Clicks3.6K
Tempi di Maria
1

Fatima: l'unica nostra speranza – Fondatore Padre Manelli

UNO SCRITTO "STORICO" (1978) DEL PADRE STEFANO MANELLI, FONDATORE DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA SU «FATIMA NOSTRA SPERANZA»

Fatima speranza nostra: perché?


Diciamolo subito: perché nel turbinio tormentoso e tormentante delle previsioni che pesano sul futuro della nostra epoca un punto solo appare luminoso e consolante, quello che ci viene da Fatima: «Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà». Questa profezia della Madonna non può non colmare di serena pace quanti credono in Colei che la Chiesa invoca: «Speranza nostra».

Che cosa ci offre il mondo

Che cosa ci offre il mondo, difatti? Quale speranza mai? Con la sua boria tracotante, dietro le seduzioni del progresso, degli agi e divertimenti terreni, esso non è capace che di prospettarci per il futuro una possibile catastrofe nucleare, un probabile inferno ecologico, una facile tirannia materialistica. Non è certo di vecchia data la novità agghiacciante - letteralmente - della bomba al neutrone, arma criminale capace di distruggere solo l’uomo, lasciando intatta ogni altra cosa: come se l’uomo valesse meno di ogni altra cosa o valesse un bel nulla! Povera scienza umana che inventa cose di questo genere! E se non ci sarà la bomba al neutrone a distruggere buona parte dell’umanità, ci sono le guerre fratricide, ci sono i lager degli arcipelaghi Gulag, ci sono le leggi assassine che favoriscono l’aborto, ci sono le ideologie atee e anarchiche, ci sono i mass-media a servizio pieno della corruzione, che travolgono gli uomini nella spirale della violenza e dell’immoralità, delle aberrazioni di pensiero e di costume.

Non si dica che questo è un quadro irreale. Come vorremmo essere smentiti dai fatti! Sono invece i fatti e i misfatti a sostenere la realtà appena descritta. E i più grandi spiriti l’hanno riconosciuta. Non per nulla ogni epoca ha i suoi profeti. Anche la nostra ne ha avuti e ne ha. Uno di questi profeti di Dio, grande in virtù e opere, è stato certamente padre Pio da Pietrelcina, nostro contemporaneo. Ebbene, intorno agli anni sessanta, a chi gli chiese come giudicasse questa nostra epoca, egli disse: «Questa è l’epoca dello scatascio...». Che significa «scatascio»?, chiese ancora l’altro. «Significa la distruzione di tutti i valori». E la verità. Si pensi al valore della Fede, dono primario di Dio per la salvezza eterna dell’uomo, distrutto dall’ateismo di massa. Si consideri il valore della vita, supremo valore umano, violentato e calpestato dall’aborto e dall’eutanasia.

Si pensi al valore della famiglia, colpita e infranta dal divorzio. Che dire poi del matrimonio ridotto ad animalesco commercio carnale con la pillola anticoncezionale? E via di seguito. La lista orripilante potrebbe continuare. Non è certamente il mondo, che ci dona speranze liete per il nostro cammino sulla terra. Anzi. È proprio il mondo che ha bisogno di essere sollevato dalla sua di sperata impotenza di salvezza, ritornando a Colui che «così ha amato il mondo da mandare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16).

La Chiesa è nei travagli

Ci voltiamo allora alla cristianità, alla Chiesa. Chiediamo a lei speranze di vita per il nostro futuro. E certamente, Essa ci rassicura divinamente con le parole di Gesù: «Le porte dell’inferno non prevarranno» (Mt 16,18). Ma al presente anche la Chiesa si trova in un momento difficile, si dibatte in una crisi interna che la sta prostrando (...).

Pensiamo alle grandi perdite tra le file del clero e dei consacrati, che sono la forza primaria, la spina dorsale della Chiesa: decine e decine di migliaia di sacerdoti e di religiosi, in poco più di un decennio, hanno abbandonato il loro campo di missione evangelica. Pensiamo ai Seminari, i vivai della Chiesa, chiusi, venduti o semivuoti. Che cosa ci può riservare un futuro con pochissimi Sacerdoti? «Lasciate un paese per venti anni senza sacerdote, e si adoreranno le bestie», diceva il Santo Curato d’Ars. Altre perdite dolorose nella Chiesa sono le chiusure dei conventi, la diminuzione delle forze missionarie, i falsi e rovinosi ecumenismi, la dispersione, e in tante parti, la sparizione dell’Azione Cattolica che era un esercito schierato.

Ancor più dolorose, poi, sono le perdite nel campo dottrinale, che compromettono l’ortodossia e la credibilità della nostra Fede. Il «prurito delle novità», da cui ci mette in guardia san Paolo (2 Tm 4,3), sta spingendo molti a ritenere come buono solo ciò che sa di novità, anche se compromette o oscura verità fondamentali della nostra Fede come il peccato originale, la divinità di Gesù, la verginità perpetua di Maria, la resurrezione di Cristo, l’esistenza dell’inferno e dei demoni, l’infallibilità del Sommo Pontefice, ecc... Nomi celebri del momento che passa hanno creato correnti e scuole teologiche che imperversano nel campo dottrinale, creando confusioni e scompigli. Oggi non si parla più di Teologia (con la T maiuscola), ma di teologie (con la t minuscola) con varie e settoriali denominazioni (teologie della morte di Dio, della liberazione, areligiosa, escatologica, politica, ecc.). Oggi non si segue più l’unico e infallibile Magistero, ma si fanno valere i presunti e singoli magisteri di «una folla di maestri», come dice ancora san Paolo (2 Tm 4,3), che il Papa chiama auto-teologi e teologi da camera, di cui bisogna diffidare. Né meno dolorose sono le perdite nel campo della morale e della pratica sacramentale. Il senso del peccato sta venendo meno per colpa di un insegnamento morale scellerato, che non fa più considerare peccato ciò che la Chiesa ha sempre insegnato come peccato e peccato mortale, ribadendolo ancora una volta con l’Enciclica Humanae vitae e con il documento Persona humana.

Nel campo della morale sessuale si vuol negare che non sono peccati mortali gli atti impuri, gli sguardi, le letture, i desideri, i balli, la moda indecente, i rapporti prematrimoniali, gli anticoncezionali. Nel campo della pratica sacramentale, vengono distorte le idee sull’obbligo grave della Messa festiva, sull’utilità della Confessione frequente, sulla necessità della Grazia di Dio nella anima per ricevere l’Eucaristia, sull’obbligo grave di confessarsi prima della Comunione quando si è caduti in peccato mortale. Non può che rattristare profondamente quando si viene a sapere che di anno in anno cala la frequenza alla Messa festiva, che le confessioni si stanno paurosamente rarefacendo, che molti ricevono l’Eucaristia in peccato mortale, senza premettere la Confessione. Sono sacrilegi su sacrilegi. Si mangia e si beve «la propria condanna», grida ancora san Paolo (1 Cor 11,29). In questa situazione si capiscono le lagrime frequenti del Santo Padre, come si capiscono le lagrimazioni prodigiose e anche sanguinose di immagini del Signore e della Beata Vergine, che stanno avvenendo, pare, in diversi luoghi

La vittoria sul traguardo

Anche se attualmente in minoranza, le forze del bene ci sono e operano a sostegno della Chiesa. E poi, alziamo gli occhi e guardiamo la Madonna. Ella ci ripete, materna, le parole della più alta speranza: «Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà». Sul traguardo finale della nostra epoca c’è scritto: vittoria. Il Cuore Immacolato di Colei che «schiaccia la testa» al nemico trionferà. Sarà Lei l’artefice della vittoria, Lei che rinnoverà l’umanità e la Chiesa per un’era di pace sulla terra, convertendo la Russia ed eliminando il comunismo. Non dimentichiamoci che è stato sempre un potere della Chiesa quello di rinnovarsi. Mentre le altre civiltà o società si esauriscono con i tempi, e scompaiono, la Chiesa ha una riserva inesauribile di ripresa. Pensiamo, ad esempio, alle ricche civiltà dell’Assiria, di Babilonia, di Sparta e Atene. Finite, scomparse. La Chiesa, invece, quante volte assalita, smembrata, dissanguata, tante volte si è ripresa con forza e slancio novelli.

Pensiamo alle tremende persecuzioni dei primi secoli; pensiamo alle gravissime spaccature provocate dalle eresie dell’arianesimo e del protestantesimo; pensiamo agli assalti furiosi dell’enciclopedismo (con Voltaire), dell’evoluzionismo (con Darwin), del materialismo (con Marx-Lenin). Quante volte si è creduto di poter suonare l’ultima campana a morto per la Chiesa! E invece, la Chiesa, oppressa, si rialza più vigorosa, uccisa, risorge più viva che mai. E una legge fondamentale della vita della Chiesa la resurrezione, che si radica nel mistero della resurrezione di Cristo. La Chiesa ha questa garanzia divina che la rende impavida di fronte ad ogni oppressione e morte. Artefice della prossima resurrezione della Chiesa sarà l’immacolata con il Suo Cuore.

E' un dato veramente consolante che ci sostiene nel difficile cammino. Sappiamo, del resto, che l’immacolata si è fatta presente più volte e nei momenti più significativi della nostra storia, in particolare dalla metà del secolo scorso. Nel 1858, ricordiamolo, K.Marx si presentò con l’introduzione alla critica dell’Economia Politica. L’Immacolata si presentò a Lourdes. Nel 1917 uscì il Manifesto della rivoluzione bolscevica che scoppiò in Russia. La Madonna si presentò a Fatima con il suo Cuore Immacolato, e profetizzò il ruolo poderoso della Russia comunista nel mondo, come flagello di Dio per gli uomini
«che hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non odono» (Sai 115,5-6). L’Immacolata e il suo Cuore Immacolato, contro il marxismo e leninismo. La Donna e il serpente. La Donna gli schiaccerà la testa. Ne siamo divinamente certi (Gn 3,15).

La Madre universale

Questi ultimi interventi della Madonna a Fatima ci svelano ancora una volta la sua Maternità universale. Ella è vigile e premurosa per i suoi figli: Gesù, suo primo e adorato Figlio; noi, suoi figli spirituali. Soffriamo tutti. Soffre Gesù gli oltraggi dei peccati. Soffrono gli uomini i castighi dei peccati. La Madonna, madre di tutti, vuole evitare le sofferenze a tutti, a Gesù e a noi. Per farci evitare le sofferenze a Gesù, Ella dice a Fatima con materna passione: «Non offendano più il Signore, che è già troppo offeso». Per farci scampare ai castighi e alle rovine, Ella non fa che preoccuparsi della conversione e salvezza delle «povere anime peccatrici». Il peccato è la realtà micidiale che va contro Dio e contro gli uomini: oltraggia Dio e fa castigare gli uomini. È offesa a Dio, e provoca sull’uomo i castighi sia temporali (le guerre) sia eterni (l’inferno). Tutta l’essenza teologica del messaggio di Fatima sta qui: la Madonna vuole «la salvezza dell’umanità, compromessa seriamente dal peccato, sommo male sia di Dio, sia dell’uomo, entrambi figli suoi, e perciò entrambi sommamente cari al suo Cuore Immacolato» (G. Roschini).

Quale materna preoccupazione ha l’immacolata per una umanità così ingrata! Ella farà vedere anche l’inferno ai tre pastorelli, per dare la massima concretezza al suo richiamo: «Avete visto l'inferno, dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori». E non si limita a questo. Ma vuole aiutarci in ogni modo, e presenta anche i mezzi da usare per salvarci dai castighi sia temporali (guerre) che eterni (inferno). I mezzi sono tre: la preghiera, il sacrificio, la devozione al Cuore Immacolato. Sono mezzi a portata di mano di tutti. Non c’è nessuno al mondo che non possa pregare, sacrificarsi e amare il Cuore dell'Immacolata. Con l’uso di questi mezzi, per la legge di solidarietà e di circolazione vitale tra le membra del Corpo Mistico, i fratelli possono salvare altri fratelli. È questo il grido più accorato della Madonna: «Badate che molte, molte anime vanno all'inferno, perché non vi è chi si sacrifichi e preghi per loro». I tre pastorelli compresero molto bene questo grido dell’immacolata, e risposero con una generosità più che commovente.

La preghiera: il Rosario

Della piccola Giacinta, Lucia ci riferisce che a volte si interrompeva, diventava pensosa ed esclamava: «L’inferno, l’inferno!...Che pena mi fanno le anime che vanno all’inferno!...». E tremando si inginocchiava con le mani giunte e pregava: «O Gesù mio, perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’inferno...». Rimaneva così, a lungo, ripetendo la medesima preghiera. Tratto, tratto, come svegliandosi, chiamava gli altri: «Lucia, Francesco, voi non pregate con me?... Bisogna pregare per salvare le anime dall’inferno. Ve ne cadono tante!». In particolare, concretamente, la preghiera scelta e raccomandata dalla Madonna in ognuna delle sei apparizioni a Fatima è stata il Rosario. Noi lo sappiamo: il Rosario è la regina delle preghiere mariane, è il salterio del popolo, è la sintesi del Vangelo, è l'orazione per eccellenza» (san Pio X), è il «compendio di vita cristiana» (Pio XII). Sembra che alla preghiera del Rosario l’immacolata abbia legato i destini della nostra epoca. Suor Lucia ha detto: «Non c ’è nessun problema né materiale, né spirituale, nazionale o internazionale, che non si possa risolvere con il Santo Rosario e con i nostri sacrifici».

Chiediamoci seriamente: che cosa facciamo noi del Rosario? Apparteniamo forse al numero di quei molti che sciaguratamente, in questo ultimo decennio, hanno messo da parte la corona, come anticaglia di altri tempi? Quale perdita per la Chiesa, la fine della recita serale del Rosario nelle famiglie e nelle Chiese! Sono milioni e milioni di Rosari che ogni giorno non si recitano più. E poi ci lamentiamo. Se questa riflessione sul messaggio di Fatima, non ottenesse altro che il proposito di recitare ogni giorno almeno una corona del Rosario, potremmo già esultare di lieta speranza.

«Per la salvezza dei peccatori»

Insieme alla preghiera, la Madonna ha chiesto anche i sacrifici «per la salvezza dei peccatori». E una richiesta dura, questa, molto ostica a una società di consumi, preoccupata solo del benessere a tutti i costi. Ma questa richiesta dei sacrifici, oltre che un fatto di giusta riparazione dell’ordine violato con il peccato, rientra nella grande legge vitale della morte del piccolo seme perché nasca la spiga piena di grano (Gv 12,24). Forse è questo il contenuto intuitivo e più profondo del 3° segreto di Fatima che non conosciamo, ma che precede la grande promessa del trionfo del Cuore Immacolato di Maria. La Pasqua di Cristo passa attraverso il Calvario. La vittoria passa attraverso le sofferenze della lotta. Il trionfo del Cuore Immacolato passerà anch’esso, attraverso i travagli delle purificazioni del mondo e della Chiesa. L’atteggiamento del cristiano verso la vita e verso la storia non è quello del fatuo ottimista, né quello del nero pessimista. È quello che Gesù insegnò ai discepoli di Emmaus dicendo loro: «Non doveva il Figlio dell’uomo soffrire per entrare nella gloria?» (Le 24,26).

Raggiungere la salvezza attraverso gli sforzi della conquista. Ottenere la salvezza dei fratelli fuorviati attraverso i nostri sacrifici: «senza effusione di sangue non c ’è remissione» (Eb 9,22). Questo richiamo pressante della Madre universale fu ben compreso dai tre innocenti pastorelli di Fatima, i quali si buttarono alla ricerca dei sacrifici con la passione delle vittime d’amore. Offrire il digiuno volontario, dando la propria merenda ai poverelli; patire la sete durante le calure estive, dando la loro acqua alle pecorelle; trovare una corda ruvida, dividerla in tre parti e stringersela alla vita sulla carne viva; prendere le ortiche con le mani e colpirsi le gambe... Le cercavano tutte per mortificarsi. Specialmente la più piccola, Giacinta, che era come divorata dalla passione di soffrire per la salvezza dei peccatori. E dovettero soffrire acerbi rimproveri, incomprensioni, accuse, percosse. Nell’insieme, i loro sacrifici furono tali e tanti, attesta Lucia, che «a raccontarli tutti, non finirei mai».

Che cosa dire, invece, dei nostri sacrifici volontari? Dov’è la nostra generosità nel saper soffrire per i peccati propri e altrui? Non dobbiamo forse vergognarci di fronte a tre fanciulli così puri e ardenti?

Il Cuore Immacolato

In ultimo, nel messaggio di Fatima, c’è il richiamo al suo Cuore Immacolato. E diciamo subito che, se per i temi della preghiera e del sacrificio, Fatima e Lourdes si richiamano tra loro, si differenziano, invece, per le due distinte rivelazioni particolari della Madonna: a Lourdes si rivela l’immacolata Concezione; a Fatima si rivela il Cuore dell’immacolata. Il messaggio di Fatima «è la più stupenda rivelazione del Cuore Immacolato di Maria» (Padre G. Roschini) e contiene questo nuovo mezzo di salvezza per l’umanità: la devozione, la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. E Gesù stesso che «vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato - disse la Madonna a Lucia - A chi la praticherà, prometto la salvezza. Queste anime saranno predilette da Dio, e come fiori, saranno da me collocate dinanzi al Suo trono».

La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria deve essere una consacrazione di amore e di riparazione. Non sfugga questo elemento della riparazione. Il Cuore dell'Immacolata apparve ai tre pastorelli «circondato di spine conficcate... dai peccati del mondo». La riparazione degli oltraggi al Cuore Immacolato di Maria è il contenuto più particolare della richiesta del Signore. Un’offerta concreta di riparazione al Cuore Immacolato di Maria è la Santa Comunione riparatrice dei cinque primi sabati del mese, con la recita di una corona del Rosario accompagnata da un quarto d’ora di meditazione. Se fossimo generosi e facessimo anche noi questa pia pratica di amore e di riparazione! Forse un tempo la facevamo, ora dobbiamo riprenderla: è urgente, è doveroso verso il Cuore della nostra Madre Divina. Fatima, speranza del mondo, ci chiama alla preghiera, al sacrificio, alla consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. E ci promette la vittoria e la pace. Il beato Massimiliano Maria Kolbe ha scritto anch’egli, a nostro conforto: «Il serpente alza la testa in tutto il mondo, ma l’immacolata gliela schiaccia in vittorie strepitose». Mettiamoci con la Madonna, e facciamo tutto ciò che Ella ci chiede. Così potremo cooperare al rapido avvento del sospirato trionfo del Cuore Immacolato, con la conversione della Russia, la fine del comunismo, e un’era di pace sulla terra: l’era mariana, l’era del Cuore dell’immacolata.

Tratto da

Padre Stefano Manelli, Scritti II (articoli pubblicati dal 1972 al 1988), Casa Mariana Editrice, Frigento 2010, pp. 184-194.
Annacantoni
Maria Santissima Madre Nostra prende per MANO ogni figlio a Lei affidato da Gesù Cristo Nostro Signore. Ci mette nella condizione di comprendere i tempi che stiamo vivendo ci spiega istruisce guida e sostiene. Ama ognuno di noi con un attenzione una cura e premura che nessuna madre sa e può esercitare sui suoi figli. Desidera che Suo Figlio regni presto in ogni cuore perché sa che solo così …More
Maria Santissima Madre Nostra prende per MANO ogni figlio a Lei affidato da Gesù Cristo Nostro Signore. Ci mette nella condizione di comprendere i tempi che stiamo vivendo ci spiega istruisce guida e sostiene. Ama ognuno di noi con un attenzione una cura e premura che nessuna madre sa e può esercitare sui suoi figli. Desidera che Suo Figlio regni presto in ogni cuore perché sa che solo così possiamo avere la vera vita eterna. Nostro unico sentimento sia Amare ,Come Lei ci insegna ,il figlio Suo facendo si che VIVA al centro del nostro cuore.La storia insegna Solo LA VERITA È VITA.