TAPPE E PROTAGONISTI DELL’ANTICO TESTAMENTO

Ho trovato questi appunti, una sorta di compendio.
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1a Tappa: I Patriarchi (1800 a.C. Abramo)
2a Tappa: In Egitto (1600-1250 a.C.)
3a Tappa: L’Esodo e la conquista della Palestina (1250-1020 a.C.)
4a Tappa: L’epoca della Monarchia (1020-587 a.C.)
Profeti:
- Elia ed Eliseo (ca. 1000 a.C.)
- Amos (ca. 783 a.C.)
- Osea
- Isaia e Michea (ca. 716 a.C.)
- Sofonia (ca. 630 a.C.)
- Geremia (627 a.C.)
5a Tappa: L’Esilio
- Esilio per Israele = il Regno del Nord (10 tribù) in Assiria (721 a.C. - ...)
- Esilio per Giuda = il Regno del Sud (2 tribù) a Babilonia (587-538 a.C.) Profeti:
- Ezechiele (593 a.C.) - II Isaia (553 a.C.)
6a Tappa: Il post-esilio e il Giudaismo (538-63 a.C.) 6a. Dominazione persiana (538-332 a.C.)
Profeti:
6b. dominazione “ellenistica” (332-129 a.C.) 6c. Dominio asmoneo (129-63 a.C.)
7a Tappa: La dominazione romana (63 a.C. – 135 d.C. = la diaspora) Erode il Grande (dal 37 al 4 a.C.)
Gesù Cristo (ca. al 6 a.C. – 33 d.C.)
(ca. 750 a.C.)
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EPOCHE DELLA STORIA BIBLICA 1a Tappa: I Patriarchi (1800 a.C. Abramo)
Abramo, Isacco, Giacobbe e i suoi 12 figli, tra cui Giuseppe.
Il ciclo di Abramo, quello di Giacobbe e la storia di Giuseppe si collocano nel contesto delle grandi migrazioni dei popoli seminomadi che attraversavano il Medio Oriente nel IX secolo avanti Cristo.
Verso il 1850 a.C., infatti, il clan di Terach, padre di Abramo, partì da una località nei pressi di Ur (città sulle rive dell’Eufrate, nella Bassa Mesopotamia, corrispondente all'attuale Iraq) per stabilirsi a Carran (città situata più di mille chilometri a nord), nella zona abitata dagli Amorriti, detti anche «Semiti dell'ovest», da cui provengono gli Aramei.
Da qui, più tardi, Abramo partì per raggiungere la terra di Canaan, da dove Giacobbe emigrò, a sua volta, in Egitto, per ricongiungersi al figlio Giuseppe. I loro discendenti sarebbero rimasti là ca. 400 anni (Cfr. Gn 15,13).
Tempo intermedio (1450-1200 a.C.)
Fino alla metà del XIII secolo (1250 a.C.) tre grandi potenze dominavano la zona siro- palestinese: gli Hittiti, il regno di Mitanni e l’Egitto, che estendeva il proprio dominio su tutta la terra di Canaan e gran parte della Siria.
Appena mezzo secolo dopo, dei tre stati era rimasto solo l’Egitto, ma anch’esso rientrato nei suoi confini naturali, lungo il corso del Nilo.

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A provocare questo repentino cambiamento furono le migrazioni di due gruppi di popolazioni:
1. da nord-ovest, cioè dal mare, arrivarono, a ondate successive, i «popoli del mare».
Tra loro i Filistei, che dall’inizio del XII secolo occuparono le fertili pianure costiere della
Palestina e da lì, poco alla volta, si spostarono verso la zona montagnosa ad oriente.
Sul litorale, i Filistei fondarono cinque città (Gaza, Ascalona, Asdod, Ekron e Gat), la cosiddetta «Lega delle cinque città» o «Pentapoli».
Per le loro conquiste o difesa contavano su truppe mercenarie o su singoli guerrieri, con armatura pesante, come il famoso Golia, menzionato in 1Sam 17,4-7.
2. dall’oriente invece, cioè dal deserto siro-arabico, arrivarono poco dopo gli Aramei (i discendenti dei cosiddetti «popoli dei monti»), che in breve tempo avevano conquistato pacificamente il potere a Babilonia e iniziarono a dominare anche le città-stato della Siria.
Alcuni di loro (Ebrei), come già aveva fatto il clan di Abramo, si spinsero fino in Palestina e si insediarono tra le città dei Cananei.
Gli Ebrei
Stile di vita.
All’inizio della loro storia gli ebrei erano nomadi. Per questo, la figura dell’«arameo errante» (Cfr. Dt 26,5-9) rimase mitica fino all’epoca dei regni di Davide e Salomone.
La vita dei pastori fu sempre legata a quella degli agricoltori: avevano, infatti bisogno delle sorgenti per le loro greggi (pecore e capre) (Cfr. Gn 21-22-34) e per usare come pascoli

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estivi i campi in cui era già avvenuto il raccolto, dato che il deserto e le steppe davano foraggio soltanto durante le piogge invernali.
I due gruppi, inoltre, si scambiavano i prodotti delle rispettive attività.
Poco alla volta, anche i pastori iniziarono a fermarsi in alcuni luoghi: un processo che durò generazioni e non fu contemporaneo in tutti i luoghi, né all’interno delle stesse famiglie.
Ma proprio l’aumento del numero dei nuovi arrivati (ebrei), ormai stanziati e non più semplicemente di passaggio, in una terra che diventava sempre più insufficiente per tutti, oltre alla naturale pretesa di ciascun gruppo di accaparrarsi le terre migliori (problema inesistente finché si era di passaggio), fece esplodere i rapporti tra gli antichi nomadi ebrei e i cananei, sedentari da secoli.
A ciò si aggiunga le reciproche prevenzioni culturali: gli agricoltori e i cittadini consideravano i nomadi una specie di «barbari»; mentre questi si sentivano superiori, in virtù della libertà assicurata loro dalla mancanza di legami con luoghi particolari.
Un bell’esempio di questi scontri li abbiamo nella vicenda di Esaù e Giacobbe: Gn 25,19-34.
Religione. All’epoca del nomadismo, ogni clan famigliare aveva i propri Dèi, chiamati col nome del capostipite: «Dio di Abramo», «Timore di Isacco», «Forza di Giacobbe»...
I nomi erano quindi tanti quanti gli stessi clan, ma l’idea che avevano delle rispettiva divinità e spesso anche i racconti o il modo con cui gli rendevano culto si assomigliavano tutti.
Fu così facile, in un secondo momento, quando i diversi clan si unirono in un unico popolo, unificarli anch’essi in una sola religione, avendo ormai compreso che – nelle diverse esperienze – avevano in realtà fatto esperienza di un unico Dio.
In Egitto. L’episodio biblico della discesa di Giacobbe in Egitto non fu un avvenimento isolato. La permanenza di pastori nomadi in quel paese tra il XV e il XII secolo era, infatti, cosa abituale.
«Quando le condizioni di vita del deserto e della steppa non offrivano più nulla, ci si dirigeva nella terra del Nilo, nel cui delta vi erano alimenti sovrabbondanti. Le migrazioni avvenivano di solito ordinatamente. Chi attraversava le stazioni di frontiera egiziane veniva registrato e gli veniva attribuito il suo luogo di soggiorno...
Secondo i racconti biblici, a questi nomadi furono assegnati pascoli, in cambio dei quali
tuttavia dovevano fornire il proprio lavoro: gli egiziani impiegarono i pastori in prestazioni
1 d’opera nell’ambito dei progetti edilizi» .
Poco alla volta però le condizioni peggiorarono e quindi un gruppo (o più di essi) decise di darsi alla fuga. Il tentativo era ai limiti dell’impossibile: nessuno, infatti, poteva sfuggire alla macchina da guerra degli Egiziani (Cfr. Sal 20,8), ma «miracolosamente» riuscì.
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M. Clauss, Israele nell’età antica, Il Mulino, 2003, pp. 12-13 4
Tale fuga prodigiosa divenne pertanto un punto fisso della storia d’Israele: fu dipinta a tinte sempre più vivaci e divenne il punto di coagulo di tutti le credenze religiose di cui quelle tribù nomadi erano portatrici.
In seguito, «gruppi sempre più numerosi si appropriarono di questa tradizione finché alla
2 fine, ai tempi della monarchia, divenne il mito di fondazione di tutti gli ebrei» .
2a Tappa: Lo stanziamento in Egitto (1600-1250 a.C.)
Durante questo periodo – più precisamente tra il 1720 al 1570 a.C. ca. – l’Egitto si trovò sotto la dominazione degli Hyksos (nome derivato dall'egizio Heqa-kasut, che significa "sovrani dei paesi stranieri"), una popolazione appartenente a quei gruppi asiatici che lentamente si erano insediati in Egitto durante la fine del Medio Regno.
La loro composizione etnica comprendeva Semiti, Cananei e anche coloro che sarebbero poi diventati gli Ebrei. L'arrivo di queste genti era stato caratterizzato da una lenta infiltrazione, che portò in territorio egiziano un numero sempre maggiore di genti straniere senza però preoccupare i faraoni che, inizialmente, non videro in questa ondata migratoria una minaccia.
Queste popolazioni asiatiche stabilitesi nel Nord dell'Egitto diedero vita a un gruppo di comunità che presto occupò la regione del Delta. Quando poi il potere centrale della XIII dinastia si indebolì, gli Hyksos approfittarono della fragilità del Paese per imporre la propria supremazia.
Solo verso il 1570, guidati dal faraone Ahmose I, gli egiziani riuscirono a cacciare gli invasori.
Seguendo il racconto biblico, gli Ebrei sarebbero dunque arrivati in Egitto durante la dominazione degli Hyksos e lì avrebbero anche raggiunto posizioni importanti.
Ma sotto Ramses II (grande politico e costruttore, ma affetto da mitomania, tanto da far cambiare i nomi su statue preesistenti, per farvi mettere il suo) ci fu un giro di vite.
Secondo che lo si dati, l’«Esodo» potrebbe essere avvenuto sotto Ramses II o suo figlio e successore Merenptah, che ci ha lasciato una stele di granito nero, detta appunto Stele di Merenptah o Stele d'Israele, ove, nelle ultime righe, si narra l'esito vittorioso di una spedizione militare condotta dallo stesso sovrano nella terra di Canaan. Tra i popoli e le città sconfitti viene elencato ysrr. Molti studiosi identificano ysrr con Israele. Si tratterebbe quindi della prima testimonianza storica extrabiblica relativa al popolo ebraico. Qui Israele è indicato come tribù.

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Ibid.
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La stele, ritrovata nel 1896, è attualmente conservata al Museo egizio del Cairo.
La costituzione degli ebrei perlomeno come tribù d’Israele in Palestina, arretrerebbe perciò la data dell’esodo di un certo numero di anni, sufficiente a farla ricadere sotto il lungo regno di Ramses II.
3a Tappa: Esodo e conquista della Palestina (1250-1020 a.C.)
Uscita dall’Egitto in due modi e seguendo due itinerari:
- un esodo-espulsione, per la via militare, che costeggiava il mare
- un esodo-fuga, guidato da Mosè, attraversando il «Mar delle canne» e poi il deserto del Sinai.
Si tratta di un lungo processo, durato quasi due secoli, al termine del quale Gerusalemme sarebbe rimasta ancora da conquistare. Durante questo periodo l’organizzazione sociale e politica restava a livello tribale.
E’ il cosiddetto periodo dei «Giudici». Ci sono due figure di Giudici:
- Giudici minori: burocrati locali, per gestire una tribù.
- Giudici maggiori: in situazioni di pericolo veniva eletto un leader, per le sue doti carismatico- politiche-militari, per guidare Israele nelle imprese difensive. Tra i più famosi: Sansone e Gedeone.
Per lungo tempo si è ritenuto che in questo periodo le tribù avessero un collegamento cultico nel Santuario di Sichem, al centro della Palestina, dove era custodita l’Arca dell’alleanza. Questo ha fatto pensare ad una vera e propria «anfizionia cultica» (= alleanza politico- sociale sulla base di un comune culto religioso), sul modello di quelle greche. Oggi però molti studiosi mettono in dubbio questa ipotesi.
In tutti i casi, tra la fine del XI e l’inizio del X secolo la minaccia dei filistei non poté più essere controllata con l’intervento di personaggi occasionali, per quanto eccezionali e si rese necessaria una soluzione permanente.

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4a Tappa: L’epoca della Monarchia (1020-587 a.C.)
Si giunse così all’istituzione della Monarchia, mediante un percorso alquanto travagliato,
tanto dal punto di vista teologico quanto politico.
- Dal punto di vista teologico è emblematica l’ostinata resistenza del profeta Samuele (1Sam 8) ad ungere re Saul, perché questo avrebbe significato un affronto all’unico re d’Israele: Jahweh. Di fatto in Israele il re di turno sarà sempre considerato un semplice luogotenente di Jahweh.
- Dal punto di vista politico, perché le tribù non accetteranno mai di fondersi completamente in unico organismo politico. Così dopo il deludente “regno” di Saul al nord (ca. 1020-1000 a.C.) si giungerà al compromesso dell’«unione personale» dei regni di Davide (ca. 1000-961 a.C.) e di suo figlio Salomone (ca. 961-925 a.C.).
Poi torneranno a dividersi:
- le 10 tribù del nord (Regno d’Israele; 925-722 a.C.)terminato con la tragedia della distruzione di Samaria e la deportazione a Ninive (Assiria), da cui non torneranno più.
- dalle 2 tribù del sud (Regno di Giuda; 925-587) terminato con la caduta di Gerusalemme e l’esilio per 50 anni a Babilonia.
Sarà questa l’epoca in cui sorgeranno i grandi Profeti di Israele:
- Elia ed Eliseo (ca. 1000 a.C.) - Amos (ca. 783 a.C.)
- Osea (ca. 750 a.C.)
- Isaia e Michea (ca. 716 a.C.) - Sofonia (ca. 630 a.C.)
- Geremia (627 a.C.)
5a Tappa: L’Esilio (587-538 a.C.)
Nel 597 un generale babilonese cinge d’assedio Gerusalemme e compie una prima deportazione di intellettuali e operai specializzati, lasciando solo operai e contadini, in uno stato ormai vassallo.
Nel 587, a seguito di una ribellione, Nabucodonosor distrugge Gerusalemme e fa una deportazione di massa: è l’inizio dell’esilio vero e proprio. Tra i pochi rimasti a Gerusalemme c’è il profeta Geremia, mentre il profeta Ezechiele segue i deportati.
Ciononostante, anche «sui fiumi di Babilonia» (Cfr. Sal 136,1) gli ebrei riescono a ricostruirsi una vita.
E’ l’epoca del passaggio al monoteismo assoluto: II Isaia
Già in parte anticipato da Amos (9,7): «Non siete voi per me come gli Etiopi, Israeliti? Parola del Signore. Non io ho fatto uscire Israele dal paese d'Egitto, i Filistei da Caftòr e gli Aramei da Kir?».

Profeti:
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- Ezechiele (593 a.C.) - II Isaia (553 a.C.)
6a Tappa: Il post-esilio e il Giudaismo (538-63 a.C.) 6a. Dominazione persiana (538-332 a.C.)
Nel 539, il persiano Ciro vince i babilonesi e imposta una nuova politica nei confronti dei popoli sottomessi.
Permette agli ebrei di tornare a ricostruire Gerusalemme e il Tempio, ma vi tornano solo pochi idealisti.
Il ritorno è guidato dal sacerdote Giosué e dal governatore Zorobabele
E’ l’epoca dei profeti Aggeo (520 a.C.) e Zaccaria (520-518).
Il Tempio sarà inaugurato solo nel 515.
Opera di restaurazione nazionalista e fanatica del sacerdote Esdra e, più moderato, del funzionario dell’impero persiano Neemia.
Scioglimento dei matrimoni misti (questione economica o di purezza razziale o entrambe?).
Profeti:
- III Isaia (573 a.C.)
- Aggeo (520 a.C.)
- Malachia (V secolo) - Gioele (IV-V secolo)
E’ pure l’epoca in cui si compone il Pentateuco e i testi Sapienziali. 6b. dominazione “ellenistica” (332-129 a.C.)
Alessandro Magno, macedone, vince i persiani e, alla sua morte, l’impero viene diviso tra i suoi generali (Diadochi)
Gli Ebrei finiscono sotto i Tolomei, che si prendono la Siria e la Palestina; mentre gli Egiziani sotto i Seleucidi.
La forzata ellenizzazione della cultura, degli usi e della religione (con la profanazione del Tempio di Gerusalemme, dove viene inserita la statua del dio greco Giove), provoca sotto Antioco IV Epifane la rivolta dei Maccabei, devoti e partigiani ebrei.
6c. Dominio asmoneo (129-63 a.C.)
Il successo della dura rivolta maccabaica porta all’ascesa della dinastia asmonea (da Asmon, il nome di un antenato), fondata da Simone Maccabeo, e segna l'inizio del regno di Giudea, a partire dal 140 a.C.

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Il potere civile e religioso coincideranno ormai nelle mani degli asmonei, fino a quando nel 63 a.C. le truppe dei romani, guidate da Pompeo non entreranno in Gerusalemme.
7a Tappa: La dominazione romana (63 a.C. – 135 d.C. = la diaspora)
I romani non rovesciarono però subito la dinastia asmonea, ma si limitarono sulle prime a
ridurre la Palestina a Stato vassallo.
Viste però le continue lotte di potere e successione all’interno della stessa dinastia asmonea, i romani nomineranno «re» (di uno stato praticamente tutto da riconquistare) l’ambizioso figlio di un ministro edomita – ma convertito all’ebraismo – dell’ultimo re asmoneo: Erode il Grande.
Questi riuscì effettivamente a riconquistare il regno, riportandolo all’estensione del regno di Davide. Costruì molti palazzi, fortezze e ampliò il Tempio.
Erode fu veramente “grande” in tutto: grande criminale (fece uccidere persino tre figli, per timore che stessero complottando e la moglie amata, Mariamne, ingiustamente accusata di adulterio, pena poi cadere in depressione per emsi...), ma anche grande politico e mecenate.
Quasi al termine dei suoi anni (regnò dal 37 al 4 a.C.) nel suo regno nacque Gesù Cristo.
Dopo la sua morte, il regno fu diviso tra tre dei suoi figli: Erode Antipa, Erode Filippo e Erode Archelao, nessuno dei quali si mostrò all’altezza del padre. Tanto meno l’ultimo, a cui i romani tolsero il regno di Giudea dopo appena 10 anni (annettendolo alla provincia romana di Siria) e lo spedirono nelle Gallie.
Una serie di rivolte diedero vita alle cosiddette guerre giudaiche che terminarono nel 135 d.C. con la cacciata di tutti gli ebrei da Gerusalemme e da tutto il territorio della Giudea.
Iniziò così la diaspora del popolo d’Israele, che si sarebbe conclusa ufficialmente soltanto con la creazione dello Stato di Israele il 14 maggio 1948.

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Kiakiar
Grazie per questi preziosissimi appunti! Ne faccio tesoro 😘