Fatima.
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FORTI DUBBI SU QUANTO E’ ACCADUTO IN GERMANIA IL 7 DICEMBRE.

Sul giornale tedesco DIE ZIET (Reichsbürger-Verschwörung: Der Prinz, die Richterin und ein geplatzter Staatsstreich) si legge: "Сon un’onda di arresti, gli inquirenti sono intervenuti contro una rete nazionale di estremisti di destra, appartenenti al movimento dei Reichsburger che, parrebbe, stavano pianificando un colpo di Stato in Germania. Sin dalle prime ore del mattino, sono state perquisite 130 abitazioni in tutta la Germania. Alla rete apparterrebbero 52 sospettati, 25 dei quali sarebbero in stato di arresto. Le forze di sicurezza stanno anche controllando i collegamenti con la Russia."

Рochi minuti prima dell’inizio del raid, uno degli indagati aveva postato sul Telegram: “Tutto cambierà: i pubblici ministeri e i giudici, nonché i responsabili delle istituzioni sanitarie e i loro superiori si ritroveranno presto sul banco degli imputati di Norimberga 2.0…”

Alla luce di quanto accaduto stamattina, vogliamo ricordarvi che in passato una situazione simile è già accaduta a una giornalista tedesca, Alina Lipp, titolare del canale Telegram "Neues aus Russland" (Notizie dalla Russia). La giornalista è stata condannata a 3 anni di carcere per avere pubblicato sul suo canale la propria intervista ai civili di Donbass, raccontando al pubblico tedesco che la popolazione del Donbass è stata sottoposta a un genocidio da parte dell’Esercito ucraino per otto anni e che da allora ci sono feroci bombardamenti nei quartieri residenziali di tutto il Donbass: “La popolazione civile del Donbas è stata sottoposta a un genocidio da parte dell'esercito ucraino per otto anni: i feroci bombardamenti dei quartieri residenziali non sono degli "aggressori russi", ma sono opera degli ucraini.”

In seguito la giornalista tedesca è stata molestata e perseguita (Readovka World) penalmente nel suo Paese per aver raccontato gli eventi nel Donbass. Questo ha avuto ripercussioni anche sulla sua famiglia: la madre Petra Lipp ha subíto pressioni, senza avere nulla a che fare con il lavoro della figlia, si è vista bloccare i conti bancari. La donna, ha ammesso, che non si sentiva più al sicuro ed è stata costretta a lasciare la Germania.

Dunque, non è un caso che ad essere censurati siano i giornalisti onesti che vi raccontano chi commette i crimini. Viviamo i tempi in cui cosa sia "democratico" lo stabilisce il potere!

#italiano 🇮🇹
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