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La politica di San Giovanni Bosco - Prete più, prete meno

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« Nessuna politica. Fare del bene a tutti, del male a nessuno. Questa è la mia politica ». Così diceva don Bosco. Tattica e savoir faire (saper fare) furono sempre le armi che adoperava il Santo, da giovane coi compagni e compaesani, da seminarista coi condiscepoli e coi superiori, da sacerdote con tutti e persino coi protestanti, con i massoni e con le più alte autorità, come attestano gli episodi più piacevoli e più gustosi della sua vita. Ne scelgo alcuni fra mille.

Prete più, prete meno

In quei tempi di trionfante liberalismo, uomini politici, temendo in don Bosco un oppositore, volevano coinvolgere anche lui nei moti rivoluzionari, e gli facevano insistenza perché prendesse parte coi suoi giovani ai pubblici festeggiamenti che si svolgevano in Torino. Un giorno, incontrandolo il famoso Angelo Brofferio, gli disse: Domani, in Piazza Castello, è fissato un posto anche per lei: veda di non mancare.
Scusi, Onorevole, rispose don Bosco sono tanto impegnato per procurare il pane ai miei orfanelli. Se anche non v'andassi io, altri meglio di me occuperebbero il posto. E poi, prete più, prete meno, che importa!
Un altro giorno, il marchese Roberto D'Azeglio lo invitò ad intervenire col suo Oratorio alla parata sulla piazza della Gran Madre di Dio, per festeggiare la festa dello Statuto.
Signor marchese osservò don Bosco il mio istituto è una famiglia di giovani poveri, male in arnese: ci faremmo burlare se facessimo tale comparsa... ne scapiterebbe anche l'importanza e la grandiosità della festa! Mi abbia quindi per scusato.
Altra volta, in simili circostanze, invitato a pronunciare un discorso d'occasione, si scusò dicendo: Signori, mi mettano in mezzo a un esercito di ragazzi o dinanzi a un raduno di contadini, e dei discorsi ne farò a loro piacimento; ma dinanzi ad un pubblico colto e scelto, col mio dire inelegante e il mio fare bonario, temerei di mettere a riso l'assemblea e guastare ogni cosa.
Chiamato in Municipio a rendere conto dei suoi rifiuti e del suo atteggiamento si presentò con aria di bonomo, con la barba da radere, con le scarpe mal legate, dando risposte di un uomo distratto e poco intelligente, tanto che uno di quei signori, che non conosceva don Bosco se non di nome, rivolto ai compagni, mormorò: Oibò... lasciamo un po' stare. Questo povero matterello non sarà colui che spianterà le istituzioni dello Stato.


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