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Santa Comunione ancora nello spazio

Michael Hopkins è il comandante dell'astronave Resilience, attraccata alla Stazione Spaziale Internazionale (SSI) il 17 novembre per sei mesi.

La SSI è un satellite abitabile in orbita a 400 km, che funge da laboratorio di ricerca, è visibile a occhio nudo dalla terra.

Durante la sua prima missione nello spazio del 2013, Expedition 37/38, Hopkins, allora appena convertitosi, ha portato con sé delle ostie consacrate per non perdere la comunione in quei sei mesi.

Il suo parroco e l'agenzia spaziale russa gli hanno consentito di portare con sé le ostie per la domenica e per due camminate nello spazio: "Mi ha aiutato sapere che Gesù era con me mentre uscivo dalla stazione per andare nello spazio vuoto," ha detto in seguito.

È probabile, anche se non confermato, che Hopkins porterà di nuovo delle ostie in orbita.

Foto: Michael Hopkins, © NASA, CC BY-SA, #newsDwcrucojre

il vandea
E quindi avrebbe fatto la 'comunione fai da te 'come fosse un cibo particolare ? E' un orribile sacrilegio di cui dovra' rispondere, oltre che lui, anche quell'indegno parroco che glielo ha consentito. Se ,giustamente, non se la sentiva di passare tanto tempo senza comunicarsi, avrebbe dovuto rinunciare alla missione spaziale.
Francesco I
È molto meno blasfemo della comunione self-service, già autorizzata da Montini
Quanto vale un'ostia consacrata? Una proposta - di Francesco von Mansfeld
oppure dal modo in cui distribuisce le sacre specie l'ex cardinale Bergoglio:
Senza parole: quando fare la comunione non ha più nulla di sacro !