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Il sacrilegio. Terribile peccato causa di dannazione per molti. Come si commette e come si ripara

Un peccato che può condurre alla dannazione eterna è il sacrilegio. Disgraziato colui che si mette su questa strada! Commette sacrilegio chi volontariamente nasconde in Confessione qualche peccato mortale, oppure si confessa senza la volontà di lasciare il peccato o di fuggirne le occasioni prossime. Quasi sempre chi si confessa in modo sacrilego compie anche il sacrilegio eucaristico, perché poi riceve la Comunione in peccato mortale.
Racconta San Giovanni Bosco...
"Mi trovai con la mia guida (l'Angelo custode) in fondo a un precipizio che finiva in una valle oscura. Ed ecco comparire un edificio immenso con una porta altissima che era chiusa. Toccammo il fondo del precipizio; un caldo soffocante mi opprimeva; un fumo grasso, quasi verde e guizzi di fiamme sanguigne si innalzavano sui muraglioni dell'edificio.
Domandai: 'Dove ci troviamo?'. 'Leggi l'iscrizione che c'è sulla porta'. mi rispose la guida. Guardai e vidi scritto: 'Ubi non est redemptio! , cioè: `Dove non c'è redenzione!', Intanto vidi precipitare dentro quel baratro... prima un giovane, poi un altro e poi altri ancora; tutti avevano scritto in fronte il proprio peccato.
Mi disse la guida: 'Ecco la causa prevalente di queste dannazioni: i compagni cattivi, i libri cattivi e le perverse abitudini'.
Quei poveri ragazzi erano giovani che io conoscevo. Domandai alla mia guida: “Ma dunque è inutile lavorare tra i giovani se poi tanti fanno questa fine! Come impedire tutta questa rovina?” – “Quelli che hai visto sono ancora in vita; questo però è lo stato attuale delle loro anime, se morissero in questo momento verrebbero senz'altro qui!” disse l'Angelo.
Dopo entrammo nell'edificio; si correva con la velocità di un baleno. Sboccammo in un vasto e tetro cortile. Lessi questa iscrizione: 'Ibunt impii in ignem aetemum! ; cioè: `Gli empi andranno nel fuoco eterno!'.
Vieni con me - soggiunse la guida. Mi prese per una mano e mi condusse davanti a uno sportello che aperse. Mi si presentò allo sguardo una specie di caverna, immensa e piena di un fuoco terrificante, che sorpassava di molto il fuoco della terra. Questa spelonca non ve la posso descrivere, con parole umane, in tutta la sua spaventosa realtà.
All'improvviso cominciai a vedere dei giovani che cadevano nella caverna ardente. La guida mi disse: 'L'impurità è la causa della rovina eterna di tanti giovani!'.
- Ma se hanno peccato si sono poi anche confessati.
- Si sono confessati, ma le colpe contro la virtù della purezza le hanno confessate male o del tutto taciute. Ad esempio, uno aveva commesso quattro o cinque di questi peccati, ma ne ha detto solo due o tre. Ve ne sono alcuni che ne hanno commesso uno nella fanciullezza e per vergogna non l'hanno mai confessato o l'hanno confessato male. Altri non hanno avuto il dolore e il proposito di cambiare. Qualcuno invece di fare l'esame di coscienza cercava le parole adatte per ingannare il confessore. E chi muore in questo stato, decide di collocarsi tra i colpevoli non pentiti e tale resterà per tutta l'eternità. Ed ora vuoi vedere perché la misericordia di Dio ti ha portato qui? - La guida sollevò un velo e vidi un gruppo di giovani di questo oratorio che conoscevo bene: tutti condannati per questa colpa. Fra questi ce n'erano alcuni che in apparenza avevano una buona condotta.
La guida mi disse ancora: 'Predica sempre e ovunque contro l'impurità! :. Poi parlammo per circa mezz'ora sulle condizioni necessarie per fare una buona confessione e si concluse: 'Bisogna cambiar vita... Bisogna cambiar vita'.
- Ora che hai visto i tormenti dei dannati, bisogna che anche tu provi un poco l'inferno!
Usciti da quell'orribile edificio, la guida afferrò la mia mano e toccò l'ultimo muro esterno. Io emisi un grido di dolore. Cessata la visione, notai che la mia mano era realmente gonfia e per una settimana portai la fasciatura."
Padre Giovan Battista Ubanni, gesuita, racconta che una donna per anni, confessandosi, aveva taciuto un peccato di impurità. Arrivati in quel luogo due sacerdoti domenicani, lei che da tempo aspettava un confessore forestiero, pregò uno di questi di ascoltare la sua confessione.
Usciti di chiesa, il compagno narrò al confessore di aver osservato che, mentre quella donna si confessava, uscivano dalla sua bocca molti serpenti, però un serpente più grosso era uscito solo col capo, ma poi era rientrato di nuovo. Allora anche tutti i serpenti che erano usciti rientrarono.
Ovviamente il confessore non parlò di ciò che aveva udito in Confessione, ma sospettando quel che poteva essere successo fece di tutto per ritrovare quella donna. Quando arrivò presso la sua abitazione, venne a sapere che era morta appena rientrata in casa. Saputa la cosa, quel buon sacerdote si rattristò e pregò per la defunta. Questa gli apparve in mezzo alle fiamme e gli disse: "lo sono quella donna che si è confessata questa mattina; ma ho fatto un sacrilegio. Avevo un peccato che non mi sentivo di confessare al sacerdote del mio paese; Dio mi mandò te, ma anche con te mi lasciai vincere dalla vergogna e subito la Divina Giustizia mi ha colpito con la morte mentre entravo in casa. Giustamente sono condannata all'inferno!". Dopo queste parole si aprì la terra e fu vista precipitare e sparire.
Scrive il Padre Francesco Rivignez (l'episodio è riportato anche da Sant'Alfonso) che in Inghilterra, quando c'era la religione cattolica, il re Anguberto aveva una figlia di rara bellezza che era stata chiesta in sposa da diversi principi.
Interrogata dal padre se accettasse di sposarsi, rispose che non poteva perché aveva fatto il voto di perpetua verginità.
II padre ottenne dal Papa la dispensa, ma lei rimase ferma nel suo proposito di non servirsene e di vivere ritirata in casa. II padre l'accontentò.
Cominciò a fare una vita santa: preghiere, digiuni e varie altre penitenze; riceveva i Sacramenti e andava spesso a servire gli infermi in un ospedale. In tale stato di vita si ammalò e morì.
Una donna che era stata sua educatrice, trovandosi una notte in preghiera, sentì nella stanza un gran fracasso e subito dopo vide un'anima con l'aspetto di donna in mezzo a un gran fuoco e incatenata tra molti demoni...
- lo sono l'infelice figlia del re Anguberto.
- Ma come, tu dannata con una vita così santa?
- Giustamente sono dannata... per colpa mia. Da bambina io caddi in un peccato contro la purezza. Andai a confessarmi, ma la vergogna mi chiuse la bocca: invece di accusare umilmente il mio peccato, lo coprii in modo che il confessore non capisse nulla. Il sacrilegio si è ripetuto molte volte. Sul letto di morte io dissi al confessore, vagamente, che ero stata una grande peccatrice, ma il confessore, ignorando il vero stato della mia anima, mi impose di scacciare questo pensiero come una tentazione. Poco dopo spirai e fui condannata per tutta l'eternità alle fiamme dell'inferno.
Detto questo disparve, ma con così tanto strepito che sembrava trascinasse il mondo e lasciando in quella camera un odore ributtante che durò parecchi giorni.
L'inferno è la testimonianza del rispetto che Dio ha per la nostra libertà. L'inferno grida il pericolo continuo in cui si trova la nostra vita; e grida in modo tale da escludere ogni leggerezza, grida in modo costante da escludere ogni frettolosità, ogni superficialità, perché siamo sempre in pericolo. Quando mi annunciarono l'episcopato, la prima parola che dissi fu questa: "Ma io ho paura di andare all'inferno."
(Card. Giuseppe Siri)
GESU MIO AMORE INFINITO
Si trema fratelli miei GESU TOGLIMI TUTTE LE VERGOGNE TIAMO GESÙ
UseG
Traducción al castellano: EL SACRILEGIO
Un pecado que puede conducir a la condenación eterna es el sacrilegio. Desgraciado el que se pone en este camino! Comete sacrilegio el que deliberadamente oculta un pecado mortal en la confesión, o se confiesa sin una voluntad de dejar el pecado o no huir de las ocasiones próximas de pecar. Casi siempre los que se confiesan en modo tan sacrílego también …More
Traducción al castellano: EL SACRILEGIO
Un pecado que puede conducir a la condenación eterna es el sacrilegio. Desgraciado el que se pone en este camino! Comete sacrilegio el que deliberadamente oculta un pecado mortal en la confesión, o se confiesa sin una voluntad de dejar el pecado o no huir de las ocasiones próximas de pecar. Casi siempre los que se confiesan en modo tan sacrílego también cometen sacrilegio eucarístico, porque entonces reciben la comunión en pecado mortal.
Dice San Juan Bosco ...
"Me encontré con mi guía (El Ángel Custodio) en el fondo de un precipicio que terminaba en un valle oscuro Y aquí mostraba un enorme edificio con una puerta altísima que estaba cerrada con llave. Tocamos el fondo del precipicio;.. Un calor sofocante me oprimía ; un humo grasiento, casi verde y destellos de llamas sanguinolentas se levantaban en los muros del edificio.
Le pregunté: "¿Dónde estamos?". 'Lee la inscripción que estaba en la puerta. Me respondió el guía. Miré y vi escrito: 'ubi non est redemptio !, Es decir: `Donde no hay redención ', Mientras tanto vi caer en ese abismo ... A un hombre joven, y luego otro, y luego los demás; todo el mundo tenían escrito en la cara su propio pecado.
Me dijo el guía: "Aquí está la causa predominante de estas condenaciones: las malas compañías, libros malos y hábitos perversos '.
Esos pobres muchachos eran jóvenes que yo conocía. Le pregunté a mi guía: "Pero entonces, es inútil trabajar entre los jóvenes si después muchos tienen este fin. Cómo detener este tipo de ruina-" Aquellos que has visto todavía están vivos; Pero este es el estado actual de sus almas, si mueren en este momento vendrían definitivamente aquí dijo el ángel.
Después entramos en el edificio; Corría con la velocidad de un rayo. Desembocamos en un vasto y sombrío patio. Leí esta inscripción: 'Ibunt impíi in ignem aetemum ! ; es decir: `Los impíos irán al fuego eterno '!.
Ven conmigo - añadió la guía. Me tomó de la mano y me llevó a una puerta que se abría. Se presentó ante mi mirada una especie de cueva, inmensa y llena de un terrible fuego, que supera en gran medida el fuego de la tierra. Esta cueva no la puedo describir con palabras humanas, en toda su realidad aterradora.
De repente empecé a ver a los jóvenes que caían en la cueva ardiente. El guía me dijo: 'La impureza es la causa de la ruina eterna de muchos jóvenes!'.
- Pero si han pecado son absueltos también en la confesión.
- Si, Ellos se han confesado, pero las faltas contra la virtud de la pureza las han confesado mal o las han callado. Por ejemplo, uno había cometido cuatro o cinco de estos pecados, pero dijo que sólo dos o tres. Hay algunos que han cometido uno en la infancia y por la vergüenza nunca lo han confesado o lo han confesado mal. Otros no han tenido el dolor y el propósito de cambiar. Alguien en lugar de hacer un examen de conciencia buscan las palabras adecuadas para engañar al confesor. Son los que mueren en este estado, decide ubicarse entre los culpables no arrepentidos y lo seguirán siendo por toda la eternidad. Y ahora quieres ver por qué la misericordia de Dios te trajo aquí? - El guía levantó un velo y vi a un grupo de jóvenes de este oratorio que conocía bien: todos condenados por este pecado. Entre ellos había algunos que en apariencia tenían buena conducta.
El guía me dijo: «Predica siempre y en todas partes contra la impureza! :. Luego hablamos cerca de media hora de las condiciones necesarias para hacer una buena confesión, y concluyó: "Hay que cambiar de vida ... Hay que cambiar de vida '.
- Ahora que has visto los tormentos de los condenados, necesitas que también tu pruebes un poco del infierno!
Salido de ese horrible edificio, el guía me agarró la mano y tocó la última pared exterior. Dejé escapar un grito de dolor. Terminada la visión me di cuenta de que mi mano estaba muy hinchada y durante una semana llevé el vendaje ".
El Padre Giovan Battista Ubanni, jesuita, dice que una mujer durante años, la había confesado, había callado un pecado de impureza. Llegaron a aquel lugar dos sacerdotes dominicos, que ella había estado esperando, le rogó a uno de ellos que escuchara su confesión.
Fuera de la iglesia, el otro acompañante le dijo el confesor que había observado que, mientras que la mujer fue a confesarse, salían de su boca muchas serpientes, pero una serpiente grande fue lanzado sólo su cabeza, pero luego regresó de nuevo. Entonces todas las serpientes que habían salido regresaron de nuevo.
Obviamente el confesor no hablaba de lo que había oído en la confesión, pero sospechando lo que podría haber sucedido hizo todo lo posible para encontrar a esa mujer. Cuando llegó a su casa, se enteró de que había muerto en su casa, acaba de regresar. Al oír hablar de ella, el buen sacerdote se entristeció y oró por la difunta. Esta se le apareció en llamas y le dijo: "Yo soy la mujer que ha confesado esta mañana, pero he cometido un sacrilegio. Tengo un pecado que no sentía que debía confesar a un sacerdote en mi país, Dios me mandó contigo pero también contigo me dejé vencer por la vergüenza y de inmediato la Justicia Divina me golpeó con la muerte mientras entraba en la casa. Con justa razón estoy condenada en el infierno ". Después de estas palabras, la tierra se abrió y fue visto caerse y desaparecer.
Escribe Padre Francis Rivignez (el episodio también es reportado por San Alfonso) en Inglaterra, cuando la religión era católica, el rey Anguberto tenía una hija de rara belleza que había sido solicitada en matrimonio por varios príncipes.
Cuando le preguntó su padre si aceptaba casarse, contestó que no podía porque había hecho voto de virginidad perpetua.
El padre obtuvo una dispensa del Papa, pero ella se mantuvo firme en su determinación de no utilizarlo y vivir en casa de retiro. Su padre la complació.
Empezó a hacer una vida santa: oración, ayuno y otras penitencias; Recibía los sacramentos y, a menudo fue a servir a los enfermos en un hospital. En un estado de vida que se enfermó y murió.
Una mujer que había sido su maestra, encontrándose una noche en oración oyó un fuerte ruido en la habitación y de inmediato vio un alma con apariencia de mujer en medio de un gran fuego y encadenada entre muchos demonios
-soy la hija infeliz del rey Anguberto
- ¿Pero por qué? Condenada con una vida tan santa?
- Con justa razón estoy condenada por mi culpa. Cuando era niña caí en un pecado contra la pureza. Fui a confesarme, pero la vergüenza me cerró la boca en vez de reconocer humildemente mi pecado, lo cubrí de modo que el confesor no entendía nada. Sacrilegio se ha repitió muchas veces. En el lecho de muerte, le dije al confesor, vagamente, que había sido una gran pecadora, pero el confesor, ignorando el verdadero estado de mi alma, me obligó a ahuyentar este pensamiento como una tentación. Poco después expiré, y fui condenada por toda la eternidad a las llamas del infierno.
Dicho esto desapareció, pero con tanto ruido que parecía arrastrar todo el mundo y dejando en aquella habitación un olor repugnante que duró varios días.
El infierno es el testimonio del respeto que Dios tiene para nuestra libertad. Infierno grita el peligro constante en el cual se encuentra nuestra vida; y grita para excluir cualquier luz, grita constantemente para excluir toda prisa, la superficialidad, porque siempre estamos en peligro. Cuando anuncié el episcopado, la primera palabra que dije fue esto: "Pero tengo miedo de ir al infierno."
Card. Giuseppe Siri).