I monaci usavano i santi "ammazzadraghi" come metafora per spiegare epidemie e carestie

I monaci usavano gli "uccisori di draghi" come …
San Giorgio e il Drago (1470) di Paolo Uccello alla National Gallery di Londra. Wikimedia Commons
Una ricerca svela come i monaci agostiniani usassero il racconto dei miracoli dei santi "ammazzadraghi" per dare una spiegazione a disastri naturali, allora inspiegabili.
Dimenticate l'immagine del cavaliere che uccide il drago solo per salvare una principessa. Nel medioevo il mito della lotta contro i mostri sputafuoco aveva una funzione molto più "pratica". Una ricerca condotta dall'Università di Cambridge, pubblicata su ScienceDaily, basata sul ritrovamento di testi agostiniani, rivela che i monaci utilizzavano le figure dei santi "sauroctoni" (uccisori di draghi) come metafore per spiegare piaghe reali: epidemie, inondazioni e carestie.
Nei manoscritti appena decifrati, l'uccisione di un drago non è descritta solo come un atto di fede, ma come un rituale necessario per "guarire la terra" e ripristinare la fertilità dei campi.
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Bernardo di Chiaravalle

Come ridurre tutto a materia! I draghi sono interni a ogni uomo ...la lotta è interiore, per vincere le tendenze che portano all'oscurita'. E solo con la Grazia di Dio, si può uccidere il drago! Il resto è accessorio...

Troppo sofisticato, signore: l'autore dell'articolo non voleva proprio andare in quella direzione. Si accontenti, noi studiosi di archeologia, di archivistica, di storia dell'arte ecc. siamo molto materialisti perché è della cultura materiale che ci occupiamo.