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Istruzione Cattolica 1

La lebbra: simbolo dell'impurità e dell'eresia. Omelia (Mt 8, 1-13) Domenica III Post Epifania ~ II. classe

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Matt 8:1-13

In quel tempo: Essendo Gesù disceso dal monte, lo seguirono molte turbe: ed ecco un lebbroso che, accostatosi, lo adorava, dicendo: Signore, se vuoi, puoi mondarmi. Gesù, stesa la mano, lo toccò, dicendo: Lo voglio. Sii Mondato. E tosto la sua lebbra fu guarita. E Gesù gli disse: Guarda di non dirlo ad alcuno: ma va, mòstrati ai sacerdoti, e offri quanto prescritto da Mosè, onde serva a loro di testimonianza. Entrato poi in Cafàrnao, andò a trovarlo un centurione, raccomandandosi e dicendo: Signore, il mio servo giace in casa, paralitico, ed è malamente tormentato. E Gesù gli rispose: Verrò, e lo guarirò. E il centurione disse: Signore, non son degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ solo una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io, sebbene soggetto ad altri, ho sotto di me dei soldati, e dico a uno: Va, ed egli va; e all’altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fai questo, ed egli lo fa. Gesù, udite queste parole, ne restò ammirato, e a coloro che lo seguivano, disse: Non ho trovato fede così grande in Israele. Vi dico perciò che molti verranno da Oriente e da Occidente e siederanno con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre esteriori: ove sarà pianto e stridore di denti. Allora Gesù disse al centurione: Va, e ti sia fatto come hai creduto. E in quel momento il servo fu guarito.

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Voglio concentrare l'attenzione in questo breve commento sulla figura del lebbroso. La simbologia biblica della lebbra richiama due tipologie di peccati molto diffusi, purtroppo per tutti noi, anche oggi. Insegna infatti il più grande predicatore di sempre (a mio avviso), Sant'Antonio di Padova, dottore della Chiesa, che la lebbra è simbolo di due peccati:
L'IMPURITA', intesa come violazione del VI Precetto del Decalogo che recita "Non commettere atti impuri"; e l'ERESIA un male cosi grave che persino la somma autorità nella Chiesa - insegna (ad esempio) San Roberto Bellarmino, anche lui dottore della Chiesa - nel caso fosse colpita dalla sventura dell'eresia, perderebbe ogni facoltà ministeriale e ogni autorità sul gregge di Cristo, finendo di fatto fuori dalla Chiesa. Papa Paolo IV insegna nella sua Bolla "Cum Ex Apostolatus Officio" che cadere nell'eresia fa perdere di fatto ogni ruolo di governo nella Chiesa; ciò significa che se un parroco divenisse - Dio non voglia - eretico, egli cesserebbe di essere a capo della sua comunità e i fedeli non sarebbero tenuti ad ascoltarlo, in quanto decaduto dal suo ruolo. Stesso discorso vale per vescovi etc. Pensiamo che il lebbroso era tenuto lontano dalla società civile perchè non contagiasse col suo morbo altre persone. Tale è la distanza che bisognerebbe tenere dall'eretico e dalla persona che tenta nell'impurità.
Vediamo brevemente questi due mali secondo quando insegna la dottrina cattolica:

L'IMPURITA' è un male antico quanto il mondo ed è uno dei peccati propri dei dannati. La Beata Vergine Maria a Fatima, richiamando quanto già insegnava S. Alfonso M. de Liguori, dottore della Chiesa, affermò che tutti coloro che finiscono all'inferno ci vanno con questo peccato e che non c'è nessuno - nessuno - che si sia dannato senza avere commesso questo peccato. In poche parole, se una persona si può essere dannata anche a causa delle bestemmie (o altri peccati), ma questa persona ha commesso senz’altro peccati contro la purezza. Non c'è eccezione. Interessante considerazione, se pensiamo che è una delle colpe maggiormente commesse oggi, quella forse più scusata e quella più amata, tra le tante colpe che l'uomo può commettere in vita. Il richiamo della carne è cosi forte a volte che persino un gigante come S. Agostino ebbe a dover combattere lunghi anni contro le tentazioni impure per abbracciare la castità alla quale Dio lo chiamava. Agostino ci insegna una cosa fondamentale nelle "Confessioni": “Non avevo capito (ancora) che nessuno può essere casto se Tu (Signore) non glielo concedi". La castità non è dunque qualcosa che l'uomo può ottenere con le sue sole forze; sia perchè l'azione del demonio è così pressante che è ben difficile resistergli, sia perchè a causa della colpa originale ognuno di noi ha la "consupiscenza" (la tendenza verso il male) che si aggiunge alle schiere nemiche. Per tutti questi motivi, le sole forze umane sono destinate a fallire nella lotta contro l'impurità. Il digiuno e la preghiera sono le armi che il santo Vangelo ci consegna per combattere le tentazioni impure e sono le stesse che il Salvatore del genere umano ha usato per vincere satana. Se Lui - senza peccato alcuno - ha dovuto combattere contro la tentazione della carne, tanto più noi dovremmo persuaderci che non c'è vittoria senza lotta e che la lotta senza l'ausilio di Dio e della sua Grazia, è destinata a divenire sconfitta.

L'ERESIA è un peccato contro la fede ed è particolarmente grave, lo abbiamo visto, tanto che se per caso un Papa - l’esempio più eclatante - cadesse in eresia pertinace, allora egli non avrebbe più alcuna autorità sui fedeli di Cristo e potrebbe essere deposto da un Concilio convocato dai cardinali suoi sottoposti; questo non perchè - attenzione su questo punto - i cardinali abbiano l'autorità per condannare il Papa (solo Dio può giudicare il suo Vicario); i cardinali in questo caso, accertata l'eresia, potrebbero deporlo NON in quanto Papa, ma in quanto uomo (già) decaduto dal papato per eresia. Non è il Vicario di Cristo a essere condannato dai cardinali, bensi un uomo che ha perduto (o non ha mai avuto, a seconda del caso) veramente il Papato, nonostante l'elezione e tutto il resto. Non si condanna Pietro ma Simone, sostanzialmente. Pensate quanto è grave il peccato contro la fede! E' tanto grave che S. Pio X, nel suo immortale Catechismo, insegna che l'eretico si pone fuori dalla Chiesa. Anche se Martin Lutero (che va tanto di moda), un monaco eretico pertinace - che fu condannato dal Papa (Leone X) e dal Concilio di Trento - fosse rimasto nella Chiesa e non avesse continuato la sua battaglia contro Gesù Cristo (S. Pio X insegna che il protestantesimo è l'opera di satana), e avesse continuato a partecipare alla Messa cattolica etc, sarebbe stato comunque considerato non cattolico cioè fuori dalla Chiesa quanto meno davanti a Dio. Insegna infatti S. Agostino che molti appartengono alla Chiesa con il corpo (la frequentano) ma non con l'anima (non hanno la fede della Chiesa) e viceversa. Per questo è importante ricordare un concetto: non si appartiene alla Chiesa frequentando i riti (Messa, cerimonie varie etc) non è sufficiente; si appartiene alla Chiesa se si aderisce in tutto e in ogni singolo articolo alla fede cattolica. Moltissimi frequentano le Messe ma non credono proprio a niente. Questo è innegabile. In questo senso, S. Pio X condannò i "modernisti" che - a differenza di Lutero e di tutti gli altri eretici - sono persone (eretiche) che vogliono però rimanere nella Chiesa (col corpo). Non avendo la fede, costoro sono come un cancro che corrompe l'organismo dall'interno. Esaminiamo noi stessi, se abbiamo aderito veramente, col cuore e la mente, alla fede cattolica, o se siamo parte anche noi parte di quella cerchia di cristiani che confondono la religione rivelata da Dio per la sua contraffazione: il modernismo.


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