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Tempi di Maria 1

La Vergine SS a Gladys Quiroga de Motta: un dolce materno invito...

Sei stata fedele. Non avere paura, vieni a trovarmi; e con me, mano nella mano, farai un lungo cammino”.

Queste sono le prime parole della Madonna a Gladys Quiroga de Motta, veggente di san Nicolas (Buenos Aires, 1983), dove ci sono state delle apparizioni mariane di recente approvate ufficialmente dalla Chiesa cattolica (Maggio 2016).
Queste brevi e sobrie parole potrebbero essere considerate come il tema generale, la trama sostanziale che fa da sfondo a tutte le apparizioni mariane, “la chiave interpretativa” per comprenderne il senso ricco e misterioso ed il valore eccezionale che emana tutto dalla grazia della presenza della santa Vergine, una presenza efficace, poiché Ella prende a cuore le sorti dell’umanità tutta ma anche si preoccupa di condurre e guidare alla salvezza ogni anima che le si apre con riconoscenza e con disponibilità, offrendo in aggiunta ogni dono di grazia che possa essere utile e possa servire al bene vero ed integrale di ciascun suo figlio.
Anche se la Madonna si rivolge direttamente alla veggente, considerando il tenore e il senso generale dei numerosissimi messaggi che la Ella ha consegnato in queste apparizioni, si può dire che queste sillabe possono essere estese correttamente a tutti i destinatari del messaggio, a ogni persona di buona volontà che si lasci interpellare dai suoi richiami materni.
In questo messaggio introduttivo la Vergine Immacolata presenta, in “nuce”, il suo compito di “Guida spirituale”, di “Maestra della fede”, di “Accompagnatrice” dei suoi figli verso il porto sicuro, la meta finale di questo pellegrinaggio terreno: la santità in vista dell’eternità.
Ebbene, vorrei proporre a questo punto una riflessione.
Non mi sembra una considerazione del tutto gratuita affermare che quel “mano nella mano” a cui la Madonna fa riferimento nel messaggio si possa correttamente intendere come un richiamo, dolce e delicato, al Rosario di Maria, quasi si possa leggere: “con il Rosario tra le tue mani… ecc”. L’appello alla recita del Rosario è, del resto, uno dei messaggi più forti di queste splendide apparizioni argentine.
Consideriamo, dunque, questa immagine che forse, tra tutte, è la più dolce e bella: il Rosario è come “il prolungamento della mano immacolata di Maria”, per cui stringere la sacra Corona significa “ s t r i n g e r e la m a n o stessa di M a r i a ”.
Così, imparando a tenere il Rosario fra le mani e pregandolo con costanza, si è ben certi di tenere per mano Maria, ed insieme a Lei si comincia a percorrere un cammino.
E' un cammino di gioia, di dolore, di gloria e di luce, un cammino che ha come obiettivo suo Figlio Gesù, la cristificazione che è la santificazione dell’anima cristiana. Maria si fa dunque non solo compagna su questo cammino che Lei stessa ha percorso, si fa soprattutto Maestra che in continuazione ci sollecita e guida i nostri passi. E lo fo soprattutto per mezzo del suo Rosario, tesoro che ha donato al mondo per sua misericordia
Così, con Lei faremo, come dice nel messaggio, un “lungo cammino”, cammino col Rosario nella mano, o meglio “mano nella mano” con la Madonna, come un bimbo che stringe teneramente la mano della sua “terrena protettrice”. Il Rosario, ricordiamo sempre, è mezzo indispensabile e privilegiato per portare a compimento il progetto salvifico di Dio su di noi, su tutta la Chiesa e sul mondo intero.