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Il cardinale Müller è un eretico (Parte 4): Le eresie sull’inferno, sulla Vergine Maria, sui miracoli e sull’ispirazione della Sacra Scrittura

L’inferno

Le espressioni del cardinale Müller sull’inferno contraddicono alla Sacra Scrittura e alla Tradizione intera.

L’insegnamento della Chiesa sull’inferno è il seguente:

I Concili ecumenici, a partire dal Concilio Costantinopolitano e terminando con quello Tridentino, tutti hanno condannato l’eresia dell’apocatastasi. Questa eresia nega l’eternità dell’inferno ed è sorta alla base della filosofia platonica. Müller non pronuncia direttamente l’eresia che mette in dubbio l’esistenza dell’inferno, ma la promuove sotto una forma mascherata, affinché tutti possano automaticamente dedurla da soli.

L’insegnamento della Chiesa si basa sulle parole chiare del nostro Salvatore, che in molti passi della Sacra Scrittura avverte in modo insistente davanti ai tormenti eterni dell’inferno. “E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna” (cfr. Mt 25), “... dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue” (Mc 9, 48).

L’insegnamento della Chiesa è esplicito: l’inferno è sia un luogo che uno stato, ed è eterno. Questo è affermato dalla Sacra Scrittura, dai Padri della Chiesa e dai Concili ecclesiastici. È un luogo di separazione da Dio, connesso a una grande sofferenza che dura per sempre. Chi muore in stato del peccato grave, va all’inferno.

“Dobbiamo parlare dell’inferno per evitarlo” (San Giovanni Crisostomo).

“Nella Scrittura ispirata da Dio sono tanti detti sul supplizio eterno nell’inferno. Tuttavia, la furberia del diavolo consiste in quello, che molte persone dimenticano di tante parole chiare del Signore e inventano – per avere più coraggio di peccare – che c’è una fine della punizione“ (San Basilio il Grande).

“Se il fuoco della lussuria carnale brucia dentro di te, affrontalo con il fuoco dell’inferno, e il fuoco della tua lussuria si spegnerà e scomparirà immediatamente” (San Giovanni Crisostomo).

Citazione di Müller: “Proprio come il paradiso non è un’utopia postuma, così l’inferno non è un luogo di supplizio oltre la tomba, dove la vendetta di un amante respinto scatenerà con una scala completa della sua crudeltà”.

Risposta: Müller irride il Signore Gesù come un amante respinto la cui vendetta scatenerà con una scala completa della sua crudeltà. Questa è una grave bestemmia fatta per provocare psicologicamente i lettori a rifiutare l’esistenza di una punizione giusta. Müller usa le manipolazioni fin dall’inizio: dice la verità all’inizio di proposizione e continua con una menzogna. Il paradiso non è un’utopia postuma. Il paradiso è una realtà. Allo stesso modo, l’inferno è pure una realtà, cioè un supplizio dopo la morte.

Citazione: “E altri terribili tratti del pennello vengono aggiunte al dipinto dalla totale assenza del minimo accenno di speranza che un giorno l’uomo sarà in grado di lasciare questa tana della sofferenza”.

Risposta: Müller usa appositamente una formulazione irridevole “terribili tratti del pennello” per far manipolare i lettori, affinché accettino l’eresia: chi pensa che nell’inferno già non c’è nessuna speranza, si sbaglia. In altre parole, afferma l’eresia che l’inferno non è eterno.

Con la sua dogmatica Müller non spiega la dottrina della Scrittura e della Tradizione, ma li nega e conduce consapevolmente gli studenti di teologia ed i laici lettori a dubbi ed eresie. Quindi minaccia la loro salvezza.

Le parole dette da Gesù sono chiare: alcuni andranno nella vita eterna e altri nel supplizio eterno. San Basilio aggiunge: “Entrambi sono eterni”. Queste sono parole precise della Sacra Scrittura e della Tradizione.

Citazione: “L’inferno in quanto tale non esiste in senso parallelo al cielo”.

Risposta: L’inferno e il paradiso esistono in un senso parallelo, perché entrambi sono eterni.

Citazione: “L’inferno è l’auto-comunicazione che è venuta in Cristo, ma si incontra in alcune persone sotto una forma di rifiuto”.

Risposta: Müller commette blasfemia ed usa un’espressione totalmente confusa dalla quale ciascuno può dedurre tutto ciò che vuole. La verità, d’altra parte, consiste in ciò che la condizione di salvezza è il pentimento, che deriva dalla comunicazione con Cristo. Chi rifiuta questa connessione finisce all’inferno. Müller ha inventato una sorta di auto-comunicazione in Cristo, e quindi, di fatto nega sia Cristo stesso e la realtà della nostra salvezza.

Citazione: “L’inferno è l’assurdità, di non accettare ciò che è stato accettato”.

Risposta: Gesù dice: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. Müller, al contrario, fa deformare i concetti e spinge a dubitare delle verità basilari del Vangelo con lo scopo che le persone non abbiano paura dell’inferno e verranno gettate là.

Citazione: “…tutte le persone possono sperare che nelle ceneri della loro vita si infiammi una scintilla d’amore, la quale Dio può trasformare in un grande fuoco”.

Risposta: Facendo questa affermazione così confusa, Müller esprime una grande eresia dicendo che nessuno andrà all’inferno. Filosofando su una scintilla d’amore nelle ceneri della vita egli dà l’impressione che il male non sarà punito e il bene non sarà ricompensato, e questo è un’eresia.

La Parola di Dio dice chiaramente: “E se ne andranno questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna” (Mt 25, 46). Entrambi sono eterni.

I miracoli

Citazione
: «I cosiddetti “miracoli naturali” come la tempesta sedata sul lago (Mc 4, 35-41), oppure il camminare sull’acqua (Mc 6, 45-52), così come i racconti di risurrezioni dei morti (Mc 5, 21-43; Lc 7, 11-17; Gv 11, 1-44) furono creati dagli evangelisti dal punto di vista della risurrezione di Gesù per opera del Padre».

Risposta: Müller menziona la risurrezione della figlia di Giairo (Mc 5, 21-43), la risurrezione del giovane di Nain (Lc 7, 11-17) e la risurrezione di Lazzaro (Gv 11, 1-44). Dice che questi cosiddetti racconti furono creati dagli evangelisti dal punto di vista della risurrezione di Gesù per opera del Padre. Questa è una negazione dell’ispirazione divina della Sacra Scrittura e di tutte le testimonianze che confermano la divinità di Cristo! Inoltre, Müller nega persino la risurrezione reale di Gesù quando afferma altrove, che la risurrezione è accaduta solo nella coscienza degli apostoli. Allo stesso modo, gli eventi evangelici su coloro che sono stati risuscitati dai morti da parte di Cristo, sono chiamati da Müller come i “racconti”, i quali, a suo avviso, non sono i fatti storici, ma solo gli invenzioni.

Le eresie che negano la verginità della Purissima Vergine Maria

Citazione
: “Sul rapporto di Maria a Gesù, anche durante la nascita, dovrebbe essere visto dal punto di vista della salvezza escatologica...”

Risposta: Qual è lo scopo di questa frase? Lo scopriremo nella frase seguente.

Citazione: “Pertanto, il contenuto della dichiarazione di fede non si riferisce ai dettagli somatici verificabili fisiologicamente ed empiricamente”.

Risposta: Questa è un’eresia evidente che nega il dogma della fede secondo il quale la Vergine Maria che è “kecharitomene” – piena di grazia (Lc 1, 28), rimane vergine durante il Natale del Signore. Sia nell'introduzione che nella conclusione Müller avvolge questa eresia in un’espressione confusa “salvezza escatologica”. Da questa frasi tutti possono dedurre tutto ciò che vogliono.

Citazione: “In qualsiasi interpretazione teologica della liberazione di Maria dai “dolori” alla nascita del Salvatore, dovremmo tener conto del fatto che Maria ha seguito la Via Crucis (Lc 2, 35; Gv 19, 25)”.

Risposta: Müller manipola quando afferma che, in quanto la Vergine Maria ha sofferto sulla Via Crucis, pertanto ha sofferto durante la nascita di Gesù. Questa è una manipolazione grave. Il parto di una donna comune e la nascita della Vergine Maria non possono essere messi allo stesso livello. Una donna dà alla luce un uomo naturale ed in modo naturale, mentre la Vergine Maria ha concepito e dato alla luce il Figlio di Dio in modo soprannaturale. E questa è la differenza! È un mistero che accogliamo nell’umiltà attraverso la fede, non per mezzo di una ragione orgogliosa. Müller nega così il dogma della verginità di Maria. L’insegnamento della Chiesa è: Maria era vergine prima della nascita, durante la nascita e dopo la nascita di Cristo. Questo mistero è collegato alla concezione soprannaturale del Figlio di Dio. Müller mette quindi in discussione anche la concezione soprannaturale del Figlio di Dio. Così attacca il mistero fondamentale della nostra salvezza.

Citazione: “Con Maria, la spiritualità cristiana riconosce in ogni nascita l’esperienza della salvezza, accolta in fede da una donna, che è arrivata alla fine dei tempi”.

Risposta: Ad Eva è stato detto dopo il primo peccato che con dolore partorirà. La Beata Vergine, tuttavia, è stata preservata dal peccato originale attraverso i meriti di Cristo (il dogma della Chiesa). Non ha la natura di Eva, quindi non è sotto la maledizione che Eva ha causato a se stessa ed alla sua discendenza. Mettere la Madre di Dio e la straordinaria nascita del Figlio di Dio allo stesso livello di una donna comune è il degrado, la blasfemia, la manipolazione e l’eresia.

La negazione dell’ispirazione della Sacra Scrittura

In diverse pagine Müller con il suo vocabolario eretico e il suo spirito eretico mette in dubbio l’ispirazione della Sacra Scrittura, così come viene fatto da tutta questa scuola eretica. Con tali presupposti è solo una questione di tempo, affinché l’ideologia di gender venga introdotta nella Chiesa come qualcosa di assolutamente normale e legale. Negando l’ispirazione della Sacra Scrittura si possa così negare tutti i precetti morali ed ogni cosa soprannaturale che si trova nella Bibbia, e pure considerare la morale come una cosa culturale e non come la legge di Dio. Müller quindi nega anche i peccati, la necessità di pentimento e la salvezza in Cristo, e in generale, la distinzione tra il bene ed il male. Questo spirito ha le sue radici nell’aggiornamento conciliare. Se Müller oggigiorno si è espresso contro Pachamama, è incoerente da parte sua, poiché grazie alla sua dogmatica eretica egli ha preparato la via a questo gesto idolatrico di Bergoglio!

Conclusione

Lo Spirito che sta dietro il Vangelo conduce alla vita eterna; lo spirito che sta dietro la dogmatica di Müller porta alla perdizione eterna.

(continua)

+ Elia
Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino

+ Metodio, OSBMr + Timoteo, OSBMr
Vescovi segretari

Don Venceslao Don Davide

20 aprile 2020