oltre-la-notte.blogspot.com/…1/10/israele-trovata-la-chiesa-degli-apostoli.html domenica 31 ottobre 2021 Israele, uno dei mosaici rinvenuti (Foto: CSAJCO) Gli archeologi israeliani e statunitensi hanno scoperto due iscrizioni greche di 1500 anni fa durante lo scavo di El-Araj, il sito del biblico villaggio di Betsaida. Si tratta, in realtà, di un pavimento a mosaico che appartiene, con tutta probabilità, alla leggendaria Chiesa degli Apostoli. Le iscrizioni menzionano la ristrutturazione di una chiesa e una dedica al vescovo Willibald, che dimostra che l'edificio religioso era la maggiore chiesa di Betsaida. Questa chiesa fu menzionata nel 724 d.C. dal vescovo Willibald, che si era recato in pellegrinaggio nei luoghi santi della zona e che aveva visto la chiesa. La grande chiesa basilicale, di circa 432 metri quadrati, è stata portata alla luce dalla stessa squadra di archeologi nel 2019, sulla sponda settentrionale del Mar di Galilea. La chiesa venne edificata in epoca …More
Edoardo Arborio Mella 25 novembre 2011 Natale ed Epifania tra Oriente ed Occidente Gentile da Fabriano, Adorazione dei magi (dettaglio), Galleria degli Uffizi, Firenze. ll ciclo liturgico di Natale ed Epifania muove essenzialmente da due tradizioni: quella occidentale che ha dato vita alla festa del Natale e quella orientale che si è sviluppata nella festa dell’Epifania. Le nostre informazioni al riguardo sono ovviamente frammentarie, spesso congetturali, basate su accenni negli scritti degli autori antichi e raramente su rubriche liturgiche non sempre facili da interpretare. Ma a partire da questi dati è possibile ricostruire una storia con molti «forse». Occorre ricordare innanzitutto che l’epoca del grande sviluppo della liturgia cristiana inizia nel IV secolo, a seguito della cosiddetta pace costantiniana. È sostanzialmente in quel secolo, contraddistinto da una creatività liturgica definita da qualcuno «forsennata», che si forma il ciclo di Natale ed Epifania: fino ad allora …More
Venezia, tombe medioevali sotto piazza San Marco Venezia, gli scavi in piazza San Marco (Foto: artribune.com) I primi scavi sotto il pavimento di piazza San Marco a Venezia datano al 1885 e al 1889 e furono condotti da Federico Berchet e Giacomo Boni. Gli archeologi, all'epoca, individuarono alcune murate e fecero una precisa pianta degli scavi che è stata utile anche ai moderni archeologi impegnati negli scavi di restauro dei masegni (i blocchi di pietra squadrati utilizzati nella pavimentazione delle strade) sotto le Procuratie Vecchie, promossi dalla Soprintendenza e diretti dalla Dottoressa Sara Bini. Gli scavi avevano già fatto emergere una serie di murature e livelli pavimentali, in parte attribuibili all'antica chiesa di San Gemignano, conosciuta come la chiesa dei Dogi, di cui si erano perse le tracce perché demolita nel XII secolo. Una chiesa simile venne, in seguito, ricostruita da Jacopo Sansovino nel XVI secolo, per poi essere abbattuta da Napoleone nel 1807…More
Meraviglia. Un sigillo prezioso con gemma romana … 4 Gennaio 2026 E’ di grande interesse un oggetto antico trovato in un campo agricolo e dichiarato pubblicamente “tesoro” proprio in queste ore. Il sigillo medievale, attorno al quale corre la scritta “Secretum Ricardi” – Segreto di Riccardo – reca al centro una preziosa gemma incisa romana, di elevata qualità un reperto che, all’epoca, era già straordinariamente antiquario. La gemma rappresenta due cavalli e un auriga. Ma qual è il significato dell’insieme? Che segreto nasconde l’oggetto? A queste immagini, hanno lavorato nelle ore scorse, gli studiosi di Stile arte, giungendo a una risposta argomentata, di grandissimo interesse. Facciamo un passo indietro e osserviamo bene il reperto, È un sigillo medievale in argento, rinvenuto nell’Essex, a Gosfield, da un cercametalli, ma il suo cuore è romano: una corniola incisa con una biga di straordinaria qualità, incisa tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C., in …More
Incredibile. Scoprono i resti di una donna … 17 novembre 2025 Le due valve di capasanta, nella sepoltura. Al centro, la bocca Il terreno si apre appena sotto i piedi. Le mani degli archeologi sfiorano lo scheletro con cautela. Ai lati della bocca, due ampie conchiglie di capesante. Sono notevolmente conservate. Piccole ossa di uccelli punteggiano il suolo. Ogni dettaglio suggerisce un rito dimenticato, un linguaggio muto che attende di essere decifrato. Chi era questa donna? Prediceva il futuro? Lanciava dalla propria bocche parole del cielo, simili a piccoli volatili? Compiuta a Trøndelag, nel cuore della Norvegia, la scoperta pone nuovi interrogativi sulla singolarità e l’apparente stravaganza di alcune pratiche funerarie precristiane del Nord. Gli archeologi hanno portato alla luce uno scheletro femminile del IX secolo, deposto in una tomba trovata a soli 15-20 centimetri dalla superficie del terreno, accompagnato da un simbolismo funerario fino ad oggi sconosciuto in ambito …More
Il Cammino di Santiago iniziò nel IX secolo, quando intorno all'813-825 d.C. fu scoperta la tomba di San Giacomo il Maggiore in Galizia e il re delle Asturie, Alfonso il casto, divenne il primo pellegrino a visitarla, segnando l'inizio di questo storico itinerario di pellegrinaggio. Compostela fu attaccata dai Vichinghi che la posero sotto assedio nell'858 finchè non furono scacciati dalle truppe asturiane (vedi José Carlos Sánchez Pardo, Los ataques vikingos y su influencia en la Galicia de los siglos IX-XI, Betanzos, Anuario Brigantino, 2010)
Nello specifico, si tratta di capesante (o cappesante) atlantiche (Pecten maximus), le cosiddette conchiglie di San Giacomo, grossi molluschi bivalvi della famiglia dei pectinidi che possono arrivare a 15-17 centimetri di diametro.
Giordania, nel mosaico di Madaba c’è tutta la … di Marco Roncalli Un nuovo libro approfondisce la storia del pavimento musivo realizzato attorno alla metà del VI secolo e rimasto sepolto per secoli a circa trenta chilometri da Amman, di valore inestimabile Edizioni del Girasole | La valle del Giordano nel mosaico noto come la “Carta di Madaba” con le annotazioni di Basema Hamarneh nel libro “La carta di Madaba. Guida alla (ri)scoperta di un monumento unico” È un prologo interessante quello che precede la scoperta del pavimento musivo noto come la “Carta di Madaba”, opera realizzata attorno alla metà del VI secolo, di valore inestimabile non solo come testimonianza artistica, ma anche per la topografia storica della Terra Santa e dei luoghi che videro la nascita del cristianesimo. Una “mappa” di circa sedici di larghezza per sei di altezza, oggi incompleta, ma pur sempre con circa centocinquanta vignette di località in gran parte identificate, con Gerusalemme centro fisico e …More
Il Padre Nostro in rune tra le foreste canadesi diLuigi Bignami Ritrovata in Ontario una pietra con incisa la preghiera. Le iscrizioni runiche nel continente americano sono rare e controverse, ma questa rimanda a un passato dimenticato Nascosta tra le fitte foreste dell’Ontario settentrionale, nei pressi della cittadina di Wawa, è emersa una scoperta archeologica che ha stupito il mondo accademico e acceso l’immaginazione di storici, linguisti e appassionati di archeologia: una gigantesca iscrizione runica incisa su una lastra di roccia, contenente l’intero testo del Padre Nostro, con ogni probabilità la più lunga iscrizione runica conosciuta del Nord America e l’unica al mondo a riportare per intero la celebre preghiera cristiana in forma runica. Per chi non conoscesse il termine “runico”, va detto che è un vocabolo che può riferirsi a vari aspetti legati all’uso delle “rune”, ovvero i caratteri di uno o più alfabeti antichi germanici. A seconda del contesto, “runico” può …More
In un calice di 4mila anni fa l'origine … di Luigi Bignami Le decorazioni di un piccolo calice d’argento di 4mila anni fa potrebbero rappresentare la prima narrazione cosmologica della storia Un piccolo calice d’argento di 4.000 anni fa, decorato con enigmatiche scene incise su di esso, torna al centro del dibattito archeologico: potrebbe rappresentare una delle prime narrazioni cosmologiche della storia. È quanto sostiene un nuovo studio pubblicato sul Journal of the Ancient Near Eastern Society – Ex Oriente Lux, che propone una lettura radicalmente diversa delle illustrazioni sul cosiddetto calice di Ain Samiya, scoperto nel 1970 sulle colline della Giudea, in Cisgiordania. Per oltre mezzo secolo gli studiosi hanno ipotizzato che le figure incise sul reperto richiamassero l’Enuma Elish, il grande poema babilonese della creazione. Ma il mito, composto intorno al 1200 a.C., è di circa mille anni posteriore alla realizzazione del calice, datato all’Età del Bronzo Intermedia (2500–…More
Il primo souvenir della storia? Nel deserto … 26 Dicembre 2025 Un oggetto piccolo, quasi anonimo. Eppure capace di raccontare un mondo fatto di fede, viaggi e memoria. Può un semplice stampo in pietra spiegare come nacque il turismo religioso cristiano? Nel deserto della Giudea, a est di Gerusalemme, gli archeologi hanno portato alla luce un reperto sorprendente: uno stampo in calcare di 1.400 anni fa, utilizzato per produrre piccoli contenitori votivi destinati ai pellegrini cristiani. Un oggetto umile, ma carico di significato, che apre una finestra inedita sulla nascita di un’economia del pellegrinaggio nel periodo bizantino. La scoperta è avvenuta nel sito di Hyrcania, un antico complesso monastico immerso in un paesaggio aspro e spettacolare, ed è stata documentata da un’équipe dell’Università Ebraica di Gerusalemme. Lo stampo in calcare di 1.400 anni fa, utilizzato per produrre piccoli contenitori votivi destinati ai pellegrini cristiani. (Michal Haber/Institute of Archaeology …More
Se nell'arte i grandi artisti si distinsero nel custodire e accrescere l'opera di Dio attraverso rappresentazioni iconografiche per trasmettere la loro fede e la portata della fede dei loro popoli, noi godiamo e palpiamo con mano il loro credo religioso per accrescere il nostro. Tanti auguri a Te e allo Staff di gloria.tv
Grazie, caro "Pietro", contraccambio di cuore e con affetto. Le sono grata della considerazione, fa piacere sapere di contribuire alla causa comune, quella cioè di onorare, edificare e glorificare nostro Signore.
Terrasanta.net 10 luglio 2025 La complessa storia di re Erode (il Grande), che non fu solo un monarca sanguinario, ci viene riproposta da Aldo Piro, in questo libro, con lo stile piano ed agevole di uno sceneggiatore televisivo abituato a rivolgersi a un ampio pubblico. L’autore di questo volume confessa di aver accostato “da vicino” la personalità di re Erode il Grande (73 a.C – 4 a.C.) per via della sua attività di sceneggiatore di un noto programma della Rai – Ulisse: il piacere della scoperta, condotto da Alberto Angela –, che dedicò una delle sue puntate all’Herodion, la fortezza-tomba del sanguinario monarca che svetta, in forma di piccolo vulcano, pochi chilometri a sud-est di Betlemme. Noi tutti che abbiamo letto o ascoltato i brani evangelici dell’infanzia del Maestro, conosciamo Erode come colui che ordinò una strage di neonati nel tentativo di sopprimere anche il bambino Gesù, per scongiurare l’eventualità che un giorno potesse insidiargli il trono. In queste pagine …More
oltre-la-notte.blogspot.com/…/masada-i-giardi… Masada, la fortezza di re Erode (Foto: Andrew Shiva/CC BY-SA 4.0) Nel 73 d.C., a conclusione della prima guerra giudaica, l'esercito romano mise sotto assedio il sito sulla rupe di Masada, dove si nascondeva l'ultimo dei ribelli ebrei, asserragliato tra i resti del palazzo-fortezza di re Erode. Oggi Masada è un sito patrimonio mondiale dell'UNESCO, visitato e scavato sin dal 1960. Gli scavi sono in corso ancora oggi. Nel 1924 un pilota britannico fece una serie di fotografie aeree di Masada. I negativi delle fotografie vennero trasposti su vetro e conservati presso L'Istituto di Archeologia dell'University College di Londra. Qualche anno fa Guy Stiebel stava esaminando queste immagini ed ha notato, accanto alla chiesa bizantina che sorge sul sito, una sagoma oblunga che sembrava indicare una costruzione sotterranea, qualcosa che non poteva essere notato sul posto. Scoprì che l'Autorità israeliana per i parchi e la natura aveva …More
www.gesustorico.it - Archeologia e Vangeli - La lunga ricerca della tomba di Erode il Grande ha avuto termine con la venuta alla luce dei resti della sua tomba, sarcofago e mausoleo sulle pendici nord-orientali del Monte Herodium. Lo ha annunciato il prof. Ehud Netzer dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Gerusdalemme. Il prof. Ehud Netzer mentre presenta la scoperta alla conferenza stampa all'Università di Gerusalemme [Foto: Sasson Tiram *** Erode fu re della Giudea, nominato dai romani, dal 37 a.C. al 4 a.C.. . e durante il suo regno avvenne la nascita di Gesù a Betlemme. Indispettito dalla venuta dei Magi che volevano rendere omaggio al nuovo re degli ebrei, Erode diede ordine di uccidere tutti i bambini di questa cittadina nell’intento di eliminare questo Messia di cui parlavano anche le antiche Scritture. La Sacra Famiglia dovette quindi rifugiarsi in Egitto e fece ritorno in Galilea solo dopo la morte del re giudeo avvenuta nel 4 a.C.(Mt. 2,16-18). La collina di …More
www.terrasanta.net/…/lultima-dimora-… 13/08/2007 La scoperta, vera o presunta, della tomba di Erode presso la fortezza dell'Herodion ha avuto un'eco mondiale, anche se le posizioni degli studiosi sono, come al solito, divergenti. I più critici ritengono la scoperta dell'archeologo israeliano Ehud Netzer, presentata il 7 maggio presso l'Università ebraica di Gerusalemme, totalmente inattendibile: i frammenti del sarcofago sono pochi, non ci sono iscrizioni né tracce di resti di tessuti di corpo umano. Altri ritengono invece il ritrovamento plausibile. Sul ritrovamento dell'ultima dimora di Erode, la rivista Terrasanta di luglio-agosto pubblica un circostanziato articolo dell'archeologo francescano padre Eugenio Alliata. Ve lo riproponiamo: La scoperta, vera o presunta, della tomba di Erode presso la fortezza dell’Herodion ha avuto un’eco mondiale, anche se le posizioni degli studiosi sono, come al solito, divergenti. I più critici ritengono la scoperta dell’archeologo israeliano …More
Santo Stefano nell'arte. Da Giotto a Crivelli, quelle pietre che sembrano corna o uova. La storia del santo - Stile Arte Primo martire cristiano, in ordine di tempo, Stefano era un diacono – un laico al quale il vescovo aveva delegato alcune funzioni sacerdotali – che fu martirizzato nel 36 d.C.a Gerusalemme. Fu letteralmente lapidato. E’ per questo, soprattutto nell’iconografia che precede la Controriforma, che viene rappresentato con decorativi sassi, ovali come uova, sulla testa e sulle spalle. Giotto di Bondone, Santo Stefano, 1320-1325, tempera su tavola, 84 x 54 cm, Firenze, Museo Horne In seguito al Concilio di Trento l’immagine fu riformata, e ad essa si preferì quella di un giovane che impugna la palma del martirio e che reca l’episodio del sacrificio estremo sui ricami delle vesti o lo ricorda attraverso sassi accumulati ai suoi piedi. In effetti la rappresentazione più arcaica ha uno strano effetto di surrealtà e in alcuni casi, come in Carlo Crivelli, i sassi sembrano …More
Egitto: scoperta un'antica città cristiana nel … Un’importante scoperta archeologica è stata fatta ad Ain al-Kharab, nella zona archeologica islamica e copta dell’Oasi di Kharga, nel Deserto Occidentale egiziano, dove è stata trovata una città cristiana risalente ai primi anni del cristianesimo. Tra i ritrovamenti figurano abitazioni in mattoni di fango con ancora tracce di intonaco originale e numerosi oggetti di uso quotidiano, tra cui frammenti di ceramica e oggetti di vetro e pietra. Un ritrovamento notevole è un affresco ben conservato che rappresenta Cristo che guarisce un malato, un raro esempio di arte cristiana antica. Sono stati scoperti anche i resti di due chiese, la più grande è una struttura in stile basilicale con navata centrale e colonne laterali. La seconda, più modesta, presenta una pianta rettangolare e colonne esterne. L’area conserva anche iscrizioni copte. Queste strutture confermano l’importanza religiosa della zona e aiutano a comprendere meglio la …More
Andrea Ferrari -Tu scendi dalle stelle. Come ogni Natale, da qualche tempo, dedico ai miei figli discendenti di Sant'Alfonso de Liguoro il suo capolavoro musicale di fede.
wordpress.com/2017/01/06/terrasanta-rupestre-le-grotte-di-gesu/ Terrasanta rupestre. Le grotte di Gesù La vita in grotta e l’architettura rupestre sono una delle chiavi per comprendere la geografia e la storia delle terre d’Israele e Palestina. Le grotte del monte Carmelo, ad esempio, raccontano la storia fossile e l’evoluzione dell’uomo preistorico mediterraneo. Altro esempio sono i villaggi tradizionali che sorgono spesso su un reticolo di grotte (utilizzate come magazzino, stalla o laboratorio) su cui vengono sovrapposte le abitazioni costruite all’aperto. Nelle aree desertiche e steppose i beduini utilizzano le grotte come riparo notturno e come stalla per gli animali. La grotta dei manoscritti a Qumran L’architettura scavata è protagonista nelle numerose realizzazioni idrauliche funzionali alla raccolta e alla distribuzione di una risorsa scarsa come l’acqua. Tunnel, cisterne, canalizzazioni e piscine assicurano il rifornimento idrico delle città e delle fortificazioni. Ne sono …More