Inutile illudersi: sta per arrivare un tempo di dolori come mai ci fu dall'inizio del mondo...

Vorrei proporre una breve riflessione allo scopo di stimolare il meglio delle nostre attività spirituali in questi tempi di atroce sbandamento e disorientamento diabolico.

In effetti giova ricordare che, come le più autorevoli profezie cattoliche e mariane preannunciano, sembrano davvero attenderci tempi di grandi sofferenze, profondi mutamenti anche della struttura stessa del globo terrestre a seguito dei castighi e delle purificazioni che potranno (o meglio dovranno…) precedere l’avvento del regno di Maria (1).

Il castigo venturo, infatti, ha una sua logica, una sua giustizia, una sua necessità perché dovrà svolgere « una funzione salutare: spazzando via tutte le illusioni della “modernità”, esso sgombrerà il terreno per fare spazio alla sola speranza soprannaturale e preparerà l’umanità a ricevere una nuova grazia di conversione, riscatto e salvezza [...]. La Sacra Scrittura ci ammonisce che non c’è perdono delle colpe né remissione delle pene senza sofferenze fisiche e morali, anzi senza “spargimento di sangue”. Dobbiamo allora domandarci: quanta sofferenza e quanto sangue purificatori dovranno ancora scorrere, perché l’umanità possa espiare l’empietà di una Rivoluzione plurisecolare che ha portato la ribellione a Dio a una gravità mai vista prima? Se l’empietà del lungo “secolo liberale” (1789-1814) è stata punita con un secolo di devastazioni e poi con due grandi guerre mondiali, come verranno punite le offese a Dio e la rovina delle anime commesse durante 70 anni di comunismo, 60 di democratismo, 50 di crisi della Chiesa e 40 di pansessualismo? La drammatica profezia di una sanguinosa persecuzione contenuta nel (troppo tardi) rivelato “terzo segreto” di Fatima ci avvisa della punizione che sta già arrivando » (2).

In ogni caso anche se dovessero attenderci tempi di tribolazione, non dobbiamo avere paura, non dobbiamo vivere con apprensione l’attesa del futuro. Dobbiamo prepararci ad accettare ciò che Dio manderà e ogni possibile sacrificio che ci verrà chiesto.

Dobbiamo saperci affidare al Cuore Immacolato di Maria e lasciare che sia Lei a guidarci, proteggendoci sotto il suo manto dagli assalti del maligno. Dobbiamo essere i suoi fedeli soldati in questa guerra decisiva, armati dell’armatura della consacrazione sinceramente vissuta che legherà Satana per un tempo indefinito, conducendoci così al tempo tanto agognato della pace.

Questa fiducia si fonda su un fatto fondamentale e cioè che il salutare richiamo alla Giustizia di Dio e al futuro castigo, nelle testimonianze profetiche degli ultimi secoli e soprattutto nei messaggi mariani moderni, si trova ben collegato all’idea che il Trionfo del Cuore Immacolato, come predetto a Fatima, verrà senza che nessun potere umano possa opporvisi. Le cose sono collegate, dico, perché come la Giustizia divina è inappellabile e nessuna creatura vivente può resisterle, così similmente avverrà per il Trionfo preannunciato: la sua origine è nella volontà onnipotente di Dio, per cui nessuna creatura angelica né terrestre, per quanto forte e ostinata possa essere, può impedirne la realizzazione perché nessuno può opporsi allo strapotere di Dio.

È lo stesso messaggio che si ritrova nella letteratura biblico-sapienziale, quello della imperscrutabilità e della sovranità della divina Sapienza e che si potrebbe riassumere in questo versetto del Libro di Giobbe: Dio è « saggio di mente, potente per la forza, chi s’è opposto a lui ed è rimasto salvo? » (9,4).

Chi si può opporre a Dio? Ciò che Lui fa è giusto, non perché si aggiusta ad un modello di rettitudine umana, ma semplicemente perché lo fa Lui, principio e misura di ogni giustizia. Dio, qualunque cosa faccia, avrà sempre ragione e l’uomo dovrà tacere davanti alla sua sovranità assoluta. Come è per la sua Giustizia, così è anche per gli imperscrutabili disegni della sua Misericordia. Tra questi si inserisce, mirabilmente, l’evento gioioso che tutti attendiamo con ansia: il Regno di Maria!

Questa speranza dona alle anime dei giusti nuova linfa vitale e li corrobora e rende pronti a sostenere con pazienza e in spirito di riparazione ed espiazione « le sette coppe dell’ira di Dio » (Ap 16,1) nutrendo la certezza che mai mancherà loro la divina assistenza e protezione, anche in quei terribili momenti di prova che potranno giungere per l’umanità.

In conclusione, faccio mie le considerazioni del prof. Corrado Gnerre:

« La Vergine a Fatima si è presentata visibilmente e continua a farlo in altri luoghi della terra, in quanto, mai come in questi tempi, l’uomo ha bisogno di qualcuno che gli apra gli occhi per indicargli l’Infinito che lo attende e di cui ha dimenticato il volto. Ebbene, questa attesa ha una risposta ed è quella della Resurrezione di Cristo, vincitore sulla morte. E questa attesa ha una speranza anche per la società civile ed è quello della Vergine che a Fatima dice: “...alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!.

Forse non avremo personalmente il privilegio di vedere il “Regno di Maria” (la società tornata alla Legge di Dio) ma ci rincuori la speranza di lavorare affinché questo possa realizzarsi. I costruttori delle cattedrali medievali iniziavano a lavorare, e lo facevano con dedizione ed entusiasmo, pur sapendo che non sarebbero stati presenti il giorno della conclusione dell’opera; li animava il desiderio di lavorare per una Verità impermeabile a qualsiasi divenire del tempo, li entusiasmava la fede di offrire il proprio operato ad un Destino che coinvolgeva totalmente la propria esistenza. Anche a noi basti la speranza della promessa della Vergine: “...alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!” » (3).

Che ognuno di noi dica in coro: tutte queste realtà meravigliose di cui abbiamo parlato e che diverranno presto realtà le « ho sognato. Ma ero sveglio. E mi sono schierato » (4).

Sentiamo rivolte a noi le parole che il papa venerabile Pio XII rivolse, nel lontano 1954, ai partecipanti di un Congresso Mariano in Brasile:

« Voi, inginocchiati ai piedi dell’Immacolata Regina, dovete essere disposti a non riposare, finché non la vedrete regnare sovrana su tutto e su tutti, dapprima in voi stessi, poi attorno a voi, nelle famiglie, nelle classi e gruppi sociali e in tutte le attività private e pubbliche » (5).

Come pure quelle rivolte ad un altro gruppo di cattolici impegnati qualche anno dopo:
« Moltiplicate, diletti figli, le avanguardie sante di un esercito eroico la cui azione, se Dio vorrà, può preparare una vittoria e un trionfo oggi difficilmente immaginabili » (6).
Sempre in coro, dunque, preghiamo la nostra celeste Regina:

« Regnate, o Madre e Signora! Regnate sugli individui e sulle famiglie, sulle società e sulle nazioni, sulle assemblee dei potenti, sui consigli dei savi! » (7).

« O Maria, città di Dio e nostra Madre: venga il vostro Regno attraverso i vostri figli che lavorano con amore ai vostri ordini! E così, giunga il Regno di vostro Figlio Gesù, il Regno di Dio: Regnum adveniat! Amen » (8).

Note:

1) Circa il castigo purificatore che dovrà precedere l’avvento del regno di Pace preannunciato dalla Madonna è una predizione fortemente presente nella letteratura profetica. Si tratta di un argomento decisivo e assolutamente ribadito dalle profezie più autorevoli di numerosissimi profeti di varie epoche storiche. Per chi fosse interessato: cf G. Culleton, The prophets and our times; D. A. Birch, Trial, tribulation and triumph; Victor, La Profezia nei secoli. Il Gran Monarca, Edizioni “Victor”, Roma 1974; E. Connor, The Prophecy for today, TAN Books, Rockford 1984; Y. Dupont, Prophéties catholiques, Paris 1970.
2) G. Vignelli, Fine del mondo? O avvento del Regno di Maria?, Fede & Cultura, Verona 2013, pp. 140, 150-151. Similmente, nel V secolo la società era angosciata per la rovina dell’Impero Romano occidentale, sancita dal sacco di Roma; sant’Agostino rispose da una parte ammonendo che quella rovina era una punizione per gli errori e i crimini del paganesimo, ma dall’altra profetizzando ch’essa avrebbe preparato la costruzione di quella che noi chiamiamo “cristianità medievale”: cf G. Lettieri, Il senso della storia in Agostino d’Ippona, Borla, Torino 1988, pp. 278-280.
3) C. Gnerre, A quasi cent’anni da Fatima, in www.hugedomains.com/domain_profile.cfm, 10.05.2016.
4) M. Viglione, Ho sognato. Ma ero sveglio, in www.civiltacristiana.com.
5) Venerabile Pio XII, Messaggio, 7.09.1954, in occasione del Congresso Mariano del Brasile.
6) Idem, Discorso, 18.02.1958.
7) Idem, Discorso, 1.11.1954.
89 Card. M.-M. Dubois, Les triomphes de Dieu en Marie, par Marie, avec Marie, p. 133, in Maria et Ecclesia, Acta Congressus Mariologici-Mariani in civitate Lourdes anno 1958 celebrati, PAMI, Romæ 1960, vol. XVI: Instauratio Regni Christi per Regnum Mariæ.
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" Nell' Opera di salvezza dell' umanità la Madonna cerca collaboratori generosi. Anime che preghino si consacrino e offrano le proprie sofferenze e la vita per la salvezza dell' umanità. È molto istruttivo l' episodio di Abramo, in cui Dio voleva distruggere Sodoma per la sua grande corruzione. La conclusione è che se in Sodoma, tutta corrotta, si dovessero trovare dieci giusti, Dio la …Espandi
" Nell' Opera di salvezza dell' umanità la Madonna cerca collaboratori generosi. Anime che preghino si consacrino e offrano le proprie sofferenze e la vita per la salvezza dell' umanità. È molto istruttivo l' episodio di Abramo, in cui Dio voleva distruggere Sodoma per la sua grande corruzione. La conclusione è che se in Sodoma, tutta corrotta, si dovessero trovare dieci giusti, Dio la risparmierebbe dalla distruzione a motivo di questi dieci ( Genesi 18, 16,33)
La Madonna cerca questi " dieci giusti" per salvare l' umanità di oggi. Forse la soffferenza che accompagnò l ' esito terreno di Giovanni Paolo II deve essere vista in questa prospettiva. Unite a lui ci sono tante altre persone di buona volontà. É per loro uniti a Maria, che il mondo gode ancora della protezione provvidenziale del Padre."

Flavio Ubodi " LA MADONNA DI CIVITAVECCHIA Lacrime e messaggi" , Edizioni Ares, Milano 2013, pp 112- 113
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