fidelis eternis
La Mano Invisibile. Il destino dei Frati Coltelli
da “Papale Papale”
di Antonio Margheriti Mastino
--- estratto ---

Il precipitare è spaventoso e inarrestabile, sembra non finire mai e in genere dura anni. Sino al limite estremo.
Poi dopo tanto strazio, tanto penare, qualcosa l’arresta d’improvviso, si resta come sospesi nell’aria. Sono attimi di meraviglia. E di pace finalmente. Viene la conta…More
La Mano Invisibile. Il destino dei Frati Coltelli
da “Papale Papale”
di Antonio Margheriti Mastino
--- estratto ---

Il precipitare è spaventoso e inarrestabile, sembra non finire mai e in genere dura anni. Sino al limite estremo.
Poi dopo tanto strazio, tanto penare, qualcosa l’arresta d’improvviso, si resta come sospesi nell’aria. Sono attimi di meraviglia. E di pace finalmente. Viene la conta di chi è, nonostante tutto, rimasto fedele accettando la crocifissione per innocenza, inchinandosi alla maestà della preghiera, accogliendo la virtù della pazienza cristiana, bevendo fino in fondo al calice dell’amarezza nella solitudine desolata del Getzemani, mentre chi aveva tradito se n’era andato, chi era rimasto stava per rinnegare, chi non avrebbe rinnegato comunque si sarebbe nascosto e lì per lì s’era addormentato lasciando il Maestro solo, a pregare per sé e per tutti, a ingoiare il suo destino atroce, a versare lacrime, sudare sangue. Nello sconforto e nell’angoscia della catastrofe imminente che lo fa raggelare.
Ma quale è stata la fine di Lucifero, colui che si era ribellato per orgoglio?
Quale era stata la fine di Giuda che per venalità e ambizione aveva tradito?
E infine: incontro a quale sorte sta andando il Maestro? Incontro alla morte e alla morte di croce, certo. Ma anche incontro alla resurrezione, alla trasfigurazione, all’ascesa tra la gloria degli angeli verso il trono di Dio, finalmente assumendo egli stesso la sua divinità piena. Se il chicco di grano non muore… come darà pane?
Ecco, così. Dopo il precipitare giù lungo baratri di sventura una Mano Invisibile, che atterra e suscita, che affanna e che consola, appare al 90° minuto e arresta d’improvviso questo precipitare dopo che è giunto al parossismo estremo, a un centimetro dallo schianto. Pace. Silenzio. Calma. Meraviglia. Siamo vivi! Cosa succede?
Un attimo dopo la Mano invisibile comincia a contare ad uno ad uno gli astanti e chiama ciascuno col nome che gli spetta. Fraticelli, fatevi avanti, dice la mano arrotando il ditino.
Tu sei Pietro? Qual è stata la sua sorte? Così è per te!
Tu sei Giovanni? Quale fu la sua sorte? Sarà così anche per te!
Tu sei Lucifero? Conosci la sua sorte? E’ la tua! Precipita giù, maledetto!
E tu, tu? Come ti chiami tu? Il nome di un monaco santissimo quello che hai! Non sei degno del suo nome! Tu hai tradito, venduto, ucciso il tuo stesso Maestro, tuo Padre e i tuoi fratelli, mentre ti facevi beffe di loro, ti sei irto con la menzogna e l’inganno a loro giudice e carnefice, tu che in ogni centimetro della tua carne porti il marchio della dissoluzione e di Sodoma e Gomorra. Il tuo nome è Giuda, l’Iscariota! Sai quale fu la sua sorte? Seguila! E che dalle tue viscere penzolanti fuoriescano i demoni che come vermi l’infestano e dal tuo retto goccioli via il seme di Satana che hai accolto. Che tu sia dannato per sempre!
E in quell’ennesimo istante tutti i traditori, i carnefici, i calunniatori saranno scaraventati negli abissi dalla Mano Invisibile che li ghermirà in un sol mazzo. La stessa Mano Invisibile, poi, stringerà delicatamente nel suo pugno coloro che erano rimasti sospesi a testa in giù a un passo dall’abisso, ne capovolgerà la sorte e li lancerà verso il cielo dicendo: «La notte è finita, è già l’alba. La vostra umiltà vi ha salvati, benedetti da Dio! Crescete e moltiplicatevi!»
Intanto però, adesso, non è ancora il momento della Mano Invisibile, ancora tutto deve essere compiuto e consumato, i corrotti devono manifestare sino in fondo l’abominio che hanno dentro, i buoni devono patirne sino in fondo: il martirio non è finito, l’abisso è ancora a diversi palmi, il precipitare appare irrefrenabile, vorticoso, spaventoso, senza speranza. Non è giunto il momento di grazia. Ancora Lucifero ha le mani sciolte e questo è il suo gioco e il suo momento: può ancora farlo, per indurre in tentazione e alla dannazione quanti più (frati e accoliti) possibili. Dio dal suo tribunale osserva la scena, vede il cuore di ciascuno, giudica in silenzio.