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LA SARS-CoV-2 SI PUO* CURARE A CASA “A Piacenza situazione apocalittica, abbiamo salvato persone curandole a casa” Luigi Cavanna poliziotto ad honorem, ecco il video della consegna del riconoscimento/ VIDEO

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Il premio, attribuito a persone che si sono distinte nel promuovere la diffusione della cultura della legalità, dell’inclusione, dell’impegno civile e sociale e che hanno evidenziato qualità umane o professionali di indubbio rilievo, meritevoli di unanime riconoscimento, è stato assegnato ad Enza Anemolo, infermiera e case manager presso la struttura socio sanitaria “San Donato Habilita” di Osio Sotto, in provincia di Bergamo, e a Luigi Cavanna, direttore del Dipartimento di oncologia-ematologia dell’Azienda Usl di Piacenza.

Durante la cerimonia, Luigi Cavanna davanti al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ricordato l’azione dispiegata sul territorio per andare a curare i malati a domicilio. “L’ultima settimana di febbraio e la prima settimana di marzo la situazione del nostro Pronto Soccorso era apocalittica e non esagero – ha raccontato il primario -: ogni piccolo studio, ogni ambulatorio era occupato da ammalati. Con le ambulanze in fila che aspettavano per scaricare i pazienti. Da questa osservazione ci siamo detti: perchè non iniziare prima il trattamento? Perchè non andare a casa ai primi sintomi? E così che abbiamo fatto con tutti gli strumenti medici”.

E poi il medico piacentino ha rievocato “un bel ricordo, la vicenda di una coppia di persone affette da Covid soccorsa a domicilio che non ha voluto separarsi: “Era una domenica alle 2 in una delle nostre vallate del piacentino, con due persone anziane raggiunte nella loro casa con una situazione di salute molto seria, ma che non volevano essere separati per non rischiare di morire lontani uno dall’altro. Avevano bisogno entrambi dell’ossigeno e così quel giorno ce ne andammo dall’abitazione dopo aver ordinato l’ossigeno. Ci rimettemmo in auto e durante la discesa a valle in auto incrociammo il camion che stava portando a casa loro le bombole con l’ossigeno. E’ questa l’Italia che vogliamo”. Cavanna ha aggiunto che quella coppia di anziani si è salvata e ora sta bene.

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Coronavirus, il metodo che evita la strage: "Nessun paziente è morto"

Piacenza inondata di contagi. I primi morti. Poi l'idea del dottor Luigi Cavanna: la cura casa per casa. "Così i pazienti guariscono"

Di necrologi le pagine dei quotidiani piacentine sono piene. Soprattutto nelle prime due settimane. "Lavoro in oncologia ed ematologia, reparti abituati a confrontarsi con la sofferenza e la morte - racconta Cavanna - Ma in quei giorni ho avuto l'impressione ci trovassimo di fronte a qualcosa mai visto prima. Faceva paura, talmente tanti erano i malati in quei lettini di fortuna. Le ambulanze arrivavano in fila a portare altri pazienti, io mi guardavo intorno, incrociavo gli occhi dei colleghi. Avevamo la percezione di non farcela". È in quello stato di impotenza che sboccia l'idea di cambiare approccio. "Nelle riunioni cercavamo sempre di aumentare i posti nelle emergenze e nelle rianimazioni, ma poi abbiamo capito che questa è una infezione virale che ti lascia del tempo per intervenire. Non è un ictus, un infarto o un arresto cardiaco che colpiscono in pochi minuti o in pochi secondi: ti lascia una settimana o anche 10-15 giorni". C’è quindi spazio per agire prima che il quadro clinico si aggravi. Il ragionamento è logico: se il paziente in ospedale viene sottoposto a un trattamento basato su un antivirale e sull'idrossiclorochina (un antimalarico), tutti farmaci che si assumono per via orale, cosa ci impedisce di iniziare la cura all'insorgere di primi sintomi? "Ci siamo detti: cerchiamo di andare nelle case, non solo per la semplice visita ai malati, ma con tutto l’occorrente per curare la malattia tempestivamente".

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(SI PARLA DEL DOTT. LUIGI CAVANNA)
Quando si parla di Coronavirus le minacce di censura o limitazioni di account social sono sempre dietro l’angolo. Stavolta parliamo di Fabio Dragoni, che sul suo profilo Facebook scrive “Domani su ‘La Verità’ intervisto chi il covid lo ha curato per davvero e scoprirete che qualcuno ci sta prendendo in giro”.

La piattaforma, a seguito della pubblicazione di tale post, lancia un messaggio molto chiaro al giornalista ossia lo accusa di pubblicare notizie false e lo invita a ridimensionare ciò che pubblica sul social. Non ci sono dubbi secondo l’opinionista: siamo a tutti gli effetti al cospetto di una “dittatura sanitaria”.

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