non siete stati malvagi non lo potete capire. Entrai nella camera e puntai la pistola alla testa di mio padre: sparai, poi immediatamente puntai la pistola dalla parte di mia madre e sparai anche a lei. Due colpi, perché aveva alzato la testa dopo il primo.

Uscii dalla camera e andai a fare una doccia. Ricordo bene quel momento perché fu allora che mi svegliai. Riandai in camera, accesi la luce e vidi mia madre in una pozza di sangue: c'era odore di polvere da sparo, misto a quello del sangue e io incominciai a ridere istericamente come avevamo fatto quando avevamo ucciso il commesso, poi spensi la luce, mi vestii e uscii di casa. Mi svegliai nella cella del carcere, non avevo la certezza del perché e di quanto stava accadendo. Un tipo mi si avvicinò e mi disse: "Ehi bello, hai fatto fuori i tuoi? Ma come hai fatto?" Dissi di lasciarmi in pace. Non volevo parlare con nessuno. Il giorno dopo vennero e mi dissero": ''Tu stai dentro non solo per i tuoi genitori ma anche per il commesso del supermercato''. Non era quello che volevo sentire al momento, perché non avevo ancora piena coscienza di quello che stava accadendo. Poi dalla cella a fianco uno mi disse": ''Vuoi qualcosa da leggere?'' Gli risposi di sì. Avevo dormito per tre giorni e ne avevo abbastanza. Mi diede un romanzo, guardai la copertina e mi accorsi che qualcuno aveva scritto 666, lo lasciai cadere poi pensai: 'Perché l'ho fatto?' Mentre cercavo di capire, un altro tipo accanto mi chiese se volevo una Bibbia, non so perché ma accettai.

Una delle mie attività era stata proprio quella di distruggere Bibbie, bruciarle, imbrattarle di sangue e cose del genere. Eppure quando mi disse: ''Ehi tu vuoi una Bibbia?'' Io gli dissi di sì. Mi ricordo che l'aprii dove lui aveva messo un segno, era un Salmo; ricordo che leggendolo ebbi la sensazione che qualcosa mi colpisse dentro. Allora mi resi conto di aver sbagliato tutto, ma ebbi la certezza che malgrado tutto quello che avessi fatto, tutte quelle cose contro Dio, Lui continuava ad amarmi, malgrado io l'avessi offeso nei modi più terribili, prostrandomi all'altare di Satana e facendo anche di peggio. Dio continuava ad amarmi. Mi ricordai quando ero cristiano del mio battesimo e gettandomi a terra pregai con semplicità, Signore eccomi di nuovo a te! Se tu mi accetti di nuovo ti servirò. Poi scoppiai a piangere, non piangevo da più di un anno non potevo, non avevo lacrime, ero divorato dall'odio, dalla violenza, non avevo compassione.

Cercavo di piangere ma non potevo: ora piangevo, piangevo e pregavo. Poi mi addormentai e al mio risveglio qualcosa cambiò. Non riuscivo a capire, c'era qualcosa di diverso, io ero un gran bestemmiatore, dalla mia bocca non usciva altro: adesso incominciavano a darmi fastidio, le bestemmie si fermavano in bocca. Dentro di me c'era la profonda certezza che qualcosa si stesse appianando, non so dire cosa mi stesse accadendo ma provavo una pace mai avuta prima. Quella notte finalmente riuscii, dopo un anno e mezzo, a dormire tranquillamente, senza fare quei sogni orribili pieno di sangue e di sesso. Una notte senza incubi, finalmente potevo riposare. Ecco perché sapevo che qualcosa era cambiato ed era un cambiamento reale perché provavo in me quella pace che da tanto tempo stavo cercando ed è così facile da trovare".

Qui finisce l'incontro con un ragazzo con una vita distrutta che ha trascinato altri alla distruzione.

"Satana non scherza, non puoi giocare con Satana, perché prende tutto sul serio. Tu inizi per gioco ma poi ti ritrovi in qualcosa di pericoloso, un qualcosa che non è più un gioco, e quando te ne accorgi è già troppo tardi. I credenti spesso mi fanno arrabbiare perché non pregano, non studiano, non fanno niente. I satanisti si incontrano, pregano ore e ore contro il cristianesimo e contro i credenti e specificamente contro alcuni di loro. Sanno cos'è il combattimento spirituale meglio dei credenti. Perdonare me stesso fu qualcosa di veramente difficile, quando mi resi conto di essere colpevole desiderai la morte, mi ci volle un bel po' di tempo per perdonarmi. Arrivai al punto come se Dio mi dicesse: ''Ehi che ti prende? Che ti succede? Io ti ho perdonato e tu chi credi di essere che non vuoi perdonato te stesso?'' Non avevo visto il problema dal suo punto di vista. No, non fu facile perdonarmi, però l'ho fatto. Ed è per questo che ne riesco a parlarne senza piangere. Satana è contro di te! Dio è dalla tua parte, io credo che nessuno di noi può raggiungere il massimo delle capacità lontane da Gesù Cristo. Dio ci ha creato con un vuoto dentro e con un desiderio insaziabile di colmarlo. Lo ha fatto perché lo cercassimo, perché Lui è l'unico che può colmare quel vuoto. La droga, il sesso, l'occultismo non potranno mai riempire questo vuoto. Vediamo tanta gente intorno a noi che malgrado il successo, il danaro, la fama commette suicidio, proprio perché questo vuoto in loro non è colmato. Questo è tempo di renderci conto di quanto sta accadendo nel mondo e di fare qualcosa, questo vuol dire di essere seri in confronto di Gesù Cristo. Dagli un posto nella tua vita, solo allora vivrai al meglio delle tue possibilità. Dio non vuole cambiarti in qualcuno che non riconosceresti guardandoti allo specchio, non l'esteriore, ma la tua vita Egli vuole rinnovare perché tu possa viverla pienamente. Questo non potrai mai realizzarlo al di fuori di Gesù Cristo.

Nonostante Sean Seller dichiarò di essere stato lui l'autore dei tre orribili omicidi ma di aver agito sotto gli impulsi degli ordini Satana, lo Stato dell'Oklahoma lo condannò a morte, eseguendo la sua pena il 4 Febbraio del 1999 alle 12.17. Sean Seller fu giustiziato. benché era il primo caso ad essere giustiziato per aver commesso degli omicidi quando era ancora minorenne. Fatti del genere sono all'ordine del giorno, dobbiamo vegliare sui nostri figli non facendoli disperare, ma affidare a Dio il compito di salvarli e non fargli fare terribili esperienze. Questo vale per loro ma anche per noi. Sean ha lasciato questa terra all'età di 29 anni e le sue ultime parole furono quelle di un moderno cantico cristiano: "Set my spirit free that I might praise Thee. Set my spirit free that I might worship Thee." - "Rendi il mio spirito libero affinché possa pregarTi. Rendi il mio spirito libero affinché possa darti lode!"

Fonte:

storiedifedevissute.blogspot.com/…/intrappolati-da…
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solosole
Vade retro satana
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