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Giovanni Paolo I: Fame nel mondo e diritto alla proprietà privata

Giovanni da Rho
Nell'Udienza generale del 27 settembre 1978, circa 40 ore prima di morire, Papa Giovanni Paolo I disse: «Noi ricordiamo tutti le grandi parole del grande papa Paolo VI: "I popoli della fame interpell…More
Nell'Udienza generale del 27 settembre 1978, circa 40 ore prima di morire, Papa Giovanni Paolo I disse:
«Noi ricordiamo tutti le grandi parole del grande papa Paolo VI: "I popoli della fame interpellano in maniera drammatica i popoli dell'opulenza. La Chiesa trasale a questo grido di angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello". E poi qui la giustizia si unisce alla carità, perché - dice ancora Paolo VI - "la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto inalienabile ed assoluto. Nessuno ha la prerogativa di potere usare esclusivamente dei beni in suo vantaggio oltre il bisogno, quando ci sono quelli che muoiono per non avere niente"(*). Son parole gravi, insieme ad altre. Alla luce di queste parole, non solo le nazioni, ma anche noi privati - specialmente noi di chiesa - dobbiamo chiederci: abbiamo veramente compiuto il precetto di Gesù, che ha detto "Ama il prossimo tuo come te stesso"?».

(*) Nella Enciclica "Populorum progressio" del 26 marzo 1967, Paolo VI aveva scritto: «I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell'opulenza. La chiesa trasale davanti a questo grido d'angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello. [...] la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto. Nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario».