VIGANÒ: CHE FARE? DIRE LA VERITÀ. PARLARE DA CRISTIANI: SÌ SÌ, NO, NO.

17 Giugno 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, Come vi ricorderete Pezzo Grosso ha rivolto una lettera aperta a mons. Carlo Maria Viganò, chiedendogli: che cosa dobbiamo fare, in questi tempi così difficili per la Chiesa e la fede? Ecco la risposta. Buona lettura. 

§§§

15 Giugno 2020

Caro Tosatti,

            ho letto con interesse l’Appello che Pezzo Grosso mi ha rivolto dalle pagine di Stilum Curiae. Trattandosi di una questione molto grave, che sta giustamente a cuore e preoccupa molti Suoi lettori, mi affretto a rispondere.

            La risposta che si impone immediatamente al mio animo è quella che troviamo nel Vangelo: Estote parati, quia nescitis diem, neque horam” (Mt 24, 44). Dobbiamo essere preparati non solo alla venuta del Figlio dell’uomo, ma anche alla prova che la precederà e che ci obbligherà a scegliere da che parte stare: o con Cristo, o contro Cristo.

            Se è vero che “Colui che bada al vento non semina mai e chi scruta le nuvole non miete” (Eccle 11, 4), è altrettanto vero che il tempo a nostra disposizione non ci permette di attendere né che cali il vento, né che le nubi che offuscano la Chiesa si diradino, se vogliamo seminare un po’ di bene e raccoglierne il frutto, con la grazia di Dio. Possiamo comportarci come le vergini prudenti: attendere con le lampade accese la venuta dello Sposo – con le lampade della Fede e della Santa Messa, dei Sacramenti e della preghiera. Le vergini stolte, che non si preoccupano di alimentare le loro lampade con l’olio della vita di grazia e della virtù, troppo tardi scopriranno di non poter andare incontro al Signore che viene.

            Un’altra cosa importante è saper decifrare quello che sta accadendo in questo momento storico. Dobbiamo imparare a conoscere e valutare i fatti, non soltanto presi in se stessi come singole tessere, ma anche nella loro collocazione nel mosaico complessivo che, alla luce della Fede, ci permette di scoprire l’intero disegno.

            Decenni di parole inflazionate che hanno enfatizzato una generica dimensione escatologica dell’esistenza, trascurando la predicazione sui Novissimi, non ci hanno certo preparato a fronteggiare la prova finale, lasciandoci impreparati a difenderci dal nemico, e persino nell’incapacità di riconoscere lui e i suoi subdoli inganni. Alle vuote frasi di chi cerca di circuirci, opponiamo con ferma determinazione le parole eterne del Verbo di Dio contro le quali si schiantano i discorsi politically correct delle vergini stolte. Secondo alcuni, quella del Vangelo è una visione semplicistica che fa orrore a chi, amando il mondo e la sua mentalità falsa e ipocrita, non può amare il Signore, Verità sfolgorante che non ammette deroghe, divisiva come lo è la luce rispetto alle tenebre, il bene rispetto al male.

            Impariamo a chiamare le cose con il loro nome, con semplicità e pacatezza; smettiamola di assecondare per quieto vivere le illusioni di chi ci parla di tolleranza e accoglienza solo quando si tratta di far spazio all’errore e al vizio; smettiamola di far nostre le parole magiche come dialogo, solidarietà e libertà, che nascondono l’inganno dell’avversario e celano lo sfruttamento, la tirannide e la persecuzione dei dissenzienti.

            Siamo Cristiani, parliamo la lingua di Cristo! “Sia il vostro parlare: Sì, sì. No, no. Il resto viene dal Maligno”. Ci troviamo in guerra contro un nemico che vuole persino decidere le armi con cui eventualmente possiamo resistergli. Lo abbiamo lasciato penetrare fino a profanare i nostri altari, i sacramenti, la SS.ma Eucarestia! Le regole ci sono state imposte per favorire spudoratamente la parte avversa. È venuto il momento di rifiutarci di accettare questa oscena invasione e quanto rende impossibile qualsiasi azione efficace da parte nostra per cacciarlo fuori!

            Ecco, la prima cosa da fare è avere la consapevolezza di essere in guerra contro il mondo, la carne e il diavolo. In questa guerra non possiamo rimanere neutrali, né negarla, né tanto meno schierarci col Nemico. Ci troviamo nell’assurda situazione in cui lo stesso nostro comandante pare rifiutarsi di guidarci, anzi sembra quasi flirtare con l’avversario, additandoci come nemici della concordia e fomentatori di scismi, mentre i nostri generali si alleano con l’avversario e ordinano alle truppe di deporre le armi. È evidente che, senza l’aiuto di Dio, cade ogni speranza. Eppure dobbiamo combattere, essere pronti, tenere le lampade accese e i fianchi cinti, certi che con Cristo abbiamo già vinto. Tutto quello che possiamo fare – la preghiera, specialmente il Santo Rosario, la fedeltà ai propri doveri di stato, le responsabilità verso le persone a noi affidate, la testimonianza di Fede e di Carità, l’impegno sociale – si deve attuare secondo le possibilità di ciascuno e conformemente a quanto la Provvidenza avrà voluto disporre. Lasciamoci guidare con totale fiducia dal Signore e comprenderemo cosa ci è richiesto, giorno dopo giorno, momento per momento.

            Con Pezzo Grosso riprendo la bellissima Oratio universalis di Clemente XI: Redde me prudentem in consiliis, constantem in periculis, patientem in adversis, humilem in prosperis. Rendimi prudente nei consigli, forte nei pericoli, paziente nelle avversità, umile nella riuscita. Discam a Te quam tenue quod terrenum, quam grande quod divinum, quam breve quod temporaneum, quam durabile quod aeternum. Che io impari da Te quanto è fragile ciò che è terrestre, quanto è grande ciò che è divino, quanto breve ciò che accade nel tempo, quanto durevole ciò che è nell’eternità.

+ Carlo Maria Viganò

§§§




 

STILUM CURIAE HA UN CANALE SU TELEGRAM

 @marcotosatti

(su TELEGRAM c’è anche un gruppo Stilum Curiae…)

E ANCHE SU VK.COM

stilumcuriae

SU FACEBOOK C’È LA PAGINA

stilumcuriae




SE PENSATE CHE

  STILUM CURIAE SIA UTILE

SE PENSATE CHE

SENZA STILUM CURIAE 

 L’INFORMAZIONE NON SAREBBE LA STESSA

 AIUTATE STILUM CURIAE!

ANDATE ALLA HOME PAGE

SOTTO LA BIOGRAFIA 

OPPURE CLICKATE QUI 




Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa” fino a quando non fu troppo molesto.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina


LIBRI DI MARCO TOSATTI

Se siete interessati a un libro, cliccate sul titolo….


Viganò e il Papa


FATIMA, IL SEGRETO NON SVELATO E IL FUTURO DELLA CHIESA

Fatima El segreto no desvelado

  SANTI INDEMONIATI: CASI STRAORDINARI DI POSSESSIONE

  PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

  Padre Pío contra Satanás

La vera storia del Mussa Dagh

Mussa Dagh. Gli eroi traditi

Inchiesta sul demonio

Condividi i miei articoli:

Libri Marco Tosatti

Tag: , , ,

Categoria:

106 commenti

  • Tonino ha detto:

    [IT] 🇮🇹
    17 Giugno 2020
    ▶️ VIGANÒ: CHE FARE? DIRE LA VERITÀ. PARLARE DA CRISTIANI: SÌ SÌ, NO, NO.
    https://www.facebook.com/groups/1240854762763713/permalink/1532167200299133/

  • FRANCESCOMARIA ha detto:

    Mons. Viganò, lei, citando Gesù, ci invita a parlare con la Verità (“..sia il vostro parlare si,si, no,no..) Bene inizi Lei, Dica chi è Bergoglio per Lei.Ci dica chi è Bendetto XVI. Benedetto Xvi è o non è il Papa, il successore di San Pietro. Lei mons. Viganò parla di massoneria, di idolatria, di inganni ecc.. senza mai dire chi è il generale che sta cercando di consegnare la Chiesa di Cristo all’anticristo. il perchè non lo so e non lo voglio sapere, ma le cito dei brani.
    1) Il primo dal Vangelo Gv 10-12,16
    2) Il secondo dalla seconda lettera di Giovanni 2Gv 7,11
    3) San Paolo Gl1-7,10

    Non voglio e spero nemmeno Lei, essere quello di Mt15-10,14.
    Sia lodato Gesù Cristo.
    Ps : le pecore hanno fame, ma non di erba ma di Verità.

  • Giulio Barioni ha detto:

    Si instaura un dialogo anche per portare una persona a capire e comprendere determinate cose e verità.
    Chissà quante volte il Signore ha parlato con i suoi apostoli, con le pie donne, con i gentili che incontrava, e dal dialogo scaturiva l’insegnamento.
    Non è che si sedeva sempre come un insegnante
    in cattedra.

    • Giovanni ha detto:

      Il dialogo sempre ha esistito nella Chiesa. Il problema è che con la lettera enciclica Ecclesiam Suam, Paolo VI ha fatto del dialogo un assoluto nella Chiesa. Lo stesso N. S. Gesù ha insegnato che non è datto a tutti conoscere i misteri del regno di Dio, per questo ha insegnato agli apostoli non dare quello che è santo ai cani e ai maiali, come ha insegnato agli apostoli ad essere semplice come colombe e prudenti come le serpenti,
      perché li ho inviati come agnelli tra i lupi. Oggi se dialoga indiscriminatamente con cani, maiali, lupi e anche con il diavolo.

      Raccomando a tutti la lettura del testo del P. Berto, teologo personale di Mons. Lefebvre, “CHARITÉ ET POLÉMIQUE” – https://abbe-pivert.com/charite-et-polemique-par-labbe-berto/

    • Enrico ha detto:

      E Lei che ne sa? Dal Vangelo non risulta nessun “dialogo”.
      Gesù è il Maestro che parla e va ascoltato.
      “Dal dialogo scaturisce l’insegnamento”: quindi c’è sempre una gerarchia tra chi insegna (Cristo) e chi impara (il discepolo),

      Nel “dialogo ” ecumenico vaticanosecondista la gerarchia è sparita e la falsa Chiesa scende a dialogo paritario con chiunque. Ciò è inammissibile, poiché, come sta accadendo da tempo, a forza di “dialogare” le istanze di “questo mondo” penetrano nella Chiesa per distruggerla.

  • Giovanni ha detto:

    Sintesi sui problemi della tesi di dimissioni di Benedetto XVI:

    1 – La rinuncia non si basa sul linguaggio del Sì Sì No No;

    In assenza di un linguaggio chiaro e inequivocabile, ha guidato la Chiiesa al razionalismo e al libero esame luterano (come hanno fatto con il Concilio). Uno dei risultati fu che buona parte dei fedeli si sentì libera di scegliere chi fosse il vero Papa.

    2 – La tesi è contro la morale cattolica, mentre si basa sul concetto di male minore. In questo senso, possiamo chiedere:

    Benedetto XVI, prima di dimettersi, non poteva scegliere e fare qualcosa di buono?
    Quale sarebbe il più male maggiore che Benedetto XVI voleva evitare?

    3 – Il più probabile sulle dimissioni è che Benedetto XVI si è dimesso come “primus inter pares” quando si è dimesso da semplice vescovo di una diocesi.

    4 – Fare una falsa rinuncia è un atto eroico o un crimine? Non ci sarebbe qualcosa della morale di situazione qui (quella condannata dal magistero della Chiesa)?

    • de matteis cosimo ha detto:

      Pazzesco, davvero pazzesco condannare un uomo che sarà proclamato Santo, Dottore della Chiesa ed il più grande Teologo della Cristianità.

      Ed il bello è che tu sei convinto di difendere la Chiesa dicendo e scrivendo queste cose.

      • Catholicus ha detto:

        ” il più grande Teologo della Cristianità” ? : uno che dice e ribadisce che gli ebrei per salvarsi non hanno bisogno di convertirsi a Cristo (quindi possono continuare a considerarlo figlio di un ufficiale romano e di una specie di squaldrina!!); uno che ha collaborato alla stesura di Nostra Aetate? Uno che era perito modernista del card. Frings al CV IIe che ha detto che Gaudium et Spes è l’Antisilabo? che ha approvato la frase di Suenens, secondo cui il Concilio V II è stato il 1789 della Chiesa Cattolica? uno che ha approvato Unitatis Reintegratio e
        Lumen Gentium 8/b, facendo scomparire d’incanto eretici e scismatici, ai quali non doveva essere più richiesto di rientrare ella Chiesa Cattolica (ma era quest’ultima che doveva abiurare i suoi dogmi, la sua liturgia, la devozione mariana e ai santi, per essere accettata dagli eretici!) uno che ha detto che con il CV II la Chiesa si è riconciliata con l’Illuminismo? (cioè con la religione della Massoneria?). uno che ha detto più volte che serve si arrivi presto ad un Nuovo Ordine Mondiale?
        e questo sarebbe il più grande teologo della Cristianità? povera cristianità, io mi tengo S. Tommaso, S. Agostino, S. Ambrogio, S. Teresa d’Avila e, “last but not least”, San Pietro Canisio, quello dell’invettiva contro i luterani. Per me la Chiesa Cattolica si ferma a 20 Concili e 260 papi, “après, le déluge”, come diceva Luigi XV.

      • Giovanni ha detto:

        Il tuo commento non ha nessuno senso. La mia sintese è sulla tese della rinuncia di Ratzinger, non sulla sua persona!!!

        Ancora sul Ratzinger, su di lui ha detto Mons. Antonio Livi:

        “Domanda: Pensa che la teologia di Joseph Ratzinger potrebbe essere una via d’uscita dalla crisi della Chiesa?

        Mons. Livi: Assolutamente no. A causa di ciò che ho già detto. Già nella «Introduzione al Cristianesimo» egli dimostrava una cultura cattolica sotto l’influenza della cultura protestante, e nella teologia egli agiva già sulla base della scelta di combattere il neo-tomismo e la neo-scolastica, con i loro preambula fidei e la teologia naturale. Secondo lui, si passa direttamente dall’ateismo alla fede, cosa che, dogmaticamente, la Chiesa non accetta, come afferma il concilio Vaticano I; l’enciclica Fides et ratio dice il contrario. Non si passa dall’ateismo alla fede, si passa dalla conoscenza naturale di Dio alla fede, solo attraverso i preambula fidei, se si cerca la salvezza e si ha la possibilità di comprendere la giustezza del messaggio di Cristo.
        Comunque sia, mi sembra che il pensiero di Ratzinger possa essere criticato come teologo; altra cosa è la sua azione pastorale come Prefetto della Congregazione per la Fede e poi come Papa. Come Papa ha fatto molto poca pastorale dogmatica, ha fatto della pastorale che io chiamo «letteraria». Ha prodotto dei documenti che derivano più dalla teologia che dal magistero. Se si fa della teologia e si mette il proprio lavoro sullo stesso piano di quello dei teologi, non si fa più del magistero, che consiste nel riproporre il dogma e spiegarlo. Le sue encicliche sono al 90 % della pura teologia ed egli ha impiegato una gran parte del suo pontificato a scrivere i tre volumi del «Gesù di Nazareth».

        Domanda: Nel 2005, il cardinale Ratzinger ha detto che i non credenti vivono anch’essi come se Dio esistesse. Com’è possibile questo?

        Mons. Livi: Con il più grande rispetto per il cardinale Ratzinger – che in seguito ha ripetuto la stessa cosa come Papa – si tratta di una sciocchezza. Non si può presentare agli uomini l’esistenza di Dio come fosse un’ipotesi. Questo è solo fideismo. L’esistenza di Dio è una certezza e bisogna richiamare gli uomini alla sincerità del loro cuore, che dice loro che Dio esiste e che hanno il dovere di cercare sempre il vero Dio che si manifesta nella storia. Questo discorso, Ratzinger l’ha sempre fatto parlando alle istituzioni politiche, economiche e sociali, perché egli si preoccupa giustamente per la dottrina sociale della Chiesa e per il bene comune, cioè per la giustizia sociale. Egli diceva che le persone che lavorano in politica, in economia e per la giustizia sociale, se non accettano l’esistenza di Dio e ancor più la fede cristiana, dovrebbero tuttavia mantenere questa ipotesi dell’esistenza di Dio. Il che non ha né capo né coda! Colui che ammette l’ipotesi – sia il Papa sia gli atei – nega una verità sapendo che è una verità. Nessuno può convincermi che vi sia veramente qualcuno che, apoditticamente, neghi l’esistenza di Dio.
        In Francia, negli anni sessanta, Étienne Gilson, mio maestro, scrisse un libro, L’Athéismedifficile, nel quale affermava che per un filosofo è impossibile affermare che Dio non esiste. La fonte della filosofia mondiale, che viene dalla Grecia, parte dal presupposto che Dio esiste”. Francesco, l’eresia al potere e la persecuzione nella Chiesa – Intervista di Mons. Antonio Livi – http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2508_Mons_Livi_intervista_2.5.2018.html

        Cosimo, se può presentare agli uomini l’esistenza di Dio come un’ipotesi?

  • Alessandro ds ha detto:

    COSIMO….. Viganò sta predicando un eresia, che oltre condannata dai Santi Padri delle chiesa, e che è contraria anche a ciò che è scritto nella Bibbia su come Dio nella sua prescienza ha visto cone andranno le cose.
    Perche nella Bibbia è scritto in Apocalisse ( – e in cielo scoppiò una guerra, Michele e i suoi combattevano, anche il Drago e i suoi Angeli Combatterono, ma non vinsero e non si trovò più posto per essi in cielo – ) quindi Mons. Viganò sta predicando un qualcosa che è in evidente contrasto con la parola di Dio.
    Invece di predicare la salvezza della chiesa, si predica il fatalismo e la predestinazione, si annulla completamente il concetto di “liberto arbitrio dell’uomo”, che è un Dogma di fede.
    Si predica l’eresia, Mons. Viganò sta predicando un eresia condannata e stracondannata da secoli. ( in buona fede immagino )
    Il libero arbitrio può condurre ovunque, è l’uomo che decide il suo destino, se rifiutare il volere di Dio o se compierlo. Altrimenti non si chiamerebbe libero arbitrio.
    Dio ovviamente, se l’uomo fallisce può sempre “rompere il vaso d’argilla e riplasmarlo”, se non nel nostro libero arbitrio falliamo, Dio può inviare una nuova purificazione.
    Ma se Dio deve arrivare alla purificazione è perché noi abbiamo fallito nel libero arbitrio.

    Perché io sono coerente con quello che a mio avviso sembra “la verità per me”. Poi la mia verità può essere diversa dalla tua verità, sono punti di vista.
    Che Bergoglio sia scomunicato e che probabilmente la sua elezione a Pontefice è al 99% una truffa è più che evidente anche agli occhi della persona più ingenua.
    Però non sono d’accordo di parlare di cose poco concrete e non certe, ci sono milioni di profezie di Beati, Santi, Santini e Santicci, Pseudo profeti e pseudo veggenti , che se le prendi si adattano benissimo alla chiesa tutte le epoche, non solo a questa.

    • cosimo (Il Sito IL BENE VINCERÀ) ha detto:

      Che a te, falso seminarista (oppure seminarista come quell’Andrea Sanomonte) dia terribilmente fastidio che fedeli laici e qualche Religioso si stiano recando nottetempo di fronte a Santa Maria Maggiore ad implorare con costanza l’Immacolata perché ci ottenga la pace e la liberazione dall’inquinamento satanico-modernista nell’Ovile Santo, è assai verosimile ed anche probabile.

      Lo faranno anche questa notte, lo sai?

      E se fossi nella Città Eterna sarei ogni mezzanotte con loro.
      Ed invece, pure per colpa di questa pagliacciata (parlo della truffa covid) sono costretto a seguire da casa, su YouTube.

      E sai cosa preghiamo?

      Una Supplica suggerita da una Mistica ed anche ispirata ad una preghiera di Sua Santità Benedetto.

      Se sei a Roma vacci.
      Magari il tuo libero arbitrio si apre alla Verità.

      Come dite?
      Non conoscete la storia del Seminarista infiltrato?

      Ed allora vi risparmio pure la ricerca su gùgol:
      https://lasplendidapuglia.wordpress.com/2018/09/18/una-curiosa-storia-accaduta-a-molfetta-settanta-anni-fa/

      Ciao Alessà e leggiti bene la storia di Andrea Sanamonte. A lui, come vedrai, andò maluccio. Venne smascherato e stanato.

      Ps: VISTO CHE VANNO BENE “PER TUTTE LE STAGIONI” VANNO BENE PURE PER OGGI. Stammi bene Alessà. “e perciò la gente dovrebbe pregare ferventemente in modo devoto, con le braccia aperte e distese e rivolgere solo tre Pater al Supremo. Suo figlio ha pregato sulla croce anche in questo modo e così tutti quanti, a mezzanotte e in questo stesso luogo, avremmo dovuto pregare, le porte della chiesa sarebbero rimaste sempre aperte per questo fine, i fedeli avrebbero dovuto supplicare e pregare in special modo affinché la chiesa delle tenebre ricada di nuovo nell’abisso. La Madre di Dio parlò poi di molte cose assai difficili a spiegarsi; appresi che solo un prete avrebbe offerto un sacrificio incruento dignitosamente e consapevolmente come fecero gli Apostoli, allontanando tutti i pericoli”

    • Giulio Barioni ha detto:

      Se ci fosse un processo a carico di Mons. Viganò con accuse di fatalismo e predestinazione, questi sarebbe assolto perche il fatto non sussiste.
      Sono solo frutto di un pregiudizio, e cioè che si vorrebbe Mons. Viganò a capo di dimostranti facinorosi anti bergogliani carichi di pomodori e verdura varia da tirare addosso al papa regnante.
      Vero esempio di cristianesimo

  • Marcolino ha detto:

    Io sbagliai perché etichettai Ratzinger come possibile anticristo.
    Ancora oggi-a primo acchito- la carita’ nella verita’ e’ il contrario del Paolino la verita’ nella carita’. 🙈

    https://www.tempi.it/benedetto-xvi-il-katechon-dei-nostri-tempi-e-forse-lultimo/

  • COSIMO DE MATTEIS ha detto:

    Chissà perché l’utente “AlessandroDS” , pur fingendosi assai critico e financo ostile a Bergoglio, blocca sul nascere ogni intervento da parte di altri utenti….
    Ad esempio in questo caso ha subito stigmatizzato come “non attendibili” le celesti rivelazioni della BEATA Anna Caterina Emmerick …
    (Si può verificare questo che dico al seguente link: https://www.marcotosatti.com/2020/06/17/vigano-che-fare-dire-la-verita-parlare-da-cristiani-si-si-no-no/#comment-122087)

    Eppure milioni di persone di fronte a queste prodigiose profezie non hanno potuto ignorare la veridicità di esse.
    Ma lui, imperterrito, ha bocciato subito il commento di un altro utente che aveva proposto dei passi molto interessanti.
    Nessuno è così “ardito” da negare in toto la Emmeerick. E probabilmente anche il nostro utente “AlessandroDS” (che si finge un Novizio di una Congregazione) avrebbe taciuto se non fossero state riportate quelle Rivelazioni in cui la grande Mistica VEDE tanti fedeli che PREGANO ALLA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE….
    No, alessandro DS, questa Rivelazione (proprio questa!!!) non poteva farla passare liscia. E, al contrario di altri utenti che invece si sono mostrati ASSAI INTERESSATI, lui ha subito bollato come “non attendibili”…

    Mah, significa che quelle preghiere notturne presso la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma proprio non vanno giù a qualcuno. Ed invece sono così benefiche ed efficaci…..

    Supplica Perpetua – La preghiera profetica di Papa Benedetto XVI alla SALUS POPULI ROMANI
    CLICCA QUI – https://linformatoreweb.wordpress.com/2020/06/17/supplica-perpetua-la-preghiera-profetica-di-papa-benedetto-xvi-alla-salus-populi-romani/

  • COSIMO DE MATTEIS (Sito "il Bene vincerà") ha detto:

    Eppure è così chiaro questo intervento di Mons. Viganò!

    E lo stesso dicasi per la seguente descrizione della attuale situazione della Chiesa Cattolica, Apostolica, ROMANA;

    «Mi fu pure mostrato, che non c’erano quasi più cristiani nel vecchio senso. Sono molto afflitta per questa immagine (…) Quando attraversai Roma con San Francesco ed un Santo, vedemmo un grande palazzo (Vaticano); stava in fiamme dall’alto in basso. Ero molto timorosa che gli abitanti potessero bruciare, nessuno cercava di spegnere; ma quando ci avvicinammo, le fiamme si spensero, e la casa era nera e bruciacchiata. Attraversammo molte magnifiche sale e arrivammo dal Papa, Egli sedeva nell’oscurità e dormiva su una grande sedia; era molto ammalato e privo di forze, non poteva più camminare. Vedo la Chiesa tutta isolata, come completamente abbandonata. È come se tutti la sfuggano. Tutto intorno a lei è in lite. Dappertutto vedevo grande miseria e odio, tradimento cd esasperazione, inquietudine, abbandono e cecità completa». «Vidi la Chiesa dì San Pietro che era demolita fino al coro e all’altare maggiore. Michele discese corazzato e armato nella Chiesa e si opponeva con la spada contro molti cattivi pastori, che volevano penetrarvi. Già era portata via tutta la parte anteriore, soltanto il Santissimo c’era ancora! Vidi allora una donna magnifica. Essa camminava attraverso la grande piazza davanti alla Chiesa, Aveva raccolto il suo mantello sulle due braccia e si elevò silenziosamente in alto. Ed eccola stare sulla cupola e stendere largamente il suo mantello protettore sopra tutta l’area della Chiesa, che riluceva come oro. I demolitori avevano appena dato un po’ di tregua. Ora volevano riprendere, ma non potevano avvicinarsi in nessuna maniera al mantello protettore dì Maria! Dall’altra parte però sorse un’immensa attività dei costruttori. Venne molta gente giovane e forte, ecclesiastici e laici, vennero donne e bambini. Vennero anche uomini molto vecchi, storpiati e ignoti. E la costruzione venne finita. Vidi ora un nuovo Papa arrivare con una processione-. Era molto più giovane e severo del suo antecessore. Venne ricevuto con grande solennità. Era come se dovesse consacrare la Chiesa, ma sentivo una voce, che non era necessaria una nuova consacratone, perché il Santissimo era rimasto al suo posto. Doveva essere una doppia grande festa della Chiesa, un giubileo generale e la ricostruzione della Chiesa. Prima che il Papa cominciasse la festa, aveva già preparato la sua gente, che espulse dalla adunanza, senza opposizione, una quantità di sacerdoti superiori e minori. E vidi che abbandonavano arrabbiati e brontolando l’assemblea. E si prese al suo servizio gente tutta diversa, ecclesiastici ed anche laici. Poi cominciò la grande festività nella Chiesa di San Pietro. (..) Di nuovo vidi la Chiesa di San Pietro con la sua grande cupola. Michele stava lassù, splendente in veste color sangue con una grande bandiera 30 di guerra in mano. Sulla terra c’era una grande lotta».

    • COSIMO DE MATTEIS (Sito "il Bene vincerà") ha detto:

      E’ o non è così?

      Il fatto che oltre duecento anni fa E’ STATO VISTO quello che noi, OGGI, stiamo vivendo significa due cose:

      A) Tutto avviene per DIVINA PERMISSIONE

      B) Per favore, non si accusi di fatalismo chi si affida con TOTALE FIDUCIA a Dio!

      Naturalmente le profezie non sono prescrittive in senso stretto, lo sappiamo bene. Ed è l’adorabile mistero della Divina Volntà e della libera adesione (o meno) della creatura ad Essa.

      Vi lascio a questo passo, forse meno conosciuto….

      SIAMO SEMPRE A ROMA….

      “Non so come sono andata a Roma ieri sera, ma mi sono ritrovata vicino alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Intorno ad essa ho visto folle di anime pie e povere, in grande angoscia e ansia per la scomparsa del Papa e per l’agitazione e le notizie allarmanti in tutta la città. Guidati da un unico impulso comune, erano venuti a invocare la Madre di Dio. Non si aspettavano di trovare la chiesa aperta, intendevano solo pregare all’esterno. Ma io ero dentro, ho aperto la porta ed essi sono entrati, sbalorditi dall’apertura della porta stessa. Ero in piedi in disparte, dove non potevano vedermi. Non c’era nessuna funzione, solo le lampade del coro bruciavano, e la gente si inginocchiava in preghiera silenziosa. Poi è apparsa la Madre di Dio. Disse che c’erano grandi tribolazioni a portata di mano; che il popolo doveva pregare seriamente a braccia tese, anche se solo per la lunghezza di tre Padri Nostri, perché era così che suo Figlio aveva pregato per loro sulla Croce; che dovevano alzarsi a mezzanotte per pregare così; che dovevano continuare a venire nella sua chiesa che avrebbero sempre trovato aperta; e che dovevano, soprattutto, pregare per l’estirpazione della Chiesa delle Tenebre. … Non so se la gente ha visto l’apparizione o no, ma deve essere rimasta colpita da qualcosa di soprannaturale perché, quando la Vergine ha detto di pregare Dio a braccia tese, tutti hanno alzato le braccia … Sembrava un’associazione di preghiera”.

      • Milli ha detto:

        Potrebbe, per cortesia, specificare a chi appartengono le visioni? Grazie

        • Catholicus ha detto:

          cara Milli, è sempre la Beata Anna Katharina Emmerich a parlare, per bocca di Clemens Brentano, il suo biografo. Questo passo è meno conosciuto di quello della strana “chiesa” che niente aveva di sacro, ed alla cui costruzione si affannavano in tanti e nella quale tutti erano accolti, purché rimanessero protestanti, ebraici, islamici, o, se cattolici, peccatori impenitenti, cioè tutti destinati all’inferno; vi era precluso l’ingresso ai veri cattolici, additati al pubblico ludibrio, al disprezzo ed emarginati, nella speranza che qualche fanatico li togliesse dalla circolazione. Così voleva Lucifero, e così eseguivano i suoi collaboratori, anime perdute destinate al suo regno di tenebre.

      • Alessandro ds ha detto:

        Fra l’altro è anche abbastanza opinabile il fatto che in questa visione si accosti a ciò che succede oggi, è una sua supposizione molto molto forzata fra l’altro.
        Il 90% delle persone che la leggono, ci vedono altro.

    • Alessandro ds ha detto:

      Non sono attendibili, prima di tutto perché è passato troppo tempo. Se io dico una cosa oggi è normale che prima o poi in 200-300-500 anni qualcosa di simile che si può accostate potrebbe ricordarlo.
      Ben diverse sono le profezie spiegate e con scadenza cge accadono davvero, dopo 4-5-10 anni, e non 300.

  • Alessandro ds ha detto:

    Così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio: [15]Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! [16]Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. [17]Tu dici: “Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla”, ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. [18]Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista.

    Continuate con la tiepida preghiera, mentre profanano tutto ciò che c’è di più sacro, continuate continuate….tiepidi !

  • Giulio Barioni ha detto:

    Dio è libertà perfetta e infinita.
    Non è libero da o per.
    È libero e basta, perché è Amore.
    Il Gesù autoritario, duro, maestro, non appartiene al cristianesimo.
    Gesù manifesta la sua massima autorità ed insegnamento nell’ Ecce homo.
    E solo dall’alto della Croce attira tutti a sé.

    • Marcolino ha detto:

      Naturalmente concordo con lei.

    • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

      Non so che cosa intenda con le parole “autoritario, duro, maestro”. Che Gesù non sia duro o autoritario è vero, ma questo non esclude che in molti passi del Vangelo sia molto severo e non sia mai politicamente corretto. Che non sia maestro non è assolutamente vero, perché è lui stesso ad attrribuirsi questo titolo. E come si può dire che Gesù non insegni se è il Rivelatore del Mistero di Dio? E anche su.questo i passi evangelici sono molti.

      • Marcolino ha detto:

        @ don Ettore

        Concordo sul Gesù maestro
        E che maestro!
        Un coraggio…..beh non ci sono aggettivi. Proclamarsi figlio di Dio voleva dire bestemmiare ma era per lui e per noi la verita’.

        Ricordo un solo atto violento. Anche se non voglio fare facili allusioni, invece penso a un significato più profondo.

        Quando nel tempio di Dio rovescia i tavoli dei cambiavalute e dei mercanti.

      • Giulio Barioni ha detto:

        @ Don Ettore
        Il mio post è spiegato male.
        Volevo dire che Il Signore non è un maestro duro, un maestro autoritario, in riferimento all’intervento di Alessandro DS che auspica un’azione veemente per sovvertire la situazione attuale.
        Gesù è sempre il maestro mite ed umile di cuore, che sta alla porta di ogni cuore e bussa e attende, e non per questo perde in virilità.

    • Enrico ha detto:

      Ma quanto è facile emettere sentenze “sapienziali”!

      Giulio Barioni e Marcolino, siete davvero sicuri di voler salire sulla Croce, da dove Gesù vi attira?

      Come si dice: tra il dire e il fare …

      • Marcolino ha detto:

        Quando ero piccolo, nella mia testa si. Poi ho compreso o credo di aver compreso che per quante opere facessi ero un pevcatore. Basta che uno respiri buca l ozono, o che cammini che schiaccia le formiche. Di perfetto c era solo Gesu’. E ha pagato lui. Anche questa e’ una visione da approfondire la croce modello o simbolo d amore o tutti e due. E’ proprio dove inciampano iussulmani forse. Gesu’ era un profeta Dio non l avrebbe lasciato morire in croce. Loro sono schiavi e il paradiso se lo devono guadagnare con sacrefici immani.

        • Giulio Barioni ha detto:

          Caro Enrico
          Tutti siamo chiamati a seguire la croce e a portarla.
          Se legge il post era un discorso generico, rivolto a tutti.
          E cosi magari si arriverà ad una maggior convergenza che anche lei auspica e di cui si è un po’ lamentato.

  • Enrico ha detto:

    Mi sembra che anche la presente tornata di questo blog confermi come la confusione regni sovrana non solo a proposito di chi è il papa ma anche circa il concreto da farsi (da chi e come?) per porre rimedio alla situazione penosa in cui versa la Chiesa.

    Anche Viganò è entrato nel giro: c’è chi lo critica e chi lo vorrebbe papa, così sarebbero tre, ma sì, melius abundare quam deficere.

    Il pensiero dilaga e si solleva come un polverone in cui non ci si raccapezza più. Segno dei tempi.

    • Milli ha detto:

      In realtà è normale che in un blog ci sia una gran varietà di opinioni e anche qualche troll.
      Non ne farei uno specchio della confusione odierna e il fatto che ben tre persone invochino Viganò come papa non indica nulla, se non la simpatia di quelle persone.

      • Enrico ha detto:

        Sì, ma chi è il papa, se Bergoglio o Ratzinger non è dato saperlo. Ognuno de la canta e se la suona come meglio crede e la confusione regna sovrana. E non soltanto su questo blog ma dappertutto.

        E, dato l’argomento, non si tratta di qualcosa di “normale”.

  • Gederson Falcometa ha detto:

    Me ha ricordato il P. Roger Calmel:

    «…c’è solo da aprire il Vaticano II per constatare che i Padri hanno decisamente rotto con la Tradizione dal linguaggio netto e senza equivoci. Non ignoro i pochi testi vigorosamente formali, come la nota previa, che rimette in ordine certi sviluppi deboli e perniciosi della Lumen Gentium sui poteri episcopali. Resta nondimeno anzitutto il fatto che la stessa lodevole nota previa non si dà come definizione di Fede e non comporta nessun anatema, e poi ed anzitutto, che abitualmente il modo di esprimersi proprio del Vaticano II è impreciso, verboso e anche sfuggente. Qual è, ad esempio, dopo il XXI Concilio, la dottrina politica e sociale della Chiesa cattolica? Tanto il Sillabo e le Encicliche da Leone XIII a Pio XII ce la espongono chiaramente, tanto la Gaudium et Spes e la Dignitatis Humanae ci lasciano nel vago e nell’incertezza.

    Perché meravigliarcene d’altronde? Si sa da un pezzo che sono testi di compromesso. Si sa anche che una frazione modernista avrebbe voluto imporre una dottrina eretica. Impedita di raggiungere questo scopo, è riuscita tuttavia a fare approvare dei testi informali. Questi testi presentano per il modernismo il doppio vantaggio di non potere essere accusati di affermazioni apertamente eretiche e nondimeno di poter essere interpretati in un senso opposto alla Fede.

    Ci attarderemo noi a combattere direttamente questi testi? Vi abbiamo pensato. Ma la difficoltà è che tali testi non offrono appigli all’argomentazione: sono troppo vaghi. Mentre vi sforzate di mettere alle strette una formula che vi sembra inquietante, ecco che nella stessa pagina ne trovate un’altra irreprensibile. Mentre cercate di puntellare la vostra predicazione o il vostro insegnamento con un testo conciliare solido, impossibile da distorcere, adatto a trasmettere al vostro uditorio il contenuto tradizionale della Fede e della morale, vi accorgete ben presto che il testo da voi scelto, ad esempio sulla liturgia o sul dovere della società verso la vera Religione, è insidiosamente indebolito da un secondo testo, che, in realtà, svigorisce il primo mentre aveva l’aria di completarlo. I decreti si succedono alle costituzioni senza offrire alla mente, salvo eccezioni rarissime, una presa sufficiente» (Breve Apologia della Chiesa di sempre, pp. 35-36, ed. Ichthys).

  • Michele ha detto:

    Propongo questi due interessanti articoli sulla disputa circa la validità della rinuncia di Benedetto XVI relativa al solo Ministero (podestà di governo della Chiesa) e non anche al Munus (Ufficio Petrino conferito da Gesù Cristo per confermare nelle Verità di fede). Argomenti, questi, sostenuti da A. Socci ed altri sin dai primi mesi dell’attuale pontificato.

    La novità notata da un francescano italoamericano esperto latinista (ha tradotto 9.000 pagine di San Bernardo) è data dal fatto che nelle traduzioni della rinuncia dal testo latino originale nelle varie lingue il Munus e il Ministero vengono accomunati e tradotti con lo stesso vocabolo: Ministero.

    Agli inizi degli anni ’80 Giovanni Paolo II e Ratzinger precisarono tale differenza nel diritto canonico specificando che la rinuncia al papato è valida se si rinuncia al Munus, all’Ufficio.
    Poiché Ratzinger ha contribuito fattivamente a tale precisazione e la conosceva perfettamente la ha specificata nella dichiarazione originale di rinuncia in latino.

    Gli uffici preposti alla traduzionein Vaticano non potevano non conoscere il diritto canonico e il significato preciso dei vocaboli latini per cui lo studioso avanza l’ipotesi di dolo nelle traduzioni per la conseguente invalidità della stessa.

    Benedetto XVI, pressato dall’aggressione mediatica e finanziaria (il sistema swift bloccato impediva qualsiasi transazione), avrebbe scritto la rinuncia in maniera da far venire allo scoperto la “mafia di S Gallo ” e di rendere invalido qualsiasi documento dottrinale o atto eretico da essi compiuto.
    L’avidità di potere avrebbe portato gli esecutori del “colpo di stato ” a cogliere l’occasione al volo senza curarsi delle norme canoniche e delle trappole linguistiche.
    L’articolo evidenzia altri dettagli sostanziali sui tempi a partire dal quale la Sede sarebbe diventata vacante, sulla convocazione del conclave…

    Nessun giornalone main stream ha riportato la tesi tranne Avvenire che si è limitato ad insultare lo studioso francescano e il giornalista italiano che l’ha proposta come spunto di riflessione e dibattito.

    https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/23298928/silenzio-declaratio-rinuncia-papa-benedetto-ratzinger-cei-insulti-fra-bugnolo-munus-ministerium-invalidita-diritto-canonico.html

    https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/23298928/silenzio-declaratio-rinuncia-papa-benedetto-ratzinger-cei-insulti-fra-bugnolo-munus-ministerium-invalidita-diritto-canonico.html

    • Giovanni ha detto:

      La teoria di che Benedetto XVI, ha rinunciato per mettere la Mafia dia S. Gallo allo scoperto, significa che Ratzinger come Papa non poteva fare niente contro la stessa Mafia. Quale credibilità c’e una teoria come questa?

      • Marcolino ha detto:

        I motivi possono essere diversi, mi pare fra bugliolo citi anche l attacco speculativo. Comunque la rinunzia conterrebbe errori grossolani o termini ambigui. Una traccia che in 6 anni nessuno avrebbe notato? Il dialogo e’ aperto. Ratzinger non poteva sapere quanto sarebbe ancora vissuto. Ma contro i fatti-se fatto ci sono- non vale argomento .
        Sennò lo si aggiunge ai tanti “misteri” sulle dimissioni. Non solo improvvise ma pure scritte male? (Metto l’interrogativo perché non conosco il latino).

        • Giovanni ha detto:

          Il grosso problema con le dimissioni di Benedetto è che il linguaggio non è quello del sì sì no no. Inoltre a questo la tesi presentata di che Benedetto XVI ha rinunciato per farla uscire allo scoperto è contro la morale cattolica. Se legge la tesi accuratamente la tesi, questa diffende le dimissioni come um male minore. Allora existe il bisogno di sapere se Benedetto XVI non poteva scegliere nessuno bene, per fare il ricorso al male minore.

          Tanti tempi fa, durante il pontificato di Benedetto XVI, ha avuto una polemica sulla morale sessuale, nel libro intervista di Benedetto XVI a Peter Seewald “Luce del Mondo”. A quel tempo la congregazione per la dottrina della fede intervenne e pubblicizzò il testo “Nota sulla banalizzazione dela sessualità – A proposito di alcune letture del libro ‘Luce del Mondo’” (che può essere letto nell’indirizzo: https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20101221_luce-del-mondo_it.html ) e dove se può leggere:

          “Un’azione che è un male per il suo oggetto, anche se un male minore, non può essere lecitamente voluta”.

          Anche il Pontificio Consiglio per la Famiglia ha detto:

          “Tuttavia, quando l’argomento del male minore viene utilizzato in un contesto in cui il requisito etico della verità morale oggettiva e l’esistenza di valori morali assoluti non vengono presi in considerazione, ma solo ed esclusivamente le conseguenze considerate positive o negative, indipendentemente dalla moralità dalla scelta stessa, l’argomento del male minore degenera nel sofisma ”(Pontificio Consiglio per la Famiglia, Lessico, Principle Entry e Argomento dal male minore. Roma, 2002, p. 778).

          Benedetto XVI si è dimesso, come ho detto prima, come un semplice vescovo diocesano. Ha creato la pensione papale, ha agito come se in realtà la sua convinzione fosse il “primus inter pares” ortodosso. La Mafia di S Gallo è oggi quello che il modernismo era al tempo di S. Pio X. Contro il modernismo S. Pio X ha scritto la Pascendi Dominici Gregis che ha fatto la “clandestinum foedus” uscire allo scoperto. Inoltre alla Pascendi abbiamo avuto il Sodalitium Pianum di Mons. Umberto Benigni.

          Finisco con uma domanda, basata sulle parole di
          Mons. Carlo Maria Viganò:

          “Ci troviamo nell’assurda situazione in cui lo stesso nostro comandante pare rifiutarsi di guidarci, anzi sembra quasi flirtare con l’avversario, additandoci come nemici della concordia e fomentatori di scismi, mentre i nostri generali si alleano con l’avversario e ordinano alle truppe di deporre le armi.”

          Per dove Benedetto XVI ha guidato la Chiesa con le sue dimissioni?

          Secondo me ha guidato la Chiesa al razionalismo, perché con le sue dimissioni, come è stato fatto, ognuno è guidato alla propria ragione e gli dà interpretazioni soggettive. Questa è la lingua del Consiglio che guida tutti noi all’esame gratuito luterano!

          Dio benedica D. Viganó!

          P.s.: Ratzinger nel conclave di 2005 aveva 78 anni. Qualcuno sa dire se all’età di 75 anni il Prefetto è costretto a dimettersi? In tal caso, a causa dell’età, non avresti dovuto rassegnare le dimissioni quando hai compiuto 75 anni?

    • Marcolino ha detto:

      Era quello che volevo segnalare a Tosatti. Ma poi non ho trovato il limk. Mi sembra uno spunto interessante. Certo sarebbe una mossa ratzingeriana incredibile però lo studio e’ interessante.

  • FRANJO ha detto:

    Mons. Viganò ha dato una risposta estremamente chiara, motivata sulla base di criteri evangelici e preceduta da un’analisi razionale della situazione attuale.
    Comprendo la delusione di alcuni, ma l’alternativa? Un bel programmone tattico sarebbe qualcosa di umano, solo umano, mentre “La nostra battaglia (…) non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6,12).
    Una piccola curiosità: la citazione di PG ripresa da Mons. Viganò (Ecclesiaste 11,4), nell’ “Evangelo” della Valtorta viene pronunciata da Gesù stesso quando, all’inizio del secondo anno di Missione, è a Sicar ed ha già incontrato la samaritana al Pozzo di Giacobbe, per mostrare ai discepoli l’infondatezza dei loro timori, perplessità e repulsioni nell’avere contatti con i samaritani.

  • wisteria ha detto:

    Mi permetto di insistere raccomandando non una ma centi manifestazioni del tipo Acies Ordinata.

    • ma basta... ha detto:

      Senti amico, è comprensibile che quando si vuol dare alla realtà un senso diverso da quello reale e corrispondente coi nostri capricci, ci si inventi qualsiasi cavillo per giustificare una tesi. Ma questa storia del “munus”/”ministerium” è una boiata pazzesca, perché Benedetto, in quello stesso discorso, ha concluso dicendo che dal giorno X, all’ora Y, la sede sarebbe stata vacante (= senza papa) e che sarebbe stato convocato un conclave “per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice” (= nuovo papa subentrante). Questa cosa la dice due righe sotto la storia del “ministerium” e quindi non puoi interpretare il contenuto della rinuncia senza tenerne conto. Sta dicendo, casomai non ti/vi fosse chiaro l’italiano, che dopo la sua rinuncia a) la Chiesa sarebbe stata senza un papa e b) l’uomo eletto al Conclave sarebbe stato il nuovo Papa.
      Vogliamo continuare a parlare dell’aria fritta, cioè di questioncine formali che non cambiano la sostanza?

      • Michele ha detto:

        Senta lei (@ma basta), bando alle ipocrisie; per cominciare non ci conosciamo e non possiamo essere amici; tanto più che i miei amici sono persone educate.

        Perché tanta animosità? Ho proposto alla discussione due scritti con argomenti concreti; li ha letti? (ho postato due volte lo stesso articolo: il secondo, ma si può arrivare al primo dal link indicato); ha paura di un confronto libero da pregiudizi? Ha terrore che la nuova chiesa onusiana più misericordiosa di Gesù Cristo possa di colpo essere azzerata?
        Secondo lei Benedetto XVI non conosce il diritto canonico da lui stesso integrato? Perché lui stesso avrebbe precisato la distinzione Munus/Ministero? Benedetto XVI non padroneggierebbe a sufficienza il latino tanto da fare 40 errori in un breve scritto?

        Concordo che Benedetto XVI ha rilasciato dichiarazioni in cui riconosce Bergoglio come papa, ma non precisa nulla riguardo alla distinzione Munus/Ministero da lui stesso fatta e propone l’imprecisata e mai definita figura del papa emerito come se l’Ufficio Petrino fosse un Sacramento.

        Aggiungo che io stesso non ho certezze al riguardo, ma sono sempre stato perplesso riguardo l’inconciliabilità del testo latino della rinuncia (l’originale da cui partire, non le traduzioni imprecise nelle lingue attuali) con il generico riconoscimento dell’attuale pontefice e della indefinita figura del papa emerito.

        L’articolo parte dall’originale testo latino, il non capire l’italiano e definire sbrigativamente il tutto come boiata è solo una sua boriosa cafoneria.
        Non ho mai apprezzato gli argomenti (se non in minima parte) e i modi di don Minutella e ritengo fuorviante accomunarli.

        Questo è un sito per confronti liberi non diretto da lei: “Ma basta” lo intimi agli amici suoi (magari nel fallimentare e mondano quotidiano della Cei).

        • Giovanni ha detto:

          Il fatto più chiaro sulle dimissioni di Benedetto è che ha rassegnato le dimissioni come se fosse un semplice vescovo diocesano. Tra le righe, Ratzinger dice che il Papa è un vescovo come tutti gli altri (come sappiamo, non è così). Ciò che Benedetto XVI fece fu di creare la pensione papale, questo lo rende ingiustificabile, perché in un momento di crisi e confusione questo atteggiamento creò ancora più confusione e ha favorito la propia mafia di San Gallo. Ha creato una cortina di fumo, perché mentre si discute di queste dimissioni, la mafia di San Gallo avanza e usa la creazione di Benedetto XVI: perché pensi che Bergoglio si definisca appena vescovo di Roma?

          Bergoglio commissionò l’ordine dei Francescani dell’Immacolata, intervenne nel Sovrano Ordine di Malta, rimosse i Vescovi veramente cattolici dalle loro diocesi, ha fatto sinodi eretici, ha promulgato documenti anti-cattolici, ecc. E Benedetto XVI, non potrebbe fare nulla contro la mafia di San Gallo? Ripeto in un altro modo: Benedetto XVI, come Papa, contro la mafia di San Gallo, potrebbe solo dimettersi? Ciò che viene presentato in questa tesi è che Benedetto non era a conoscenza di cosa sia il Papato e il suo potere. Dimettendosi, cedette tutto il potere alla mafia, senza alcun combattimento, senza alcuna lotta e senza alcun anatema. Per qualcuno in futuro dichiarare non valido l’intero pontificato di Francesco. Questo è pazzesco. È la prima volta che vedo una difesa che un nemico viene sconfitto dandogli tutto il potere. Se questo è vero, Benedetto non è altro che un codardo!

          • Milli ha detto:

            Io ho il sospetto che Benedetto fosse e sia tutt’ora molto più consapevole e intelligente di quanto possiamo capire noi.
            Questo periodo con due papi è stato profetizzato più volte, forse era un avvenimento a cui non ci si poteva sottrarre , come non si poteva evitare l’attuale situazione della Chiesa e il rimanente piccolo gregge .
            Benedetto lo sapeva e l’aveva anche detto anni addietro..
            Dopotutto meglio lottare debolmente e in esilio che essere morto.
            Il libro :”Dal profondo del nostro cuore” , scritto insieme al card. Sarah non è stato un colpo da poco contro i progressisti pachamamisti.

          • Giov ha detto:

            Io ho sempre pensato che Benedetto abbia visioni o locuzioni che gli dettino cosa fare. Un Papa di tale importanza, in un momento di questa gravità… insomma, ci starebbe tutta.

  • Carlo ha detto:

    Da ciò che scrive si può dedurre chiaramente che Lei Mons. Carlo Maria Viganò considera Jorge Mario Bergoglio vero Papa della Chiesa Cattolica.
    Allora la prego di rispondere seriamente a questi due articoli:

    https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/23247982/benedetto-xvi-ratzinger-rinuncia-bergoglio-declaratio-2013-dimissioni-abdicazione-munus-ministerium-bugnolo.html

    https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/23298928/silenzio-declaratio-rinuncia-papa-benedetto-ratzinger-cei-insulti-fra-bugnolo-munus-ministerium-invalidita-diritto-canonico.html

    Inoltre la prego di rispondere seriamente anche alle argomentazioni presenti in questo libro:
    Pace C. M., “Il vero Papa è ancora Benedetto XVI”, Youcanprint 2017:
    https://books.google.it/books/about/Il_vero_Papa_%C3%A8_ancora_Benedetto_XVI.html?id=v2EIDgAAQBAJ&redir_esc=y
    oppure:
    https://www.youcanprint.it/scienze-sociali-generale/il-vero-papa-ancora-benedetto-xvi-9788892646698.html

    In sintesi: il vero Papa è ancora Benedetto XVI in quanto non si è dimesso l’11 febbraio 2013 (infatti dopo tale data è rimasto Papa a tutti gli effetti) e poi il 28 febbraio 2013 non ha fatto alcunché che lo potesse far passare da essere Papa a essere ex-Papa. Di conseguenza Jorge Mario Bergoglio è ancora soltanto un Cardinale.

  • Lc 11,23 ha detto:

    Grazie Eminenza ma in concretezza
    1) Francesco è il Papa? può rispondere alle approfondite analisi di don Minutella e fra Bugnolo
    qui https://www.youtube.com/watch?v=ydX5RCL4vAk
    e qui https://www.youtube.com/watch?v=B7Tdi7DvBhs
    chiaramente nel merito.
    2) quale validità assume il cvII (concilio pastorale) nel futuro della chiesa? la pastorale è abrogabile?

    ormai urge rispondere il tempo è questo.
    chi ha responsabilità ha doveri.
    fiducioso attendo. ancora grazie.

    • Marco Tosatti ha detto:

      Viganò non è cardinale, quindi non è Eminenza. Ma Eccellenza, come ogni vescovo.

      • Lc 11,23 ha detto:

        Mi scusi.Grazie della correzione. Nell’occasione egr. Tosatti, giro anche a Lei le domande sopra e ne aggiung un’altra più giornalistica: non pensa che stiano affiorando fatti, prove, documenti che non permettano più di disinteressarsi di una questione di enorme portata? non pensa caro Tosatti che sia ora di arrivare al dunque e qualunque esso sia, di gridarlo dai tetti?
        Grazie per tutto quel che sta facendo.

  • Donna ha detto:

    come sempre “luce nelle tenebre”. grazie

  • Giulio Barioni ha detto:

    Mons. Viganò non ha predicato né fatalismo né predestinazione.
    Chi ha intelligenza, comprenda

  • Marco Matteucci ha detto:

    “Ci troviamo nell’assurda situazione in cui lo stesso nostro comandante pare rifiutarsi di guidarci, anzi sembra quasi flirtare con l’avversario, additandoci come nemici della concordia e fomentatori di scismi, mentre i nostri generali si alleano con l’avversario e ordinano alle truppe di deporre le armi.”

    Monsignore, questa sua frase “il nostro comandante pare rifiutarsi di guidarci, anzi sembra quasi flirtare con l’avversario…”… è sibillina, si presta ad ogni tipo d’interpretazione … CHI È QUESTO CATTIVO COMANDANTE”?
    Abusando della Sua citazione, La pregherei di voler essere più chiaro, perché di parole ambigue è lastricato il viottolo che conduce all’inferno! “Sia infatti il vostro parlare: Sì, sì. No, no. Tutto Il resto viene dal Maligno”.

    • EmmeBi ha detto:

      Ha perfettamente ragione, Marco! Questa frase può far intendere due cose:
      A) Bergoglio é il papa e “flirta” con il nemico;
      B) BXVI è il papa ma non esce allo scoperto;
      Io credo che intenda la tesi sub a) anche se non sono d’accordo.
      E anche per la tesi sub b) solo papa Benedetto sa perché non può esprimersi liberamente.
      Lo stesso disse in un’intervista (non ricordo quale, abbiate pazienza) che il passo di rinuncia glielo chiese il Signore…. rivelazione privata? Non lo sapremo mai..

    • Giovanni ha detto:

      “Ci troviamo nell’assurda situazione in cui lo stesso nostro comandante pare rifiutarsi di guidarci, anzi sembra quasi flirtare con l’avversario, additandoci come nemici della concordia e fomentatori di scismi, mentre i nostri generali si alleano con l’avversario e ordinano alle truppe di deporre le armi.”

      Benedetto XVI:

      Ha fatto o scritto qualcosa contro la Mafia di S Gallo?

      Come definire una rinuncia che favorisce l'”avversario”?

  • marco ha detto:

    Mons.Viganò ha dato la risposta migliore e più giusta. Possiamo e dobbiamo usare le armi della nostra religione, con la fede e la preghiera, e quelle della nostra cultura, rifiutando il linguaggio politicamente corretto che ci è stato imposto (e arriveranno a brevissimo al re imposizioni) per cambiare la realtà e per impedirci di proclamare la verità. L’azione più dirompente che possiamo fare è proprio questa: li farà impazzire!

  • Deluso ha detto:

    Bel messaggio, ma del tutto carente sotto il profilo programmatico. Di fatto non propone alcun piano di azione concreto. Mi aspettavo di più.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Abbi fede!
      –Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre vicino nelle angosce.– (Sal 46(45), 2)
      “Per il giusto il vero aiuto è Dio. Come un comandante, sorretto da un esercito valoroso, è sempre pronto a venire in aiuto alla parte che si trova in difficoltà, così Dio è il nostro aiuto. Si allea a chiunque combatta contro le insidie del diavolo e manda ministri che somministrano la salvezza a chi ne ha bisogno.” (Basilio di Cesarea : Omelie sui Salmi)

    • Maurizio ha detto:

      Anche io mi aspettavo di più …
      Speriamo che lui, magari insieme ad altri, stia pianificando qualcosa di maggiormente concreto …

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Chi si aspettava parole di fuoco e proclami di guerra, sarà rimasto deluso. Ma Mons. Viganò ha scelto la strada del giusto:

    [30] La bocca del giusto proclama la sapienza,
    e la sua lingua esprime la giustizia;

    [31] la legge del suo Dio è nel suo cuore,
    i suoi passi non vacilleranno.
    (Sal 37(36) , 30-31)

    Una risposta chiara, semplice, completa nella sua brevità. Degna d’essere messa fra gli Scritti dei Padri .
    Da leggere almeno tre volte: la prima per percepirne l’insieme; la seconda per analizzarla parola per parola, perchè non c’è una parola in più del necessario; la terza per farne una sintesi da ricordare ogni giorno come guida dei nostri pensieri e delle nostre azioni.
    Di più non saprei che cosa dire.

    • . ha detto:

      Viganò: papa, padre e dottore della chiesa!

    • Alessandro2 ha detto:

      Ho stampato queste parole per rileggerle e farle mie ogni giorno. A chi ironizza su Mons. Viganò papa, padre e dottore della chiesa (scritto così, per ignoranza, tutto in minuscolo), oppongo l’argomento che con questo Papa e questi Dottori in confronto lui è un gigante.

  • Nicola Buono ha detto:

    O.T. completamente fuori tema ma tv e giornali non ne parlano la notizia si trova solo in rete con non molto risalto…

    https://video.corriere.it/esteri/francia-digione-guerra-urbana-ceceni-nordafricani/c70d4faa-afa9-11ea-a957-8b82646448cc

    https://www.imolaoggi.it/2020/06/16/francia-scontri-etnici-tra-ceceni-e-nordafricani/

    https://voxnews.info/2020/06/16/guerriglia-etnica-tra-ceceni-e-nordafricani-in-francia-a-centinaia-si-scontrano/

    Il tutto per la droga. E questi vogliono accogliere e regolarizzare a gogo’. Il peggiore schieramento di centrodestra è nonostante le sue manchevolezze infinitamente meglio del miglior centrosinistra.

  • Marco Matteucci ha detto:

    “C Io sono vostra Madre e voglio vedervi felici già qui sulla Terra e, più tardi, con Me in Paradiso. Vi chiedo di essere difensori di Mio Figlio Gesù. Verranno tempi difficili. Abbiate cura della vostra vita spirituale, poiché questo è l’unico modo in cui potrete sopportare il peso delle prove che devono venire. Cercate la forza nelle parole del Mio Gesù e nell’Eucaristia. Non dovete permettere al diavolo di vincere. Ritornate a Colui che è la vostra unica Via, Verità e Vita. Verrà il giorno in cui la verità sarà presente in pochi cuori e la Grande Babele si diffonderà ovunque. I consacrati fedeli berranno l’amaro calice della sofferenza. Non scoraggiatevi. Quello che vi dico non è per mettervi paura. State attenti. Il Vangelo e gli insegnamenti del vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù saranno le vostre grandi armi di difesa. Accogliete i Miei Appelli e sarete vittoriosi. Avanti senza paura…”

    Se vuoi leggere tutto:
    https://reginadelcielo.wordpress.com/2020/06/17/nostra-signora-di-anguera-regina-della-pace-86/

  • Eugenio ha detto:

    Eccellenza,
    Come fare quando la Verità viene manipolata e viene nascosta? Quando non ricevi nessuna risposta nonostante chieda solamente di poter conoscere la Verità…..
    Quando vieni bollato pubblicamente in modo negativo senza possibilità di difesa……

  • Michel Berthoud ha detto:

    Mille volte grazie Monsignor Viganò per il Suo prezioso lavoro nella difesa delle Verita del Vangelo, che Dio La benedica e La protegga.

  • Dino Brighenti ha detto:

    si preghiera al primo posto e continua, ma di bergoglio cosa facciamo, subiamo con tanta pazienza o ….

  • Alessandro ds ha detto:

    Attenzione….predicare la salvezza attraverso il fatalismo e la predestinazione è pericoloso….è un eresia…
    Capisco che lei dice cosi mons. Viganò perché lei è una persona di preghiera , mite e buona.
    ( io la provoco pesantemente per suscitare in lei una reazione, che tanto lei nemmeno vedrà o prenderà in considerazione )
    Ma non scordiamoci che Dio usa gli uomini per compiere i suoi disegni di salvezza…. non scende lui in terra a prendere un orecchio i cattivoni, ma suscita uomini combattenti per combattere contro il nemico, ( Gedeone- Ciro – Davide ecc ecc )
    Il problema nasce dal fatto che ” il Re e il Profeta” devono camminare insieme…. il Re deve combattere, il profeta deve guidare spiritualmente.. chi ha orecchie per intendere , intenda.

    • Giulio Barioni ha detto:

      Il Signore era mite ed umile di cuore, mai avrebbe insegnato e detto ai suoi apostoli di tirare qualche ortaggio, di quelli disponibili allora, al sommo sacerdote e agli scribi e farisei.
      L’eccezione con i cambiavalute era per affermare che la casa del Padre è casa di preghiera.
      Secondo il suo ragionamento nella Chiesa ci dovrebbe essere una parte in preghiera e un’altra in battaglia.

    • Alessandro2 ha detto:

      Sono sempre più convinto che lei sia ebreo.

      • Giulio Barioni ha detto:

        Italiano, nato in Italia, cristiano a tutti gli effetti.
        Spero non dica che sono ebreo con disprezzo.
        Anche loro sono chiamati a far parte della Chiesa di Cristo, e alla fine dei tempi lo saranno.

  • Maria Michela Petti ha detto:

    I Suoi interventi, Eccellenza, sono sempre stati comprensibilissimi per chi ha avuto – e ha tuttora – orecchi per intendere.
    Non si è mai nascosto dietro il politically correct, per opportunismo o per evitare attacchi spropositati che non Le sono mancati. Grazie!
    Difficilmente, temo, sarà accolto l’appello a praticare la – prima – regola aurea che dovrebbe orientare i seguaci di Cristo: sia il vostro parlare Sì, sì, No, no; a scanso di equivoci. Troppo radicata l’abitudine a nascondersi dietro un dito e a mistificare parole e fatti, con l’assurda motivazione di agire “nell’interesse della Chiesa”, anche quando l’evidenza dimostra che ci si arrampica sugli specchi in difesa di interessi personali e di bassa lega.
    Valga per tutti (e sia finalmente! accolto) l’invito al ritorno “all’integrità della fede” – come nell’ intervista da Lei rilasciata di recente proprio al dott. Tosatti – e a non temporeggiare nel prendere coscienza degli errori del passato e commessi da altri (nel patetico tentativo di autoassolversi dai propri e dalle omissioni del presente), disponendosi una buona volta a riparare i danni causati. E ciò, in primo luogo per la salvezza delle anime, come da Lei invocato nell’intervento pubblicato da Lifesitenews all’inizio del mese in corso.

  • RVC ha detto:

    caro Tosatti , notavo che oggi ha pubblicato prima il Vescovo Crepaldi ora il Vescovo Viganò. Ma non sarà che Stilum Curiae è diventato il Giornale vero dei Vescovi ( santi) in sostituzione dell’Avvenire senza avvenire ? RVC

    • Marco Tosatti ha detto:

      Per mons. Crepaldi c’era un embargo alle 6 ed ero già in ritardo….-)))

  • Raffaella ha detto:

    Grazie Mons. Viganò, solo questo dobbiamo fare : fidarci di Cristo e affidarci a Cristo tutte le mattine consacrando al Suo Cuore e al Cuore di Maria Santissima le nostre vite nella certezza della Sua vittoria!!

    • Marcolino ha detto:

      Su questo son daccordo con lei. Ma alcuni ritengono che bisognava scendere in campo
      Rovesciare la tavola. Questo, mi pare domandava Pezzo grosso. Ma chi e’ Pezzo Grosso? Immagino Vigano’ lo sappia. Forse PG. non chiedeva consiglio in quanto PG, ma per i fedeli antibergogliani. Eh…..per me a cui mi importa poco perché credo che l’importante sia Dio e se Dio E’ lui cambiera’ la storia. In questo caso risponderei a PG: quello che dice il catechismo. Aspettare la Parusia.
      Se invece volete scendere in campo….manifestazioni ecc. non son del tutto sicuro, anzi, che i fedeli vi seguiamo. Che Ratzinger vi segua. Quindi rischiereste di far come Mons. Lefebvre, solo più in grande? Cioè le chiavi di San Pietro (nel senso FISICO della sede apostolica) rischiate di non averle.
      Potete continuare a contestare. A proposito avete sentito
      …..pure il cardinale Scola sembra esprimersi duramente sugli attacchi a Bergoglio, suo suoi DETRATTORI!

      • Raffaella ha detto:

        Rovesciare il tavolo è quello che in molti vorremmo fare ma ci ritroveremmo ricoverati con la camicia di forza…

    • Marcolino ha detto:

      https://www.farodiroma.it/io-cardinale-scola-difende-francesco-e-demolisce-il-becero-fronte-conservatore/

      Ho messo faro di Roma. Non so’ che posizione abbia. Per non mettere l’articolo della, mi ricordo “massonica” e anticlericale, LA STAMPA di Torino.

      Questi messaggi di Scola sarebbero in una sua autobiografia. Non si dice del conclave, qui. Chissa’! (nel libro intendo).

  • Enrico ha detto:

    “Smettiamola di far nostre le parole magiche come dialogo, solidarietà e libertà, che nascondono l’inganno dell’avversario e celano lo sfruttamento, la tirannide e la persecuzione dei dissenzienti”.

    Bene.

    Dalla piacevole insonnia di questa notte, immersa in un silenzio perfetto, è scaturita la seguente considerazione che propongo a chi avrà la pazienza di seguirla.

    “Dialettica” e “dialogo”, forse non a caso aventi la stessa radice di “diabolico”, indicano un processo che si risolve, nel migliore dei casi, in un gioco accademico; un gioco che, come si dice, lascia il tempo che trova o anche peggiore.

    Dialettica e dialogo implicano indefinite (o forse infinite?) forme di pensiero, ciascuna delle quali, proprio in quanto forma, diciamo così, plasmata sul contenuto, non può con-formarsi a nessuna delle altre forme. Al più, ogni forma di pensiero potrà presentare qualche sintonia, o anche molte sintonie, con qualcuna delle altre forme, ma nel suo insieme essa resterà esclusiva. E poi, anche gli aggruppamenti di forme di pensiero, cioè di coloro che “si trovano d’accordo”, finiscono per … non trovarsi d’accordo con altri aggruppamenti.

    Il contrasto è l’immediata conseguenza del “dialogo”, cioè delle forme di pensiero allorché vengono espresse dal linguaggio attraverso cui si avvia il gioco accademico fine a se stesso, spesso caratterizzato da una conflittualità più o meno aspra, o più o meno rispettosa, che però resta tale: conflittualità che come tale costituisce una sospensione della verità, quando non addirittura un allontanamento da essa.

    Dialettica e dialogo implicano l’irriducibile contrasto formale, e perciò contenutistico, che, tutt’al più, può venir attenuato dal compromesso. Come dire: tra i due litiganti il compromesso gode. Compromesso che però, evidentemente, non corrisponde alla verità.

    Contrasto formale-contenutistico e quindi dei linguaggi su cui probabilmente (o certamente?) pesa il retaggio della biblica “confusione delle lingue”.

    L’ateo e l’agnostico formulano le loro forme di pensiero dando per scontato – credendo – che esse esprimano la verità, non rendendosi conto che la “verità” del loro formulare costituisce, per essi, una deità a cui essi obbediscono. L’a-teo, il senza-Dio, fa un dio della sua negazione di Dio, mentre l’a-gnostico fa un dio della sua convinzione dell’esistenza inconoscibile di Dio. Insomma, entrambi fanno un dio del proprio pensiero, al quale non cessano di prostrarsi.

    Chi crede in Dio, crede che il Suo Logos (Pensiero/Parola) sia l’unico portatore di Verità, e crede anche che questa Verità si sia incarnata ed abbia a Sua volta pensato e parlato, e che questo Pensiero/Parola sia espresso massimamente nel Vangelo.

    Ma anche il Vangelo è una forma di pensiero e linguaggio, che, neanche a dirlo, è in contrasto con le forme di pensiero e linguaggio umani, ed anzi per questi ultimi rappresenta una “pietra d’inciampo” che, forse mai come oggi, ha assunto proporzioni ciclopiche, perfino tra coloro che dicono di credere nel Vangelo. Non si dovrà insistere sui contrasti irriducibili, e non di rado spigolosi, che sorgono tra coloro che dicono di essere “fratelli in Cristo”. Contrasti non su argomenti di marginale importanza, sicché ci sarebbe da chiedersi in cosa consista l’Unità in Cristo, cioè il tanto famoso quanto disatteso “ut unum sint”.

    Dialettica e dialogo sfociano inevitabilmente in una forzatura del linguaggio che tende ad accaparrarsi la verità. Il dialogante mette in atto ogni stratagemma per dimostrare che la propria forma di pensiero, col suo contenuto, sia quantomeno la più verosimile; egli diventa facilmente un giocoliere del linguaggio che torce a proprio uso e consumo le parole e i concetti onde affermarsi sugli altri dialoganti.

    Il caos totale è raggiunto (come di questi tempi è raggiunto) quando ogni forma di pensiero si avvale, per rinforzare la propria verità e credibilità, di uno sciame di altre forme di pensiero (citazioni, norme, leggi e quant’altro) con le quali essa si puntella e si giustifica .

    Ma ora ecco lo stupefacente: il Logos è … Silenzio!
    Infatti come nell’uomo (che non se ne accorge) il pensiero scaturisce dal silenzio ed al silenzio ritorna, così nel Vangelo il Logos è espressione del Silenzio, “Luogo” inconcepibile da qualsiasi forma di pensiero umano, ed inesprimibile da qualsiasi forma e contenuto di linguaggio umano se non come balbettamento ed infinita approssimazione.

    A voler essere pignoli, perfino le formulazioni dogmatiche (per quel che oggi contano!), costituite da linguaggio umano, non cessano di restare al di qua del Logos, o, se si vuole, ad limina, cioè sulla soglia oltre la quale anch’esse non posso procedere. Soglia sulla quale ogni umanità, per quanto erudita, deve, per così dire, mollare la presa.

    Ne deriva pertanto che l’uomo ha da imparare l’Arte del Silenzio per lasciar cadere, alla lettera, ogni forma e contenuto di pensiero e linguaggio che si frappone tra lui e il Silenzio divino. Si ribadisce: lasciar cadere OGNI forma e contenuto di pensiero e linguaggio, per quanto “giusta” la si possa ritenere, anzi tanto più in quanto ritenuta “giusta”. Quindi lasciar cadere l’istinto autoreferenziale (o ego) che contamina immancabilmente OGNI pensiero, linguaggio e agire umano.

    È il Logos/Silenzio che unisce, mentre le parole e i concetti dividono. Il “dialogo” è l’arte del diavolo, del divisore, del seminatore di zizzania. Invece il Verbum Domini del Vangelo è Silenzio che parla, e non lo si può intendere che nel silenzio.

    L’uomo che voglia davvero comprendere il Vangelo deve tacere. La Luce fluisce da Silenzio a silenzio. Riemergendo dal Silenzio, l’uomo si accorge di quanto il suo pensare e parlare sia fomite di chiasso e confusione. Una nuvola grigia che oscura il Sole della Verità.

    Tanto il dialogo è arte diabolica quanto l’Arte del Silenzio (esigente una decisa disposizione all’abnegazione) è Arte divina che l’uomo ha da imparare lasciando in disparte la sua umanità, la quale in se stessa è povera cosa e bisognosa di essere purificata e illuminata dal Silenzio.

    Nel Silenzio l’umanità si dimentica di se stessa, e proprio questa dimenticanza apre la porta alla Luce che la redime.

    Il Logos … il Silenzio … la Luce … la Panacea …

    • Giulio Barioni ha detto:

      Dialogo, solidarietà e libertà sono in sé dei valori.
      Mons. Viganò dice chiaramente che c’è in atto una strumentalizzazione dietro cui si cela il maligno.
      È come per la misericordia, che è strumentalizzata per fini contrari alla dottrina.
      È come per l’ecumenismo, usato per vendere la dottrina al protestantesimo.
      Il Signore ha dialogato con tutti, predicando però la verità e per questo è anche stato crocifisso.

      • Enrico ha detto:

        Dove risulta che il Signore ha “dialogato”? Potrebbe gentilmente mostrarmelo? Il Signore ha INSEGNATO , che è tutta un’altra cosa!

        “Libertà” è parola che dice tutto e niente. Non è un valore in sé. Esseri “liberi da” è un conto, essere “liberi per” è un altro.

        C’è la libertà cristiana e la libertà giacobina.

        • stilumcuriale emerito ha detto:

          Enrico, Enrico, tu sarai anche un brav’uomo, ma….
          Gesù secondo te non dialogava?
          RISPONDERE ad uno che ti fa una domanda non è la seconda metà di un dialogo? Se sì, allora tieni presente che le risposte di Gesù a chi lo interrogava, nei soli Vangeli sono 220 (duecentoventi) . Un esempio?
          [3] “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?”.

          [4] Gesù rispose: “Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete:

          [5] I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,
          (Mt 11,3-5)

          • Enrico ha detto:

            Caro SE,

            mi stupisco del fatto che tu non colga la differenza – abissale – tra dialogo, che avviene tra pari, e insegnamento che avviene da maestro a discepolo. 220 è il numero degli insegnamenti di Gesù, non dei dialoghi. Il discepolo che fa una domanda è carente di qualcosa che la risposta del maestro compensa. Il discepolo non discute, come accade nel dialogo, quello che gli dice il maestro. Il discepolo accetta la risposta del maestro, la prende per vera (ci mancherebbe!) e la mette in pratica.

            Nei passi che hai citato ciò è chiarissimo: Gesù risponde perentoriamente alle domande, e la Sua risposte non ammettono – né ricevono – obiezioni, magari per giungere a un compromesso!

            “Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete”: è un precetto, una disposizione a cui c’è solo da obbedire. Non è che il discepolo si mette a dialogare per vedere se c’è un’altra soluzione.

            “Uno dei suoi discepoli gli disse: Signore, insegnaci a pregare” e Gesù insegna il Padre nostro. Non c’è dialogo, c’è insegnamento.

            Ripeto, mi stupisce il fatto che tu, persona indubbiamente preparata, confonda il dialogo con l’insegnamento.

            Un saluto.

          • stilumcuriale emerito ha detto:

            Allora farò un altro esempio: Marco5, 30-32.
            [30] Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: “Chi mi ha toccato il mantello?”.

            [31] I discepoli gli dissero: “Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?”.

            [32] Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo.

            [33] E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità.

            [34] Gesù rispose: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male”.

          • Adriana ha detto:

            Caro Stilumcuriale emerito ,perdona ,ma-a rigore-
            neppure questo è un dialogo.Si tratta di una domanda “dimostrativa”per il popolo che riguarda la miracolosa “fuoriuscita” di un’energia guaritrice , della giustificazione pubblica dell’ accostarsi “timoroso e confuso “al Maestro a scopo di guarigione e, infine ,di una maniera ” didattica ” di licenziare l’interlocutrice guarita . Non è il numero o l’abbondanza delle ” battute” che crea il “dialogo” ,ma l’intenzione di scambiare opinioni per giungere a un qualche tipo di verità filosofica ( come nei dialoghi di Platone ) o parafilosofica ( come nei Koan dello Zen buddista ).

          • Enrico ha detto:

            Caro ES, più esempi porti e più confermi che il Signore non “dialogava” ma insegnava. Possibile che non te ne accorgi? Non ci posso credere. La donna non “dialoga” con Gesù bensì si fa sua discepola confessandole la sua difficoltà, e Gesù, il Maestro, gliela risolve per mezzo della Sua AUTORITA’. Gesù non dialoga, insegna e, se del caso, assolve. Il “dialogo” non c’entra niente.

            Adriana, Lei torna a sedurmi.😊
            La Sua osservazione testimonia che Lei conosce l’enorme differenza tra dialogo e insegnamento. Però stia attenta a parlare di “energia guaritrice”, potrebbero tacciarla di essere una seguace new age 😉

        • Adriana ha detto:

          Enrico ,posto qui , in assenza di “rispondi ” sotto l’ultimo suo messaggio …
          Ho trascurato di citare uno dei dialoghi più autentici e audaci e affascinanti di tutto l’Occidente Cristiano .
          ” De secreto conflictu curarum mearum ” di Francesco Petrarca : il dialogo intimo tra il Poeta e S.Agostino d’Ippona . Noto come il ” Secretum ” , è un’opera di altissima ispirazione che tratta l’umano come il divino giovandosi di una profondità di introspezione pari a quella dell’autore delle ” Confessioni ” .
          Al tempo stesso non è un monologo ma un vero dialogo ,impostato sui criteri della maieutica, che non “regala ” nessuna ” Imagine” edulcorata né di Cristo né dell’uomo .

          • Enrico ha detto:

            Non potrei non condividere, Adriana.

            Mi permetto soltanto un’osservazione: il “dialogo intimo” cui Lei accenna è di carattere squisitamente mistico, cioè “chiuso”, misterioso, e, come Lei dice, “audace e affascinante”, quindi non interamente accessibile a chi li legge. Inoltre, i due protagonisti facendosi reciprocamente “levatrice” l’uno dell’altro, si pongono entrambi sullo stesso piano quali esploratori, così dire, dell’ambito mistico (la “profondità di introspezione” di cui Lei parla), secondo un processo unificante che resta una loro esperienza personale esclusiva, seppur edificante per chi vi si accosta attraverso la lettura (o, meglio, la meditazione). I due possono dialogare perché sono due pari trascesi dal primo che è Cristo, cioè la Verità che li ispira e che costituisce il “collante” della loro fratellanza mistica.

            Siamo dunque su un terreno “privato”, riservato, che si pone su un piano del tutto diverso di quello degli Insegnamenti di Cristo coram populo.

          • Adriana ha detto:

            Enrico ,
            perfettamente d’accordo . La “cosa” strana , secondo me,
            è che non sia divenuto testo d’obbligo per seminaristi e sia scarsamente frequentato anche dai laici . Evidentemente entrambe queste categorie preferiscono seguire gli influencers delle provvisorie mode del pensiero debolissimo .

    • Giovanni ha detto:

      Enrico, il dialogo nella Chiesa “conciliare”, non trova radice in Martin Buber?

  • P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

    PREGHIERA DI CLEMENTE XI

    Credo, o Signore,
    ma che io creda più fermamente;
    spero, ma che io speri con più fiducia;
    amo, ma che io ami più ardentemente;
    mi pento, ma che io mi penta con maggior dolore.

    Ti adoro come primo principio;
    ti desidero come fine ultimo;
    ti lodo come eterno benefattore;
    ti invoco come propizio difensore.

    Guidami con la tua sapienza,
    reggimi con la tua giustizia,
    incoraggiami con
    la tua bontà,
    proteggimi con la tua potenza.

    Ti offro, o Signore:
    i pensieri, perché siano diretti a te;
    le parole, perché siano di te;
    la azioni, perché siano secondo te;
    le tribolazioni, perché siano per te.

    Voglio tutto ciò che vuoi tu,
    perché lo vuoi tu,
    nel modo in cui lo vuoi tu,
    fino a quando lo vuoi tu.

    Ti prego, o Signore:
    illumina la mia intelligenza,
    infiamma la volontà,
    purifica il cuore,
    santifica l’anima mia.

    Che pianga i peccati commessi,
    respinga le tentazioni,
    corregga le inclinazioni cattive,
    pratichi le virtù necessarie.

    Concedimi, o Padre buono: l’amore di te,
    l’odio di me,
    lo zelo per il prossimo,
    il disprezzo del mondo.

    Che mi sforzi: di obbedire ai superiori,
    di aiutare gli inferiori,
    aver cura degli amici,
    perdonare i nemici.

    Che vinca: le passioni con la mortificazione,
    l’avarizia con la generosità,
    l’ira con la mitezza,
    la tiepidezza con il fervore.

    Che sia: prudente nel consiglio,
    forte nei pericoli,
    paziente nelle avversità,
    umile nella prosperità.

    Fa, o Signore: che sia attento nella preghiera,
    sobrio nel cibo,
    diligente nei miei doveri,
    fermo nei propositi.

    Che io mi sforzi di avere:
    l’innocenza interna,
    modestia esterna,
    una conversazione esemplare,
    una vita regolare.

    Che vigili assiduamente:
    nel domare la natura,
    nel favorire la grazia,
    nell’osservare la legge
    e meritare la salvezza.

    Che impari da te:
    quanto è fragile tutto ciò che è terreno,
    quanto è grande tutto ciò che è divino,
    quanto è breve tutto ciò che è temporaneo,
    quanto è durevole tutto ciò che è eterno.

    Concedimi: di essere pronto alla morte,
    di temere il giudizio,
    di non cadere nell’Inferno,
    di ottenere il Paradiso.

    Per Cristo nostro Signore. Amen.

    • Milli ha detto:

      Grazie, caro Padre Luis Eduardo, che il Signore benedicai veri pastori.

      • P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

        Grazie a Lei carissima vera e buona pecorella ! Preghiamo questa meravigliosa preghiera, e con tutti i suoi cari la BENEDICIAMO! (NOSTRO SIGNORE ATTRAVERSO OGNI SACERDOTE).

  • Valentina ha detto:

    Caro Mons. Viganò, grazie mille, Lei non ci abbandona e noi non abbandoneremo Cristo. Pregheremo per Lei e per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria!