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Giornata storica a Cuba, la prima Beatificazione di Fra Olallo. CuriaOH il 8.12.2009 B. José Olallo Valdés, religioso F.B.F. (1820-1889) - Festa il 7 marzo Beato José Olallo Valdés Religioso cubano…More
Giornata storica a Cuba, la prima Beatificazione di Fra Olallo.

CuriaOH il 8.12.2009 B. José Olallo Valdés, religioso F.B.F. (1820-1889) - Festa il 7 marzo
Beato José Olallo Valdés
Religioso cubano dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio
José Olallo Valdés nasce all’Avana, nell’Isola di Cuba, il 12 febbraio del 1820. Figlio di genitori sconosciuti, fu affidato all’Orfanotrofio di San Giuseppe (Avana), dove il 15 marzo del 1820 ricevette il battesimo. Visse e fu educato presso la Casa di Cuna e la Casa di Beneficenza, diventando un ragazzo serio e responsabile.
All’età di 13-14 anni fece il suo ingresso nell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, nella comunità dell’ospedale dei Santi Filippo e Giacomo, all’Avana. Superando gli ostacoli che sembravano interporsi alla sua vocazione, si mantenne costante nella sua decisione, emettendo la professione come religioso ospedaliero.
Nel mese di aprile dell’anno 1835 fu trasferito alla città di Puerto Príncipe (oggi Camagüey), nell’ospedale San Giovanni di Dio, dove si dedicò per il resto della sua vita al servizio degli infermi, secondo lo stile di San Giovanni di Dio; in 54 anni si assentò dall’ospedale soltanto una notte, e per cause indipendenti della sua volontà. Infermiere aiutante, a 25 anni divenne “infermiere maggiore” dell’ospedale e quindi, nel 1856, superiore della comunità.
Visse affrontando grandi sacrifici e difficoltà, ma sempre con rettitudine e forza d’animo, la sua vita consacrata e ospedaliera durante il periodo di soppressione degli Ordini religiosi da parte dei governi liberali spagnoli, che comportò anche la confisca dei beni ecclesiastici. Dal 1876, anno in cui morì l’ultimo suo Confratello compagno, al 1889, data della sua morte, visse da solo adoperandosi nel servizio degli ammalati, sempre fedele a Dio, alla sua coscienza, alla sua vocazione e al carisma, senza venire mai meno ai voti religiosi, umile e obbediente verso tutti, con nobiltà di cuore, rispettando, servendo e amando anche gli ingrati e i nemici invidiosi.
Nel periodo della guerra dei 10 anni (1868-1878) si dimostrò coraggioso nel custodire i suoi ricoverati, sempre prudente e senza rancori, lavorando a favore di tutti, ma con preferenza per i più deboli e poveri, per gli anziani e gli orfani, senza fare distinzione di razza né di religione, mettendo a repentaglio la propria esistenza nel corso di eventi difficili, assistendo gli schiavi, difendendo l’ospedale, soccorrendo i feriti di guerra, assistendo i prigionieri, ecc., e anche prendendo la difesa con “dolce fermezza” di tutti coloro che non avevano il permesso governativo di farsi curare, senza badare alla loro provenienza sociale o politica al tempo dei conflitti bellici civili, ottenendo per questo il rispetto e la considerazione delle autorità militari. Riuscì ad intercedere presso le autorità militari in favore della popolazione di Camagüey e, non lasciandosi intimorire dalle minacce, né dalle proibizioni, evitò un massacro civile.
Perseverante nella vocazione, attraverso la sua bontà dolce e serena fece del quarto voto di ospitalità non solo un ministero di amore e servizio verso gli ammalati, ma una modalità di ardente apostolato, soprattutto nell’assistenza ai moribondi e agli agonizzanti, che accompagnava nelle ultime ore della loro esistenza, nel passaggio verso una vita migliore. Si distinse sempre verso tutti per la sua infinita bontà e fu ricordato con l’appellativo di “apostolo della carità” e “padre dei poveri”, che sintetizza bene il suo altruismo.
Modesto, sobrio, senza aspirazioni di alcun genere se non quella di essere consacrato unicamente al suo misericordioso ministero, rinunziò al sacerdozio e si caratterizzò per la sua umanità e competenza, pur essendo autodidatta, anche come medico-chirurgo. Visse lontano dal clamore, rifuggendo dagli onori per poter fissare il suo sguardo soltanto su Gesù, che ritrovava nel volto dei sofferenti. La sua grande umiltà si rivelò anche dalla rinunzia al sacerdozio, dopo l’invito rivoltogli dal suo Arcivescovo, poiché la sua vocazione era completamente il servizio dei più poveri e dei sofferenti; i testimoni parlano di fedeltà piena alla sua consacrazione di religioso nella pratica dei voti di castità, obbedienza, povertà e ospitalità.
La sua morte, avvenuta il 7 marzo 1889, fu ritenuta la “morte di un giusto”, di un santo: decesso, veglia, funerali e sepoltura, con monumento-mausoleo, che da allora in poi viene visitato continuamente, testimoniano la sua santità e la venerazione dei suoi devoti. Morì ma rimase vivo nel cuore della gente, che amava chiamarlo “Padre Olallo”.
La grande fama di santità che lo circondava nasceva dalla sua vita di uomo modesto, giusto e dall’animo generoso, come modello di virtù dal cuore ardente di amore per i “miei fratelli prediletti”: sobrio, gioioso, affabile, ma soprattutto eccelso servitore nella carità. Seppe essere un fedele imitatore del suo Fondatore. Dio fu la sua vita e, di conseguenza, illuminato dall’amore di Dio, ricambiò tanto amore nella stessa maniera.
Con la morte di José Olallo Valdés e anche in seguito, la sua fama di santità andava aumentando ogni giorno di più, principalmente fra il popolo di Camagüey, che attribuiva alla sua intercessione grazie e aiuti continui.
José Olallo Valdés è stato beatificato nella Città di Camagüey, Cuba, il 29 novembre 2008. La cerimonia di beatificazione è stata presieduta da Sua Eminenza il Cardinale José Saraiva Martins in rappresentanza di Papa Benedetto XVI (Joseph Aloisius Ratzinger, 2005-2013).

Fonte principale: vatican.va/news (“RIV./gpm”).
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✍️ Mercoledì della III settimana di Quaresima

Libro del Deuteronomio 4,1.5-9.

Mosè parlò al popolo e disse:
« Ascolta, Israele, le leggi e le norme che io vi insegno, perché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso del paese che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore mio Dio mi ha ordinato, perché le metti…More
✍️ Mercoledì della III settimana di Quaresima

Libro del Deuteronomio 4,1.5-9.

Mosè parlò al popolo e disse:
« Ascolta, Israele, le leggi e le norme che io vi insegno, perché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso del paese che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore mio Dio mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso.
Le osserverete dunque e le metterete in pratica perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente.
Infatti qual grande nazione ha la divinità così vicina a sé, come il Signore nostro Dio è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?
E qual grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi espongo?
Ma guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno viste: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. Le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli. »

Salmi 147,12-13.15-16.19-20.
Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Manda sulla terra la sua parola,
il suo messaggio corre veloce.
Fa scendere la neve come lana,
come polvere sparge la brina.

Annunzia a Giacobbe la sua parola,
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.
Così non ha fatto con nessun altro popolo,
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,17-19.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. »

Traduzione liturgica della Bibbia

Meditazione del giorno : Sant'Ilario di Poitiers
Cristo è il compimento delle Scritture