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“Mussolini ha fatto anche cose positive” - Si può dire? - Danilo Quinto - 14 marzo ‘19

La frase pronunciata da Tajani, presidente del Parlamento europeo - che pur non possiede la statura culturale e politica per argomentarla - provoca così tale scandalo che qualcuno chiede perfino le sue dimissioni. Taiani prima si scusa precipitosamente, poi dichiara che lui è “da sempre un convinto antifascista” e aggiunge che “il fascismo è stato un regime anti-democratico e autoritario”.

In Italia, basta dire “sono antifascista” e si acquisisce il diritto ad esistere. Ed anche, nel caso di Tajani, essere riconfermato Presidente del PE nella prossima legislatura.

Quando il più grande storico del fascismo, Renzo De Felice, pubblicò la sua monumentale e ineguagliabile storia del fascismo e, in particolare, il volume “Gli anni del consenso”, fu lapidato dall'intellighentia comunista, che lo contrastò per tutta la sua vita. Resta il fatto che chi vuole comprendere che cosa fu il fascismo, non può prescindere dalla lettura degli scritti di De Felice, che squarciarono il muro della menzogna e rappresentano una pietra miliare per chi vuole accostarsi alla Storia con spirito di verità.

Oggi, a distanza di più di 70 anni, i post-comunisti - eredi dell'ideologia comunista, che ha occupato per decenni e decenni tutti gli ambiti della vita civile, politica e istuzionale del nostro Paese - sono titolati a dare del “fascista” o del “razzista” a chiunque osi, anche solo timidamente, evocare un giudizio sul fascismo o a chi fa politiche definite “di destra”, che corrispondono solo al buon senso e al rispristino di elementari regole del vivere civile.

Guai, poi, se si osasse ricordare i fatti provocati da quell'ideologia. Ne cito solo alcuni, tra i tanti: l'uccisione di Mussolini e di Claretta Petacci (di cui ancora si ignora la verità storica); la vergogna di Piazzale Loreto, che coinvolse anche una donna colpevole solo di amare un uomo; la strage di Via Rasella, che fu definita “azione di guerra” per coprire la responsabilità di chi la commise, pur sapendo che i nazisti avrebbero ammazzato 10 italiani per ogni tedesco ucciso, come avvenne con le Fosse Ardeatine; gli eccidi di cui si macchiarono i partigiani, documentati da pochissimi, coperti dalla coltre di silenzio della storiografia ufficiale.

Lo scorso 13 marzo, si è celebrato il 44mo anniversario del massacro del diciottenne milanese Sergio Ramelli. Inerme, fu colpito sotto casa sua con le chiavi inglesi da più persone. Dopo 48 giorni di agonia, morì il 29 aprile del 1975. Fu giustiziato solo perchè aveva scritto un tema in classe in cui biasimava gli omicidi delle Brigate Rosse.

Ricordo bene quel terribile omicidio. Lo scelsi come argomento di attualità per un tema d'Italiano del mio ultimo anno di liceo. Erano gli anni in cui qualcuno scriveva che “uccidere un fascista non è reato” e qualcun altro imponeva che giornali e televisione usassero la dizione, “sé dicenti Brigate Rosse”.

Guai a dire la verità!

Non sarà proprio per questo - per nascondere la verità - che a distanza di 41 anni non è dato sapere tutto quello che avvenne, compresi gli intrighi e le “sedute spiritiche”, durante i novanta giorni del sequestro di Aldo Moro, a partire dalla strage dei cinque uomini della sua scorta fino al suo assassinio?

Non sarà proprio per questo - per nascondere la verità - che l'ideologia comunista è ancora egemone in Italia, nonostante abbia prodotto nel mondo più di 100.000.000 di morti e soggioghi ancora qualche miliardo di esseri umani, come avviene in Corea del Nord o in Cina, con la quale ci apprestiamo a stringere alleanze economiche e commerciali, cioè ad essere inondati dalla produzione cinese, grazie all'impegno del Vice-Presidente del Consiglio Di Maio?

Non sarà proprio per questo - per nascondere la verità - che buona parte della gerarchia ecclesiastica della Chiesa Cattolica abbia fatto intendere ai cattolici che votare i post-comunisti, nelle varie sigle con cui si sono trasformati dopo il 1989, fosse compatibile con il Vangelo e con il Magistero Sociale della Chiesa, a partire dalla scomunica del 1949 di Pio XII?

L'occultamento della verità è di per sé una menzogna e se un Paese vive di menzogne sui fatti di 40, di 70 o di 100 anni fa e sui fatti che accadono oggi, quel Paese non ha futuro. E’ già morto.
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Se si vuol dire che Mussolini abbia fatto solo cose negative che cosa allora bisogna dire di quelli che sono venuti dopo di lui?
Diodoro
Che sono stati pronti a esegure il Neo-pseudo-vangelo della République Universelle (Repubblica Universale)
E che cosa hanno fatto per l'Italia?
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Diodoro
@Don Reto Nay Hanno cercato e cercano in ogni modo di sterminare l'Italia come Riferimento Mondiale della Civiltà Cattolica, grazie alla presenza di Roma e della Sede Apostolica. Sterminarla anche fisicamente- cosa in gran parte riuscita
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Diodoro
Non si può dire perché l'INTERO sistema illuministico e post-illuministico si basa sull'individuazione e sulla lapidazione del Male Assoluto. Un Male che ha tre volti: Dio (Quello Vero, Quello che andò in Croce per noi: il "Galileo"), la Patria (Quella vera: "la terra in cui riposano i nostri padri") e la Famiglia (inutile dire quale sia)
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Dire quale sia la famiglia forse è già reato
Diodoro
In Francia il partito "La République en marche" ("La Repubblica in cammino": avanza, e spazzerà via OGNI cosa preesistente al 1789, IMMANCABILMENTE) ha votato in questi giorni il divieto a QUALUNQUE insegnante di usare le parole "Padre" e "Madre". Parole oscene, suscettibili di scandalizzare gl'innocenti...
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