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Le coccole di Dio

enzo43
nostro Padre - quello nei Cieli - sta cercando di attirare la tua attenzione o la mia, per dirci: "E' il tempo delle coccole"

INCONTRI CON LA PAROLA, di don Luciano missionario in Kenia

Il tempo delle coccole
(Marco 3, 14)


Ormai ci sono abituato, mi capita quasi ogni giorno al Calabrian Shelter, la casa-famiglia dove ci sono le nostre bambine. Dunque, qui c'è don Luciano che sta parlando con la "housemother", la signora che vive con le bambine. La conversazione è intensa: ci sono problemi da risolvere, spese da fare, documenti per il tribunale dei minori da preparare, eccetera. Ecco che arriva Virginia, la più piccola delle nostre bambine, chiedendo un po' di attenzione dal suo papà - che sarei io. E io dico: "Aspetta un attimo Virginia, che devo finire questo discorso" vangelo.forumattivo.com/t59-le-catechesi-di-don-luciano. Lei aspetta solo un pochetto, poi mi chiama - e riceve la stessa risposta. Allora, dopo un niente, si aggrappa alla mia gamba e incomincia la scalata per venirmi in braccio. Bè, se è così non mi resta che assecondarla. Poi mi mette le braccia intorno al collo e si stringe forte a me, come per dire: "E' il tempo delle coccole!" E io lì che mi sciolgo, no, mi spalmo sul pavimento.

Mi chiedo quanto volte nostro Padre - quello nei Cieli - sta cercando di attirare la tua attenzione o la mia, per dirci: "E' il tempo delle coccole". Il tempo della tenerezza reciproca - ma ci trova sempre molto occupati.

C'è un brano della Bibbia dove Gesù ci indica che lavoro deve fare chi vuole essere Suo discepolo - e io spero che tu voglia assumerti quel lavoro, se vuoi appartenerGli davvero. Descrivendo la chiamata di Gesù ai Suoi primi discepoli, l'evangelista Marco scrive: «Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni» (Marco 3,14-15).

Nota bene: Gesù ha certo del lavoro da darci da fare. Ma questo è del tutto secondario. L'attività più importante di chi vuole essere Suo discepolo ci coglie in qualche modo di sorpresa: «Ne costituì Dodici che stessero con lui». Mi immagino la scena dei primi 12 discepoli che si presentano baldanzosi da Gesù, rimboccandosi le maniche: "Molto bene. Eccomi qua, Signore, pronto al lavoro. Cosa c'è da fare: andare in missione? Convertire peccatori? Guarigioni? Miracoli?" E Lui che risponde: "Stai qui con Me. Spendi tempo con Me". Perché è questo che importa a Gesù più di qualunque
www.amazon.com/altra/s cosa - non le cose che fai per Lui, ma il tuo amore; non il tuo affaccendarsi dispersivo, ma l'intimità con Lui. Che, in fin dei conti, è quello che Gesù ha ripetuto a Marta quando sua sorella Maria stava seduta ai piedi di Gesù ad ascoltarLo mentre Marta si stressava per servirLo. Le ha detto: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è
scelta la parte migliore, che non le sarà tolta» (Luca 10,41-42).


Una buona parte di noi è bravissima a fare le cose secondarie del discepolo - ossia fare cose per Gesù - invece che fare la cosa più importante richiesta al discepolo - stare con Gesù. Si invertono le priorità, e allora rischiamo il fallimento. Come la mia piccola figlia Virginia, Gesù è interessato, al di sopra di ogni www.amazon.com/altra/s cosa, in un tempo di tenerezza tra te e Lui. Mettendo da parte l'agenda, spegnendo il cellulare, accantonando tutto il resto - solo godendo dell'amore che si ha l'uno per l'altro.

Quando era qui sulla terra, Gesù ha detto ad alcune persone che amava: «Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!» (Matteo 23,37). Mi chiedo quante volte Gesù ha detto di te e di me: "Quante volte ho desiderato che noi due stessimo insieme - ma tu non hai voluto!". Gesù è morto per abbattere quel muro che ci rendeva impossibile stare con Lui. Quindi dà la massima importanza a quella relazione che Gli è costata così tanto.