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Esercito israeliano uccide giornalista Cattolica

Il patriarcato latino di Gerusalemme ha pubblicato il 12 maggio un comunicato sulla morte della famosa giornalista Shereen Abu Aqleh, 51.

Secondo le testimonianze oculari, Shereen è stata colpita alla testa da un proiettile sparato da un cecchino israeliano che non ha smesso di sparare anche quando la giornalista è caduta a terra, impedendo così ai soccorsi di intervenire. Sheree stava riferendo dell'attacco israeliano al campo di Jenin, avvenuto mercoledì mattina.

Shereen, che indossava un elmetto e un giubbotto con scritto PRESS (STAMPA), è stata colpita in una parte del corpo non protetta, sotto l'orecchio, suggerendo che il colpo sia stato intenzionale. Le forze israeliane hanno fatto irruzione a casa di Shereen subito dopo la sua morte. Il patriarcato chiede [invano] che gli assassini siano portati a rispondere davanti alla giustizia.

Shereen era nata in una famiglia Cattolica a Gerusalemme, la città in cui viveva. Aveva passaporto statunitense e lavorava per Al Jazeera da 25 anni.

Un altro giornalista, Ali Samouri, è stato colpito da un proiettile alla schiena, ma è sopravvissuto. Dal 2018, le forze israeliane hanno ferito 144 giornalisti palestinesi.

#newsAwgcwojxuu


01:21
AlfredoC.
Che dramma..!!!!!!! Poveretta..!!!
Crociato
Che Dio L'abbia in Gloria
Crociato
Sanzioni per la Nazione sionista?
Chiedo per un amico russo....
Lugatartuga Rossi
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