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Avvenire senza pudore. Non si commetterà reato se le “opinioni” sono pronte a “fecondarsi”?

Dialoghi sull’uomo / CC BY-SA

Finalmente si arriva al punto. Quello che fa cadere ogni maschera basata sugli equivoci relativi alla cosiddetta libertà di opinione.

Ora Avvenire, dopo aver gettato (nel corso dei decenni) la Dottrina Cattolica alle ortiche, ha deciso di lanciare tra le spine anche le ultime reliquie di pudore.

In un vergognoso articolo di Luciano Moia, intitolato Omofobia, intesa sul «salva-idee». L’opinione diventa reato se istiga all’odio si arriva ad una plateale ammissione: la linea buona sarebbe quella di… Zagrebelsky. Citiamo, con grassettature nostre:

Ora, se è vero che nel primo comma dell’articolo 1 rimane il riferimento alla “propaganda di idee” secondo la formulazione della legge Mancino che aveva fatto gridare al rischio di persecuzione ideologica nella prospettiva della cosiddetta cultura gender, il chiarimento ottenuto con l’emendamento inserito subito dopo dovrebbe – a parere degli estensori – risultare una salvaguardia efficace per allontanare le accuse di “legge bavaglio”.

Certo, per valutare quali opinioni sono “riconducibili al pluralismo delle idee” e quali invece possono “istigare all’odio e alla violenza” rimarrà fondamentale l’interpretazione del giudice.

E questo margine di discrezionalità continua ad essere considerato rischioso da chi si oppone al ddl Zan. Un criterio ispirato al buon senso era stato suggerito dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, in un’intervista pubblicata nei giorni scorsi sul sito “Linkiesta”, secondo cui «l’opinione vuole aprire discussioni, l’istigazione all’odio in linea di principio non vuole, anzi chiude alle discussioni.

L’istigazione all’odio vuole passare, in estremo, alle vie di fatto ma è comunque sempre intollerante all’opinione altrui, a differenza delle opinioni che si fecondano reciprocamente».


Quindi, ci spieghino Moia-Zagrebelski, in nome del buon senso: i Santi e i Papi che hanno condannato, senza troppi riguardi alla fecondazione reciproca, la pratica omosessuale, dove ricadono?

Quando San Tommaso d’Aquino dice: “Nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della Natura” (Somma Teologica, II-II, q. 154, a. 12.), quanto è intollerante dell’opinione altrui? Quando San Paolo “minaccia” effemminati e sodomiti dicendo che non entreranno nel regno del Cielo (1 Corinzi 6,9.10), quanto apre discussioni e quanto le chiude?

Meglio chiudere con un sorriso.
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N.S.dellaGuardia

Moia e avvenire passassero all'islam direttamente...

il vandea

Chiamarlo 'cattolico' e' un insulto a tutti i veri cattolici. Il nome piu' adatto sarebbe : 'Il corriere dell' inferno'.

Diodoro

Scrivevo ieri, a proposito della propaganda di Regime: " "Non potrebbero mai pensare che media, Governo e istituzioni possano essere corrotti... "
Ma c'è qualcuno che lo pensa realmente, cioè che non concede a media, Governo e istituzioni ALCUNA credibilità?
A me non risulta."
C'è qualcuno che ritiene "Avvenire" DEL TUTTO negativo, e non solo inutile, contraddittorio, inquinato? Qualcuno che ritiene i soldi dati dai Vescovi alla "stampa cattolica" non solo sprecati, ma usati contro Cristo?
C'è qualcuno, in altre parole, che vede la Pseudochiesa modernizzata, mediatizzata e responsabilizzata come qualcosa di Male, e non solo di meno-Bene? Don Minutella, con i suoi limiti, fa un discorso di questo tipo

Veritasanteomnia

Nel 2005, anno più, anno meno, la mia vicina di casa ebbe in regalo l'abbonamento all'Avvenire. Pensando di avere un orientamento intellettuale diametralmente opposto a quello dei Vescovi, passò il regalo a mio padre. Benché anziano, lo trovavo spesso a sbalordirsi di quanto leggeva...Talvolta lo sentivo dire: "a che punto siamo arrivati!". Era anziano ma non imbecille...aveva capito