Clicks762
Francesco I
121

Papa Francesco santificherà il vescovo comunista Camara di Ivan Francese

Che la linea di papa Francesco rispetto alla Teologia della Liberazione sia molto più "morbida" rispetto a quella dei suoi predecessori, non è un mistero.

Ma da quando i mormorii sulla canonizzazione del vescovo comunista Helder Camara si sono trasformati in voci sempre più insistenti, l'emozione, nei corridoi di Curia, è stata grande.

Tra le figure più eminenti della Teologia della Liberazione, il vescovo brasiliano che resse per vent'anni la diocesi di Olinda e Recife espresse sempre la vicinanza della Chiesa agli ultimi, enfatizzando i temi più legati alla ricerca della giustizia sociale. A volte ai confini della dottrina della Chiesa, in quel pericoloso terreno che si situa tra ortodossia ed eresia. Ribattezzato "vescovo delle favelas", Camara fu tra i fautori della cosiddetta "opzione preferenziale per i poveri" che tende ad identificare nei più emarginati il luogo d'elezione per la ricerca della verità - che è uno dei tratti distintivi della scuola teologica detta appunto "della Liberazione".

Nelle sue peregrinazioni per i quartieri più derelitti delle metropoli sudamericane, Camara amava ripetere: "Quando do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo, mentre quando domando perché i poveri non hanno cibo, mi chiamano comunista". Tra le masse dei diseredati, specie indigeni, riscosse sempre un'enorme simpatia, che in alcuni casi si tinse anche dei tratti della venerazione popolare.

Negli anni, Camara è stato più volte accusato di marxismo e non di rado considerato un vescovo "scomodo" anche dalle parti dei Sacri Palazzi. Papa Wojtyla, ad esempio, non lo amò mai e al momento delle sue dimissioni lo rimpiazzò anzi con il conservatore José Cardoso Sobrinho, che non esitò a concludere e rivedere molte delle iniziative promosse da Camara. Benedetto XVI, da Pontefice e ancora prima da Prefetto per la Congregazione per la Dottrina della Fede, in più occasioni condannò la Teologia della Liberazione come "falsa e pericolosa".

Ora papa Francesco vuole elevarlo agli onori degli Altari. La diocesi di Recife, i vescovi brasiliani e ora la Congregazione per le Cause dei Santi hanno dato il via libera all'iter per la canonizzazione. Bergoglio intende iscrivere nel numero dei Santi il nome di uno dei maggiori esponenti di quella Chiesa attenta al "sociale", in barba a chi invece si ostina a considerarlo un pericoloso eretico, preoccupato più di realizzare il marxismo che non la Gerusalemme celeste.
Francesco I
Ecco la canzone per la canonizzazione del compagno Camara

www.youtube.com/watch
Lepantoguadalupe
Un miracolo fu che i suoi vestiti , di color nero inchiostro negli anni '30 ( era dirigente di un movimento fascista ) divennero rosso vermiglio all'improvviso negli anni ' 50 . Un altro ' miracolo ' fu che partecipo' al ' concilio ' -dalla parte 'giusta' , ovviamente- . Il 'concilio' ha prodotto molti santi , come si puo' vedere dai copiosi ' frutti ' di cui ora tutti godiamo la
bonta' .
solosole and one more user like this.
solosole likes this.
Francesco Federico likes this.
« Quousque tandem abutere, Francisce, patientia nostra ? »
Maurizio Muscas likes this.
Maurizio Muscas likes this.
Francesco I
Pio XI, nell’enciclica Quadragesimo Anno (1931), riconobbe che nel socialismo sono presenti anche delle verità, ma affermò che un cattolico non può essere socialista perché il cristianesimo e il socialismo propongono ideali di società tra di loro contraddittori.
Il comunismo fu condannato da Pio XII perché “materialistico e anticristiano” e, per questo motivo, decretò nel 1949 la scomunica …More
Pio XI, nell’enciclica Quadragesimo Anno (1931), riconobbe che nel socialismo sono presenti anche delle verità, ma affermò che un cattolico non può essere socialista perché il cristianesimo e il socialismo propongono ideali di società tra di loro contraddittori.
Il comunismo fu condannato da Pio XII perché “materialistico e anticristiano” e, per questo motivo, decretò nel 1949 la scomunica per i cattolici che sostengono e diffondono il comunismo. E’scritto nel decreto: «Il comunismo […] è materialistico e anticristiano; i capi dei comunisti infatti, anche se a parole talvolta professano di non combattere la Religione, nella realtà tuttavia, sia nella dottrina che nell’azione, si mostrano contro Dio e contro la vera Religione e la Chiesa di Cristo»

Giovanni XXIII nel 1959, in continuità con Pio XII, estese la scomunica a «quanti danno il voto ai candidati che, anche se assumono il nome cristiano, nella pratica si associano ai comunisti e ne favoriscono l’azione»8. Quindi la scomunica riguarda tutti gli elettori cattolici che votavano per candidati i quali, pur dichiarandosi cristiani, collaboravano con i comunisti.

Paolo VI riaffermò il magistero dei suoi predecessori, sostenendo, nell’enciclica Octogesima adveniens del 1971, che «il cristiano deve perseguire i valori della solidarietà e del servizio», ma «rifiutando l’adesione all’ideologia marxista»9.

Giovanni Paolo II espresse una condanna totale nei confronti del marxismo, considerandolo una ideologia antiteista e antiumana. Il Papa scrisse nell’enciclica Centesimus Annus del 1991: «Il marxismo aveva promesso di sradicare il bisogno di Dio dal cuore dell'uomo, ma i risultati hanno dimostrato che non è possibile riuscirci senza sconvolgere il cuore»10.
Nell’enciclica Veritatis Splendor del 1993, Giovanni Paolo II affermò che il marxismo fa parte delle ideologie «che legavano la politica ad una concezione totalitaria del mondo»11.

Benedetto XVI, durante un incontro con il clero romano svoltosi nel 2006, disse che il XX secolo è stato caratterizzato da «due ideologie distruttive: nazismo e comunismo» e sottolineò che «proprio in questo secolo, che si è opposto alla fede della Chiesa, il Signore ci ha dato una catena di grandi Papi, e così un'eredità spirituale che ha confermato, direi, storicamente, la verità del Primato del Successore di Pietro»12.
Maurizio Muscas likes this.
hussi
Gottlob
MARCELO BARROS, brasileño, monje benedictino, biblista y teólogo de la liberación. Por ocho años, en la década de los 70, fue secretario y consejero de Dom Helder Camara, arzobispo de Olinda y Recife, para ecumenismo y relación con otras culturas y religiones

-Entrevistador: ¿Cómo es la historia de la prostituta que acudió a Don Hélder?

-Monje Marcelo Barros : Ah, es una historia que cuento en …More
MARCELO BARROS, brasileño, monje benedictino, biblista y teólogo de la liberación. Por ocho años, en la década de los 70, fue secretario y consejero de Dom Helder Camara, arzobispo de Olinda y Recife, para ecumenismo y relación con otras culturas y religiones

-Entrevistador: ¿Cómo es la historia de la prostituta que acudió a Don Hélder?

-Monje Marcelo Barros : Ah, es una historia que cuento en mi libro, donde referí que un día una señora lo procuró y quería aconsejarse con él.

Y ella le dijo: yo trabajo de prostituta. Quiero mucho a Jesús. Amo mucho a Jesús. Yo hice una promesa a Jesús: cada Viernes Santo, en homenaje a Jesús, voy a la cárcel Aníbal Bruno en Itamaracá. Y procuro al preso más abandonado, más desolado. Y gratuitamente me entrego a él por amor a Jesús.

Sólo que tengo unas colegas, unas compañeras, que me escucharon esa historia y se quedaron aterradas. Y dijeron: estás pecando. ¡Qué cosa horrible! ¡Cómo haces un cosa como esa en el Viernes Santo, el Viernes Santo no es día de eso!

Y entonces yo estoy muy afligida y le pregunto si será que Jesús está enojado conmigo.

Y Don Hélder le responde: No, hija mía, vete en paz. Jesús está muy contento contigo.

Y no dijo otra cosa.
hussi and one more user like this.
hussi likes this.
Francesco Federico likes this.
Maurizio Muscas
Scandaloso!Eppoi questi buffoni parlano di ermeneutica della continuità......
Gottlob
Cristo-Rey-Soberano likes this.
Francesco I
Bergoglio realizza la profezia della monaca agostiniana:

Anna Katharina Emmerick: “Vidi anche il rapporto tra i due papi"
Cristo-Rey-Soberano likes this.